Ciao Italia, anche Changan fa la fabbrica in Spagna



Ciao Italia: un altro costruttore cinese, Changan, ha scelto la Spagna per costruire la sua fabbrica europea, aggirando così i dazi della UE.

Ciao Italia, i cinesi costruiscono ovunque ma non qui

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Qui e sopra due immagini della Changan Deepal S07, uno dei modelli di punta del marchio cinese.
Il nostro ministro dell’Industria, Adolfo Urso, straparla di un ritorno a un milione di auto costruite in Italia (nel 2025 sono state poco più di 300 mila…). E intanto gli altri Paesi europei portano a casa i fatti, in termini di nuovi investimenti e posti di lavoro. La Spagna , che l’anno scorso ha superato 1,4 milioni, si sta aggiudicando anche la fabbrica europea di Changan, marchio cinese in grande crescita. Lo ha rivelato alla Reuters, un dirigente del brand, che già nel 2024 è stata la casa automobilistica n.16 al mondo, con vendite di oltre 2,68 milioni di veicoli. “Ci impegniamo a essere in Europa, a fare in Europa per l’Europa“, ha detto diplomaticamente Nic Thomas, responsabile europeo di marketing, vendite e’assistenza di Changan. L’annuncio è coinciso con un test drive del SUV elettrico Deepal S07 in un evento fuori Londra. “Stiamo lavorando su soluzioni di produzione locali qui”.

Anche Chery va in Spagna, mentre BYD ha scelto l’Ungheria

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Una fabbrica di Changan, che è il quarto brand cinese e ha 14 basi produttive e 34 stabilimenti nel mondo.
Già in marzo Changan aveva annunciato che prevede di entrare in 10 mercati europei entro l’anno. Non è chiaro se tra questi rientri l’Italia: finora si è parlato di Germania, Regno Unito, Norvegia, Olanda e Danimarca. Già in settembre inizieranno in Inghilterra le consegne del Deepal S07, un Suv venduto in Europa continentale a 45 mila euro. Thomas ha spiegato che Changan ha venduto 600.000 auto al di fuori della Cina l’anno scorso e che quest’anno mira ad arrivare a 1 milione. Con un primo apporto dall’Europa. Ma è chiaro che il vero anno di operatività nel vecchio Continente è il 2027. Tra gli altri costruttori cinesi che hanno scelto la Spagna come base produttiva c’è Chery, con un impianto condiviso con Ebro. Il colosso BYD ha invece scelto l’Ungheria, mentre per l’Italia non risultano opzioni.
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Visualizza commenti (12)
  1. L’ultima l’ho sentita ieri dai patrioti, un tizio sul palco urlava “gas Russo e nucleare”, questa è la ricetta del futuro cui è destinata l’Itaglia altro che la Spagna.

    1. Se non disinneschiamo i conflitti in corso avremo solo gas nervini russi e missili nucleari in Europa ed altre parti del mondo…
      Le politiche muscolari e reazionarie non portano mai a qualcosa di buono.

    2. ho sentito un analista suddividere l’elettorato tra:
      – tifosi
      – ignavi
      – razionali

      ..purtroppo il tifoso non lo conquistiamo con un ragionamento, ci vorrebbe una gara di rutti o uno sfoggio di arroganza da vero “capo tribù”… mi concentrerei su incerti e ignavi..

  2. Edwin Abbott

    Se la Spagna va all’attacco e si è assicurata la nuova fabbrica di Changan, l’Italia va alla guerra e ha la vecchia fabbrica di Leonardo con Chingolan.

    1. Cingolani non è più alla guida di Leonardo; ha moltiplicato il valore del gruppo Leonardo, ha impostato il nuovo piano industriale e strategico… che ovviamente guiderà un altro, anche se sempre del gruppo (Lorenzo Mariani)… Sic transit gloria mundi.

    1. Investimenti da parte di enti locali, tassazione agevolata, costo dell’energia, complessità burocratiche, costo del lavoro. Continuo?

      1. proseguo io…
        – rapporti “traballanti ” col governo Meloni dopo il diniego a proseguire sui patti per la “via della Seta”, eccessiva vicinanza a Trump, spesso campagne di comunicazione anti-cinesi, cattiva reputazione delle auto elettriche con bassissima % di vendite e non ultimo le difficoltà a portare avanti infrastrutture distribuite di ricarica a prezzi economici…

        Chi vuol proseguire l’elenco ?

        1. La Spagna nemmeno li avviati accordi della “nuova via della seta” e la Cina sa benissimo che Trump di passaggio. La verità è che nessuno viene ad investire in Italia e se qualcuno lo fa, è per portare via.
          Se non ci sono investimenti seri e stabili, è sempre e solo colpa nostra.

        2. ..ministri barzelletta che per essere la notizia del giorno minacciano di azioni legali i costruttori auto se non cambiano nome ai veicoli come vogliono loro, anche a campagna di lancio pubblicitario già avviata?

          1. Per essere medico o ingegnere serve laurea ed abilitazione. Per essere un politico che decide sul futuro di un paese, gestendo investimenti miliardari, non e’ richiesto nulla. Il che fa capire perche’ dare piu’ autonomia locale non ha senso, si finisce in mano a gente senza arte ne parte.

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