Caro gasolio & auto elettrica: così ho risparmiato 34 euro in 1.200 km

caro gasolio auto elettrica

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Un viaggio di lavoro in Puglia, 1.200 km percorsi, due piacevoli soprese: tra Brindisi e Lecce la rete è capillare e diversificata, perciò ricaricare non è più un problema; con il caro gasolio delle ultime settimane viaggiando in auto elettrica si risparmia, e non poco. Ce lo conferma l’amico Marco Di Paola. Per scriverci: info@vaielettrico.it.

Vi scrivo per raccontarvi questa mia esperienza. Mi sono recato a Brindisi per lavoro, percorrendo in una settimana 1200 km e spendendo 86 euro circa di ricarica. Da questo viaggio ho tratto alcune conclusioni positive: quest’estate viaggiando in elettrico, il prezzo delle ricariche era pari o leggermente inferiore al diesel, mentre con i recenti aumenti la situazione si è ribaltata a favore dell’elettrico.

caro gasolio auto elettrica
Caro gasolio e auto elettrica: la Opel Corsa di Marco in ricarica

Considerando un consumo di 5 litri di gasolio ogni 100 km con un diesel avrei speso minimo 120 euro di carburante (prima che il governo tagliasse le accise, l’ennesima sovvenzione alle fonti fossili). Di crisi energetiche legate al petrolio ce ne sono state molte in passate e ce ne saranno molte di più in futuro. Pertanto l’elettrico è sicuramente la scelta vincente per il futuro, tenendo anche conto che ormai acquistare una auto elettrica ha costi quasi simili al termico.

Alle stelle diesel e benzina? “Io vado in elettrico” (ma servono le rinnovabili)

E la ricarica in Puglia non dà problemi

La struttura di ricarica in Puglia l’ho trovata eccellente, almeno considerando il percorso che ho fatto io e le città che ho visitato. Nel tratto di strada da Andria a Brindisi durante il mio viaggio di andata e ritorno da casa ho caricato due volte alla stazione Electrip di Andria e una volta alla stazione IPlanet di Ostuni. Quest’ultima l’ho utilizzata per paura di trovare a Brindisi colonnine AC guaste o non funzionanti.

Per fortuna i fatti mi hanno smentito. Nella città di Brindisi, non solo al centro commerciale fuori città, ci sono colonnine fast di Electrip, Ewiva e Enel X in ottimo stato. All’interno della città ho trovato diverse stazioni in AC di Enel X perfettamente funzionanti: nei pressi della stazione, all’interno di un parcheggio di un supermercato Lidl ed in vari punti della città. Alla fine ho preferito caricare a una stazione AC di Enel X a 600 mt a piedi dal luogo dove ho alloggiato.

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L’Anfiteatro romano di Lecce nella foto scattata da Marco

Una sera in cui non ha piovuto ed ero libero da impegni di lavoro, sfortunatamente ha piovuto quasi tutta la settimana, mi sono recato a Lecce. Anche qui ho trovato diverse colonnine fast di Ionity e Ewiva oltre a diversa colonnine in AC intorno al centro storico della città, ma alla fine ho caricato ad una colonnina AC di Plenitude a 600 mt dal cuore dalla città in comodo piazzale, perché ho potuto sfruttare il tempo in cui la macchina rimaneva parcheggiata, mentre ho visitato il centro storico della città. Consiglio vivamente a tutti di fare una passeggia per Lecce è sicuramente un luogo che merita per la bellezza dei monumenti e la possibilità di andare in bici o a piedi in tutta tranquillità.

Insomma la struttura di ricarica almeno delle arterie principali della Puglia e nei grandi centri non presenta più alcun problema. Marco Di Paola

 

caro gasolio e auto elettrica

Il caro energia non risparmierà l’auto elettrica finchè non ci libereremo dalla schiavitù del gas

Risposta- La rete di ricarica c’è, anche in Puglia. Possiamo confermarlo per una recente esperienza personale. Sui prezzi di ricarica, invece, non vorremmo farci troppe illusioni: il caro carburanti, in particolare per il gas naturale, si riverserà anche sui costi dell’energia elettrica. Almeno finchè le centrali a turbogas continueranno a giocare un ruolo chiave nel sistema elettrico italiano, intervenendo nella generazione per l’89% del tempo. E questo è il conto che paghiamo per il ritardo nella transizione alle fonti rinnovabili. Non c’è motivo di pensare che i rincari delle bollette elettriche non si riverseranno anche sui prezzi alle colonnine, annullando nuovamente i vantaggi dell’auto elettrica.

Equità vorrebbe che al provvisorio taglio di 25 centesimi delle accise su benzina e gasolio corrispondesse un analogo intervento sui prezzi dell’energia elettrica per la ricarica. Ma qualcuno sarebbe pronto a scommetterci?

  • LEGGI anche: Ricarica pubblica troppo cara? Ecco le 4 cause e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (19)
  1. Mauro Testoni

    Purtroppo non sono riportati i kWh ricaricati, quindi non possiamo sapere con esattezza quanto abbia consumato l’auto elettrica del lettore. Supponiamo che sia uno molto attento ai fornitori, dotato di tante app, diciamo che abbia caricato a prezzi ottimi (a mio personale giudizio), media 0,50€/kWh.
    Quindi gli 86€ si trasformano in 172kWh ricaricati. 100/(1200/172) = 14,33kWh/100km, direi consumo medio molto basso, non in linea con una percorrenza autostradale di certo, a meno di viaggiare a 90km/h in scia al Flixbus in discesa.
    Diciamo che con una macchina elettrica molto ben progettata si possa fare dell’autostrada consumando attorno ai 20kWh/100km (per me un’utopia ma mi dicono essercene), per fare 1200km servirebbero 240kWh. Pagandoli solo 0,50€/kWh siamo a 120€.
    Insomma il risparmio annunciato non è proprio così chiaramente verificabile.
    Io con la mia Megane 160kW batteria da 60kWh se dovessi fare lo stesso viaggio, ipotizzando 800km di autostrada limitandomi ai 120-125km/h e i restanti 400km di misto con velocità tra i 40-90km/h utilizzerei almeno 240kWh. Se ipotizzassi tutta autostrada mi servirebbero almeno 270-280kWh.

      1. Mauro Testoni

        Purtroppo i dati rilevati sono quelli che espongo e sono perfettamente sovrapponibili alle curve di consumo che ho trovato in rete. Non ho preso questa macchina per fare lunghi viaggi in autostrada ma tragitto misto extraurbano e cittadino, nel quale se la cava egregiamente. Dico e documento quello che mi capita e se leggo cose non complete lo dico, nella speranza di avere risposte intelligenti.

          1. Mauro Testoni

            Non capisco se lei ha consumi simili ai miei o a quelli del protagonista dell’articolo. Anche perchè non sono riportati i kWh consumati con la Corsa ma solo la spesa finale.
            Comunque la prossima auto sarà ancora elettrica ma più aerodinamica e con batteria più capiente e performante.

          2. Io ho consumi simili a quelli che deduco dai dati della Opel Corsa: 14-15 kWh/100km nel misto e 17-18 kWh/100km in autostrada alla velocità media del traffico (110-120 kmh). Più che una batteria più capiente (LFP da 51 kWh), vorrei più velocità di ricarica in DC (mai superati i 70 kW nel picco) per far coincidere tempi di ricarica da 20-80% e tempo standard di una sosta alla stazione di servizio.

  2. Tutto bello ma non è chiaro quanti kw sono stati consumati per percorrere 1200 km. Se consideriamo un consumo medio di 5kw/km, caricando su colonnine lente a 70 centesimi al kw il risparmio non è evidente. Se al contrario ricar8chiamo su colonnine veloci che mediamente costano 85/90 cent/kw, la spesa dovrebbe essere maggiore rispetto a diesel. Sbaglio?

  3. Se consideriamo solo l’aspetto economico, io con la mia Clio Gpl per gli stessi km spendo circa 50,00 €, senza scomodare le BEV

  4. Chi ha la possibilità di spendere 40/50.000€ per una BEV (dicasi BEV, e non quadricicli “vitaminizzati”, tipo LEAPMOTOR T03, DACIA Spring, RENAULT Zoe, ecc.) e di ricaricarla A ZERO nella bella villetta di famiglia, con wallbox e fotovoltaico installati a UFFA con gli incentivi, dovrebbe avere la DIGNITÀ di non chiedere nessuna altra elemosina alla collettività, né ulteriori iniezioni di “grasso” al già bisunto portafoglio.

  5. Bisogna investire pesantemente nelle rinnovabili, solo così potremmo liberarci dalla schiavitù delle fonti fossili. In Cina l’hanno capito, ci sono deserti immensi ricoperti di pannelli solari e sono avanti nella costruzione di macchine elettriche.

    1. Francesco Giossi

      Italia: circa 300.000 km²
      Cina: circa 9.500.000 km²

      Dovrebbe bastare questo a capire come mai la Cina va verso il fotovoltaico.
      In questo senso l’Italia dovrebbe puntare sul nucleare. Se l’avessimo fatto nel 2010, quando l’allora governo spinse per riaprire al mercato della costruzione delle centrali nucleari, forse oggi nel 2026 ne avremmo almeno una accesa.

      1. Le centrali nucleari di Caorso (Piacenza) e Trino Vercellese (Vercelli) sono stati due dei principali impianti elettronucleari italiani, entrambi chiusi a seguito dei referendum del 1987 e attualmente in fase di decommissioning (smantellamento) gestito dalla società Sogin.
        Paghiamo ancora lo smantellamento e le scorie non sappiamo dove metterle.
        Trino detiene circa 1511 m3 di scorie, mentre Caorso stocca rifiuti in zone oggetto di monitoraggio. La ricerca di un Deposito Nazionale per il loro stoccaggio definitivo è ancora in corso.
        E parliamo di dismissione nel 1987 quasi 40 anni e ci costano ancora soldi….

        1. Francesco Giossi

          Paghiamo l’energia circa il 72% in più della Francia, che praticamente produce il 70% della sua energia elettrica dal nucleare. Avanti tutta con il fotovoltaico, che costa il triplo del nucleare

          1. Dovresti spulciare il sistema francese per capire perché loro pagano l’energia così poco.
            Le nostre accise, le pagano nella fiscalità generale e non in bolletta.
            Non accantonano nulla per lo smantellamento, saranno lacrime e sangue quando lo dovranno fare.
            In compenso, in Inghilterra, hanno calcolato, per la nuova centrale di Hinkley Point, un prezzo di 160€/MWh per sostenerne i costi.
            Economico il nucleare, non c’è che dire.

      2. Anche in Italia non esiste un problema di superficie. Enea calcola che basterebbe installare il fotovoltaico sul 30% dei tetti per soddisfare l’intero fabbisogno di elettricità per uso abitativo. E una quota marginale dei terreni abbandonati, degradati o già impermeabilizzati come parcheggi e costruzioni capannoni dismessi per soddisfare tutti i consumi italiani senza un kWh di nucleare o di fonti fossili.

      3. Magari nel 2010 avremmo avviato la costruzione di una centrale EPR come quella di Flamanville in Francia. Entrata in esercizio, per il 30% dei giorni, solo lo scorso anno dopo circa 15 anni di costruzione e oltre 19 mld di costo. Con una stima di costo dell’energia di oltre 100 euro per Mw prodotti

        Senza contare i costi per la dismissione delle barre di combustibile e suo stoccaggio. E senza contare i costi dei Rafale che devono monitorare i cieli sopra le centrali nucleari per abbattere eventuali aerei dirottati da kamikaze che vogliono farsi schiantare sulle centrali stesse.
        Ma c’è ancora gente che ha il coraggio di promuovere il nucleare???

      4. Francesco se dividi i km2 di Cina e Italia per il numero di abitanti trovi che Cina e Italia sono simili;
        inoltre lo spazio che servirebbe per il fotovoltaico è di qualche punto per mille:

        per 1 GW fotovoltaico basterebbero 6 km2, ma nella realtà spesso si sta più larghi, diciamo 9 km2, vedi che lo spazio non è un problema, 260 GW sarebbero 2340 km2, compresi gli spazi liberi tra file dei panneli e gli spazi liberi intorno; e in parte possono essere prati adibiti a pastorizia

        viceversa, le centrali francesi, 4 reattori EPR in totale, che Berlusconi voleva farci comprare nel 2011 (immagino facendoci sopra una bella “stecca”), sono lo stesso “pacchetto” e modello preso dagli inglesi nel 2006 (tra preparativi vari dei siti e dei finanziamenti, la prima pietra la hanno posata nel 2011);

        – da loro sono ancora in costruzione i primi 2 reattori (consegna al 2031) costati circa 70-75 miliardi (56 miliardi stima di EDF + oneri di finanziamento), e gli altri 2 con altrettante spese sono ancora da iniziare (consegna 2045 ?); la tariffa prevista a contratto in inghilterra, ad oggi sarebbe 155 €/MWh, non copre per intero queste spese;

        – se li avessimo comprati anche noi, partendo 5 anni dopo di loro e ammesso di trovare siti adatti, oggi penso non sarebbero pronti neppure i primi 2 reattori.. costo totale finale 140 miliardi per 4 reattori, solo per la costruzione, con prezzo energia risultante circa 200 €/MWh.. personalmente penso che ci è andata bene a non averli comprati

        considera che nel 2024 in Italia abbiamo intallato circa 7 GW di potenza nominale di fotovoltaico (ed un po di eolico), che hanno una resa effettiva un poco superiore a un reattore EPR da 1,6 GW potenza nominale; cioè fatto in soli 12 mesi; con il boom di richieste di autorizzazioni che abbiamo, credo potremmo installare anche 15-18 GW di rinnovabili ogni 12 mesi ( come 3 reattori EPR ogni 12 mesi, e spendendo molto ma molto meno) se il governo non remasse contro con decreti e sulle autorizzazioni, senza un solo soldo pubblico, solo investimenti privati

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