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Ci preme la ricchezza più della salute (nostra e del pianeta)

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Ci preme la ricchezza più della salute del pianeta (e nostra). Ogni decisione che mira a una maggiore sostenibilità è accompagnata da levate di scudi, ci scrive Simone. Vaielettrico risponde. Le mail vanno inviate a info@vaielettrico.it .
Ci preme la ricchezza
La premier Giorgia Meloni sostiene che le misure ambientali non possono andare a scapito della crescita economica.

Ci preme la ricchezza, nell’illusione che l’energia possa costare pochissimo

“In questi giorni si legge molto di una misura europea che, imponendo l’utilizzo di carburanti a minor impatto ambientale, comporterà aumenti nei prezzi dei biglietti aerei. Con varie sfumature di indignazione man mano che si va verso giornali tendenti al negazionismo climatico. Tutto lo stupore deriva da un’illusione durata decenni e determinata da una semplice legge di mercato: che l’energia costi pochissimo. La quantità prodotta (e sprecata) dalla combustione del petrolio e derivati è tantissima rispetto al costo medio che ha. Questo ha comportato grandi possibilità di progresso economico, che per decenni ha fatto crescere la ricchezza nel mondo (con tante differenze e ingiustizie). Ma ha anche provocato un completo distacco percettivo su quali siano i reali costi dell’energia. In economia esiste il concetto delle ‘esternalità’, ma nessuno le considera nei prezzi dei beni al consumo. Per anni abbiamo trovato normale che un biglietto aereo per Stoccolma costasse meno di 10 euro. O 4,99 per un caricabatterie  made in Cina e portato qui su porta-container per migliaia di km. E via dicendo.

Ma anche il cambiamento climatico costa, senza che ce ne rendiamo conto

Noi oggi parliamo del costo al kWh alle colonnine, del tutto disallineato rispetto alla quantità fisica di energia prodotta dalla combustione di un litro di benzina (per fare un esempio).  Ma tutto questo deriva da una deformazione determinata da regole di mercato che si applicano alla sola attività di produzione e trasformazione. E che non tiene minimamente in conto dell’impatto esterno delle stesse attività. Impatto esterno che comunque produce costi quantificabili anche in termini economici, e non solo ‘ideali’, perché il cambiamento climatico COSTA. E invece che rendercene conto, preferiamo prendercela col destino cinico e baro guardando alla siccità della scorsa estate o alla recente alluvione in Romagna. O alla pioggia incessante che per tre mesi si è abbattuta sul Nord Italia. Vicende che comportano enormi problemi e costi, senza che ci accorgiamo che è solo, tristemente, il pianeta che ci restituisce il conto non calcolato delle nostre attività. Simone Rizza
ci preme la ricchezza
Enrico Giovannini, presidente dell’ASviS.

Ci preme la ricchezza, ma perderemo anche quella se…

Risposta. Ci sono studi autorevoli a dimostrare che ignorare pervicacemente i cambiamenti climatici avrà un costo ben superiore rispetto agli investimenti necessari per affrontarli. Anzi, la ricaduta sul PIL potrebbe essere addirittura positiva. Citiamo tra i tanti l’ultimo studio dell’ASviS, presentato poco più di un mese. L’ASviS è nata nel 2016 e conta oggi 320 organizzazioni aderenti: la più grande rete sociale mai creata in Italia. La guida l’ex ministro delle Infrastrutture e poi del Lavoro Enrico Giovannini, già presidente dell’Istat. Sono stati esaminati cinque scenari, che dimostrano che investire in sostenibilità è un costo nell’immediato, ma il ritorno nel medio-lungo periodo sarà positivo. Anche in termini di PIL positivo. Mentre non farlo ci costerà molto di più, sotto il profilo dei disastri ambientali e anche di un vero e proprio crollo economico.

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29 COMMENTI

  1. Il problema non è l’EU che legifera, processo democratico a cui tutti i paesi hanno il diritto di partecipare.

    Il problema è un paese che, pur facendo parte dell’EU e nonostante ne sia stato uno dei fondatori:
    • manda al parlamento europeo i *annacci e gli scartati in patria di turno senza alcuna capacità diplomatica e di trattativa né conoscenze per incidere sulle decisioni e solo capaci di proclamare assurdità tipo “arriviamo noi, è finita la pacchia!”
    • quando democraticamente viene presa una decisione gradita (vedi i miliardi del PNRR, o tutti gli altri miliardi che da decenni vengono elargiti in tutti i settori produttivi), in patria corre immediatamente ad attribuirsene il merito “noi soli contro tutti!”
    • quando democraticamente viene presa una decisione non gradita, antidemocraticamente vi sbraita contro e fa di tutto per ostacolarne la messa in atto, anche a costo di far sanzionare il proprio paese e anzi dichiarando altre assurdità tipo “tanti nemici, tanto onore!”

    A me chi si comporta così sembra solo un bambino maleducato, capriccioso, incapace di crescere e iroso quando gli adulti educati e ragionevoli lo mettono giustamente al suo posto.

  2. Alla cucurbitacea premono gli interessi di coloro che perseguono la crescita economica a tutti i costi, poi quando i danni ambientali (e non dimentichiamoci di quelli sanitari oncologici e non figli dei fossili) avranno raggiunto un livello insopportabile con il pil non ci potremo neppure pulire il fondoschiena.

    Ma io mi chiedo, ma non pensa al futuro di sua figlia!?!?!?!?

    • Ricorda un po’ le parole di Tiziano ferro: “Parlano, parlano…. e dico che sanno però mentono, mentono…”

    • La zucchina di mare si è appena comprata casa per più di 1M di euro. Per carità, tutto lecito e legale, ma ricordiamoci che quel capitale è generato da decenni di vita parlamentare, in cui ha combinato poco niente mentre tutti noi gli paghiamo lo stipendio.
      Lei cadrà in piedi, il mondo andrà in rovina ma i più ricchi avranno sempre modo di spostarsi, trasferirsi, comprar casa in posti più climaticamente sicuri. Oppure la loro miopia colpirà loro come i poveri.

  3. Tutto vero ma… che vuol dire:
    “obbligando in nome dell’ambiente a spese che il cittadino” ?
    A carico di chi dovrebbe essere, dei leoni, degli elefanti o delle formiche?
    Se vuoi puntare il dito, a parere mio, si deve fare verso chi in ogni prodotto, in ogni servizio… in qualsiasi cosa impone prezzi impossibili.
    Dalle grandi multinazionali, alle piccole e grandi lobbies all’artigiano che per fare un lavoretto da due ore o poco più chiede 2.000 €.
    Ovvio che cappotti, pompe di calore, auto elettriche, ricariche a prezzi esorbitanti non sono sostenibili da almeno l’80% della popolazione e di tanta altra.
    Detto questo se vogliamo avere un futuro al clima dovremo pensarci e pure in fretta.
    E sarà da fare al purissimo prezzo di costo, non un centesimo in più se non la paga di un operaio… altro che compensi milionari.

  4. Verissimo il cambiamento climatico costa, costa tantissimo sia economicamente che in vite umane, purtroppo però l’errore è stato che il costo per ridurlo è stato scaricato interamente ai cittadini, a parte alcuni bonus saltuari (e a modello lotteria) i costi sono in gran parte sulle spalle dei cittadini che, almeno in Italia, non hanno avuto adeguamenti salariali da decenni e come dice il proverbio le nozze coi fichi secchi non si fanno e qualora si volessero obbligatoriamente fare … vengono una schifezza.
    L’Europa ha legiferare su auto elettriche e case green come se fossi.o tutti cittadini olandesi, danesi o norvegesi (anche se la Norvegia è fuori dalla UE) non come italiani, spagnoli, greci, polacchi, rumeni ecc, obbligando in nome dell’ambiente a spese che il cittadino normale non può molto spesso affrontare senza (almeno per ora) dare nulla se non una pacca sulla spalla e un bel “don’t worry …. be happy”

  5. In generale si preferisce l’uovo subito piuttosto che la gallina domani, nel specifico della transizione energetica ritengo che l’errore più grave sia stato quello di impostare tutta la comunicazione sulla necessità di ridurre l’emissione di CO2 per evitare il surriscaldamento (la gallina), impostata così la campagna si è scontrata con chi vuole l’uovo subito e quindi vede solo aumenti di prezzo e difficoltà (spesso immaginarie e dovute alla pigrizia mentale), se oltre che parlare di riduzione della CO2 e di problemi climatici avessero anche presentato studi per dimostrare che elettrificare significa avere immediatamente una migliore qualità dell’aria nelle città e di conseguenza avere meno problemi di salute e quindi avere spese sanitarie inferiori probabilmente ci sarebbero stati meno detrattori e la transizione non sarebbe apparsa come qualcosa voluta dai ricchi a scapito dei poveri, in un quartiere periferico di Milano su un palazzo appena ristrutturato qualcuno ha scritto con le bombolette “fuori i ricchi dal Giambellino”, giusto per far capire il livello che ha sta raggiungendo la disinformazione e lo scontro sociale.

    • Concordo con lei sul fatto che è stato usato una strategia comunicativa che definirei “da autosabotaggio”, e il cui imperdonabile peccato originale è stato quello di rifiutarsi a priori di considerare che per l’essere umano medio la fine del mese è più importante della fine del mondo.

  6. Grazie Simone, e complimenti: considerazioni quanto mai centrate e attuali.

    Forse il problema è legato proprio alla natura umana: vogliamo continuare a ballare spensierati e senza “sbatti” (come reclamava un lettore qualche giorno fa), e non vogliamo assolutamente vedere che il Titanic su cui siamo ha già sbattuto contro l’iceberg è sta imbarcando acqua, salvo poi all’ultimo istante gridare impauriti e sdegnati il fatidico “qualcuno faccia qualcosa!”. 😟

    • So già che la risposta non vi piacerà, ma ve la do ugualmente
      Qualcuno diceva ” nel lungo periodo saremo tutti morti” al seguito di questo vi pongo una domanda
      Perché dovremmo preoccuparci di un futuro che non ci riguarda spendendo molti soldi che non rientreranno mai in una vita ?
      Si lo so per figli e nipoti, però proprio qui sta il punto , dovremmo preoccuparci dell’egoismo di voler vivere una vita” libera ” per proteggere gli egoismi di chi vuole moltiplicarsi all’infinito?
      Lo so bene che da fastidio sentirlo ma il vero cambiamento climatico lo sta si provocando l’uomo ma con la sua presenza che in’evitabilmente facendo varie attivita vi contribuisce
      Ora , voi pretendete come detto da qualcuno di lasciare tutte le liberta ad una nicchia riducendo tutti gli altri a poveri da additare perche NON RIESCONO finanziariamente a seguire
      Personalmente posso tranquillamente continuare a mettere carburante anche a 4 euro al litro non preoccupatevene , preoccupatevi invece di rilassarvi un po con pensieri meno negativi che il mondo durera ancora molto , forse meno l’essere umano …..ma questo non necessariamente e’ una male

      • Un collega inglese una volta mi disse: il problema degli italiani è che sono egoisti.
        Ecco, lei probabilmente incarna lo stereotipo dell’italiano che aveva questo signore.
        Perché non cambia nick in Attila.s? Probabilmente sarebbe più appropriato.

        • Anche Ivan va bene , ricordiamoci di “Ivan il terribile”.
          Scherzi a parte, Ivan si arroga il diritto di distruggere il benessere del mondo civile continuando a scialare, ma tra pochi anni potrebbe purtroppo (ed insieme a tutti noi) sperimentare povertà e fame esattamente come la parte di resto del mondo che non può scialare.
          Che è la maggioranza.

        • Gliela dico proprio chiara, non ho eredi per caso e poi per scelta perché dovrei preoccuparmi dell’unica vita di cui dispongo? Spero per voi non crediate alla prossima
          Ps @ leonardo , non si illuda che l’egoismo sia monopolio Italiano lo è per natura l’essere umano
          Quindi si sono egoista e le chiedo , veramente pensa di convincermi con questi argomenti da the day after ?
          Buona fortuna
          PS 2 voi da bravi psicologi pensate di cogliere questa cappa delle lobbies petrolifere che ci condizionano
          L’unico vero motivo è che le persone hanno sufficienti rotture di P da non volerne altre, quindi appena le cose si paeificheranno come tempi e semplicità non ci sarà nessun problema al passaggio, ma è troppo complicato da cogliere

          • “Gliela dico proprio chiara…”

            Ivan, era già stato chiarissimo, glielo assicuro, grazie.
            In bocca al lupo per una vita senza “rotture di P”.

          • Ivan Ivan…. Ivan l’anarchico. Vuole poter fare tutto quello che gli pare in barba a tutti.
            Mi piace, caro Ivan. E vediamo cosa accadrebbe nel suo mondo.
            Tutti possono fare quel che vogliono quindi io potrrei voler andare a casa di Ivan e torturarlo per il solo gusto di farlo. Del resto mi va, di cosa mi devo preoccupare? Sono fatti miei, no?
            In fondo Ivan vuole continuare ad avvelenare indirettamente la mia aria, la mia acqua, il mio cibo. Quindi perchè non posso fare la stessa cosa con Ivan?
            Anarchia.

            Ah, ma forse il caro Ivan è di quelli che ama il manganello solo se a prenderlo sono gli altri, vero?

            Ivan, la pochezza e piccolezza dei suoi argomenti è davvero emblematica del clima culturale in cui viviamo.

          • “lo è per natura l’essere umano” è l’alibi che si è creato lei per alleggerirsi la coscienza evidentemente, io conosco esseri umani non egoisti. Tra l’altro il paese in cui vive ed è libero di vivere affonda le sue radici anche in esseri umani non egoisti che si sono sacrificati anche per la sua libertà.

      • Ignoriamo l’egoismo un attimo, ma qui c’è anche la miopia sull’aspetto temporale del cambiamento climatico: a meno che tu non abbia già un piede nella fossa, subirai anche tu eventi climatici estremi. Senza scomodare ragionamenti su figli e nipoti.

        Torna a raccontarcela dopo la prossima grandinata che ti scassa l’auto, poi la benzina da 4€ al litro dove la metti? La stocchi in casa? Ma in soffitta, perchè sotto c’è la prossima inondazione? E sempre che l’azienda per cui lavori non debba chiudere per un evento climatico, poi lo stipendio per comprare la benzina da 10€ al litro chi te lo da? O magari i soldi li hai, ma è meglio usarli per comprare frutta a 20€ al kg, perchè l’unica disponibile è quella coltivata in serre corazzate.

        Vivi pure tranquillo nella tua incosciente sicurezza, occhio solo a non far la fine della cicala. Che poi, in effetti il mondo durerà molto anche senza Ivan.s.

      • @ Ivan
        per me vabe se tu preferisci continuare con le abitudini attuali, magari pagando qualche sovrapprezzo su benzina o metano se arriveranno

        il cambiamento energetico si fa sui grandi numeri esula distanza, c’è spazio anche per cui non ci tiene a parteciparvi

        in generale credo avremo un misto di norme obbligatorie (es. a un certo punto ancora lontano negli anni non si intalleranno più nuove caldaie a metano e non si venderano più auto nuove a pistoni)

        e un misto di politiche di “pricing” ( vuoi un prodotto più inquinante? lo puoi avere ma paghi un sovraprezzo pari alle sue esternalità, es. si crediti Co2 sui carburanti, o meglio paghi quello ceh sarebbe il suo prezzo “vero”)

        solo non pretendere che il tuo caso, per me comprensibile, sia rappresentativo di tutti gli altri, ci sono persone a cui fare investimenti a 6-7 anni (fotovoltaico) per motivi vari pare interessante, e magari lavori sulle case (pompa di calore) se hanno figli persino investimenti con ritorno a 20 anni, o banalmente per far crescere la valutazione dell’immobile

      • @endyamar , si lo so sono assolutamente consapevole di non essere lontanamente alla sua altezza come pensiero , ma chi lo sa che così come diceva qualcuno a proposito delle tasse che pagavano i poveri ( perché sono tanti) così come sono tanti i poveri di pensiero ma VOTANTI la politica e sempre stata un mix in equilibrio tra ciò che serve ed il consenso. ( se nemmeno con la crisi a cui segui il governo Monti si cambiarono alcune cose qualche pensiero dovrebbe venirvi) Io molte volte carico gli argomenti perché un po lo ammetto mi diverte ma lei onestamente mi fa molta pena perché credo viva molto male rendendosi conto che il suo pensiero è minoranza e non riesce ad incidere sulla società come vorrebbe, tenga duro che magari passa
        Più in generale ho detto chiaramente che sono pronto ad abbracciare qualunque tecnologia a patto che come sbattimenti sia più o meno simile che non dreni ingenti risorse che , scusate , voglio dedicare ad altro e che mi permetta di sceglierla nel momento che deciderò io( d’altronde un iphon o un brondi a tasti giganti ad oggi e possibile sceglierlo)
        Sul resto mi spiace ma il mondo non finirà ne oggi ne domani l’impressione è che siate voi a non volervi adattare ad una nuova realtà che probabilmente imporrà di non costruire più nei letti antichi dei fiumi , nelle zone franose e di pianificare una decente manutenzione del territorio, per quanto riguarda la grandine vi sono ottime assicurazioni e ottime formule di cambio auto

        • Grazie caro ivan per aver confermato parola per parola quello che ho scritto di lei.
          Non rispondere in merito ma fare il piccione sulla scacchiera è proprio tipico di una certa statura culturale. 🙂

          Quel che mi andava di scrivere l’ho scritto. Non perdo altro tempo. 🙂

    • “Sta imbarcando acqua? E a me che cazz me ne frega a me! Qui non c’è acqua!” (passeggero medio del pianeta)

    • Ci spiega il sig. Eugenio, quasi pensionato, dunque futuro carico della collettività, che dobbiamo essere tutti un po’ più poveri.
      Posso chiedere se la sua pensione verrà calcolata al 100% si base contributiva?

      • Legga meglio, sig. Luigi: dove avrei scritto che “dobbiamo essere tutti un po’ più poveri”?
        E poi rilegga un’altra volta, sig. Luigi: forse riuscirà a cogliere la parola “responsabilità”, il cuore del mio messaggio.
        E non provi a buttarla in caciara cercando di spostare l’attenzione dalla luna al dito.

        • Mi pare evidente in cuore del suo messaggio, ora ci dica: 100% contributivo? Perché vede, è facile fare i responsabili con i soldi degli altri

          • se ci tienei a chiedere attività lavorativa e reddito o pensione agli altri per poi trovarci chissachè da criticare, dovresti dare l’esempio e iniziare tu

            e spiegare in cosa mai saresti stato penalizzato dalla rivoluzione energetica, invece di friggere fuffa pneumatica con gli slogan dell’asilo

            spesso chi fai il finto povero, con la retorica appiccicaticcia di chi finge di interessarsi ai bassi redditi, ma non ha spiegazioni concrete, solo slogan, è benestante e lavora nelle vecchie filiere, vorrebbe che niente cambiasse e pensa che basti spargere un po’ di fuffa per fermare il vento con le mani

          • Non si vergogni Eugenio, mi spiace averla punta sul vivo. Per me va bene così, non ho altre domande vostro onore

          • Veramente eravamo noi che aspettavamo da lei un contributo nel merito della discussione, sig. Luigi, invece di “domande di distrazione di massa”.
            Se non ha altro di costruttivo da aggiungere, direi che la possiamo chiudere qui. Buona vita, sig. Luigi!

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