Casa e auto elettriche: “Ecco quanto ho risparmiato”

 Casa e auto elettriche:  Paolo, un lettore di Treviso che guida una Kia e-Niro, fa un puntiglioso resoconto di quanto ha risparmiato nel 2025. Chi vuole inviarci il suo di bilancio può scrivere a info@vaielettrico.it                        

                di Paolo Subiaco

“Auto elettrica o termica? Riscaldamento a gas o pompa di calore? È importantissimo l’aspetto ecologico,  prima o poi dovremo azzerare il consumo di carbonio. Anzi dovremmo ridurre quanto già abbiamo emesso in atmosfera per prevenire altre situazioni catastrofiche successe. Mi riferisco in particolare alle alluvioni degli ultimi anni e alle grandinate distruttive del 2023 nel Nord Italia. Vorrei condividere con voi il bilancio-consumi della mia casa ed auto elettrica.

Casa e auto elettriche: “Due pompe di calore, fotovoltaico e una Kia e-Niro”

casa e auto elettriche

Abito con mia moglie in provincia di Treviso, ho una casa singola di circa 250mq del 1992. Ristrutturata 7 anni fa per avere un migliore isolamento termico (cappotto termico esterno) e per non utilizzare più il gas. Ho due pompe di calore, una per il riscaldamento (da 8kWt, consuma al massimo 3kW elettrici) ed una per l’acqua calda sanitaria. Un impianto fotovoltaico da 8.5kWp con inverter da 6kW, ed un contratto energia elettrica 100% rinnovabile con potenza di 5kW (potenza disponibile 5500W, oppure 6350W per max 2 ore ogni 4). Ho inoltre una Kia eNiro del 2021 con accumulatore da 64kWh netti. Ho schematizzato nell’immagine l’energia prodotta, importata, autoconsumata, i relativi costi, eccetera. Credo che il passaggio dal fossile all’elettrico sia molto conveniente: fai manutenzione alla casa, e allora approfitti per installare il fotovoltaico e isolare la casa. Si rompe la caldaia a gas, e la sostituisci con una pompa di calore (elettrica, non ibrida!); devi sostituire l’auto e la prendi elettrica. In questo modo l’investimento ha tempi di rientro molto bassi. Devi ammortizzare solo il maggior costo della pompa di calore rispetto alla caldaia a gas, o il maggior costo dell’auto elettrica rispetto alla termica.

Quanto spendo in meno di bolletta e quanto risparmio rispetto a un’auto diesel

Casa e auto elettriche:

Il risultato è poco più di 929€ di bollette elettriche per alimentare tutta la casa e percorrere circa 15mila km con l’auto. Nessun altro costo di gas, carburante, manutenzione caldaia, tagliando auto o bollo. Ho voluto anche simulare il caso del costo auto se non avessi il fotovoltaico, e la differenza è in realtà molto bassa. L’auto elettrica risulta molto conveniente anche caricandola usando solo energia dalla rete elettrica di casa. E questo risultato, per molti incomprensibile, è dovuto al fatto che, avendo un contratto con GSE di Scambio Sul Posto, l’energia che immetterei in rete non caricando l’auto mi verrebbe pagata circa 0.13€/kWh. Per cui caricare l’auto dal fotovoltaico non è gratis! Ho inoltre simulato il costo di casa mia + auto elettrica senza fotovoltaico: pagherei circa 1.800€ all’anno in più. Ovvero: un impianto fotovoltaico come il mio, senza considerare gli incentivi dallo Stato, si ripaga in meno di 7 anni. Con gli incentivi si è ripagato in circa 3 anni! Infine ho simulato il caso di utilizzo di auto diesel anziché elettrica, ed i costi annui per fare 15000km risultano molto superiori. Circa 750€ di carburante + 400€ di manutenzione + 250€ di bollo. Ovvero circa 1400€ di costo superiore rispetto ad un’elettrica.

casa e auto elettriche
Mese per mese, produzione dell’impianto fotovoltaico e consumo.

Che succede quando fa freddo e quando invece il clima è ideale

In Pianura Padana è molto più alto il fabbisogno energetico in inverno per il riscaldamento domestico, rispetto al raffrescamento estivo.  In questa situazione le ricariche dell’auto in inverno avvengono utilizzando quasi esclusivamente energia dalla rete: tutta quella prodotta dal fotovoltaico viene utilizzata nel mio caso dalla pompa di calore.  D’estate invece l’auto risulta un’ottima soluzione non solo per viaggiare in modo economico. L’energia dal sole costa di solito dai 4 ai 15 centesimi/ kWh, a seconda del prezzo zonale quartorario, quindi se non ricaricassi l’auto l’energia immessa in rete verrebbe retribuita dal GSE. Ma anche per stabilizzare la rete. In particolare in maggio, quando l’irraggiamento solare è forte e le temperature sono basse, spesso l’energia dagli impianti fotovoltaici tende a superare l’energia consumata. Portando l’inverter solare a ridurre la potenza immessa in rete per non oltrepassare la tensione massima consentita di 253V (230V + 10%). In queste situazioni sarebbe auspicabile utilizzare le auto come sistema per ridurre la tensione di rete accumulando l’energia (V1G) altrimenti persa.

Ci sono periodi in cui il prezzo dell’energia è quasi nullo…

Durante l’anno si sono spesso verificati dei periodi in cui il prezzo orario dell’energia risultava quasi nullo. In particolare nei weekend dei mesi di maggior produzione con temperature miti. Oppure in periodo autunnale quando erano in corso importanti perturbazioni nell’Europa centrale, con forti produzioni dagli impianti eolici francesi. Anche in questo caso sarebbe auspicabile ricaricare l’auto, per sfruttare l’energia a basso costo. E, per migliorare la stabilità della rete sarebbe opportuno che anche i clienti domestici pagassero l’energia in base al prezzo orario, anziché alle fasce orarie o con tariffe flat. Al fine di agevolare il consumo quando i prezzi dell’energia sono bassi grazie alla maggiore disponibilità. E ridurre i consumi nelle ore di punta (prima mattina e sera) in cui il prezzo è superiore. Spero che i dati riportati e i grafici possano essere utili a coloro che stanno valutando l’installazione di una pompa di calore, il passaggio all’auto elettrica o l’installazione del fotovoltaico. Ogni nuova installazione può essere vista come un investimento con tempi di rientro più o meno lunghi. Con abbassamento dei costi di gestione e quindi miglioramento dello standard abitativo. Utili anche in futuro quando, dal mondo del lavoro, si passerà alla pensione con minore disponibilità economica.

 Casa e auto elettricheCasa e auto elettriche: “Risparmiatemi i soliti luoghi comuni…”

Chiedo cortesemente di evitare commenti del tipo: “Sì, ma quanto ti è costato il fotovoltaico?” (si è già ripagato in poco più di 3 anni grazie agli incentivi). Oppure “Sì, ma quanto hai speso per l’auto?” (come se auto elettriche e termiche fossero equivalenti in prestazioni e comfort). E: “lo sai che l’energia che consumi viene prodotta dal carbone?” (ho fornitori di energia 100% rinnovabile, che producono in particolare con eolico e solare). E altre domande futili. Auspico invece che tutti pensino alla completa elettrificazione dei consumi per ottenere, oltre al ritorno economico, una migliore qualità di vita. Mi iriferisco alle polveri sottili, ossidi di azoto e idrocarburi policiclici aromatici, prodotti in particolare da mobilità e riscaldamento invernale. Causando oltre 50mila morti premature all’anno in Italia. Se negli ultimi 5 anni tutti coloro che hanno cambiato auto con una termica/ibrida da oltre 30mila euro avessero invece acquistato un’auto elettrica… E se chi ha cambiato caldaia fosse passato ad una pompa di calore, forse non ci sarebbe più il grave problema di inquinamento che vediamo. Soprattutto nei mesi invernali. E forse non avrebbe più senso limitare la circolazione delle auto Euro4. Obbligando anche chi non ha disponibilità economiche a cambiare auto.

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Visualizza commenti (7)
  1. Mauro Testoni

    Bravo Paolo, l’ennesimo esempio che dimostra la convenienza del passaggio all’elettrico totale.
    Anche tu, come già io e tanti altri, hai scritto che bisogna investire dei soldi per l’impianto e per l’auto, ma che l’investimento si ripaga e poi frutta fior di migliaia di euro ogni anno.
    E basta con chi si lagna dei costi e sta sempre nella confort zone del cazzeggio-lamento!

  2. Concordo pienamente con quanto detto da Paolo, anche perché la mia situazione è molto simile ed i conti fatti sono reali. Tuttavia propongo una correzione al dato di costo della manutenzione della pompa di calore, da Paolo considerato nullo e comunque inferiore a quella della caldaia a gas. In realtà ciò avviene fin quando non si rompe qualcosa perché i pezzi di ricambio di una PdC sono infinitamente più costosi di quelli di una caldaia.
    Per il resto non posso che fare i complimenti.

  3. Daniele Sacilotto

    Molto intelligente il ragionamento finale. Se tutti coloro che hanno le possibilità economiche per investire nell’elettrificazione dei consumi lo facessero, ne trarrebbero beneficio anche coloro che queste possibilità non le hanno perché essendoci meno emissioni inquinanti sarebbero più tollerabili le emissioni della classe meno abbiente.

  4. Tutto corretto, tranne il fatto che il fornitore non immette energia prodotta con rinnovabili: tutta l’energia che entra in rete dall’Italia è a spanne poco meno di metà da fossile/nucleare e il resto da rinnovabile, ma a livello di rete europea il rinnovabile è meno del 40%. Il tuo fornitore (che mette in rete rinnovabile comunque molto meno di quello che vende) paga per potersi “assegnare” una quota del “rinnovabile immesso” e dire che lui “fornisce” energia rinnovabile, ma la sua energia arriva dalle stesse fonti del SEN a cui restano assegnate contabilmente le briciole, ovvero circa il 5% col 95% di fossile/nucleare. Purtroppo è solo un “trucco contabile” che è stato tacciato, tra l’altro, di astuto greenwashing.

    1. Contesto queste considerazioni per due motivi:

      1) ci sono fornitori (uno di questi è la cooperativa énostra citata nell’infografica da Paolo) che producono direttamente con propri impianti e immettono in rete solo 100% di energie rinnovabili. Personalmente aderisco al piano prosumer di ènostra ed ho cofinanziato insieme a mille altre famiglie una pala eolica vicino a Gubbio che produce quanto non riesco a fare col mio impianto FV. Lo hanno già fatto migliaia di famiglie e non stiamo parlando di riccastri, ma di persone normali che hanno fatto una scelta consapevole.

      2) alcuni di questi fornitori producono da FER più di quanto vendano, altri invece non sono ancora autosufficienti o sono semplici rivenditori e quindi devono acquistare energia verde sul mercato all’ingrosso e questo fa sì che i fornitori che non vendono verde abbiano un mix sempre più sporco. Tuttavia se sempre più clienti finali (privati o aziende che siano) stipulano contratti 100% FER, tanto più ci sarà richiesta di energia verde e quindi tanto più stimolo alla realizzazione di nuovi impianti FV, eolici, geotermici.

      In definitiva sta a ciascuno di noi fare la propria parte acquistando solo energia verde. Dal basso possiamo quindi concretamente indirizzare la produzione di energia verso un mix sempre più verde.

    2. elettricità europea è circa 50% rinnovabile; la quota aumenta circa +2,5% assoluto all’anno

      eletticità italiana è circa 42% rinnovabili nostre, 40% fossile, 18% import,
      dove nell’import hai circa la suddivisione europea, in particolare c’è molto idroelettrico svizzero

      fai caso che quando si richiede una fornitura di energia 100% rinnovabile, sul momento potrebbero funzionare margiormente le centali a gas per coprire la richiesta titale della rete, ma se ragioni a due anni di distanza, stai sollectando il mercato a installare altre rinnovabili per sostituire altre quote del metano, in questo senso non è greenwashing

  5. Mah io sarei curioso di sapere che fotovoltaico ha montato il signore spendendo così poco!io con un fotovoltaico di 9kw potevo comprarmi un utilitaria.fortunatamente l ho pagato col 50% di sconto ma non ammortizzo sicuramente in 3 anni e ho 2 auto elettriche e piano induzione

    1. @Denisdylan Non dirmi che tu riusciresti ad acquistare un’utilitaria nuova per 15K€? Che poi beneficiando delle detrazioni, l’impianto lo pagherà 8,5/9K€ calcolando l’inflazione sui 10 anni (anche se teoricamente è 50%). Inoltre non ha accumulo perché quello glie lo fa l’auto, quindi i conti a mio parere sono verosimili, l’impianto produce per circa 1800€/anno quindi se non lo ha pagato in 4 anni lo avrà fatto in 5, da ora in poi è tutto in discesa.

    2. È vero quando la volpe non arriva all’uva dice che non è buona. Paolo è l’ennesima dimostrazione che volere è potere e che i costi nell’elettrificare i propri consumi domestici vengono ripagati in tempi ragionevoli senza dannarsi facendo scelte curate nel tempo.

    3. Guido Baccarini

      Per 6,3kW con accumulo da 7 e inverter da 6kW Octopus chiede 12.000€ iva compresa, ovviamente installato.
      Se togli accumulo sono 7.000€.
      Come ci arriviamo a cifre da utilitaria, anche considerando di passare a 9kW (non costa una volta e mezza perché parte dei componenti è la medesima, tutti i cavi dai pannelli al contatore, ad esempio, la manodopera cresce solo per gli ulteriori pannelli, siamo intorno ai 10k)

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