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L’idea Charge-sharing: stalli condivisi in strada per chi non ha box

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Charge-sharing
Charge-sharing i progetto di Gianpiero Pittorra per risolvere il problema della ricarica domestica

Charge-sharing per sopperire alla mancanza di garage e posti auto di proprietà di tutti coloro che comprerebbero domani l’auto elettrica ma non possono per mancanza di presa domestica. E’ la brillante idea di un imprenditore sardo. Eccola

Charge-sharing  è un progetto dell’imprenditore Giampiero Pittorra che punta sull’adozione e condivisione degli stalli stradali per risolvere il problema della ricarica domestica. Ma vediamo meglio questa idea.

Prima un progetto pilota

Charge-sharing
Il progetto Charge.-sharing che si vuole sperimentare a Nuoro

L’imprenditore ha messo su carta il piano che sta per  presentare al Comune di Nuoro, dove risiede, per sperimentarlo attraverso un progetto pilota che ne testi la fattibilità.

L’idea di Giampiero parte da una constatazione evidente, di cui abbiamo scritto spesso (qui). Ovvero che “non tutti hanno un garage privato o un parcheggio riservato dove poter ricaricare in modo semplice”. Senza, si rischia di pagare cifre molto più alte e di perdere una gran quantità di tempo alla ricerca della colonnina pubblica più vicina a casa o all’ufficio. Il problema lo conosciamo tutti, ma servono soluzioni pratiche.

Charge-sharing elettrifica lo stallo

il tour elettrico
L’imprenditore Giampiero Pittora con la sua Tesla vuole sperimentare la condivisione degli stalli stradali

Nello specifico la proposta ci viene spiegata così: “ll Comune concede al cittadino la possibilità di realizzare su suolo pubblico una stazione di ricarica con 2 stalli che verrà collegata alla propria utenza domestica”. Insomma stalli elettrificati. “Uno sarà riservato ad uso gratuito ed esclusivo del cittadino promotore, e l’altro, da condividere con qualunque altro utente elettrico”.

Charge-sharing si paga con App

L’ultimo tassello del puzzle è il pagamento, secondo l’imprenditore: “Chi ricarica pagherà, attraverso l’app di charge sharing, per il tempo di sosta impiegato e sua volta la piattaforma pagherà il cittadino, proprietario del punto di ricarica, per coprire forfettariamente i costi energetici sostenuti”.

Zero guadagno ma rimborso dei costi 

Il promotore, quindi, ci guadagna? “Deve essere un rimborso del costo dell’energia che non deve superare i 25/30 centesimi per essere sostenibile. Si deve preservare lo spirito di condivisione – sottolinea Giampiero – e puntare ad offrire più servizi ai cittadini”.

Una piattaforma di gestione per  Charge-sharing 

Ma per poter funzionare il sistema ha necessità di un’organizzazione? “Serve una piattaforma informatica per la gestione della App e, dunque, dei pagamenti. E una parte dei flussi finanziari è da destinare a ripagare il costo della struttura che assicura il funzionamento”. Sembra arduo però ottenere stalli nel cuore delle città: “Il nostro approccio è condividere con l’amministrazione il progetto per individuare le zone ovvero gli stalli più idonei al progetto”. Ci sono aree urbane o di piccoli paesi dove c’è abbondanza di stalli.

Quando in famiglia le auto sono 3/4…

Le famiglie spesso hanno anche 3/4 auto e almeno 1 resta fuori casa. “Conosco situazioni concrete di chi ha il giardino e fa passare il cavo fuori e va bene fino a quando non provoca disturbo e nessuno protesta. Con il Charge-sharing si potrebbe risolvere il problema”. Il progetto di Gianpiero – vende pannelli solari ed è proprietario di una Tesla – come sottolinea anche lui è da testare sul campo ovvero sullo stallo. Un progetto pilota sarebbe interessante per verificare efficacia e fattibilità.

LEGGI ANCHE: Ricaricare a casa, 10 cose da sapere

9 COMMENTI

  1. ottima iniziativa, ma ha grosse limitazioni; impiegabili solamente ove i parcheggi sono abbandonati e lo sfruttamento del suolo pubblico a scopo privato non porti svantaggi a chi non ha un posto privato. inoltre mi chiedo come faccia un privato a guadagnare a norma di legge.

    • Eroga un servizio, a tariffa predefinita che ne copre i costi. Non so se la normativa lo consenta. Qualcuno ha la competenza giuridica per dircelo?

  2. ottima iniziativa, ma ha grosse limitazioni;
    impiegabile solamente ove i parcheggi sono abbandonati e lo sfruttamento del suolo pubblico a scopo privato non porti svantaggi a chi non ha un posto privato. in aree metropolitane dove i box scarseggiano e le strade sono in origine strette; inoltre mi chiedo come faccia un privato a guadagnare a norma di legge.

    • Salve questa è un’idea che va testata sullo stallo per vedere la fattibilità. Ma io penso che ne vale la pena. Come ho scritto nell’articolo non si può applicare in ogni strada, ma ci sono periferie e paesi dove non c’è problema di parcheggi e dove scarseggiano le colonnine. Qui si potrebbe fare tranquillamente. Il problema è capire dal punto di vista giuridico come si può scrivere un contratto che tuteli il bene pubblico – qualcuno potrebbe essere interessato solo per assicurarsi un parcheggio – e permetta di erogare un servizio pubblico che poi va a favore della collettività. Sul guadagno, lo dice anche l’imprenditore, in pratica non ci deve essere perchè si perde lo spirito di condivisione. Il guadagno consentito si ferma all’opportunità di avere la possibilità di acquistare un’auto elettrica. Si possono poi immaginare infinite formule anche con la costituzione di gruppi di quartiere, di condominio… Segnalo anche questa esperienza del bolognese https://www.vaielettrico.it/colonnine-gratis-con-charge-go-comunita-solari-bolognesi/

  3. Bella idea stavo proprio pensandoci però bisognerebbe ripensare il concetto di contratto residenziale, non c’è un limite di potenza?

  4. Forse è sufficiente non riservare lo stallo al promotore, che potrà ricevere benefici in termini di forniture dall’app.

    • Si Mario ma l’investimento è abbastanza alto, forse la soluzione ideale sarebbe a livello di condominio per ridurre l’investimento.

  5. Chiaramente l’ingegneria finanziaria conta, penso a un BM che possa essere interessante per un investitore importante, del resto in diversi contesti c’è chi le installa gratuitamente. Magari è conveniente cominciare dall’estero, dove le auto collegate possono già fornire servizi di rete.

  6. L’app rileverebbe l’interesse del proponente e valuterebbe, proponendo eventualmente un finanziamento parziale o totale in caso di condomini convinti ?

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