Ci casca anche Urso: il ministro delle Imprese sposa la tesi di chi attribuisce le maxi-perdite Stellantis a elettrico e Green Deal.

Ci casca anche Urso: “Risultati fallimentari, ma nessun licenziamento”
“La crisi di Stellantis, che ha riportato perdite per oltre 22 miliardi, è da tutti attribuita al Green Deal e in modo specifico alla conduzione di Tavares. Poco fa lo ha detto anche la Cgil, che aveva creduto all’ideologia di Timmermans, imponendo all’azienda la strada forzata dell’elettrico. Con risultati che oggi sono fallimentari”. Così Adolfo Urso, rispondendo a un’interrogazione sulle iniziative urgenti per Stellantis, al fine di affrontare le criticità delle produzioni in Italia. “Lo ha evidenziato lo stesso Filosa, richiamando tutte la realtà e cambiando in modo radicale la strategia industriale negli Stati Uniti e in Europa. E chiedendo anche alla nostra Europa di cambiare“, ha aggiunto Urso, parlando del nuovo ad di Stellantis. “In un contesto in cui ovunque in Europa si chiudono fabbriche e si licenziano decine di migliaia di lavoratori, siamo riusciti a evitare che accadesse anche in Italia. Con un rinnovato patto con l’azienda consacrato nel Piano Italia: nessuno stabilimento è stato chiuso e nessuno è stato licenziato”.
Il passivo di 22 miliardi dovuto all’elettrico? Non scherziamo
Si tratta di un grave travisamento della realtà. Il Green Deal esiste per tutti i costruttori, a partire da Volkswagen Group. Ma nessuno dei concorrenti di Stellantis ha riportato perdite dell’entità di Stellantis. Anzi, tutti chiudono con bilanci più o meno positivi. Meglio sarebbe guardare in faccia la realtà: il gruppo guidato da Filosa paga l’insuccesso di diversi modelli nelle varie motorizzazioni. Elettrico compreso. E da tempo ha messo le motorizzazioni tradizionali come priorità assoluta. Prova ne sia che la produzione della nuova 500e, uno dei modelli elettrici di maggior successo del Gruppo, già nel 2024 è stato rinaiato a data da destinarsi. Motivo? Far posto a Mirafiori alla 500 ibrida. Un’analisi più oggettiva di quel che è successo aiuterebbe tutti a uscire meglio dall’impasse. E invece si continuano a scegliere comodi alibi per non guardare in faccia alla realtà. O vogliamo dire che l’insuccesso nell’elettrico è costato a Stellantis i 22 milairdi di cui sopra? Non scherziamo.

Il ministro punta su una nuovi modelli “finalmente ibridi”
Per quanto riguarda l’iniziativa produttiva di Stellantis in Algeria, il ministro ha premesso che “era stata definita e annunciata nella scorsa legislatura. Siamo riusciti a ottenere che la produzione sia limitata al mercato algerino, in forte crescita. E che siano coinvolte anche le aziende italiane dell’indotto, così che possono anch’esse beneficiarne”. Chiosa finale sul futuro, sul quale il ministro professa un ottimismo che sarebbe bene centellinare, visti i risultati degli ultimi anni. Con la produzione Stellantis crollata in Italia a poco più di 300 mila pezzi, rispetto al milione sognato. “Nel Piano Italia sono garantiti oltre 7 miliardi di acquisti l’anno per le aziende italiane della filiera e nuovi modelli, in gran parte finalmente ibridi. Alcuni già in produzione come la 500 ibrida a Torino e la Jeep Compass che prende avvio proprio in queste ore a Melfi. E Atessa diventerà la capitale dei veicoli commerciali d’Europa con una nuova generazione di modelli“. Che dire? Speriamo… .
“Una filiera automotive da ricostruire: ma l’Italia può farcela” / VIDEO
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Ma automotive italiano per il popolo non esiste da decenni e non è sicuramente colpa delle EV , anzi doveva essere il nuovo trampolino per rimettere inpiedi l’eccellenze italiana , ma come sempre hanno puntato al guadagno con prezzi assurdi soprattutto per quel poco che offrivano .
Ma come sempre è colpa di qualcun’altro
Non c’erano dubbi che il ministro, incompete, ci cascasse.
Hanno messo in commercio la 500 finta ibrida quando con gli stessi investimenti avrebbero potuto migliorare la 500e in autonomia e velocità di ricarica, é ferma a quando l’hanno commercializzata, 6 anni fa !!!
E gli altri non sono stati a guardare ed hanno praticamente raddoppiato l’autonomia.
Purtroppo il governo sguazza in un mercato dell’auto che per vari motivi costi e preconcetti, non decolla. Così è un circolo che non va
Ho noleggiato per qualche giorno una C3 ultimo modello 1.2 a benzina.
L’allestimento era il base, senza nemmeno autoradio.
Oltre a considerarla brutta esteticamente l’ho trovata povera negli interni e oggettivamente, facendo il paragone con i tempi, mi ha dato la stessa sensazione di quando salì tanti anni fa sulla prima Panda 30.
Motore piuttosto fiacco e con poca potenza, tanto che al suo confronto la mia Skoda Citigo elettrica sembra una supersportiva.
Non ho idea di quanto esattamente possa costare questa vettura ma sono sicuro che 16.000€ per questa vettura non li spenderei mai.
Questa esperienza mi ha lasciato un senso di tristezza e rafforzato i pensieri preoccupati per il destino dei lavoratori Stellantis e del suo indotto.
Forse dovrebbe provarla anche Urso prima di parlare e mostrarsi così ottimista.
La Cina a giugno definirà lo standard per le batterie a stato solido, l’Italia lo standard per le grigliate: tant’è!
a me, che sono costretto a guidare termico causa costi troppo alti e oggettivi svantaggi di autonomia e ricarica dell’elettrico, Filosa appare brillante realista, Tavares lo avrei degradato ai tempi al ruolo di spugnetta lecca-francobolli. l’elettrico sarà sicuramente il futuro. ma l’ideologia di moda al momento tra i burocrati di sinistra del parlamento europeo è tra i maggiori ostacoli alla sua diffusione e una condanna per la nostra economia. la Cina nel frattempo enorme consumatrice di petrolio, se la ride 🙂 ..serve realismo al mondo ragazzi. finchè i costi dell’elettrico non diminuiscono vedrete che prima di tutto l’europa si tirerà indietro con l’impossibile obiettivo delle “case green”, poi con le auto, poi lo stesso con l’obbligo del costosissimo riarmo che chiede la Nato ma nessuno stato vuole e può .. qualsiasi analista economico sincero lo pensa, io aspetto fiducioso vere utilitarie elettriche con autonomia pari alle termiche, e prezzo dell’elettricità dimezzato
Perchè usa tre diversi nick (Lorenzo baldi, Marco, Lor) e una mezza dozzina di indirizzi mail per riproporci il solito minestrone di disinformazione e propaganda politica?
A me invece sembra che l’utente abbia proposto una visione al momento realistica. Magari tra 10 anni non lo sarà più. Si potrebbe, invece di attaccarlo come dei bulletti delle scuole medie, provare a smontare la sua tesi, ma mi rendo conto di chiedere troppo.
Ah…cosa c’entra la… propaganda politica?!
Ma probabilmente il mio commento non verrà nemmeno pubblicato
Quindi?
smontare le sue tesi?
ancora?
di nuovo?
il sito è imballato di argomentazioni al riguardo, di commenti dettagliati, di dati.
ancora una volta smentire queste tesi?
Ma secondo lei i prezzi dell’elettrico come farebbero a diminuire se nessuno produce in Europa? Cosa aspettiamo, la venuta del messia? La verità è che è più facile continuare a produrre come si è sempre fatto, condividendo la stessa piattaforma su 3 o 4 marchi diversi per poi rendere felici i soliti 4 azionisti.
Ma nessuno si è accorto che anche senza la finta scadenza del 2035 la Fiat già non esisteva più? Che le fabbriche in Italia fanno schifo da decenni e che sono in perenne cassa integrazione con continui ricatti allo stato?
Teoricamente visto che le pene da codice penale non si possono applicare ai politici bugiardi l’unica pena che rimane è la non rielezione, ma in Italia non c’è neppure questa pena visto che i posti sicuri vengono dati direttamente dai segretari dei partiti ai loro cortigiani. Morale, in Italia il politico può truffare senza problemi i cittadini, mandare lo stato a gambe all’aria e non pagherà mai, rimane solo la pena divina ma da poca soddisfazione a chi rimane sulla Terra.
Ma quindi Filosa e D’urso (una combo micidiale di genialità e lungimiranza) ci vorrebbero raccontare che Stellantis ha 500/600 mila BEV sui piazzali non vendute? (grosso modo il controvalore di 22 miliardi con un prezzo medio di 40k). Come si fa a credere a una balla del genere.
il problema dei lavoratori italiani non è l’elettrico, ma una classe politica e imprenditoriale mediocre, con idee mediocri e che pensa solo al guadagno personale e immediato senza nessuna lungimiranza a lungo termine.
Mah, secondo me nulla di nuovo non vale nemmeno la pena entrare nello specifico visto che è oggettivo che a questo governo dell’ambiente e della salute delle persone non interessa nulla. Invece di cercare di contemperare i temi ambientali con quelli sociali (vedi occupazione), che non è certo semplice e dove ci vorrebbero veri statisti per realizzare le politiche opportune, pensano solo a difendere lo status quo e le varie lobby (il che è molto più semplice. Poi che se ne frega del futuro…
@Massimo
…con un “piccolissimo” problema:
oltre a non essere interessato ad ambiente e sanità,
può piacere, può non piacere,
è a questo punto oggettivo che non sono molto capaci, diciamo così, nemmeno con l’industria classica,
vedi ilva
vedi Iveco e le altre cedute
vedi i dati della produzione industriale stagnanti quando va bene.
proprio non capaci, ecco
Per l’elettrico Stellantis
ci son grandi novità
e mutati anche i mutandis
ecco a voi l’attualità:
Con un fare un po’ beffardo
si ripescan cose note
contentando il Gattopardo
per cambiar con gesta vuote.
Poichè il pubblico decreta
di lodare i tempi andati
con un’opera discreta
mettiam pezzi collaudati:
sulla 500 a pile
e sull’altre a batteria
pel piston parèr simìle
una cinghia prenda il via!
servirà a dar movimento
a servizi ed ancillàri
che s’attivan sul momento
con prontezza senza pari.
E per essere più che certi
di far cosa assai curata
questa cinghia, noi da esperti,
la farem lubrificata!
Della cinghia si sono dimenticati tutti, o meglio nemmeno una parola a riguardo, Chissà se ne sono consapevoli di quanti si son tenuti alla larga della pessima nomea del monomotore Puretech, la “nuova” 500 “”ibrida”” non è partita col botto + quell’ idea di autolimitare la velocità per limitare la sicurezza in auto che di sicurezza già fan pena-vedi euro ncap , Poi bisogna accontentare Trump.
Concordo pienamente. E non dimentichiamo il diesel con catena che si rompe. Ho appena venduto una 308sw del 2022 che in 150k km è rimasta ferma 5 mesi per: rottura pompa alta pressione (con conseguente sostituzione di iniettori, serbatoio ecc.)- rottura catena con relative conseguenze. – sostituzione turbina + varie e eventuali… l’ho appena data dentro per nlt di una Škoda enyaq. Mi hanno convinto definitivamente a passare al full elettrico.
Non che ci si possa aspettare qualcosa di più da Urso.
In fin dei conti è solo il titolare del ministero delle imprese e del made in italy.
Più preoccupante che un’azienda simile non abbia avuto alcuna volontà di cavalcare il cambiamento condannandosi all’irrilevanza produttiva e forse pure ad un fin troppo veloce fallimento.
Purtroppo a pagarne dazio saranno le maestranze, non certo la proprietà o la dirigenza.
Filosa ha perfettamente ragione: la causa del ‘buco’ di Stellantis è l’elettrico… ma NON nel senso che intende lui.
Il senso corretto è che, se perculi i clienti pretendendo di propinare loro auto elettriche che:
– sono state svogliatamente progettate con il minimo sforzo e montando quasi tutte powertrain e batterie riciclati tra marchi diversi e ormai obsoleti,
– eppure costano dai 5.000 ai 10.000 € di più rispetto ai modelli termici nonostante il 70-80% dei componenti in comune con i modelli termici,
non dare la colpa all’elettrico, ma al modo in cui TU lo hai interpretato e delle auto elettriche da schifo che produci, non certamente della tecnologia elettrica che altre case costruttrici invece maneggiano con molto più impegno e profitto.
D’accordo su ogni parola
Io sono preoccupato per Filosa. Sta impiegando un anno per tirare fuori il piano industriale di una azienda in difficoltà. Il mercato ne ha capito la debolezza e dopo un -25% non gli concede neanche un rimbalzo degno di questo nome. Forse pensano che questo non sia ancora il prezzo giusto per questa azienda.
Stanno pensando se importare la tecnologia cinese degli EREV sui marchi generalisti. Questo perchè, dopo gli annunci sui nuovi motori ICE (diesel e benzina, col ritorno del FireFly), non starebbero nei limiti di emissioni al 2030. Purtroppo per loro però, ci vuole tempo a rivedere modelli di grandi volumi, instaurare la supply chain e soprattutto aumentare i volumi produttivi.
Vedremo intorno a Maggio il nuovo piano.
La 500e nata qualche anno fa è rimasta uguale, con prezzi assurdi e autonomia ridicola, vendeva bene fino a quando non c’era la concorrenza attuale con nuovi modelli con caratteristiche ben superiori, sono rimasti al paleolitico.
Basta vedere che vendono ancora la tipo.. un concetto di auto di 20 anni fa.. d’altronde è sempre stato così per Agnelli.. Massimo profitto col minimo sforzo.. investire in tecnologia e software? Ma scherziamo… Sono destinati a chiudere… Non c’è altro da aggiungere..