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Casa Tazzari lascia e raddoppia con Superzero e Zero Opensky

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Dopo la sigla dell’accordo che ha portato la cessione all’azienda tedesca Artega dell’intera produzione del ramo citycars elettriche – non solo il tanto atteso Microlino ma anche la storica gamma di veicoli Zero – da casa Tazzari, a Imola, arrivano i primi chiarimenti su questa operazione a sorpresa. Erik Tazzari: “Ottimo accordo. Stiamo già lavorando a un Suv e una Superzero”.

Signor Tazzari, quindi è tutto vero?
Sì. Artega ha acquisito le quote di un’azienda del Gruppo Tazzari che produce la city car Microlino e gli attuali veicoli della gamma ZERO.

E’ già effettivo il passaggio di consegne?
Riguardo a Microlino stiamo allestendo una nuova linea di assemblaggio in Germania e, appena terminate le pre-serie ad Imola, trasferiremo anche questa linea in Artega, nel nuovo stabilimento di 3mila mq² di Delbrück. Riguardo ai veicoli Zero, l’intenzione di Artega è utilizzare le piattaforme per sviluppare nuove citycars a loro marchio.

Il Microlino in uscita nel 2019

Una scelta importante: passate di mano non solo la produzione di un prodotto sulla carta vincente come Microlino ma anche l’intera gamma Zero, fin qui fiore all’occhiello della casa. Perché?
Artega ci ha contattati perché interessati in un primo momento alla sola licenza di tutta la gamma Zero per L’Europa; poi però abbiamo concordato la vendita di tutto il ramo citycars. Dopotutto, le citycars elettriche saranno a breve un mass market, un mercato dai numeri molto elevati ed in crescita esponenziale: strutturarsi per costruire 10/20 mila veicoli elettrici all’anno non è semplice (specialmente in Italia). Abbiamo trovato un partner fortemente motivato a farlo, di conseguenza abbiamo cambiato la nostra strategia di fronte ad un ottimo accordo (sia per il presente che per il futuro).

Quindi una presa di coscienza delle proprie realistiche possibilità?
Io credo solo in un tipo di business: amo creare accordi e collaborazioni “win win”. E’ indubbio che Tazzari EV ha capacità e know-how molto più elevati nello sviluppo di prodotti partendo dal concept fino all’omologazione piuttosto che nella mera produzione e assemblaggio, specialmente se i numeri richiesti diventano elevatissimi, come nel caso di Microlino.

Già, perché i preordini hanno superato quota 10.000. Ora che è entrato un terzo attore in scena, come vi dividete il lavoro?
Artega è adesso il nuovo partner al 50% con Micro Mobility Systems (ndr: l’azienda svizzera ideatrice del progetto Microlino). Noi abbiamo tenuto la parte distributiva dei veicoli per l’Italia in esclusiva.

Cambia la strategia di lancio sul mercato?
No, tutto confermato: Microlino uscirà nel 2019 prima in Svizzera, poi in  Germania, quindi in Italia dal 2020.

La Zero EM2 Space

E la “famiglia” Zero? Ora che sarà prodotta dai tedeschi che sviluppi ci dobbiamo aspettare?
Noi, come da accordi, evaderemo tutti gli ordini ricevuti (e abbiamo ancora diversi mesi di produzione per soddisfarli), poi continueremo a gestire assistenza e vendita ricambi di tutti i veicoli a marchio Tazzari EV nati ad Imola.
Artega ha invece in animo lo sviluppo di evoluzioni/nuovi veicoli su queste piattaforme, innestando anche le proprie tecnologie e marchiando i prodotti evoluti col proprio brand.
Resta il fatto che dei nuovi veicoli che nasceranno dalle piattaforme Zero, anche se a brand Artega, noi saremo la distribuzione esclusiva in Italia.

Ora che l’accordo è sancito, cosa bolle in pentola a Imola?
Anche grazie ai frutti di questa operazione, abbiamo risorse per sviluppare nuovi veicoli al di fuori del segmento specifico ‘citycar urbane’: il primo passo sarà ZERO OPENSKY, il secondo SUPERZERO IMOLA.
Non va dimenticato che siamo molto attivi anche nello sviluppo di veicoli elettrici per brand terzi: ad esempio, quest’anno abbiamo ultimato un progetto completo per un nuovo SUV elettrico a 7 posti, con oltre 400 km di autonomia e 180 km/h di velocità.

La “SuperZero Imola” del futuro

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