Dalla Germania arriva una nuova metrica per valutare l’affidabilità delle ricariche basata sull’effettivo successo delle sessioni. Risultato: su 20.000 sessioni va a buon fine in media solo l’80-85%. L’obiettivo della Charging Success Rate (CSR) è superare i limiti degli indicatori tradizionali, offrendo una misura più concreta e vicina all’esperienza reale degli utenti.
Secondo le analisi condotte dalla società di consulenza P3 Group che ha sviluppato la metrica CSR, una colonnina può risultare tecnicamente disponibile anche quando una sessione di ricarica non può essere avviata o completata. Problemi di interoperabilità tra veicolo, infrastruttura e sistemi backend possono impedire l’avvio della ricarica, senza che ciò venga registrato come un guasto.

Le anomalie nascoste nei dati: fallisce una sessione su sette
La società tedesca ha analizzato più di 20.000 sessioni di ricarica in Europa negli ultimi cinque anni, relative a oltre 80 modelli di veicoli, più di 100 tipologie di stazioni di ricarica e 80 operatori di punti di ricarica (CPO).
Quello che emerge dall’analisi è che ad oggi il tasso di successo reale medio delle sessioni di ricarica si colloca tra l’80% e l’86%, a fronte di un uptime teorico (cioè la disponibilità tecnica delle infrastrutture) del 99%. In altre parole, circa una sessione su sette fallisce dal punto di vista dell’utente.
Secondo P3, la maggior parte di questi fallimenti si verifica prima ancora che la ricarica inizi e, pertanto, non viene rilevata dalla metrica del tempo di attività. Infatti, per identificare la quota di sessioni di ricarica “normali”, sono state escluse quelle di durata inferiore ai 4 minuti, insolitamente brevi e probabilmente indicative di un errore. Nei test, queste sessioni rappresentano circa il 6,3% del totale.

Come funziona la Charging Success Rate
La Charging Success Rate introduce un approccio completo, considerando l’intero processo di ricarica. Quindi dall’autenticazione dell’utente alla comunicazione tra veicolo e colonnina, dall’avvio della ricarica al trasferimento continuo di energia, per finire con la fase di completamento e disconnessione.
La metrica si basa su due indicatori principali: l’Authentication Success Rate (ASR), che misura la capacità di avviare correttamente la ricarica e il Transaction Success Rate (TSR), che valuta il completamento senza interruzioni. Solo combinando questi elementi si ottiene una visione realistica della qualità del servizio.
Verso uno standard di settore?
La CSR sfrutta il protocollo OCPP (Open Charge Point Protocol), lo standard di fatto per la comunicazione tra colonnine e sistemi di gestione. Questo consente di raccogliere dati in tempo reale e analizzare ogni fase della ricarica, dal singolo punto fino all’intera rete.
Per operatori e stakeholder, questa metrica può quindi rappresentare uno strumento utile per identificare criticità e migliorare il servizio. Non si tratta solo di aumentare il numero di colonnine, ma di garantire agli e-drivers un’esperienza affidabile.
Da qui l’obiettivo dichiarato di P3 Group di trasformare la Charging Success Rate in un benchmark comune per l’intero settore. Perché, come sottolineano gli sviluppatori, l’elettromobilità non può crescere senza un’infrastruttura affidabile anche nella pratica quotidiana.
L’adozione di uno standard condiviso potrebbe contribuire a ridurre le inefficienze e aumentare la fiducia degli utenti.
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