Certi prezzi di ricarica in vigore all’estero ce li sogniamo…Marco segnala l’apertura di nuove stazioni HPC in Germania con costi molto più convenienti rispetto all’Italia. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
C’è da invidiare certi prezzi di ricarica: 0,49 nelle HPC…

“So che è un tema di cui vi occupate spesso. Ma resto comunque basito quando vedo pubblicizzati su LinkedIn i prezzi di ricarica in altri Paesi. Da ultimo mi sono imbattuto in un post che annuncia l’apertura di una grande stazione di ricarica Orlen a Elmshorn, in Germania. Con 16 punti di ricarica ultra-veloci peraltro forniti da un’azienda italiana Alpitronic. Più bar self-service, bagno, ospitality ecc. Ma quel che colpisce di più è il prezzo della ricarica in colonnine da 400 kW, solo 0,49 euro/kWh. È poco più della metà di quel che spendi da noi per queste potenze. Non solo: giustamente Orlen valorizza quel che ritiene un punto forte: un totem-prezzi da 8 metri che mostra costo e disponibilità delle colonnine. Evitando inutili fermate. Quando arriveremo a prezzi e servizi del genere da noi?”. Marco Liberali
Siamo i più cari soprattutto per due motivi
Risposta. I problemi che rendono molto più cara l’Italia restano soprattutto due. Da un lato c’è il costo della componente energia, che sappiamo essere più salato, non avendo né il nucleare né una super-produzione da rinnovabili. Dall’altro c’è il basso tasso di utilizzo delle colonnine, visto che il numero di auto elettriche in circolazione è ancora modesto rispetto alla citata Germania e alla Francia.
Solo grazie alla coda degli incentivi 2025 le EV negli ultimi hanno superato il 10% di quota di mercato. In Francia sono arrivate al 30% in giugno e il mercato tedesco non è lontano da questi livelli. Chi gestisce le colonnine dice che finché ci sarà sotto-utilizzo i prezzi resteranno alti. Ma chi deve comprare un’auto e pensa all’elettrica, guarda i prezzi della ricarica e non la compra…
- Atlante alle flotte: “Diamo una strategia alla vostra ricarica” / VIDEO


Come detto da altri, da noi il prezzo Tesla è più o meno quello, 0,50 kw/h.
Per il resto in Slovenia ho caricato gratis a Logarskadolina (?) ed invece in austria a klagenfurth (non ricordo operatore) ho trovato colonnine a 1€ kw/h (a ricarica lenta ,2 anni fa). Follia totale.
Continuerò a seguirvi e stimarvi, nonostante la gaffe sul nucleare.
Chi più fa, più sbaglia.
Forza Vaielettrico!
quando chi vende energia è lo stesso soggetto che vende i fossili ci sarebbe da farsi una domanda e darsi una risposta; infatti quando un soggetto non vende fossili come Tesla nei suoi Supercharger vende hpc a 0.49/0.53 di giorno e 0.32 di notte, quando il prezzo dell’energia era normale era a 0.39/0.42…
Condivido in pieno, vorrei sapere quanto costa l’energia per uso domestico in Francia, per vedere se c’è la stessa differenza, mediamente di 0,70 al kwh, che c’è da noi…. fateci caso, a 0,85 cents/kwh il costo di un viaggio in autostrada in elettrico equivale a quello di un diesel… sarà un caso? È come se le società di distribuzione volessero forzare una momentanea neutralità per rallentare il processo di sostituzione in modo da poterlo finanziare meglio e rend
L’esposizione del prezzo è in effetti una forte lacuna italiana. Sui prezzi in sé non è ovunque proibitivo. Su a22 si paga direttamente con carta a 0,43€/kWh, mentre su rete free to X con Mobilize (Renault) presente su diverse autostrade si paga 0,49€/kWh. La potenza non è di 400kW, ma d’altra parte sono poche le auto che sono in grado di accettare più di 250 kW in ingresso
Da noi pura utopia vedere i prezzi di ricarica esposti, non capirò mai perché qui non lo fanno. Troppo permissivi o troppo succubi dei produttori/gestori di energia che fanno come gli pare
Chi vuole un elettrica non guarda solo il prezzo della ricarica, ci sono tanti altri fattori che sappiamo benissimo.
da ricordare che di nuculare ne esistono 2 tipi:
— ipotetici impianti nuculari di nuova costruzione,
che ad oggi secondo la quasi totalità degli analisti non è più conveniente fare, almeno non in occidente, e non in assenza di sinergie/motivazioni con la filiera militare (Francia e Inghilterra); perché avrebbero costi energia di circa 200 €/MWh o più;
cioè più cari dell’elettricità delle centrali a metano ( 100-160 €/MWh); ipotetici progetti di centrali dovrebbero drenare enormi quantità di sovvenzioni pubbliche, facendo aumentare le tasse e/o le bollette, e senza fornire un kwh prima di decenni di attesa; banalmente oggi abbiamo tecnologie più nuove, molto più veloci ed economiche, cioè rinnovabili e accumuli
inoltre nelle reti moderne come nel caso europeo, con carbone in dismissione rapida e già invase da economica energia da rinnovabili e accumuli, le centrali avrebbero fattori di utilizzo via via sempre più bassi, non oltre 70% (come attualmente in Francia), e in futuro anche meno; cioè dovrebbero modulare la potenza, alzando ulteriormente i costi energia risultanti e la loro usura e manutenzione.. il “residual base-load” (concetto più corretto del base-load) copribile ad alto costo dalle centrali nuculari si restringe via via che rinnovabili e accumuli aumentano
questo residual base-load è più economico coprirlo con fonti energetiche con minori costi fissi, accendibili e spegnibili a comando (es biometano x alimentare centrali a turbogas).. non compro una terza auto, e perdipiù di quelle molto costose, se so mi servirà solo poche volte all’anno.. compro un monopattino o noleggio un taxy
— centrali già esistenti,
costruite negli anni ’70 e ’80, quando cemento, acciaio, manodopera, combustibile, norme sicurezza e norme ambientali, costavano molto meno di oggi, e si usavano soldi pubblici senza poi caricare queste spese in bolletta, finivano invece in debito pubblico e tasse; dopo circa 35 anni sono impianti il cui costo di costruzione è considerato ammortizzato (“pagate dal nonno”); allora entrano in un breve limbo in cui i costi di sola gestione e manutenzione ordinaria permettono di vendere energia scontata a circa 60-70 €/MWh, da cui il mito ingannevole di energia economica; la richiesta più aggiornata di DF per la tariffa non tassata del suo parco “centrali del nonno” mi pare è 78 €/MWh
questo almeno finchè non arriva una manutenzione straordianaria che costa più del solito a terminare questa fase intermedia di limbo.. un po’ come per le auto usate.. ad esempio i lavori per una estensione di vita dell’impianto riporta i contratti a 110 (Usa) o 150 (Belgio) €/MWh ..e/o rialzi del carburante (aumentato di 5 volte in due decenni).. e volendo ci sarebbero da considerare anche le future spese di smantellamento e gestione scorie, ingenti ma scaricate ai posteri e alla comunità
NB: in Spagna dove i costi all’ingrosso elettricità sono già scesi sotto 60 €/MWh, e lo Stato non è disposto a sovvenzionare le loro residue centrali nuculari esistenti, i gestori le mandano indismissione prima di arrivare a manutenzioni starordinarie, perchè non sono più redditizie, nonnostante siano “centrali del nonno” cioè il caso più favorevole
Ha perfettamente ragione, fu una follia chiudere anni fa le nostre centrali e non ultimare trino vercellese, ma costruire nuove centrali nucleari oggi è pura follia, chi opera nella fusione nucleare promette centrali commerciali a partire dal 2030! Stiamo parlando di 10-15 anni al massimo! E per l’attuale ci sono le gentrali geotermiche, che in Italia hanno diversi siti dove potrebbero operare a costi competitivi e a coprire appunto le richieste energetiche notturne o invernali quando il solare latita…
..fusione per me rischia di essere una nuova “distrazione” quando la pubblicizzano come cosa già quasi pronta, mi aspetto tempi di realizzabilità commerciale lunghi di 30-60 anni e chissà quali costi.. può essere un altro buon motivo per non fare più altre centrali nuculari (che tra 25 anni di progetto e costruzione, 40-50 anni di uso, e 50 anni di smantellamento, hanno un ciclo di vita di almeno 120 anni durante il quale diventare oggeti ancora più obsoleti)
ma la ricerca sulla fusione (publicizzata anche da ENI come “quasi pronta”) non la vedo un motivo per rimandare le rinnovabili, che sono le uniche speranze di decarbonizzare in tempi utili e costi sostenibili
in italia dovremmo installare un totale di 500 GW di rinnovabili (ora siamo a 85 GW) e 500 GWh di accumuli energia, impegnando 0,7% del territorio, tra cui aree che mentre ospitano gli impianti rimarrebbero come adesso pascoli ovini o prati
il ritmo naturale per farlo è 20 GW di rinnovabili (e 20 GWh di accumuli) installati ogni anno.. un comparto di filiera e occupzione che supererà l’automotive dei bei tempi andati italiani.. mentre al momento con il freno a mano tirato su normative e autorizzazioni, installiamo 7 GW all’anno
con un ritmo di 20 GW annui i prezzi all’ingrosso elettricità crollerebbero già in un biennio, e la transizione energetica la concludiamo al 2045-2050 … se poi al 2060 arrivasse la fusione e prezzi e condizioni tecniche invitanti, vorrà dire che smonteremo alcuni degli impianti rinnovabili, sono reversibili, perchè non cemetificano il territorio
PS. ma magari si sistemasse la normativa per far ripartire anche un pò di nuova geotermia.. non è facile da realizzare, leggo ci sono attenzioni rispetto ai terreni, sismicità e faglie idriche da rispettare, ma nei siti adatti specie con le tecnologie aggiornate di oggi, si può fare
Passino gli utenti disinformati, ma che anche voi della redazione crediate che l’energia prodotta da nucleare costi meno, non me lo sarei aspettato.
Controllate quanto dovrà essere venduta l’energia prodotta dalla centrale di Hinkley Point, tutt’ora in costruzione.
Circa 160€/MWh per rientrare dei costi di costruzione e gestione.
tra l’altro, quei 160 €/MWh in bolletta non coprono l’intero costo, credo ce ne sono almeno altri 40-60 €/MWh scaricati nel bilancio pubblico tramite sovvenzioni.. cioè saremmo sopra 200 €/MWh
la costruzione dei due reattori è stata decisa nel 2006, il sito, che già ospitava una centrale, è stato messo in lavorazione nel 2011, i reattori mi pare dal 2016, la fine lavori prevista nel 2031.. forse
costerà circa 85 miliardi di €, secondo le stime temporanee fornite da EDF (54 miliardi di euro in moneta attuale + interessi e oneri di finanziamento); di questi, circa 25 miliardi sono stati sovvenzionati, 15 da EDF, cioè Stato Francese, come multa per gli sforamenti-ritardi, e altri dallo Stato Inglese come prestiti a tasso agevolato..
.. inoltre anche smantellamento e gestione scorie saranno sovvenzionati, cioè a carico dello Stato;
tra gli analisti indipendenti più impietiosi di tutti, abbiamo Bloomberg (Inglesi), Fraunhofer institute (Germania), Csiro (gestore di rete Australia), che includendo tutto calcolano un costo energia di oltre 300 €/MWh per i reattori di costruzione recente in occidente
tra gli analisti più ottimisti, invece abbiamo Corte dei Conti Francese, e gli americani della storica banca di investimento Lazard, che stimano circa 180 €/MWh, ma con un irrealistico fattore di utilizzo 90% e inoltre in pratica non includendo le spese delle scorie e di smantellamento, perche vengono scontate nel calcolo tramite il meccanismo di attualizzazione finanziaria, che in questo caso particolare, secondo molti è un metodo scorrretto
IEA, che è un po’ collusa con il il consorzio nucelare ( hanno una collaborazione dal 2021), stima 170 €/MWh in moneta del 2024 per gli impianti europei, ma furbescamente sostiene che i costi crolleranno, quando l’intera comunità scientifica fa notare che il trend è invece a salire e la tecnologià è obsoleta e in dismissione
a si.. poi abbimo Zollino, Fratin, Ansaldo, che in (modo del tutto disinteressato ovviamente, si come no) ci dicono 60-90-110 €/MWh a seconda della giornata, e però guarda caso vorrebbero coinvolgere soldi pubblici
Il gatto che si morde la coda