Home Scenari “Caro Cingolani, le big della Motor Valley hanno attaccato la spina”

“Caro Cingolani, le big della Motor Valley hanno attaccato la spina”

14
CONDIVIDI
colla

L’Assessore dell’Emilia-Romagna Vincenzo Colla risponde al ministro Cingolani: «Le big della Motor Valley non  moriranno con il motore a scoppio. Arriveranno in tempo all’appuntamento con l’auto elettrica». Lo ripeterà il 27 ottobre, a Rimini, in occasione della giornata dedicata alla transizione elettrica della Motor Valley, organizzata da Vaielettrico.it e dall’Associazione MOTUS-E in partnership con Ecomondo-Key Energy. La fiera riminese, che torna in presenza dal 26 al 29 ottobre, è la più importante manifestazione europea dedicata alla sostenibilità.

L’Assessore Vincenzo Colla: “Utilitarie e componentistica, queste le sfide”

colla motor valley
L’Assessore allo sviluppo economico e alla formazione della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla

Ma governare la transizione è una sfida che la Regione Emilia-Romagna vuole e deve raccogliere. «In questo processo si può guadagnare lavoro, ma si può anche perderne; noi vogliamo stare sulla prima opzione» ci dice l’Assessore allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione Vincenzo Colla, anticipando il messaggio che porterà a Rimini. Colla è stato chiamato in Giunta da Stefano Bonaccini dopo una lunga militanza al vertice della Cgil regionale e poi nazionale.

Assessore Colla, il ministro Roberto Cingolani dice che il passaggio all’elettrico sancirà la fine della Motor Valley. Lo pensa anche lei?

Non è affatto così e l’ho detto anche a lui: il tuo problema, caro Cingolani, non è la Motor Valley. Non sono la Lamborghini, la Ferrari, la Maserati, la Pagani o la Ducati: a quel livello si stanno già attrezzando per governare la transizione con investimenti incredibili; tanti guardano già anche all’idrogeno. Quelle sono auto da uno o due milioni di euro, quindi pezzi limitati. Lì arriviamo in tempo. I giochi sono fatti, come avete già visto con la Porsche.

colla
Il ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, e la prima Porsche elettrica, la Taycan.

I problemi, invece, dove sarebbero?

Nelle auto per il popolo, nei modelli di massa. Ne circolano oltre 10 milioni fra euro 1 ed euro 4. Come facciamo a cambiarle se la gente non ha i soldi per comprarne di nuove e elettriche? Quindi, se vogliamo stare dentro la transizione elettrica, dobbiamo fare in modo che la gente possa permettersela.  E lì stiamo parlando di numeri in grandissima scala. Ci  vogliono modi giusti e tempi gusti, anche  per garantire la tenuta sociale.

“Lo Stato apra l’ombrello-incentivi, noi ci occuperemo di quel che sta sotto: gestire la transizione”

Lei, quindi, è per incentivi all’acquisto delle auto elettriche medie e piccole? La Regione Emilia-Romagna ha qualcosa in cantiere?

No, gli incentivi fiscali non sono alla portata di una singola Regione: nessuna ha la potenza di fuoco necessaria per incidere su un mercato così grande. Il quadro dei benefici fiscali è come un ombrello che deve aprire lo Stato. Noi ci occupiamo di preservare e sviluppare tutto quello che ci sta sotto.

Che sarebbe?

Le nostre straordinarie filiere industriali, in primis quella della componentistica automotive ma anche altre che si intrecciano e interagiscono con quella. Il motore a scoppio ha il carburatore e il cambio, quello elettrico un riduttore e una batteria. Cose molto diverse, come può capire.  Noi siamo bravissimi a fare la componentistica di qualità della vecchia tecnologia e la vendiamo in tutto il mondo, non solo a Lamborghini e Ferrari. Dobbiamo fare in modo che si converta a quella futura e continui a vendere in tutto il mondo.

“Tre processi da governare: nuove tecnologie, nuove competenze e nuove reti”

Colla
Veielettrico racconta le storie della Motor Valley che diventa elettrica in questo libro che sarà presentato a Ecomondo-Key Energy il 27 ottobre

Nessuno meglio di lei può dirci se la metamorfosi è iniziata oppure è in ritardo…

E’ iniziata eccome. Vediamo in giro grandiose iniziative. C’è un mondo in grande movimento là fuori. Anche in settori del tutto nuovi, come le certificazioni e i collaudi, o addirittura le batterie.

Quindi, cosa può fare una Regione come l’Emilia-Romagna a tutela di questo suo patrimonio?

Governare la transizione significa tre cose: governare la  tecnologica, governare le competenze, governare le reti. Sono tre sfide cruciali per essere fra chi guadagna lavoro, anziché fra chi ne perde.

 

Cervelli e intelligenza delle mani: Colla ha un piano per i nuovi talenti della Motor Valley

Cominciamo dalle competenze: in primavera ci anticipò un piano per i cervelli. A che punto siete?

Dopo il grande successo della nostra legge per l’ attrazione dei capitali, stiamo definendo ora una legge per l’attrazione dei cervelli. Formarli, impedire che se ne vadano, far rientrare quelli che sono all’estero. Significa pensare alla loro casa, a stipendi più decorosi, all’istruzione permanente, allo stile di vita, a un ambiente più accogliente. A volte ci dimentichiamo dello straordinario patrimonio delle nostre Università, che sono tra le migliori al mondo.

Le filiere non si reggono solo sui cervelli. Ci sono i tecnici, gli operai specializzati…

Certamente. Vogliamo investire anche sulla competenza delle mani e sulla ibridazione delle competenze. La fortuna industriale di questa terra è basata sull’intelligenza delle mani, sulle competenze tecniche e operative intermedie. Ci vogliono più lauree professionalizzanti, più Its, più Fts, un apprendistato più funzionale. L’istruzione di tutti i livelli è la premessa per la buona industria.

Ci ha appena detto che sarà necessario “governare la tecnologia”. Cosa intende?

Punteremo molto anche sulla tecnologia di processo, oltre che di prodotto. L’Emilia-Romagna è sempre stata una terra fertile nelle macchine e nei sistemi per l’industria. Avremo bisogno di investimenti sul processo manifatturiero anche nella tecnologia elettrica. E avremo bisogno di vedere l’elettrificazione non solo dell’automobile ma dei veicoli nel loro insieme; dei camion, dei bus, delle macchine agricole e da cantiere, della nautica. La Motor Valley ha un perimetro largo, che comprende molto più delle auto di lusso. Un altro concetto è quello del reshoring. Il rientro in patria di una parte delle produzioni non farebbe male: abbiamo visto in questi giorni quante difficoltà ha creato l’ approvvigionamento e il trasporto di materie prime e semilavorati. Dobbiamo riportare più vicine le lavorazioni strategiche.

Torniamo per un attimo agli incentivi. Il costo d’acquisto è solo uno degli ostacoli alla diffusione dell’auto elettrica. Ci sono poi le difficoltà della ricarica pubblica, i mille problemi per l’installazione di una ricarica domestica, i prezzi dell’energia e la generazione green, l’assistenza. C’è un piano della Regione per elettrificare l’ecosistema della Motor Valley?

Idrogeno verde: Iris l’userà nella cermica e un grande brand auto in un nuovo motore termico

Noi possiamo e dobbiamo facilitare la transizione e il cambiamento facendo sì che si creino le reti, digitali e fisiche. Intendo i cavi e i tubi per veicolare l’energia. O le reti ferroviarie per una logistica più efficiente, meno energivora e più sostenibile.

I tubi? Abbiamo capito bene?

I tubi, certo. Dovranno trasportare idrogeno verde

Ma lei ci crede all’idrogeno?

Iris e Snam hanno appena realizzato il primo impianto ceramico a idrogeno verde prodotto con l’energia di un impianto fotovoltaico. E’ il primo al mondo ed è qui nel nostro distretto ceramico. Posso dirle anche che stiamo lavorando per installare in Emilia-Romagna il secondo distributore di idrogeno in Italia e con una tecnologia sperimentale. E aggiungo che un’ importante casa di auto di lusso emiliano-romagnola sta sviluppando una nuovo motore termico alimentato ad idrogeno.

Un libro, due convegni, un report: l’E-Valley si racconta il 27 ottobre a Ecomondo-Key Energy

colla motor valley

L’assessore Colla non aggiunge ulteriori particolari. Ma forse potremo scoprire a Rimini quale sia il brand emiliano-romagnolo impegnato nello sviluppo di una hypercar termica ad idrogeno. Molti degli attori della Motor Valley saranno presenti sul palco o in sala durante i dibattiti in programma il 27 ottobre prossimo.  L’evento è patrocinato da Regione Emilia-Romagna, ANFIA, Confindustria Area Emilia Centro e Unindustria Reggio Emilia e si avvale del contributo di Italian Exibition Group.

Dove va la Terra dei Motori? Lo spiegano Giorgio Prodi e i protagonisti chiamati da Vaielettrico e MOTUS-E

Sarà aperto, alle 11, da un intervento del Presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, cui seguirà la presentazione dello studio curato dal Professor Giorgio Prodi del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara su “La sfida della transizione elettrica: lo stato della Motor Valley emiliana”.  Ne discuteranno poi Gianmarco Giorda, Direttore generale ANFIA. Fabio Storchi, Presidente Unindustria Reggio Emilia, Roberto Fedeli, Chief Technology & Innovation Officer di Silk-Faw, Marco Righi, presidente Flash Battery, Fabrizio Colla, amministratore delegato ATOP-IMA, Giuseppe Corcione, CEO Reinova, Gianfranco Pizzuto, fondatore di Estrema Fulminea e Paolo Ghinolfi, amministratore delegato di SIFÁ. Modereranno il dibattito Mauro Tedeschini, CEO Vaielettrico e Francesco Naso, segretario generale MOTUS-E. Concluderà Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Un premio ai pionieri della Motor Valley elettrica, scelti da BPER Banca e SIFA’

Nel pomeriggio, a partire dalle 15, Andrea Prandi, co fondatore di Vaielettrico e fondatore di SmartItaly, presenterà il libro “Volti e storie della E-Valley” realizzato dallo staff editoriale di Vaielettrico.it con il contributo di BPER Banca e SIFA’. Paolo Cerruti, Responsabile Direzione Regionale Romagna di Bper banca presenterà il premio “Pionieri della E-Valley” e proclamerà i quattro vincitori. I quali si racconteranno e si confronteranno, moderati da Andrea Prandi.

Seguirà un secondo dibattito dal titolo “Nuovi talenti per la E-Valley”, organizzato con il contributo di Randstad HR Solutions.

Aprirà i lavori proprio l’Assessore Vincenzo Colla, presentando i piani della Regione a sostegno della transizione e la sfida dell’occupazione. Moderati da Massimo Degli Esposti, co fondatore e co direttore di Vaielettrico e da Francesco Naso, segretario generale di MOTUS-E, interverranno Andrea Pontremoli, amministratore delegato di Dallara e presidente Muner; Claudio Rossi, promotore del progetto Onda Solare di Unibo; Luca Di Silvio, Sales area manager Manz Italy; Sonia Bonfiglioli, Presidente di Bonfiglioli Group e Vice presidente Confindustria Emilia Area Centro; Fabio Costantini,  Amministratore Delegato Randstad HR Solutions; Claudio Cavallotto, promotore della rete “E-mobility” tra scuole per la mobilità sostenibile nella didattica; Francesco Possati, membro del Board of Directors Gruppo Marposs. Concluderà Patrizio Bianchi, Ministro per l’Istruzione.

—-Vuoi far parte della nostra community e restare sempre informato? Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter e al nostro canale YouTube

Apri commenti

14 COMMENTI

  1. Questo è un altro cingolani… gli incentivi regionali no però c’erano quelli alle ibride (Non so se ci sono ancora) parla d’idrogeno nell’industria, di cui si può ragionare, ma non dice che nei trasporti non ha assolutamente senso … un altro illuminato non si sa da cosa forse abbagliato… ad averne di politici illuminato e visionari…..!

    • Il problema è che CingolEni mostra preoccupazioni in tutte le direzioni:

      – bisogna incentivare le termiche,
      – bisogna incentivare anche le termiche usate;
      – gli incendi di quest’estate sono stati causati dall’uomo (ma si dimentica di dire come mai la vegetazione era secca e sulle alluvioni non parla);
      – ci saranno perdite di posti di lavoro, la motor valley chiuderà,
      – inutile acquistare le elettriche in quanto tra 10 anni avremo fusione nucleare e auto ad idrogeno;
      – faremo piccole centrali nucleari per avere energia per creare idrogeno (e le scorie le mettiamo in camera sua);
      – ecc.

      Tutte queste uscite sono figlie delle sue due ben più grandi preoccupazioni (che però non dice mai) salvare l’Eni ed i petrolieri, l’incubo (per lui) dell’auto elettrica.

      E chiaramente quello che dice e fa non è tutta farina del suo sacco ma anche dei personaggi politici che lo investito di questo ministero.

    • Però se è vero che c’è un produttore che pensa allo sviluppo di un motore termico a idrogeno, non lo si può biasimare più di tanto. I politici raramente sono tecnici e se i loro interlocutori principali sono le industrie cui interessa lo status quo, continueremo a sentire questo tipo di argomentazioni.
      I “tubi” dell’idrogeno come se fosse metano sono una roba a mio avviso mitologica che aspirerà un mucchio di risorse economiche ma non credo che si potrà mai trasportare efficientemente e a costi accettabili l’idrogeno come si trasporta oggi il gas metano.

      • Stiamo parlando di motor valley quindi auto e l’drogeno non serve a nulla. Sull’industria come detto bisogna ragionarci e discuterne approfondire e studiare. Ci sono tante aziende che possono ricoprire di fotovoltaico i propri capannoni che possono coprire una buona parte dei consumi, l’ultimo in piemonte (fra i più grandi in europa su tetto industriale su qualenergia.it ci sono i dettagli). Per il resto il punto è che sanno che l’automotive elettrico porterà tantissimi posti in meno anche se tanti dicono il contrario ed altri che dicono che se ne creeranno tanti altri, sicuramente sarà così ma il saldo è fortemente in negativo. Quindi per tenere posti di lavoro o comunque mantenere business molto importanti si parla sempre d’idrogeno….

      • A mio avviso lo scopo nell’immediato non è tanto l’idrogeno per automobili, ma il confondere le idee alla gente, che nel dubbio non fa scelte e tira avanti con l’auto termica che brucia benzina e gasolio garantendo la sopravvivenza ai petrolieri, in attesa che trovino una soluzione (vantaggiosa per loro) che gli permetta di continuare ad avere profitti, potere ecc.

        E degli interessi del cittadino? Chissenefrega!

        • E l’idrogeno fa comodo proprio ai venditori di idrocarburi perché occorrerà usare i loro gasdotti, che altrimenti sarebbero da smantellare, riconvertendoli al trasporto di idrogeno e probabilmente anche ampliandoli. Finché non avremo un surplus pazzesco di energia rinnovabile l’idrogeno ha senso solo per pochi usi

        • Perchè il vero interesse del cittadino è dare incentivi a quei “furbi” che si son comprati 60k di auto elettrica e han scelto con cura gli optional per evitare di sforare il tetto massimo ? RIDICOLI.
          Il vero interesse del cittadino è spendere 35k per una ID3 con interni che si macchiano col sudore e fatti di plastica che forse su una Panda 750 sarebbero andati bene ? Però oh, c’ha i LEDDDDD….
          Poi arrivi a casa e “Ah caspita, non si carica al 100% in una notte…oh non posso usare la ricarica in box perchè non ho la messa a terra… oh il condominio non vuole….”
          O semplicemente NON HAI il box dove caricare.
          Ah ma l’elettrico è sempre la soluzione no ?
          Sia mai che si incentivi l’acquisto di un benzina Euro 6D , che consuma pochissimo, inquina pochissimo e magari rimuove dal mercato una vecchia Punto Euro 1 che il pensionato di turno ha da 20 anni…. nooooo diamo gli incentivi per pagare una Spring 14k, invece dei 22k di listino (vi ricordo che è una cinesona rimarchiata che in cina viene NUOVA meno di 8k) , fatta di cartone e con le ruote della Graziella.
          Quei soldi dateli a tre pensionati, che si comprano 3 pandine usate e rimuovono dalle strade 3 auto più inquinanti.
          Ma niente, paraocchi totali, ELETTRICO O MORTE !

          • Simone non puoi fare certi discorsi a questi “signori” che possono spendere minimo 40.000 euro per un auto, non sono certo operai con famiglia o con un mutuo. Loro pensano che la gente vada in giro con una punto Euro 1 perchè sono appassionati di auto storiche. Questa massa di esseri indicibili o credono alle favole o pensano che siano tutti allo stesso loro livello ( per loro fortuna e abilità )

          • Far cambiare l’auto al pensionato che fa pochi chilometri sposta di pochissimo il problema inquinamento.
            È molto più impattante far comprare le auto elettriche a chi fa molti chilometri, anche a costo di fare auto un po’ più pesanti e con un po’ più di batterie.

          • Partiamo dalla fine: una Panda “che inquina pochissimo”, mette in circolo oltre 20 tonnellate di co2 durante la sua vita. Il condominio se vuoi mettere la wall box ce la fai, senza litigare. Una EV si ricarica completamente in una notte, non parti mai da 0% ma anche così almeno all’80% arrivi. Chi ha detto che la EV la devi comprare? Esistono forme di finanziamento o noleggio con cui la prendi anche a zero anticipo, e poi paghi le rate col risparmio nei consumi e manutenzione ecc. Quelli che hanno preso la Tesla con l’incentivo, hanno comunque pagato oltre 10.000 euro di Iva, quindi lo Stato non ci rimette. Ok , siamo ridicoli.

          • Gli interessi del cittadino sono vari:

            – l’aria che respira (lui ed i suoi cari) aria migliore=meno malattie;
            – fermare la crisi climatica (le siccità, le piogge torrenziali, l’innalzamento del livello del mare fanno danni;
            – contenere la migrazione dai paesi poveri, in molti paesi l’innalzamento del mare ha portato il sale nel sottosuolo di zone coltivate che ora non sono più coltivabili – grazie a noi civiltà evoluta ed alla nostra esigenza di creare combustioni senza pensare agli effetti collaterali;
            – e tante altre cose che non ho il tempo di scrivere.

            Ringrazia chi acquista un’auto elettrica in quanto fa del bene anche a te ed ai tuoi cari, sia che lo faccia con o senza incentivi.

          • Forse non sai che gli incentivi sono stati dati anche al benzina euro 6D di cui parli tu, e che, seppure forse meno dell’auto che va a sostituire, continuerà comunque ad inquinare per altri 20 anni… se a te sembra la soluzione…

          • Quindi… un dacia che ha una gommatura normale negli anni 90 ora viene ritenuta una graziella.. una punto GT da 140 Cv aveva le 195.. oggi se non si montano 225 e cerchi da 17″ le voglie onanistiche dei promotori del brum brum non sono soddisfatte. Sulla Zoe appena acquistata ho fatto togliere i 215/17 in favore di 185/16 con una riduzione del 7% circa di consumo.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome