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Ciao Italia, la VW va in Spagna a fare batterie

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La produzione della nuova elettrica Volkswagen, la ID.5.

Ciao Italia. I nostri ministri prendono le distanze dalla svolta elettrica nell’auto e i grandi gruppi vanno altrove a investire. VW va in Spagna a costruire batterie.

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BARRA SU ELETTRICO E DIGITALE / Herbert Diess, n.1 Volkswagen Group

Ciao Italia, il mondo va sull’elettrico senza aspettarti…

La conferma arriva dal n.1 Herbert Diess, nella presentazione della strategia al 2030, denominata NEW AUTO: la terza Gigafactory VW si farà in Spagna. Ed è solo l’ennesimo grande investimento di un grande gruppo nella penisola iberica. Dal piano Volkswagen arriva anche un’indiretta smentita ai timori del ministro Giancarlo Giorgetti, che teme che l’elettrico consegni l’industria dell’auto alla Cina.  “Ci siamo posti l’obiettivo strategico di diventare leader del mercato globale dei veicoli elettrici e siamo sulla buona strada” ha spiegato Diess. “Il prossimo cambiamento, molto più radicale e basato sul software, è la transizione verso vetture molto più sicure, più intelligenti e finalmente autonome. Ciò per noi significa che tecnologia, velocità e scalabilità avranno un peso maggiore rispetto a oggi“. In soldoni: se le auto diventano computer con le ruote, le Case potranno fare cifre inimmaginabili vendendo servizi digitali. Certo, cambieranno pelle, ma quale industria può rimanere uguale a se stessa in un mondo che cambia a questa velocità?

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Il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti (foto: MISE).

Futuro nero a causa della Cina? La VW: con l’elettrico ancora più margini

Naturalmente Volkswagen fabbricherà batterie anche in Germania, dato che entro la fine del decennio il 50% delle sue vendite deriverà da auto elettriche. Un accordo è già stato firmato con Gotion High-Tech, specialista nell’industrializzazione delle celle. Ma, anche se i nostri ministri sono convinti del contrario, questo passaggio all’EV non metterà in ginocchio la VW, anzi. Il ritorno operativo sulle vendite (il margine di guadagno) nel 2025, è previsto in crescita dal 7-8% all’8-9%. Come? Grazie a “piattaforme tecnologiche scalabili e nuove offerte di servizi, con sinergie, ulteriori ricavi ricorrenti e futuri pool di profitti“. E le auto tradizionali, a benzina o gasolio? Il loro mercato “è destinato a diminuire di oltre il 20% nei prossimi 10 anni…E le maggiori uscite connesse al tema CO2/Euro 7 e agli svantaggi fiscali probabilmente ne ridurranno ulteriormente i margini. In parallelo, si prevede una crescita rapida dei full-electric e il sorpasso sulle auto a combustione interna quale tecnologia dominante“. Amen.

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Il ministro Roberto Cingolani

SECONDO NOI. Lasciamo ai lettori decidere: chi sarà a determinare il futuro dell’auto? Le strategie del duo Cingolani-Giorgetti? O piuttosto le scelte dei grandi gruppi dell’auto come Volkswagen-Audi o Renault-Nissan, che pochi giorni fa ha annunciato scelte analoghe a quelle di VW? Il nostro “splendido isolamento” non preannuncia niente di nuovo. Perderemo posti di lavoro nelle fabbriche di auto termiche, non ne produrremo di nuovi nell’elettrico che avanza. Ma speriamo di sbagliarci.

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  1. Per come la vedo io è la differenza politica tra chi progetta i prossimi 10-20 anni e chi cerca appoggi per non perdere la poltrona nel giro di 6 mesi.
    Senza parlare del fatto che nella fascia 55-75 anni, classico target “quattroruote-dipendente” ci sono i più convinti aggressori dell’elettrico e purtroppo, come Cingolani, detengono il potere politico di questo paese gerontocratico. Prima che mi attacchiate, ovviamente su questo sito anche i 90enni saranno maggiormente interessati alla mobilità elettrica ma nel resto del paese purtroppo è tutt’altra cosa.

  2. Il grave errore e’ stato imporre questa tecnologia senza aver pensato alle basi fondamentali di tutta la filiera .
    Il problema e’ che prima di tutto l’ Europa ci deve dire con chiarezza e trasparenza come intende produrre l’ energia elettrica , visto che molti paesi dismettono il nucleare per tornare al carbone , questo non ha logica , perché l’ auto elettrica per aver un senso deve ridurre la CO2 alla fonte , altrimenti il rischio e’ che la si aumenta più che diminuirla .

  3. Quando Cingolani nella conferenza (Realtà e Sogno: le nuove frontiere della robotica e dell’intelligenza artificiale) sono rabbrividito, in Italia chi volete che venga ad investire se le aziende in Italia scappano come anche gli italiani!!!! Abbiamo l’energia elettrica che si sta avvicinando ad un euro al kw, benzina e diesel sopra i due euro al litro, senza parlare del gas,ma dove andremo a finire!!!!!

  4. Ma poi riflettiamo, chi è quell’imprenditore che va a costruire la propria azienda in un posto dove tutto viene gestito in modo inspiegabile con giustificazioni assurde.

    Tra un pò i nostri politici diranno che il fotovoltaico inquina e che il sole non esiste.

  5. I politici italiani storicamente non fanno mai gli interessi degli italiani ma sempre quelli di qualche amico.

    L’unico che ci ha provato è stato ucciso il 27.11.1962 quanto non faceva gli interessi degli amici di una parte (o magari pure della totalità) dei nostri politici.

  6. Grazie, grazie, grazie a Vaielettrico.it di esistere!
    Grazie di mettere alla luce le incongruenze nell’operato di ministri che in queste pagine hanno critiche da tenere presente.
    Grazie.

  7. L’elettrico potrebbe anche un giorno arrivare a costare più dei combustibili fossili dando ragione a ministri incapace. Ma a quel punto per favore evitate di ammorbarci con le statistiche di quante persone ogni anno muoiono a causa dell’inquinamento e di quanto ci costano le cure ogni anno.

    • L’elettrico fotovoltaioco – eolico – geotermico – idroelettrico ecc..ecc.. ecc.. non possono costare più dei combustibili fossili. Se, invece, si parla di elettrico generato da combustibili fossili o nucleare la questione è comunque più conveniente per economie di scala.
      Mi sembra che la sua affermazione sia un mero riferimento al costo alla pompa di benzina.
      Quello che anche tutti dobbiamo capire è il rapporto risorse popolazione. Le prime sono limitate e la seconda variabile è in forte crescita da un secolo.
      Chiaro che il prezzo dei combustibili fossili avrà un flottante enorme nel medio termine perché non ci sono politiche che guardano ad una sola direzione. Ogni stato fa gli affaracci suoi e quando si trovano per la COP tutti belli a dire che amano l’ambiente salvo poi mettere uranio sul fuoco e fare scorta di armi.
      Nel 2100 saremo in circa 10 miliardi (stime) mentre oggi siamo in 8 miliardi.
      Una soluzione va trovata prima di restare al buio perché certe lavorazioni si dovranno ancora fare con i combustibili fossili per un bel pezzo.
      Per ciò che riguarda la parte sanitaria, Alex, prenda un biglietto aereo per Kiev e si faccia un bel giretto per vedere cosa ha causato quella piccola centrale nel 1986.
      Per i nox e i pm10 – 9 – 8 eccc. … sono tutte morti silenti .. che non fanno rumore.
      Lì è facile… basta andare in oncologia nell’ospedale più vicino.
      Io non “AMMORBO” nessuno ma si ricordi che lo “sviluppo economico” è figlio del “minimo sforzo e massimo risultato” perciò quando va in negozio per comprare il glifosate per diserbare spende 10 euro per una confezione da 500 gr quando potrebbe passare economicamente con un vaporizzatore 100 gradi sull’erba per seccarla tutta.
      Lo sviluppo ha fatto in modo che convenga trattare con una sostanza che risolve il problema in due giorni lanciandola da un cessna in grandi quantità. Peccato che poi quella sostanza vada dispersa nellìambiente.
      Nel suo sangue e nel mio.
      Anzi,,, più nel sangue di chi non può permettersi un prodotto biologico o non lo può coltivare.

      Io che vivo in un’area pesantemente inquinata, la pianura padana, le posso assicurare che il Veneto medio è interessato solamente al suo orto. Salvo poi accorgersi che tutta l’area è inquinata con il benestare delle amministrazioni politiche e dei consorzi di bonifica.
      Ci faccia un ragionamento (non una paranoia) e poi se lo dimentichi come fa la maggior parte della gente fino a quando non finisce per bazzicare quei reparti.

  8. Il duo cingolati Giorgetti oggi a gran voce ,ripresi da varie testate, hanno affossato l’elettrico uno sostenendo che con il caro bolletta e meno conveniente della benzina l’altro che le auto elettriche le fabbricano all’estero …
    Ora se questi personaggi telecomandati sono il meglio che potevamo esprimere in
    Posizioni chiave come transizione eco e sviluppo economico Siamo veramente spacciati.
    Pare che Giorgetti abbia realizzato che le auto non si fanno più in Italia (o se ne fanno poche) e dire che ha una laurea alla bocconi e dire che milita in un partito che ha trascorso quasi venti anni al governo e di cose in venti anni se ne potevano fare (senza opposizione di fatto) …qualche giornalista di questa testata giorni fa mi dato del pessimista
    Beh contentone ed entusiasta non lo sono…

  9. Ovviamente hanno perso molti treni!!
    Il treno Tesla
    Il treno Volkswagen
    E molti altri ne perderanno di questo passo
    Così si perdono posti di lavoro fondamentali. Non solo gente che assembla e tecnologia negli accumulatori ma anche robotica di alto livello e programmazione che… scusate se è poco… continua ben oltre la mera vendita dell’autovettura.
    Si perdono le fabbriche di colonnine intelligenti, si perdono le piattaforme di ricarica wireless, si perdono le produzioni di microprocessori, si perdono le componentistiche di sedili, volanti, interni pregiati, si perdono le strade con ricarica continua e tutta l’innovazione del pnrr tranne i soldi che finiscono per pagare un’orchidea fresca ogni mattina sul tavolo della presidenza del consiglio.
    Oggi su radio 24 si faceva il punto perché Stellantis il fulcro della ricerca lo lascia in Francia e relega l’Italia al mero ruolo di Cina Europea… che già così è tanto perché alla fine della fiera ci lasciano solo le fabbrichette necessarie al consumo interno di utilitarie o poco più.
    Perdere una fabbrica di accumulatori significa perdere anche l’indotto del riciclo e del riutilizzo di tali fonti energetiche.
    Forse è questo che vogliono Cingolato e Giorgetto… Matteo del Rosario e il pd. Tutti in fila per non fare nulla. Basta farlo bene e sembra quasi che stiano facendo qualcosa. Ohhh… capiamoci… non è che la PDL sia diversa… con zio Fester con l’uveite e Dudu’ e mamma Ebe di Atreju. Dimenticavo l’ebetino con il sorriso di Roger Rabbit (solo il sorriso ehh) e un sacco di vecchi babbioni che si fanno accompagnare dall’autista in auto blu in parlamento (quando ci vanno). A tutta sta gente cosa frega dell’ambiente?

  10. Non sono d’accordo con questo nesso causa-effetto, secondo me sbagliate (e ha ragione ernesto grottaferrata, anche se non condivido il tono polemico dell’intervento). La Spagna ha annunciato lo stop alle auto a benzina e diesel solo dal 2040, come la Francia: l’Italia ha fatto meglio, presentando lo stop dal 2035. Sempre l’anno scorso, la Spagna ha dato incentivi per l’auto nuova che vanno da 400 a 4000 euro (quindi non più di quanto dato dall’Italia) e tali incentivi hanno seguito il principio della neutralità tecnologiche: ci rientravano tutte le auto con emissioni inferiori a 120 g co2/km. In Italia gli incentivi più forti erano riservate alle auto con meno di 20 g co2/km (all’epoca solo le elettriche). Non solo: il prezzo d’acquisto doveva essere massimo di 35000 euro, pertanto solo la ID3 base senza optional rientrava nell’incentivo spagnolo, non proprio il massimo per VW che punta tutto su modelli più costosi (con gli incentivi italiani praticamente tutti i modelli erano incentivati). Non conosco i numeri attuali, ma stando a quelli dell’anno scorso l’Italia ha il doppio delle colonnine di ricarica della Spagna e la percentuale di elettriche vendute nei 2 paesi è pressoché identica.

    Allora perché andare in Spagna anziché in Italia? Secondo me la risposta è semplice, perché la Spagna ha la bolletta energetica (e per fare batterie serve tanta corrente), la tassazione e il costo del lavoro più basso rispetto all’Italia (e chissà che anche la burocrazia e certa normativa ambientale sia più “snella”).

    • E aggiungo: la VW è già in Spagna da molti anni tramite la Seat, mentre non è in Italia. Questo genera tante facilitazioni: conosce le norme di quel paese, può, all’occorrenza, spostare risorse umane da una centrale all’altra (soprattutto se costruite vicine), tutta la logistica è già lì (basta pensare alle rotte, etc.), normale intenda rimanere in quel paese, soprattutto se si è trovata bene lì. Andare in Italia, dove tutto costa di più, sarebbe illogico. E che i costi c’entrino qualcosa è evidente dal fatto che abbia scelto la Spagna anche rispetto alla Germania (dove VW è certamente più presente) che certamente sull’elettrico è molto più avanti della Spagna stessa.

      • Un commento sensato. In questi termini andava scritto l’articolo, non su colpe (presunte) di chi nei consigli di amministrazione dei vari gruppi non siede.
        È da molto prima dell’avvento delle ev che non ci sono le condizioni per invogliare chicchessia a investire e produrre in itaglia.
        Ma vuoi mettere puntare il dito sempre lì? Come si scatenano poi nei commenti?
        È più difficile imbastire un discorso serio ad ampio spettro che incolpare.

        • Caro Ernesto, VaiElettrico non ha certo bisogno che io gli faccia da avvocato difensore, però suggerisco a te (e anche a chi critica) di “bilanciare” la critica. Una cosa è condividere o meno la tesi dell’articolo (perché qui nessuno, né tu, né io, né VaiElettrico è proprietario della Verità Rivelata e Assoluta), un’altra è accusare il sito di malafede (quella del click-bait è una accusa un po’ pesante da sentirsi dire).

          Il sito è pieno di articoli che si possono condividere o meno ma che hanno certamente 2 meriti: forniscono tanta informazione preziosa (per consentirci di “laurearci su Google” in tema mobilità elettrica) ma soprattutto trasudano di passione. Una testata che si chiama VaiElettrico e non EvvivaTutteLeAuto te lo puoi aspettare che “tifi” e “spinga” per la mobilità elettrica: ma con tutti i difetti che puoi dare a questa testata, devi riconoscere che mantiene sempre anche un vero spirito critico, riportando anche notizie “scomode” per il mondo della mobilità elettrica.

          In questo caso l’autore ritiene ci sia una correlazione tra l’atteggiamento “scettico” del governo italiano e gli investimenti (scarsi) che si fanno in questo paese: è veramente così? Io non lo so, non sono così esperto. In questo caso ho esposto una tesi simile alla tua, in cui ho ipotizzato che il nesso causale ipotizzato dall’autore sia sbagliato, ma magari sbaglio io e ha ragione lui, non sono così esperto. Questo è il bello di avere una sezione commenti aperta, poter confrontare punti di vista diversi.

          Però, magari sono ingenuo io, non ci vedo il “click-bait” che dici tu, ci vedo la passione per le auto elettriche, il desiderio e la speranza di avere un governo più “norvegese” e meno “trumpiano”, che sia capace di fare scelte più coraggiose (anch’io la penso come VaiElettrico sui temi ambientali sebbene la mia “ricetta” è molto diversa dalla loro). Io, come te, ho la critica facile verso le cose che non mi piacciono o verso chi non la pensa come me: ma concediti un attimo anche per rivalutare il grande lavoro che fanno qui, le utili informazioni che ci danno gratis, lo spazio che ci danno nei commenti e le risposte che ci forniscono. Forse è il caso di interloquire con un approccio diverso, che ne pensi?

          • ciao enzo,
            ti spiego cosa ho inteso definendolo click-bait: da persone che si pregiano di essere stati direttori o caporedattori di vari giornali/riviste, mi aspetto un articolo (e titolo) che svisceri l’argomento. che metta a nudo le problematiche, se ci sono stati accordi poi disattesi ecc. e non un titolo ambiguo con un articolo che parla delle intenzioni di diess.
            per poi dare cifre che a mio modo di vedere sono un pugno in un occhio: nei prossimi 10 anni stimano il 50% di vendite ev e una contrazione delle termiche del 20% a calare: se vendi 50% ev l’altro 50 devono essere termiche, a meno che non le dismetti immediatamente.
            la vw ha mai detto che avrebbe voluto costruire in italia? perché il titolo fa pensare a questo..
            nell’articolo si fa menzione del perché vadano in spagna? no
            tu hai giustamente parlato della presenza della seat sul loro suolo come facilitatore (evidenziato anche da nico71)
            fai allora un articolo parlando delle difficoltà di realizzare qualcosa qui, visto che sono anni che anche gli italiani delocalizzano o trasferiscono all’estero (sarà colpa di cingolENI e giorgetti a prescindere).
            ma se vw sceglieva l’itaglia, oltre a fargli i bidè d’oro (vantaggi fiscali, allacciamenti fognari gratis e tutto quello che serviva), mi chiedo: ma ecologicamente parlando, quanto sarebbe stata impattante questa industria?

          • Già, perché vanno in Spagna? perché quel governo e quelle autorità regionali si danno un gran daffare per attirare investimenti di gruppi come Volkswagen, Renault, Stellantis ecc. nei loro territori. I nostri che fanno, invece? Filosofeggiano sul futuro, con discorsi a capocchia tipo quello del Ministro Cingolani sulla Tesla da 100 mila euro. Il risultato è quello che ho scritto più volte: da noi si aprono solo tavoli di crisi, in Spagna (Paese che peraltro non ha mai avuto un’industria dell’auto al nostro livello) si aprono tavoli di sviluppo, con assunzioni, indotto ecc.

          • mauro tedeschini: come scritto sopra..
            vw ha mai dato l’idea di cercare l’italia? si o no

          • La Volkswagen conosce benissimo l’Italia, avendo tre importanti aziende qui, tutte acquistate da diverso tempo: l’Italdesign a Torino (ex Giugiaro), la Lamborghini e la Ducati nel bolognese. Mi sembra evidente che ritiene il made in Italy adatto a queste (importantissime e stimatissime) boutique di nicchia, ma non per grandi investimenti industriali. Che, nell’elettrico, stanno andando ovunque tranne che qui: per quel che riguarda le batterie in Germania, ovvio, ma anche in Spagna, in Svezia. Mi chiedo: qualcuno a Roma si è mai preso la briga di chiederglielo? Temo di no.

      • E meno male che qualcuno se ne è accorto!!
        L’articolo sembra scritto dal Formigli dell’altra sponda (inteso come pro elettrico e contro il governo italiano).
        Cosa ci verrebbe a fare in Italia VW se non ha fabbriche di auto qui? Invece ne ha diverse in Spagna e va li a costruirci una fabbrica di batterie. Mi sembra abbastanza semplice e lineare.
        Un titolo del genere avrebbe avuto senso nel caso della notizia di un fabbrica di batterie di Stellantis in Spagna invece che a Termoli.
        Poi tutto il resto relativo all’immobilismo, l’incapacità e la mancanza di visione del governo e dei nostri politici è condivisibile.

      • Re
        In Germania già le fabbricheranno le
        batterie .WW ha un accordo non Northvolt per una fabbrica in loco.
        In Spagna producono le piccole e la Seat

  11. E’ appena uscita la notizia che a Termoli si farà la gigafactory Stellantis. Resta il fatto che l’italia è poco attrattiva, in genere: da tempo non fa alcuna politica industriale, seguendo idee altrui che mortificano il nostro interesse nazionale, ma non cerca neanche di diventare attrattiva per gli investimenti, galleggiando al 58° posto della facilità di fare impresa, con una incertezza normativa, amministrativa e giudiziaria a livelli imbarazzanti.
    Ovviamente, mettendo sul piatto munifici incentivi pubblici, riusciremo ad agganciare qualche colosso internazionale ma temo non faremo altro che costruire cattedrali nel deserto, permettendo oltretutto arbitraggi e razzie da parte di imprese straniere. Ma il problema non è elettrico, è generale nei riguardi degli investimenti esteri

    • Si spenderanno 2,5 miliardi per costruire una gigafactory di cui 300 milioni circa dati dal governo, insieme a quelle di Francia e Germania, solo che la ricerca e sviluppo saranno fatte all’estero, inoltre Termoli e molto lontano dalla miror Valley, la vedo male per l’auto motive in Italia.

  12. che titolo clic-bait..

    mi immagino diess al telefono con cingolani, il quale gli dice: “ma sai, a me non piace l’elettrico”..
    allora diess, piccato, gli risponde: “allora vado in spagna a costruire!!”
    e si, sono esattamente quelli i motivi..

    • i motivi potrebbero essere altri
      “Pare”,”sembra” , “forse” ;
      è stato fatto un accordo Governo Stellantis ..
      al luglio Stellantis firmerà un accordo con il governo “forse” ,
      per una gigafactory per 2,5 Miliardi di Eur di finanziamenti statali ,”
      se , non “cade” il governo
      il governo a luglio è aperto
      e a “pensar male” ..
      “molto male”
      tutti partiti siano abbastanza “satollli”

      so cinico e bstrd

    • No, i motivi sono sempre gli stessi.
      Governi incapaci di dare la minima impressione di stabilità e capacità organizzativa refrattari a tutto quello che potrebbe spingere l’Italia in avanti economicamente
      e culturalmente.
      politici che cercano come meglio possono, di approfittare di ogni occasione per trarre benefici a loro favore.
      Ovviamente con buona complicità della popolazione capace solo di lamentarsi per quello che doveva fare qualcun’altro ma che non si preoccupa minimamente di quello che avrebbe potuto fare lei stessa.
      Siamo stati la scintilla che ha innescato l’evoluzione tecnologica.
      Spero solo che non ci rimanga altro che cenere.

      • Non a caso li votiamo noi italiani i politici italiani! Mica gli alieni!
        E loro con la super colla cercano di tenersi incollati alla poltrona quanto più a lungo possibile! E siamo costretti a sopportare le assurdità che raccontano in TV!
        E questi li chiamano pure competenti!!
        Non a caso vanno a 20.000€ al mese più bonus vari e vitalizi.
        Noi? 67 di età per una pensione! Così ha decretato la Fornero! E disse pure che i giovani sono choosy! Ecco a quali scienziati paghiamo 20.000€ al mese più bonus vari e vitalizi! A gente che ci insulta e ci umilia a pagamento!

        • Antonio ebbene sì credo che tu debba realizzare che il tuo il mio ed in generale il voto degli italiani vale un po’ meno della carta da cesso …se potesse modificare lo status Quo …c’è lo avrebbero già tolto
          Quindi mettiamoci l’anima in pace da questo fronte .

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