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Caro carburanti e Iva, al Governo propongo….

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Caro carburanti, accise e Iva: che fare? Oggi il ministro Roberto Cingolani ha parlato di un’accisa mobile che compensi i maggiori introiti dell’Erario dovuti all’Iva. Ciò permetterebbe una riduzione di 10-15 centesimi al litro dei prezzi alla pompa. Ma per il professor Abboto sarebbe una soluzione inefficace e poco lungimirante.    

                                          Di Alessandro Abbotto∗

Iva
Alessandro Abbotto

In questi giorni si sta discutendo di come poter andare incontro alle esigenze dei consumatori per contrastare l’impennata del prezzo della benzina/diesel. Una delle proposte prevede di riversare in un taglio delle accise il maggior introito nelle casse dello Stato dovuto all’IVA che, pur rimanendo immutata come percentuale, sfrutta l’aumento dell’imponibile. Ma sarebbe la soluzione migliore tenendo conto del modesto contributo che fornirebbe al prezzo della benzina/diesel (una diminuzione di circa 10 centesimi/litro)?

 

Il surplus dell’Iva diamolo al solare

Il riversamento del maggior introito IVA nella diminuzione delle accise non affronta il problema all’origine: la dipendenza dalle fonti petrolifere e quindi dai fattori geopolitici esterni. La reale soluzione, quella che consentirebbe una volta per tutte di affrancarci da questa dipendenza, consisterebbe nel favorire la transizione netta verso le fonti rinnovabili, in particolare l’energia proveniente dal Sole di cui l’Italia, in ambito europeo, è tra i paesi più avvantaggiati grazie alla maggiore irradiazione.

E se quindi riversassimo il maggior introito IVA in installazioni fotovoltaiche che, alla fin dei conti, si tradurrebbero in duraturi e innegabili vantaggi per gli automobilisti, nell’ambito della transizione verso l’elettrico? [vedi articolo precedente]

Anche in questo caso, proviamo a fare due conti. Il Ministero della transizione ecologica (MITE) ci dice che nel 2021 in Italia si sono consumati circa 10 miliardi di litri di benzina e 32 miliardi di litri di gasolio. Allo stesso tempo, sempre il MITE, ci indica che da giugno 2021, ovvero da quando il prezzo al distributore ha cominciato a crescere, al 14 marzo 2022, il maggiore introito di IVA per litro è stato di 0,106 euro per la benzina e 0,125 euro per il gasolio.

Proviamo adesso a immaginare di utilizzare questo maggiore introito per installare pannelli fotovoltaici. Quanta potenza/anno riusciremmo a installare?

Normalizzando per un periodo di 12 mesi si ricava che il maggiore introito dell’IVA corrisponde a circa 5 miliardi di euro, una somma considerevole. Nel 2010 1 kW di potenza fotovoltaica costava 4.300 euro. Al 2020 il prezzo era sceso a 800 euro e il trend è in ulteriore discesa. Quindi adesso il fotovoltaico costa meno di un quinto di quanto costasse 10 anni fa, quando in un anno (esattamente nel 2011) furono installati in Italia quasi 10 GW.

Con quei 5 miliardi, 6 GW di potenza all’anno in più

Ritornando al nostro conto, si stima che, utilizzando esclusivamente il maggiore introito IVA legato all’aumento del prezzo della benzina/diesel, saremmo in grado di installare, anche grazie al minor costo del fotovoltaico, oltre 6 GW di potenza fotovoltaica in un anno! Senza alcun altro contributo.

Sarebbe tanto o poco? Tantissimo. Tenendo conto che ogni GW produce mediamente in Italia tra 1 e 1,5 TWh/anno, considerando una percorrenza annua media di 14.100 km (dato UNRAE) e un consumo medio di 15 kWh/100 km, si stima che tale potenza extra installata solamente col maggior gettito IVA consentirebbe a oltre 3 milioni di automobilisti (elettrici) di muoversi per tutto l’anno gratuitamente!

Forse questa sarebbe la vera direzione verso la quale andare, il vero regalo per i cittadini, l’unico che consentirebbe di risolvere alla radice il problema e venire veramente incontro alle esigenze degli automobilisti, anziché proporre un modestissimo “sconto” di 10 centesimi/litro che avrebbe un effetto quasi impercettibile sui portafogli.

Con un occhio, non dimentichiamolo mai, all’ambiente e alla salute umana.

Docente presso Dipartimento di Scienza dei Materiali Centro di Ricerca Energia Solare MIB-SOLAR all’Università di Milano–Bicocca. Autore del libro “Idrogeno, tutti i colori dell’energia”

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38 COMMENTI

  1. soluzione: togliamo l’euro abbondante di accise per sempre e l’iva per una anno..
    con (in cambio) obbligo ai proprietari di montare fotovoltaico su case e stabili

    • ernesto grottaferrata 17 Marzo 2022 at 16:44
      soluzione:

      Obbligo 🤔🤔 l’ unico obbligo è che tutti prima o poi siamo obbligati a morire, per il resto non si può.
      Potevano snellire tutta la burocrazia e dar più tempo al 110% forse più di qualcuno lo avrebbe fatto.
      Poi le sanatorie per abusi minori potevano fare fare i condoni a fine lavori.

    • …quindi prevedo anche un extra gettito su altre tasse, o tasse nuove, vero?
      perché dalle accuse lo Stato tira su cifre decisamente importanti,
      se non le prende di lì….le prende da qualche altra parte, oppure stai senza servizio!
      i famosi tagli agli sprechi abbiamo visto cosa hanno generato, i tagli lineari di Tremonti…pure,
      quindi accetti di avere servizi minori e scadenti, accetti di fare una radiografia (per dire) e pagare 1000 euro?

      a te va bene?

  2. L’illusione è finita.
    Finita.
    Non abbiamo energia e da mangiare.
    Avevamo vino, olio, grano, mais, latte.
    Siamo diventati dipendenti in nome di cosa?
    La pandemia e la guerra degli altri alle porte d’Europa ci ha svegliato.
    È necessario adottare una nuova diversa politica agroalimentare e agricola europea, altro che palliativi.
    L’Europa deve rendersi indipendente nella produzione agricola e gli Stati membri devono produrre a km zero scambiando il trasformato.
    Almeno 3 strategie sulla mobilità: elettrico da fonte rinnovabile, elettrico fuel cell da idrogeno verde, elettrico fuel cell a biometanolo ottenuto con gli scarti agricoli e metanolo di sintesi metanolo ottenuto per reazione di CO2 con H2 ottenuto da fonte rinnovabile, riconducibile all’energia solare, il metanolo come il metano risulta essere un utile mezzo per il trasporto e lo stoccaggio di energia a lungo termine. Oltre alla produzione con sintesi diretta del metanolo sviluppare la sintesi indiretta attravreso l’elettrocatalisi della CO2 e la riduzione di H2O in CO e H2 (syngas), che può essere convertito in metanolo mediante i processi tradizionali.
    3 strategie per muovere navi, camion ed auto.
    Il fotovoltaico serve.
    Serve per alimentare gli elettrolizzatori.
    La strada è tracciata.
    Ora tutto è possibile.
    Queste alternative ci presentano uno scenario nuovo.
    Nei prossimi anni vedremo se l’idrogeno, il metanolo, i nuovi elettrolizzatori solari e le tecnologie di stoccaggio contribuiranno ad un futuro che non avremmo mai immaginato.
    Metanolo da anidride carbonica: la foglia artificiale, Armaroli docet.
    L’innovazione saranno i reattori che imitano la fotosintesi naturale per trasformare l’acqua e la luce del sole in sostanze chimiche, vettori energetici, raggiungendo un’efficienza di circa il 5 % per progredire ed andare oltre.
    I nostri giacimenti?
    Sono il sole, il vento, l’idroelettrico, le maree, la salinità, la geotermia, l’anidride carbonica,
    Senza essere Jules Verne è evidente che con gli attual8 costi dei carburanti, nei prossimi mesi assisteremo a una rivoluzione trasportistica.
    Ogni università ha almeno un gruppo di ricerca sulla produzione di energia elettrica e idrogeno da fonti rinnovabili.
    Quando mai si sono visti investimenti di questa portata?
    Le big oil company ha cambiato drasticamente le loro politiche energetiche e le innovazioni tecnologiche sono indirizzate alle rinnovabili e alla mobilità elettrica.
    Hanno compreso che non si tornerà indietro dopo anni di successo e guadagni su petrolio e gas hanno iniziato a investire nelle rinnovabili non fossili, dall’eolico all’idrogeno verde.
    Prima eravamo in ritardo nel passaggio a tecnologie così differenti, indirizzate alla transizione energetica, oggi dobbiamo farlo velocemente e lo constatiamo dagli investimenti.
    E non è la spinta del Green Deal o il ruolo della Commissione Ue e il raggiungimento degli accordi di Parigi sul clima, purtroppo c’è ben altro che ci obbliga.
    Purtroppo.
    Uno ha il gas con cui produciamo l’energia elettrica con le nostre centrali turbogas e il petrolio, l’Altro le materie prime e una produzione manifattura pronta ad invadere l’Europa.
    Dazi o non dazi.

  3. Se la proposta del Prof. Abbotto, come credo di capire, è di utilizzare quei soldi per far installare allo stato o ai produttori di energia pannelli fotovoltaici GARANTENDO un risparmio in bolletta PER TUTTI allora sono d’accordo con lui (tra l’altro è la mia proposta, da tempo immemore: zero incentivi ai privati – né all’elettrico né alla benzina -, tutte le risorse per produrre energia sostenibile suddividendo il risparmio su tutte le bollette indistantamente).

    Se la proposta invece è per consentire a chi ha le villettine di farsi il pannellino gratis, la mia risposta è un GIGANTESCO NO. E lo dico contro il MIO interesse, visto che io il tetto ce l’ho. Preciso questo aspetto perché la notizia di oggi è che un parlamentare del M5S ha proposto il 100% per l’installazione del fotovoltaico a casa: io avrei tutto da guadagnarci e aderirei all’istante ma … grazie NO! Non è giusto verso chi non ha la casa di proprietà e verso chi non può installarlo e paga bollette esorbitanti. Il welfare deve essere per tutti e non per pochi, BASTA AIUTARE I RICCHI A COMPRARSI LA TESLA E A RISTRUTTURARSI LA VILLETTA A SPESE DELLA COLLETTIVITA’!

    Tra l’altro quella incosciente misura del 110% è che i miei vicini stanno contattando le ditte perché vogliono aderire al superbonus del 110% e tutte dicono che sono impegnate fino alla fine dell’anno, neanche li ricevono. Oggi se devi installarti un pannellino ci vuole la raccomandazione. Basta drogare il mercato e creare questi mostri, per carità, abbiamo già visto gli scempi che si producono, con prezzi alle stelle, ricarichi pazzeschi, furbetti che ne approfittano, etc.

    • Credo che le installazioni di cui parla non siano quelle private residenziali, perché il FV non costa 800 euro al kWp ma siamo intorno ai 1500-1600 al lordo delle detrazioni come minimo. 800 euro si raggiungono con installazioni molto grandi, non i 4-6 kWp sul tetto.

      • Si stima che le pubbliche amministrazioni siano proprietarie di immobili per 326 milioni di metri quadrati e di aree demaniali per oltre 7.500 kmq. Penso che di superficie utile per installare impianti fotovoltaici su tetto o a terra ce ne sia parecchia.

        • Condivido al 1000%. L’importante è che si trovi un modo per “stornare” i risparmi sui privati, perché ad oggi il paventato decreto per il caro benzina serve a dare un po’ di sollievo alla operatrice del call center con 2 figli che guida ancora una Fiat Panda usata e viene pagata in nero e che si è trovata all’improvviso aumenti su corrente, gas e benzina.

          L’idea sarebbe quella di alleviare questi aumenti anziché alla pompa del carburante direttamente sulla bolletta elettrica, tramite un’operazione immediata di redistribuzione del risparmio (anche se il risparmio arriverà solo ad installazione conclusa) ottenuto grazie all’uso del fotovoltaico statale. Come farlo è un po’ una scommessa perché ad oggi non c’è più “l’energia di stato” e soprattutto il prezzo della bolletta non lo controlla lo stato ma è in mano ai privati ma sicuramente il modo lo si trova se si volesse trovarlo.

          • ni , perchè tutti i più grossi produttori di energia elettrica
            e reti ..
            sono tuttoggi a “partecipazione” statale ..
            a cosa serve la Gloden Share in queste aziende ..
            se non verrà mai usata o minacciato di usarla ?
            vale per tutte le reti
            da Autostrade ,Ferrovie a Telecom
            che mai come in questo momento dimostrano come è stata una gran cazzata “privatizzarle” ,
            lo abbiamo fatto 20 anni dopo la Tatcher ,
            quando gli inglesi si erano accorti della cazzata che avevano fatto
            -_-

            comunque ,
            con un piano Marshall e qualche golden share
            si potrebbero proprio usare i terreni demaniali ai margini di autostrade e ferrovie per allestire campi fotovoltaici lineari lungo le carreggiate

            a basso impatto :
            ambientale
            paesaggistico
            faunistico

            e con costi logistici molto bassi

    • Guarda che se fanno il 110% legato “solo” al fotovoltaico anche i condomini possono installarlo, chi direbbe di no nel farlo se fosse gratis? Non servirebbero quei quei soldi o meglio, ripeto, Italia solare vorrebbe installare 60 gigawatt di potenza in 3 anni, basterebbe solo sbloccare queste opere ed il risparmo sarebbe diretto cioè non importando gas quindi fondi che vanno all’estero e contratti diverse decine d’anni a diciamo 60 euro megawatt ora?

      • Il mio condominio, ad esempio, pare sia contrario per motivi estetici (scrivo pare perché ancora non c’è una deliberazione in tal senso). E so di altri condomini con lo stesso orientamento. Che si fa, chiamo in soccorso gli Avengers o i Ghostbusters?

        • Dai su siamo seri ma davvero mi dici che per un fattore estetico si rifiutano se domani gli dessero la possibilità di dimezzare i costi della bolletta GRATIS?? Dai su è…..!

          • non stupitevi…il mio condominio ha rinunciato a priori perchè il 110% condominiale è limitato solo ai pannelli per alimentare le parti comuni (quindi solo luce scale e forza motrice ascensore).
            Ma se anche avessimo potuto montare pannelli per alimentare le case, molti hanno tirato in ballo cose assurde…tipo…i pannelli si staccano e fanno male a qualcuno…l’inverter si brucia di continuo…e altre che non dico per pietà…

        • Fagli notare quanto pagano di bolletta del gas e della luce. Vedrai che avranno un nuovo approccio al problema estetico; anzi, troveranno che i pannelli sono uno splendito ornamento achitettonico.

        • @ Enzo 17 Marzo 2022 at 0:55
          e
          @ Enzo 17 Marzo 2022 at 11:03
          cambiate nome o avatar che sembrate la stessa persona mentre il primo ha un tetto su cui fare i fotovoltaico ma storce il naso ad “approfittare” del 110% mentre il secondo vive in condominio con condomini che si rifiutano di farlo.

    • Enzo 17 Marzo 2022 at 0:55
      caro Enzo forse non hai capito che se molti facessero il 110% che tu trovi assurdo, ne beneficia tutta la collettività, per due fattori, in primo luogo con i pannelli montati sui tetti delle villette come dici tu , si avrebbe energia per quelli che non possono montarli, è che come sempre l’italiano è abituato a guardare il suo orticello anche se dice il contrario, ti faccio l’esempio di dove vivo io villa di due unità una sopra l’altra, sul tetto monterò 23 kWp che produrranno 27’000 kWh anno, noi ne andremmo a consumare 9000 kWh la rimanenza sarà a disposizione della collettività, su questo lo stato aveva visto giusto il fatto è che doveva obbligare chi faceva il 110% a coprire il tetto, con i 20kwp, mentre vedrò troppo spesso montare 6/7kwp che sono quelli del fabbisogno casalingo.
      Ovviamente per risparmiare energia devi far in modo che l’abitazione sia efficiente, non ha senso sprecare l’energia, meglio cederla.
      Dal altro canto casa che non inquina +auto che non inquina = meno multe al EU per gli sforamenti + meno spese sanitarie per la qualità del aria
      Beneficio per tutti.

      Per di più se non li usiamo noi li restituiamo al UE e li userà qualche altro stato.

      Quindi gli incentivi Europei VANNO usati sempre tutti, li abbiamo già pagati, e se non li usiamo li abbiamo pagati per migliorare qualche altro stato membro.

      • Ehhh, è dura da far capire.
        Ripeto anche qui, io non ho fatto il 110% ma non mi sento defraudato da chi l’ha fatto.

  4. Il discorso potrebbe essere condivisibile ma è solo marginale, basta ascoltare gli addetti ai lavori che installano fotovoltaico come ad esempio Italia solare che ad oggi vogliono solo un’estrema semplificazione normativa perché la tecnologia c’è e sta continuando a migliorare inesorabilmente, gli investimenti forse fin troppi. Il punto è che da diversi anni a questa parte è come se si fosse deliberatamente bloccato il settore per le rinnovabili! Infine per i carburanti bisogna abbassare quanto più i costi per rendere competitive le aziende e l’Italia, ovviamente parallelamente avanti tutte con le rinnovabili essendo però realisti perché oltre il 90% delle merci OGGI viaggia su gomma tramite il diesel

    • Informati bene: anche i combustibili fossili prendono sussidi e parliamo di miliardi. Cosa ne dici se come suggerisci tu ce li pagassimo da soli?

      • Per fare i cambienti ci vogliono grandi impianti ed a quelli ripeto non servono ne soldi ne incentivi, per il piccolo possono essere utili ed i fondi all’oil si conoscono bene le sappiamo queste cose!

    • Sono i camionisti italiani che muovono le merci.
      Sono loro gli strumenti indispensabili della logistica e della produzione.
      È un’errore madornale e limitatezza strategica puntare solo su un sistema di mobilità e trasporto. Il trasporto su ferro in Italia è stato sempre più affossato.
      Il trasporto su gomma è un problema tecnico ancora da risolvere con l’elettrico a batterie inadatto al trasportistico, non la mobilità individuale.
      Come fai a trasportare su gomma in modalità elettrica ciò che è oggi trasportato sugli autoarticolati Diesel se non utilizzo i treni merci?
      Basta esaminare il rapporto in termini di densità gravimetrica energetica che è di circa 13.000 Wh per chilogrammo di benzina contro 250 Wh per chilogrammo di batteria.
      Come faccio a trasportare 400 quintali a lunga percorrenza su un autotreno elettrico la cui batteria pesa tra 350 e i 590 quintali se non uso fuel cell alimentate da idrogeno con una piccola batteria tampone?

      È ora urgente e indifferibile creare idrogenodotti e stazioni di rifornimento considerato che i metanodotti SNAM sono già progettati e realizzati per essere convertiti all’idrogeno ed attraversano ogni città italiana. SNAM è stata avveduta nella progettazione e costruzione dei gasdotti ed è in grado di trasformare i suoi gasdotti in idrogenodotti. L’80% della rete, costituita da 40.000 km di pipeline, è già pronta per la riconversione così la tecnologia per la produzione di idrogeno verde (idrogeno prodotto con elettrolisi dell’acqua alimentata da energia rinnovabili).
      Abbiamo elettrolizzatori grado di estrarre idrogeno ed ossigeno dall’acqua con il solo apporto solare che arrivano a rendimenti del 20%.
      Produciamolo questo idrogeno verde.
      Produciamolo ovunque.

      Il problema non è tanto e soltanto l’efficienza nella produzione di idrogeno solare utilizzando cicli termochimici alimentati da energia solare concentrata, ma il suo stoccaggio sicuro, efficiente dal punto di vista energetico e ad alta densità dell’idrogeno ottenuto. Per fare un raffronto con la combustione della benzina, l’unità di massa liberata dalla combustione dell’idrogeno è il triplo di quella liberata dalla benzina.
      L’energia per unità di volume liberata dalla combustione dell’idrogeno gassoso (STP) è circa 1/2650 di quella liberata dalla benzina.
      L’energia per unità di volume liberata dalla combustione dell’idrogeno liquido è circa 1/3.4 volte quella liberata dalla benzina.
      Siamo di fronte ad un vettore energetico primario e leggero.
      Abbiamo a disposizione celle a combustibile, efficienti ed affidabili, dei veri e propri generatori elettrochimici che convertono direttamente l’energia chimica di un ossidante (idrogeno, metanolo, ecc.) in energia elettrica in grado di operare senza interruzione finché agli elettrodi vengono alimentati il combustibile (idrogeno) e l’ossidante (ossigeno o aria). Celle a combustibile con rendimenti del 83% o del 98% secondo i poteri calorifici inferiori o superiori dell’idrogeno.
      Bisogna creare subito, lungo la rete, gli impianti di stoccaggio e le stazioni di rifornimento di idrogeno lungo le tratte autostradali ogni 300 chilometri e il sistema che tiene in piedi l’economia italiana, i nostri camionisti, sono immediatamente serviti.

      In Europa esistono già oltre 1.500 chilometri di idrogenodotti.
      Entro il 2040, forse prima, la rete sarà di 23.000 chilometri, è l’European Hydrogen Backbone e parte da dov’è iniziato: il porto di Rotterdam.
      Oltre all’EHB che parte da Rotterdam, si completerà il Delta Corridor e le autostrade all’idrogeno, la rete di rifornimento di idrogeno che copre Olanda, Belgio e Germania con l’obiettivo di avere migliaia di camion a idrogeno entro il 2025.
      Con gli attuali costi del gasolio e del metano, le flotte di autotrasporto per mare e per terra sostituiranno i mezzi di trasporto con motori endotermici diesel e a gas con le fuel cell alimentate da idrogeno in luogo dei CNG e LNG.

      • Che sappia io, l’idrogeno ha molecola così piccola che necessita di un acciaio particolare per essere trasportato. Gli attuali metanodotti non sono in grado.
        Si potrebbe trasportare una “miscela” di idrogeno (a bassa pressione) ma poi avremmo il problema della “separazione”. Se la ricerca cambierà la cose, non so, attualmente l’idrogeno è interessante per trasporti su tratte definite con impianti di rifornimento fissi nei quali l’idrogeno si può produrre.
        Per il mio utilizzo ho fatto un piccolo conto: se volessi caricare la Panda a metano col gas di casa impiegherei circa 4 ore a 900W (anche 1 ora a 3,6kW), ovvero 3,6kWh, solo per la compressione a 207Bar, non so quanto ci voglia per i 700Bar dell’autotrazione.

  5. Quando l’Algeria avrà problemi col jiadismo o il Qatar tornerà in tensione con l’Arabia Saudita, ecco, li anche Cingolati capirà che forse era meglio investire da subito più soldi nelle rinnovabili.

  6. Il ragionamento fa acqua e si capisce che è fatto da un professore che ovviamente ha solo insegnato e non ha mai realizzato nulla.

    1) l’affermazione “si stima che tale potenza extra installata solamente col maggior gettito IVA consentirebbe a oltre 3 milioni di automobilisti (elettrici) di muoversi per tutto l’anno gratuitamente!” È FALSA,
    NEI FATTI nella stessa frase si specifica che 3 milioni di veicoli andrebbero in giro con l’energia pagata con le tasse, l’IVA, di altri. Troppo comodo. Se la paghino da soli.

    2) l’energia solare è intermittente ed affatto sicura sia nella qualità e nella quantità, è un fatto fisico. La Germania docet: vittima di black out e razionamento di energia elettrica è dovuta ricorrere ad importare la energía elettrica prodotta in Polonia col carbone.
    Se ho una centrale nucleare che mi produce 1,5 GWH di elettricità per avere una equivalente quantità affidabile da solare o eolico ho bisogno di un impianto almeno doppio più una centrale a gas di sicurezza più un enorme impianto di accumulo. Il costo territoriale, ambientale, economico della scelta “ecologica” è un disastro reale, come ci insegna la California e lo stesso Texas con la crisi dell’eolico.

    • “Il ragionamento fa acqua e si capisce che è fatto da un professore che ovviamente ha solo insegnato e non ha mai realizzato nulla.”

      il tuo ragionamento fa acqua e si capisce che non hai mai progettato nulla;
      spero che la tua casa l’abbia pensata almeno un geometra ,altrimenti rischi grosso ..

      ti do una notizia , il fotovoltaico , è STABILE e calcolabile su produzioni annuali
      non ce ne frega nulla se c’è qualche giorno di pioggia o la “terrificante” eclissi solare ..
      l’energia , kWh prodotti da un impianto fotovoltaico durante l’anno sono largamente prevedibili , ci sono delle tabelle della Comunità Europea che danno i valori

      un impianto fotovoltaico da 1Kw UN kW picco esposto a sud
      produce da 900 a 1500 kWh durante l’anno nella penisola
      da 900 1100 kWh nel Nord Italia
      da 1100 a 1300 kWh nel Centro Italia
      da 1300 a 1500 kWh nel Sud Italia e Sardegna

      questi dati , sono su una media stagionale, sono dati ufficiali ..
      chiunque può fare due conti per vedere come e quanto consuma a casa
      e vedere qunto gli servirebbe di differenza per coprire il suo fabbisogno

      il nord europa ha installato il fotovoltaico , nonostante fosse in latitudini nettamente SFAVOREVOLI rispetto alle nostre
      tu sei ancora indeciso , se ti conviene oppure no ?

      ti do una notizia , il Portogallo ,stessa latitudine nostra
      ha coperto il suo fabbisogno energetico del 2021 per il 59% con rinnovabili
      a Dicembre 2021 ha toccato il 66%

      La Spagna ha toccato il 47% del suo fabbisogno con le rinnovabili
      l’Italia nel 2021 è ancorata al 37% di rinnovabili
      SIAMO INDIETRO E DI PARECCHIO , presto ci sorpasserà pure la Grecia !

      le rinnovabili sono molte ,
      si compensano e si integrano largamente tra loro

      ci sono perfino idrocarburi RINOVABILI
      il BIOGAS può essere prodotto dal trattamento dei rifiuti umidi urbani ,dagli impianti di depurazione fogne, dali scarti dell’industria alimentare
      le BIOMASSE , possono essere trasformate anche in biogas volendo o usate MALE come il carbone

      il GEOTERMICO può OGGI aiutare una pompa di calore , a consumare pochissimo per riscaldare e raffrescare una casa OVUNQUE in Italia ,
      a livello di ricerca ci sono startup nel mondo che lavorano a soluzioni definitive con impianti a circuto chiuso
      l’Italia è stato uno dei primi paesi al mondo ad utilizzarle ,pechè ha sorgenti termiche a pochi metri,poi ha lasciato perdere (Larderello ), la Svezia insiste e farà numerose centrali

      l’IDROELETTRICO
      dobbiamo ringnaziare ingegneri e politici dell’800 se Torino è stata una delle prime città del MONDO ad avere la LUCE grazie all’idroelettrico

      FOTOVOLTAICO , una tecnologia che ha quasi 2 secoli , ma non finisce di stupire
      pannelli con spettro sempre più ampio , che soffrono meno di ombre polvere e intemperie

      EOLICO , una tecnologia MILLENARIA come l’idroelettrico , caduta in disuso a causa della merBeep a buon mercato che ha invaso il mondonell’ultimo secolo
      ogni anno ci sono nuove turbine eoliche , adatte alle condizioni climatiche più disparate
      con potenze sempre maggiori

      non parlo di ACCUMULO STAZIONARIO, altro mattone fondamentale in piena evoluzione ,
      in questo paese dove un certo Volta ha invetato la pila ,
      con un po di pragmatismo potremmo ancora dire la nostra ,
      mentre tutto il mondo cerca la batteria definitiva per fare tutto ..
      forse c’è ancora spazio per chi vuole fare batterie economiche e sostenibili specializzate per le rinnovabili

      non vi dico sveglia ,
      ma almeno predetevi un caffè ristretto
      lo scenario da qui a 10 anni è talmente chiaro , che se non lo vedete ..
      mi spiace per voi ma vi servono occilai spessi

      l’eta della pietra non è finita per mancanza di pietre
      quella del petrolio ,
      non finirà per mancanza di petrolio

      Ministro dell’Economia Saudita
      P.S.
      vi risparmio il pistolotto sul prezzo degli idrocarburi , che secondo me dipendono anche dai costi maggiorati dell’estrazione
      l’estrazione diventa sempre più costosa e inquinante ogni anno che passa

  7. I politici dovrebbero vedere il film “Frankestein Junior”
    cit.
    “Potrebbe andar peggio !
    eccome ?
    Potrebbe piovere !”

    se i politici capissero questa battuta , forse sarebbero un pelino più lungimiranti delle prossime elezioni comunali ,provinciali, regionali ,nazionali ,europee

  8. Io ho visto di persona i benefici dell’installazione di un impianto fotovoltaico sulle mie bollette e tutto ciò nonostante abbia un contratto a prezzo bloccato per 24 mesi stipulato nel gennaio 2021 quando i prezzi erano bassissimi (0,09€/kWh tariffa monoraria adesso è impensabile). Purtroppo l’italiano medio manca di cultura finanziaria. Molti miei conoscenti e colleghi di lavoro non hanno mai voluto un impianto fotovoltaico perché “mi hanno detto che non conviene” oppure perché bisogna bucare il tetto “poi entra acqua”, il mio vicino “non ha voglia di mettersi a fare lavori sul tetto”. Adesso che gli arrivano bollette stratosferiche tutti a chiedere preventivi e cercare imprese. Che caccino anche loro adesso qualche soldo, non solo lo Stato, anche perché così si cerca il miglior rapporto prezzo/prodotto e si mantiene un regime di sana concorrenza, evitando speculazioni

  9. Ragionamento condivisibile, che personalmente ho messo già in pratica da tempo sfruttando i vari incentivi per FV, accumulo e auto elettrica, ma che non porta effetti nell’immediato.
    Ci sono anche dei provvedimenti che con un pò di coraggio sarebbero attuabili subito con vantaggi dei consumatori e dell’ambiente. Ecco le mie proposte per la gioia :
    1. Introduzione del limite dei 110km/h in autostrada
    2. Incentivo economico, anche piccolo, a chi dimostra di percorrere il tragitto per andare al lavoro dividendo la tratta in auto insieme a qualcun altro. Questo avrebbe anche l’obiettivo di decongestionare parzialmente il traffico con effetto moltiplicatore sulla riduzione dei consumi e dell’inquinamento.
    3. Introduzione obbligatoria di un contratto di lavoro smart-working parziale (1-2 gg/settimana) per quelle mansioni nel pubblico e nel privato che lo consentano senza perdita di produttività.
    Agendo in questo modo sono convinto che, indipendentemente a parità di prezzo del petrolio grezzo e delle accise gravanti, nel giro di qualche mese si riuscirebbe comunque ad ottenere un calo del prezzo alla pompa causato dall’abbassamento della domanda.
    La caduta dei prezzi alla pompa avvenuta in maniera marcata durante i lockdown per la pandemia e ancor prima ad inizio 2009 in seguito alla crisi finanziaria sono dimostrazioni concrete.
    Ovvio in quel caso la domanda cadde a livello mondiale.

    • Purtroppo “lungo respiro” e “immediato” sono in contraddizione fra loro: finchè guarderemo all’immediato non faremo mai una politica di lungo respiro

      • Ha pienamente ragione, e se fanno come sempre finita la bufera si ritornerà al solito tran tran, e non si incentiverà le rinnovabili e l’autoproduzione

      • In Italia non esiste una politica energetica da anni, dal referendum sul nucleare, così come non esistono politiche industriali praticamente su nessun settore : aggiamo solo per gestire le emergenze.

        • c’è gente che ci campa da troppi decenni sull’emergenza ..
          da Bertolaso in poi è diventato di dominio pubblico..
          basta ascoltare le intercettazione degli im-prenditori che ridevano per il terremoto dell’Aquila

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