Caro energia, Meloni dribbla i paletti di Bruxelles con la deterrenza nucleare

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Caro energia, tutto in un giorno. La maggioranza alla Camera approva l’improbabile ritorno al nucleare “sostenibile” mentre l’Europa boccia gli sconti sui carburanti fossili “all’Italiana” con tagli temporanei e generalizzati alle accise e invita l’Italia ad adottare misure strutturali e mirate contro il caro energia. Ci concede una piccola flessibilità sul deficit pubblico, ma solo a condizione che sia utilizzata per finanziare quello sviluppo delle energie rinnovabili che il governo si impegnò a realizzare con il PNIEC  (Piano nazionale integrato energia e clima), senza farlo. 

Torna il nucleare: via alla legge delega con obiettivo 2030

Con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti, Montecitorio ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega che affida al governo il compito di definire entro un anno il quadro normativo per il nucleare di nuova generazione, dagli SMR (Small Modular Reactor) ai microreattori, passando per la gestione delle scorie radioattive, la ricerca sulla fusione e addirittura la produzione di idrogeno da elettricità termonucleare. Contro la crisi energetica, insomma, il governo Meloni segue la strada più tortuosa, lunga e costosa: guarda ai primi reattori nel 2034-2035, mentre resta inutilizzato il potenziale di crescita di fotovoltaico ed eolico. E’ la strada che darà più tempo alle lobby dei fossili per accumulare guadagni.

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Il Commissario UE per l’Economia e la Produttività Valdis Dombrovskis a colloquio con Giorgia Meloni

 

Bruxelles apre alla flessibilità, ma solo per le rinnovabili

Nello stesso giorno arriva però un messaggio molto diverso da Bruxelles. La Commissione europea concede all’Italia una parziale flessibilità fiscale, fino allo 0,3% del Pil all’anno tra il 2026 e il 2028 (grosso modo 14 miliardi), per affrontare le conseguenze della crisi energetica. Non si tratta però di un assegno in bianco. La Commissione specifica che queste risorse devono servire a rafforzare la resilienza energetica, sostenere investimenti strutturali e ridurre la vulnerabilità del sistema. Al contrario, vengono bocciati gli sconti generalizzati sui carburanti fossili, giudicati costosi, inefficienti e incapaci di affrontare le cause del problema.

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Bruxelles ricorda esplicitamente che le misure adottate dall’Italia contro il caro-energia valgono oggi circa lo 0,1% del Pil e potrebbero arrivare allo 0,3% se prorogate fino a fine anno. Avverte inoltre che la riduzione «non mirata» delle accise sui carburanti, come mostrato dall’esperienza della crisi energetica del 2022-2023, comporta «elevati costi fiscali»  ed è «socialmente ed economicamente inefficiente». Più chiaro di così…

Tuttavia Giorgia Meloni canta vittoria: «È un risultato estremamente importante che in molti consideravano impossibile». La flessibilità sulla crisi energetica «ci consentirà di spendere 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce le famiglie vulnerabili, le imprese energivore, gli italiani» ha aggiunto.

Torna il nucleare: via alla legge delega con obiettivo 2030

Fatto sta che il taglio alle accise su carburanti in scadenza domenica 7 giugno (6,1 centesimi al litro delle imposte sulle benzina e di 12,2 centesimi di quelle sul gasolio) non potrà essere ulteriormente prorogato. Ai prezzi di oggi l’azzeramento dello sconto porterebbe la verde a due euro al litro, mentre il diesel a circa 2,1 euro. Un’alternativa, potrebbe essere quella dei voucher da concedere  ad alcune categorie. Che siano specifici lavoratori (ad esempio gli autotrasportatori) o cittadini meno abbienti.

Barzellette nucleari. E gli obiettivi Pniec s’allontanano

La concessione della flessibilità condizionata da parte di Bruxelles arriva quando il nostro Paese è già in grave ritardo rispetto agli impegni assunti con il Pniec. Per raggiungere gli obiettivi al 2030 l’Italia dovrebbe rapidamente raddoppiare la capacità installata di fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico. Le tecnologie sono mature e immediatamente disponibili, i costi sono competitivi e i tempi di realizzazione relativamente brevi,  tre o quattro anni, se venissero davvero rimosse le barriere autorizzative e accelerati gli investimenti.

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Il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin: “Una piccola centrale nucleare occupa 3 campi di calcio un fotovoltaico equivalente 3 mila

La scelta di concentrare il dibattito politico sul nucleare appare quindi incomprensibile, se non addirittura paradossale. E per amor di patria tralasciamo ogni commento sulle argomentazioni del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin addotte in conferenza stampa a sostegno dell’atomo: «Un piccolo reattore modulare occupa 3 campi di calcio. Per avere la stesa produzione, servono 3000 campi di calcio di pannelli fotovoltaici».

Restando in ambito calcistico, potremmo dire che il governo dribbla con il nucleare i paletti di Bruxelles e “butta le rinnovabili in tribuna“.  Guadagna tempo, mantiene più a lungo possibile il gas naturale e i derivati del petrolio al centro del nostro mix energetico e assicura alle lobby legate ai combustibili fossili altri 15 anni di affari in posizione dominante.

  • LEGGI anche: “Crisi energetica e transizione: basta con le soluzioni d’emergenza” e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (22)
  1. Quanto è stato approvato rappresenta il massimo della stupidità dei politici italiani. Una cosa vergognosa.
    Abbiamo la necessità di avere subito energie a basso costo e si investe su una tecnologia attualmente inesistente che se darà qualche frutto lo darà ad andare bene tra 10-15 anni.
    Abbiamo bisogno di energia subito e non si parla di sbloccare i progetti eolici o fotovoltaici esistenti, ancora meno di velocizzare gli iter di approvazione o allacciamento che potrebbero darci quantomeno una boccata di ossigeno.
    Abbiamo bisogno di liberarci dalla dipendenza estera e anziché incentivare tutto quanto abbiamo in Italia di sfruttabile si punta sul nucleare dove i materiali fissili (e probabilmente parte della tecnologia) li dovremo acquistare all’estero.
    Se non è stupidità (o interesse personale e delle lobbies che sostengono il governo) ditemi voi cos’è, spero la gente apra gli occhi!

    1. Al 2027 manca oramai poco….

      Avremo un’ occasione storica per cambiare “rotta” sulle politiche Energetiche e Industriali….

      Mi auguro che tutti i contendenti (di ogni schieramento) si diano da fare per elaborare plausibili piani alternativi a questa follia….
      Altrimenti non ci resta che prendere barconi e barchini per emigrare da un paese allo (S)fascio.

  2. @Massimo Degli Esposti
    Gentilissimo,
    sommessamente osservo che “la furia giustizialista” nei confronti del governo spagnolo non è mia, ma della magistratura spagnola.
    Primo.
    In secundis, con la mia scolastica citazione latina, sempre altrettanto sommessamente, invitavo i tanti “scienziati” che affollano questo forum A PARLARE SOLO DI CIÒ CHE SANNO, evitando di pontificare sul nucleare con gigantesche supercazzole sorrette da una maturità scientifica o un diploma in ragioneria.
    Ma, a giudicare dal tono della sua replica, mi pare di pretendere troppo.
    Buon proseguimento.

  3. @Davis13
    La moglie di Pedro Sánchez, presidente del governo spagnolo e leader del Partito socialista (Psoe), è imputata. Il fratello del premier è imputato. Il braccio destro, Santos Cerdán, è imputato. Il suo ex braccio destro, José Luis Ábalos, è in carcere e il braccio destro di quest’ultimo anch’egli imputato. Non è tutto: Leire Díez, donna del Psoe, sarebbe parte di una rete criminale guidata dal numero due del partito con il fine di screditare, giudici, poliziotti e giornalisti che stavano indagando su Pedro Sánchez e i suoi.
    Questo, in breve, è il ritratto del vostro paladino delle FER.
    Colgo poi l’occasione per porgere a voi tutti le mie più vive congratulazioni per le lauree conseguite in ingegneria nucleare!
    “Sutor, ne ultra creoidam!”

  4. nel 2019 Spagna e Italia
    avevano circa lo stesso prezzo all’ingrosso elettricità, poi Spagna ha iniziato a installare molte rinnovabili di grande taglia (utility-scale), qui un grafico:
    https://aleasoft.com/wp-content/uploads/2025/11/20251114-AleaSoft-Spanish-renewable-installed-capacity-2025.png

    in pochi anni in Spagna sono passati da 40% a 60% di rinnovabili, 62% contando l’autoconsumo, e ora il suo prezzo elettricità all’ingrosso è 1/3 del nostro e così attirano anche investimenti di industrie di vari settori; qui un articolo di Vaielettrico:
    https://www.vaielettrico.it/il-caso-spagna-prezzi-elettrici-ai-minimi-deuropa-e-latomo-non-centra/

    come nel 2019, anche oggi hanno ancora una quota di nuculare ( 17% del mix ) ma che va in dismissione; i gestori delle loro ultime centrali nuculari hanno programmato di dismetterle nel periodo 2027 – 2035 senza costruirne di nuove, perchè antieconomiche e non più necessarie

    Spagna punta a 80% rinnovabili al 2035, e 100% rinnovabili al 2045, circa stessa tempistica rapida della Germania e di tante altre nazioni europee;
    e stanno già iniziando a costruire impianti per la filiera idrogeno verde e derivati, es. ammoniaca verde, perché in Spagna ( Danimarca, Norvegia) sono già possibili i bassi prezzi energia necessari per rendere sostenibili queste filiere di elettro-combustibili

  5. Mi meraviglio della posizione presa da una testata come la vostra.. tutto ciò che porta elettricità e stabilità di rete dovrebbe essere la priorità assoluta per una crescita dell’ elettrico ed un contenimento del inquinamento. Un solo dato … Dove la bolletta elettrica è la più bassa per l’utente finale… Francia e Spagna.. entrambe con il nucleare .. la Francia praticamente al 90%.. la Spagna aveva in programma la chiusura delle sue centrali.. appena ha visto che fine ha fatto la Germania dopo la chiusura ideologica delle sue .. ha sospeso il programma.. il fatto che un sistema solo rinnovabili non si regge è abbastanza condiviso da tutti gli esperti.. e non parlare di accumulo e come parlare di fusione…al momento non applicabili

    1. la Spagna non ha bloccato un bel niente: fin quando ci sarà Sanchez al governo il piano di dismissione va avanti…

  6. “La Commissione specifica che queste risorse devono servire a rafforzare la resilienza energetica, sostenere investimenti strutturali e ridurre la vulnerabilità del sistema.”

    ok, ma il problema dipendenza dall’estero (e che estero ! ) rimane:
    ci sono solo due esempi funzionanti nel mondo di centrali SMR, una in Cina… l’altra in … RUSSIA !! Che è l’ UNICA a produrre il carburante** adatto alle centrali SMR !!
    (FORSE la Gran Bretagna tenterà di produrne piccole quantità dopo il 2030).

    Probabilmente il nostro governo ritiente (o sogna) che entro il 2030 faremo parte della “federazione” russa 🪆🪆🪆e quindi avremo Gas, Plutonio a volontà… di Putin…

    **uranio a basso arricchimento e ad alto dosaggio (HALEU).. quindi niente autarchia energetica italiana.

  7. non penso che un nostro ministro abbia detto questo, perchè:

    3000 campi di calcio sono circa 2000 ettari e se occupati da fotovoltaico sono quasi 3 GW potenza installata, non 0,150 GW come dicono gli ubriachi al bar, e il nostro ministro non è un ubriaco che spara stupidate al bar, giusto?

    1. R.S., sarebbe molto meglio se il ministro fosse stato ubriaco… 🤦🏻‍♂️
      In realtà è semplicemente in malafede, una testa di legno degli enormi interessi economici che manovrano il pupazzo del nucleare per lucrare con processi infiniti che durano decenni e risucchiano finanza pubblica senza portare a nulla. Tipo Società del Ponte di Messina, come sappiamo fin troppo bene.

    2. La capacità del solare di produrre Energia dipende molto dalla capacity factor e quella del solare è cira 1/5 del nucleare.. tradotto un 1Gwh di solare installato produce al max 0.15/0.2 Gwh .. nel nucleare 0.9 ..

      1. Nello Roscini

        STRAstiQuatzi della potenza nominale vs potenza effettiva !!!!

        quello che conta nel 2026 è ..
        quanto straQuatzo costa un Megawattora prodotto col fotovoltaico
        contro
        uno straQuatzo costa costa un Megawattora prodotto col nuculare

        il fotovoltaico + eolico oggi vince a mani basse
        oggi vince a mani basse anche con le BESS
        domani (pochi mesi) stravincerà , dato che società come CATL hanno appena avviato la produzione di massa per le batterie al sodio
        sapevate-lo e smettetela di disinformare , fate solo incazzate chi ha anche solo un diploma tecnico
        se avessi un’azienda,medio piccola , me ne sbatterei della NON PROGRAMMAZIONE POLITICA
        mi arrangerei in proprio e chiederei i danni allo stato per 20 anni di ritardo

      2. tra solare a terra ( cf medio in italia 19-20% ) e nuculare ( cf medio reale in francia 71%) la resa è circa 1/4 .. e anche così il ministro spara schiocchezze

        1. per precisazione:

          — gli impianti solari a terra hanno una resa maggiore rispetto al valore teorico di irraggiamento, perché usano panneli bifacciali e spesso anche gli inseguitori solari monoassiali, con Capacity factor dal 17% al 23 % in Italia da Nord a Sud

          — invece i pannelli sui tetti hanno una resa minore rispetto al valore teorico di irraggiamento, a causa di orientamenti imperfetti, depositi di polvere che non vengono lavati sino alla prossima pioggia, e maggiori temperature; il Capacity factor medio in Italia di impianti sui tetti compresi i tetti non ben orientati potrebbe essere circa 13%

  8. Totalmente incapace di riconoscere l’enorme errore che ha commesso prima con l’hub del gas e poi col nucleare.
    Scollegata dalla realtà ed evidentemente disinteressata ad aiutare il Paese.
    Il nucleare non arriverà mai ma nel frattempo si saranno mangiati un discreto numero di milioni di €, forse anche miliardi, che credo siano il vero obiettivo.

  9. Okay, qualcuno ha già visionato il disegno di legge delega? Possiamo raccogliere le firme per un’altro referendum abrogativo? C’è qualche avvocato che mettiamo su il comitato?

  10. Nello Roscini

    IL NUCULARE !
    il “boccone del prete” , alias “scarpetta”
    con cui i politici italiani ,TUTTI, deprederanno le ultime risorse di un paese che si avvia al fallimento ..

    mi spiace per i giovani , serviranno decenni di di miseria vera
    per riparare a questo casino fa da malgoverno trentennale di ..
    INCAPACI EGOCENTRICI e/o LADRI
    ci mancano solo gli incipit pro nuculare “de sinistra” di Chicco Testa
    e il quadretto è completo ..
    comunque vada sarà un disastro

    disgusto e fastidio

    P.S.
    non spero più neanche il recupero in “zona cesarini” ,
    che dicono sia una dote degli italiani,
    ravvedersi un minuto prima della fine
    se era una “virtù” ..
    credo che l’abbiamo persa da un pezzo !

  11. Ah, il ministro Fichetto Pratin… se non ci fosse, si risparmierebbe la fatica di inventarlo! 🤣
    Il paese e noi tutti pagheremo carissima la buffonata del nucleare, in cui a spartirsi i frutti malati di tale buffonata saranno pochi grandi gruppi industriali del fossile e del nucleare… e ovviamente le varie mafie, camorre, ‘ndranghete e compagnia brutta che ci andranno a nozze.

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