La Cina ha introdotto nuove regole stringenti per il riciclo delle batterie dei veicoli elettrici, in vigore dal prossimo 1° aprile. Le misure mirano a controllare l’intero flusso delle batterie a fine vita, introducendo obblighi precisi per costruttori, importatori e operatori del settore.
Negli ultimi anni, il riciclo delle batterie in Cina ha dovuto affrontare criticità significative: dalla carenza di infrastrutture dedicate ai rischi di incendio, fino ai costi elevati legati a design non standardizzati. Nonostante questo, il Paese è riuscito a posizionarsi all’avanguardia.
Secondo dati diffusi, alcune aziende locali oggi sono in grado di recuperare il 96,5% del litio e oltre il 99% di nichel, cobalto e manganese, percentuali che rappresentano un riferimento anche per l’industria europea.
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Tracciabilità totale delle batterie
Uno degli elementi centrali delle nuove misure è l’istituzione, da parte del Ministero dell’Industria e dell’Information Technology (MIIT), di una piattaforma informativa nazionale. Questo sistema permetterà di tracciare ogni batteria per EV, dalla produzione alla dismissione, includendo vendita, riparazione, sostituzione, smontaggio e riciclo.
L’obiettivo è evitare che le batterie a fine vita finiscano in circuiti non controllati, una problematica ben nota anche in Europa.
Materiali, standard e obblighi per i costruttori
Le nuove regole impongono a produttori e importatori di batterie di utilizzare materiali a bassa tossicità e facilmente riciclabili, oltre a identificare ogni batteria secondo lo standard GB/T 34014. Entro sei mesi dall’ottenimento della certificazione obbligatoria, le aziende dovranno fornire informazioni tecniche dettagliate su smontaggio e disassemblaggio, mentre altri dati – come codice batteria e data di vendita del veicolo – dovranno essere comunicati entro 20 giorni dalla certificazione di conformità.
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Un passaggio rilevante riguarda la responsabilità diretta sul fine vita. Ogni produttore o importatore dovrà accettare le batterie esauste, istituendo stazioni di raccolta nelle aree di vendita e aggiornandone pubblicamente i contatti. La stessa responsabilità viene estesa ai venditori di veicoli elettrici.

Rottamazione e “second life” sotto controllo
Le misure stabiliscono che le batterie debbano restare con il veicolo al momento della rottamazione, limitando pratiche informali di riutilizzo o rivendita. Inoltre, il riutilizzo e la cosiddetta “comprehensive utilization” saranno consentiti solo a soggetti autorizzati, mentre le aziende di battery swapping dovranno affidare le batterie dismesse a operatori certificati o ai centri creati dai costruttori.
Per il mercato europeo, dove il second life delle batterie è spesso visto come leva per la stabilità delle reti elettriche e l’integrazione delle rinnovabili, il modello cinese mostra un approccio più centralizzato e controllato, che potrebbe entrare in tensione con logiche di mercato più aperte.
Un mercato enorme, ma da governare

Secondo stime di istituti di ricerca cinesi, nel 2030 il volume di batterie ritirate potrebbe raggiungere 1 milione di tonnellate. Il valore del mercato del riciclo ha già toccato 558 miliardi di yuan (71 miliardi di euro) nel 2025, con Brunp Recycling, affiliata a CATL, che dichiara una quota superiore al 50% e una capacità di 120.000 tonnellate annue.
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stanno migliorando anche le tecniche del riciclo.. al momento le batterie vengono disassemblate in parte o totalmente, poi triturate in assenza di ossigeno o proprio sottovuoto (per evitare incendi), fatta una prima separazione “meccanica” dei grani di alcuni materiali (es per centrifugazione)
e poi c’è il trattamento della black-mass con liscivazione acida (o a volte basica) in soluzione acquosa (processo idrometallurgico).. si usano degli acidi forti o delle basi per “convincere” i vari metalli a lasciare le robuste molecole delle polveri del catodo.. questa fase è relativamente lenta e lascia acque reflue acide poi da trattare a loro volta, cioè dei costi
pubblicazione di questa estate (citata nell l’indice degli articoli di interesse da Nature) in Cina un gruppo di ricerca ha messo a punto una liscivazione con un agente che mantiene nella soluzione un ph neutro, se ricordo usano la glicina (un amminoacido), e pare sia pure efficente e rapida (15 minuti).. se è vero quanto promesso potrebbe essere un processo adottato prossimamente rendendo più agile il riciclo
https://www.azom.com/news.aspx?newsID=64343