Benchè la guerra nel Golfo abbia concentrato l’interesse globale su petrolio e gas, rievocando i tempi della corsa all’oro nero, sono i produttori cinesi di tecnologie green a trarne il massimo profitto grazie ad aumenti record per le vendite di pannelli solari, batterie e veicoli elettrici.

Secondo i dati del think tank Ember le esportazioni cinesi di solare sono raddoppiate in un solo mese, raggiungendo 68 GW a marzo, con oltre 50 Paesi (tra questi anche l’Italia) che hanno registrato livelli record di importazioni.
Il solare guida la risposta alla crisi energetica
L’aumento dei prezzi di petrolio e gas ha colpito soprattutto i Paesi emergenti, spingendoli ad accelerare la ricerca di alternative. Asia e Africa stanno emergendo come i principali driver della domanda di solare, con crescite particolarmente marcate nei mercati più esposti alla volatilità energetica.

Non si tratta solo di una scelta ambientale, ma di sicurezza energetica: installare fotovoltaico significa ridurre la dipendenza da importazioni instabili e costose. Un segnale che riguarda da vicino anche l’Europa, dove il tema dell’autonomia energetica è ormai centrale.
Export in crescita anche per batterie ed EV
Accanto al fotovoltaico, crescono rapidamente anche altri segmenti chiave della transizione. Le esportazioni cinesi di batterie e veicoli elettrici sono aumentate del 38% in un solo mese, rafforzando un trend che vede queste tecnologie diventare sempre più rilevanti anche in termini economici.
Uno degli elementi più discussi è la cosiddetta sovracapacità produttiva cinese, soprattutto nel solare. Tuttavia, secondo l’analisi, questo fenomeno potrebbe essere un acceleratore della transizione.

Meno carbone e gas, ma anche meno petrolio
Il motivo è legato alla “legge di Wright”, secondo cui all’aumentare della produzione cumulata i costi unitari diminuiscono. La concentrazione industriale in Cina sta quindi contribuendo a ridurre rapidamente i prezzi globali delle tecnologie pulite, rendendole accessibili a un numero crescente di Paesi.
L’impatto delle tecnologie pulite si differenzia per settore. Il solare tende a sostituire carbone e gas nella generazione elettrica, mentre i veicoli elettrici incidono direttamente sulla domanda di petrolio. Partendo dall’analisi di questi dati uno studio realizzato da The University Western Australia conclude che è proprio questa combinazione – produzione di energia rinnovabile e elettrificazione dei consumi – a mettere in discussione il ruolo dominante dei combustibili fossili nel medio periodo.
Industria pesante: il prossimo banco di prova
Un passaggio chiave, aggiunge lo studio, riguarda i cosiddetti settori “hard to abate”. Grazie a elettricità a basso costo e batterie, stanno emergendo soluzioni per decarbonizzare acciaio, chimica e trasporti pesanti, con tecnologie come forni elettrici, pompe di calore ad alta temperatura, camion elettrici. Si tratta ancora di applicazioni in fase iniziale, ma il calo dei costi energetici potrebbe renderle rapidamente competitive anche in Europa, dove l’industria è chiamata a ridurre le emissioni senza perdere competitività.
Non è la prima volta nella storia che la crisi energetica stimola la diffusione di soluzioni alternative. Ma negli shock petroliferi del passato l’unica contromisura la riduzione dei consumi attraverso l’efficientamento energetico. Oggi le alternative vengono dalle nuove tecnologie green, ormai economicamente competitive e scalabili.
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Chi ha detto che dobbiamo per forza fare nostro il dogma per cui la Cina sia un paese pericoloso di cui avere paura. Certamente non è una democrazia, ma non lo sono neppure gli Emirati, l’Arabia saudita, il Qatar e tanti altri con cui facciamo affari d’oro e a cui stendiamo tappeti rossi.
Io sono un felice possessore di un inverter HUAWEI e ho molta più paura di cosa possono fare Palantir e le altre società USA Big tech.
Salve @Gio
non intendevo ovviamente esprimere un’avversione verso la Cina in se o i loro prodotti (che uso ed apprezzo da molti anni) quanto piuttosto un avvertimento a chi sta pensando (e sarebbe ora !! ) di fare un impianto FV domestico di stare attento perché SE (e ribadisco SE) venisse raccolto il “messaggio” (spesso diramato dagli USA) di attenzionare o bloccare installazioni in Europa / Italia di inverter sotto il controllo di aziende cinesi (che fanno manutenzione / regolazione a distranza degli apparati) si rischia magari di non vedersi riconoscere dal GSE il collegamento (magari solo in impianti “ad isola”) e i contributi per scambio sul posto.
Come molti ( se non tutti) i prodotti Huawei anche gli inverter ed accumuli son sicuramente ottimi come rapporto qualità/prezzo… ma ad esempio prendere ora un cellulare (ottimo anche per le foto, come la serie P o la Mate) significa trovarsi con complicazioni per l’installazione di App Google/ PlayStore causa il loro “fork” del sistema operativo, che è nato proprio anni fa da un primo “attacco” degli USA nei confronti delle aziende di telefonia troppo “vicine” al governo cinese (mentre la divisione Honor, una volta scorporata, è tra i primi clienti di Alphabet/Google e Qualcomm).
Concordo con te che tra Palantir, OpenAI ed altre…. non è che siamo in “buona compagnia” noi europei… Tra l’altro dipendiamo ancora totalmente dai loro servizi finanziari (VISA/MASTERCARD/PAYPAL e blockchain USA)
Anche il cosiddetto “euro digitale”, per sostituire il cartello USA, non arriverà prima del 2029.
sempre che arrivi davvero…
intanto i colossi dell’intermediazione stanno prendendo il controllo dei sistemi tecnologici… così dominano su FED e banche…
attenzione che l’export cinese diventerà palesemente pesante anche nel settore “veicoli commerciali a batteria” visto che non sono ricompresi nei “dazi europei”; senza limitazioni Buy european a breve vedremo (non “sentiremo” 😂) migliaia di veicoli BEV di origine asiatica girare per le città impegnati nelle consegne “ultimo miglio”.
Se le aziende approfitteranno di questo momento per approdare a tecnologie F.E.R. troveranno sicuramente grandi benefici nei propri futuri bilanci, rispetto a chi è rimasto legato (strangolato) ai prodotti petroliferi.
Un’ultima avvertenza… oltre al settore T.L.C. (ove Huawei e TCL son da tempo nel “mirino” causa motivi di sicurezza reti) il prossimo settore ad alta attenzione sarà quello degli Inverter e gestionale reti elettriche (ad esempio sempre di produzione Huawei.. ) visto che gli impianti fotovoltaici sono direttamente controllati dagli inverter (quindi a rischio.. anche manomissione via OTA).
Chi vuol fare un impanto fotovoltaico farà bene a scansare certi fornitori più vicini al Governo cinese (mentre per gli economici ed efficienti pannelli non ci son particolari problemi).
Huawei e ZTE
grazie Enrico… mi è “scappato” TCL anziché ZTE 😂