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Caro carburante: due giorni con i benzinai chiusi. E le code?

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Il caro carburante infiamma la politica e il rapporto fra il Governo e le parti sociali. Sono infuriati i consumatori perchè non è stato prorogato il taglio delle accise. Il governo si difende addossando la responsabilità dei rincari alle speculazioni dei benzinai. I benzinai reagiscono proclamando due giorni di sciopero il 25 e 26 gennaio. I proprietari di auto sono stati irrisi per qualche fila ai Supercharger Tesla del Regno Unito durante il grande esodo di Natale. Ora aspettiamo di vedere cosa succederà alle pompe di benzina alla vigilia dello sciopero, lunedì e martedì 23 e 24 gennaio. Nel frattempo il professor Alessandro Abbotto ci propone due conti sul tema degli sconti sulle accise, visto da un’altra prospettiva. 

caro carburante
Sciopero dei benzinai contro il caro carburante e contro il Governo dalle 19.00 del 24 gennaio, fino alle 07.00 del 27 gennaio.

Ma ci convengono gli sconti sulla benzina?

di Alessandro Abbotto∗

In questi giorni ritorna la polemica sulla politica di eventuali incentivi contro il caro carburante. Ma siamo sicuri che si stia affrontando il problema dalla giusta prospettiva e nel reale interesse dei cittadini (senza neanche tirare in ballo l’ambiente e la salute)?

Il recente dossier 2022 firmato dal Servizio Studi del Senato e dal Servizio Bilancio della Camera ha calcolato che, nel corso dello scorso anno, il conto collegato al le misure contro il  caro carburante per le casse dello Stato è ammontato a quasi 10 miliardi di euro.
Valeva la pena spendere tutti questi soldi per uno sconto di meno di 20 centesimi al litro o forse si poteva dirottare in maniera diversa, più sostenibile e conveniente, questa considerevole cifra?

Proviamo a fare due conti. Se togliamo tutte le spese fisse legate al contatore e consideriamo le migliori offerte sul mercato dell’elettricità (circa 20 centesimi a kWh), con 10 miliardi di euro avremmo potuto acquistare sul mercato 50 miliardi di kWh. Con la discesa del prezzo del gas naturale e il probabile ritorno ai prezzi dell’elettricità a inizio 2022, con la stessa somma potremmo permetterci circa il doppio, 100 miliardi di kWh. Ma per maggiore cautela manteniamo pure questo valore.

Considerando che il consumo medio di un veicolo elettrico è di 15 kWh ogni 100 km, con 50 miliardi di kWh potremmo percorrere complessivamente (50 miliardi: 15 x 100 )= 333 miliardi di km. È tanto o poco?

italiani auto elettricheCi costano come un anno di energia gratis per 31 milioni di  auto elettriche

Secondo l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, il parco circolante in Italia consiste in poco meno di 40 milioni di autoveicoli (età media 12 anni) con una percorrenza media annua per vettura di circa 10.700 km/anno. Col nostro tesoretto di 333 miliardi di km riusciremmo a soddisfare (333 miliardi: 10.700) = 31 milioni di autovetture.

Ecco fatto il conto. Per venire incontro al caro carburante, con un piccolissimo sconto al
distributore, lo Stato ha introdotto un importo equivalente a consentire a oltre 30 milioni di automobilisti (praticamente l’intero effettivo parco circolante nel paese) di avere elettricità gratuita per tutta la percorrenza chilometrica annua. Se naturalmente avessero un’automobile elettrica.

Per la felicità delle tasche degli italiani (ci pensate a consentire a tutti gli automobilisti di non spendere un centesimo di carburante per guidare la propria vettura tutto l’anno) e, non dimentichiamolo, per l’ambiente e la salute umana.

*Docente  presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali Centro di Ricerca Energia Solare MIB-SOLAR all’Università di Milano–Bicocca. E’ stato co-fondatore e primo coordinatore del Gruppo per la chimica delle Energie Rinnovabili della Società chimica italiana e Direttore di un progetto del Miur rivolto ai Dipartimenti di eccellenza su idrogeno, batterie e fotovoltaico. E’ autore del libro “Idrogeno, tutti i colori dell’energia”  (leggi) e  di “La mobilità elettrica, Storia, tecnologia, futuro” (leggi). 

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105 COMMENTI

  1. Contro-contrordine compagni!

    La frase pubblicata sull’Unità: “faremo uno sciopero compromesso” contiene un errore di stampa e pertanto va letta: “faremo uno sciopero come promesso”

    Parrebbe quindi che lo sciopero ci sia.

  2. Prezzo dei carburanti un problema?!?
    Tutta FUFFA.
    E’ da qualche anno che i prezzi variano da 1,50 a 2 euro.
    Se abbiamo la memoria corta, andiamo a verificare lo storico dell’andamento dei prezzi.
    O forse i veri rincari sono altri?!?
    Elettricità (forno, lavatrice, luce, TV…. le abbiamo tutti, no?), gas (fornelli e riscaldamento….idem come sopra) pane, pasta, olio di semi, farine etc… etc….
    Bah, meglio pensare a Messi e Ronaldo, e alla benzina, bah…. bah…..e bah!!!!

  3. Comunque come al solito hanno vinto le lobby, taglio al prezzo carburante,

    lo avrei accettato con reddito e ISEE, perché, per il semplice motivo che sopra ad un certo reddito e ISEE l’auto la possono cambiare senza problemi, quindi sarebbe un incentivo a passare ad auto elettriche o a basse emissione.
    E anche per le aziende di trasporto in modo da incentivarle a fare buon uso delle risorse viaggi dei camion con i treni merci, per i furgoni dell’ultimo miglio (modo di dire per le consegne porta a porta) anche loro dovrebbero fare la transazione e ottimizzare le consegne, perché non è possibile vedere girare i furgoni tre volte al giorno per 4/5 giorni alla settimana per consegnare un pacchetto al giorno, quando organizzando al meglio si potrebbe fare un unico viaggio, ma siamo abituati a ordinare oggi e la merce dovrebbe arrivare oggi stesso 🤦🤦 c’è anche da cambiare questa mentalità.

    Sarò io unico folle che quando deve acquistare oltre oceano, aspetta che qualche amico o parente abbia da rientrare in Italia così da non fare viaggiare la merce con viaggi inutili mah

  4. EV da febbraio 2021. Ad oggi 23000 km di cui metà a lungo raggio in DC fast charge in Slovenia, Croazia, Francia e Italia. Ho fatto tratte da 1000 km al giorno con 3 ricariche ionity da 12 euro cad. (Abbonamento Power charge 0,30 euro kW). A casa fotovoltaico e wallbox. Leggo sempre con simpatia questa battaglia tra pro termici e EV.
    Mi fa pensare ai miei colleghi che quando dieci anni fa ci tolsero il BlackBerry per darci iPhone dicevano “ma è più comodo con la tastiera”.
    Io mi godo questa fase senza accise, con poche EV e 36000 colonnine, senza bollo, con assicurazione a costo ridotto, con 6.5 km a 30 cent (il consumo medio della mia BEV).
    Effettivamente pro termici aspettate ancora un po’ per favore a convertirvi così mi godo questi anni da precursore.
    Rassegnatevi che prima o poi avrete una Bev anche voi. Proprio come i mie colleghi che volevano tenersi il black berry. Del resto si sa che il cambiamento genera sempre un po’ di apprensione. Ciao !

    • In effetti Valerio, se non fosse per l’aria appestata che si respira qui in Pianura Padana, anch’io ultimamente sarei favorevole a lasciare che le cape toste continuino a pagare volontariamente le tasse al posto mio… e a continuare ad usare le tastiere dei loro BlackBerry che sono così comode!

      • Concordo a pieno, poi noi siamo in un paese montano di quasi 2500 abitanti quindi non dovrebbero esserci problemi di smog , ma con un unica strada statale che porta a Trento ci becchiamo lo smog del traffico di passaggio, e da quanto hanno aperto l’uscita del autostrada a Rosà è divenuto un incubo tra mezzi pesanti furgoni e auto, una fila infinita e senza sosta 😠😠😭😭

  5. Chissà se con il prezzo del gasolio alto verranno spostate le spedizioni dalla gomma alla rotaia.
    Come hanno fatto paesi più motivati dinoi, come la vicina Svizzera.
    È una speranza la mia, dopo aver visto in prima persona l’interminabile fila di camion che arrivano e tornano sull’autostrada tra Verona e Trieste.

  6. Nel frattempo, quasi come da copione consolidato, dopo tanto abbaiare Sembrerebbe che per il momento lo sciopero sia stato congelato. Per lo meno così c’è scritto sul Corriere.

  7. “E le code?”
    Percorro poco più di 5.000 km all’anno, lavoro in smartworking da anni e rifornisco solo “Fai da te” in fascia serale per abitudine (non c’è anima viva).
    Chi ha mai visto “le code”? 😀

    • Continuano a farle gli illuminati (anche perché lo sciopera è stato congelato)…ennesimo articolo “figuraccia” 😂

    • L’intento è far riflettere, perchè quello che dice il professore concettualmente non è sbagliato.
      L’entità del provvedimento è tale da far riflettere circa il fatto che i denari per iniziare seriemente a trovare fonti energetiche alternative ai fossili rappresentano sì cifre importanti, ma non inarrivabili.
      Quello che “contesto” è dire che “sarebbe stato meglio”. No, non sarebbe stato meglio. Sarebbe stato peggio.

      Ma che si debba uscire da una logica energetica che si basa su fonti soggette ad esaurimento, quello mi pare sacrosanto.

      E poi, suvvia, una volta fatto lasciateci il lusso domenicale di qualche V8 fatto con i sacri crismi. 😉

  8. A me preoccupa un po’ da dove prenderanno tutti i mancati guadagni che non potranno più prelevare dalla pompa di benzina, quando che ne so.. Anche solo il 30% del parco sarà convertito… E al 50?poi al 100?
    Mi chiedo dove potranno attaccarsi, le accise sui carburanti garantiscono entrate quando c’è una quantità troppo elevata di sommerso e gettito fiscale di conseguenza basso, non son mai riusciti a far pagare le tasse a tutti equamente e la benzina la fai anche se lavori in nero.

      • E’ quando leggo cose come questa che mi passa la voglia di fare proseliti, così sono sicuro che chi sente il bisogno di andare a benzina continuerà a finanziare i miei risparmi.
        Poi penso al cambiamento climatico, a tutti quelli che si ammalano a causa dell’inquinamento e ai miei figli e mi torna la voglia.

        Seconda parte della risposta: è ovviamente corretto dire che parte delle tasse in futuro andranno a colpire le auto elettriche, mi risulta comunque che in Norvegia ci siano tasse altissime sulle auto che inquinano, già a cominciare dall’acquisto.

        Terza parte della risposta: sarà divertente vedere come sbroglieranno la questione delle tasse sull’energia autoprodotta con il fotovoltaico.

        • La voglia di fare proseliti, per quanto tu sia spinto sicuramente da un intento nobile, dovrebbe passarti a prescindere dalle risposte che leggi.
          Leggo questo blog saltuariamente e spesso vedo troppa faciloneria nelle ovvie risposte matematiche su costi di percorrenza e consumi. Purtroppo queste fanno a pugni con le condizioni abitative in cui versano la maggior parte dei meridionali, di cui faccio parte.
          Bellissima l’elettrica se hai modo di ricaricarla nel garage di casa, possibilmente sfruttando un impianto fotovoltaico. Altrettanto bella è l’idea di abbattere i costi dei rifornimenti di carburante fossile se con l’auto percorri tanta strada (non è il mio caso).
          Tuttavia, perché vedere “il male” a tutti i costi nell’operaio residente in periferia che a malapena si può permettere un’automobile e non può essere spinto verso la transizione elettrica?
          Nella mia ignoranza ti dico che il miglior modo per fare davvero un favore all’ambiente sarebbe potenziare all’estremo i mezzi pubblici e disincentivare l’utilizzo del mezzo privato.

          • Mi pare che su Vaielettrico si discuta continuamente dei problemi di infrastrutture carenti e di come risolvere il dilemma per chi, come me, non ha la possibilità di caricare a casa. Io sono tra i fortunati che vive in una città del nord, ben organizzata, e con infrastruttura già sufficiente per permettermi di utilizzare un’auto elettrica pur non avendo il garage.

            Oppure stiamo leggendo cose diverse!?

  9. L’introduzione è semplicemente imbarazzante nonché (soprattutto) bambinesca, lasciatemi esprime il mio parere.
    Le code? Non ci saranno, vista la ridondanza di pompe e l’autonomia delle auto che permette di fare il pieno anche giorni prima.
    E se pure dovesse esserci un accenno di coda, sarà limitato a 10 minuti

  10. Considerazione generica, quindi prescindendo dal tipo di auto: non vi sembra che se un comportamento “etico o intelligente” da parte dei cittadini è causa di un consistente danno erariale c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel sistema?
    Cosa succederebbe se un sostanzioso numero di persone decidesse di non usare l’auto? Verrebbe istituita la tassa di circolazione sulle scarpe?
    Questo paese è sull’orlo di un precipizio, altro che elettrico si o no…

    • Se continuiamo a votare con la pancia e non con la testa, abbiamo i governi che ci meritiamo.
      Lasciatemi aggiungere un PURTROPPO!!!

      • Lei ha perfettamente ragione. Il problema è che per votare con la testa PRIMA occorrerebbe averla…
        Abbiamo ministri che aprono bocca senza prima accertarsi che il cervello sia collegato eppure vengono votati. Tanto per dirne una, forse la più idonea a far capire il livello culturale dei VERTICI di questo paese mai nato: cedo due Mattarella per mezzo Putin.
        Mi dica che non siamo alla frutta…
        E noi discutiamo su diesel o elettrico si, no, forse, chissa…
        La colpa è di Soros, delle scie chimiche, dei marziani, di Bruxelles…
        Buona domenica.

      • Purtroppo!!! un conoscente qualche decennio fa mi disse che il governo rappresenta i suoi elettori, e quindi di riflettere bene con chi abbiamo a che fare , da qualche anno ho ben capito la sua risposta vedendo come è realmente l’italiano.
        Poi non parliamo del assenteismo che lo usano come scusa di protesta, per me la protesta è andare alle urne e annullare la scheda , non andarsene in villeggiatura quel weekend per lavarsene le mani, per me quelle persone cedono il loro voto a che vince e di conseguenza sono complici.

        • E’ l’altra faccia della medaglia democrazia: gli elettori, sia attivi che inattivi, sono corresponsabili di quello che fanno gli eletti…
          Ci sarà un motivo per l’enorme senso di colpa dei tedeschi rispetto al nazismo: Hitler è stato democraticamente eletto.
          Ci sarà un motivo per cui in questo pseudo paese tutto cambia perché tutto resti immutato: questo è il popolo di “franza o spagna purché se magna…”
          E noi a discutere su ricarica a casa o colonnina pubblica.
          Le accise non potranno mai essere eliminate perché sono l’unico strumento che costringe gli evasori, elusori e via dicendo a pagare qualcosa allo stato.
          Chiaramente a scapito dei cittadini onesti, e qui torniamo all’inizio: gli elettori sono corresponsabili di cio che fanno gli eletti.

          • Dimentichi l’enorme contrabbando di carburanti dall’est Europa, che va avanti da una vita, sotto gli occhi di tutti le infinite file di autocisterne sulla A4. L’evasione si perpetra da decenni ancor prima che la benzina arrivi al distributore!

          • No non tutti gli elettori, io sono sempre andato e non ho mai votato il male minore, perché non va bene, ma purtroppo siamo in pochi e la nostra protesta non serve a nulla 🤷
            Per questo dico di andare sempre a votare.

  11. “E le code?” Si chiama solidarietà. Anche noi, che da tempo immemore non abbiamo di questi problemi, vogliamo capire cosa significhi dover attendere che l’auto finisca di ricaricarsi.

    • e pensa quando il prezzo con efuel salva pistoni si arriva a 3 euro con le tasse , è si la corrente è tassata e Efuel sarà anche tassato se costera 1,50 netto e non ci credo allora saremmo sui 3 euro kilo Efuel. Auguri

  12. le accise servono per pagare ,SOLO IN PARTE, i contributi statali alle fonti fossili ..

    butto un po di cifre prese su media , per le fonti cercate il testo tra virgolette con google

    “Dalle accise sulla benzina lo Stato incassa 25 miliardi”
    “Auto, quanto mi costi? E lo Stato incassa 75 miliardi l’anno”
    “L’Italia spende 35,7 miliardi l’anno in sussidi alle fossili o che danneggiano l’ambiente”

    imho è un cane a sei zampe che si morde la coda ..

    -_-

  13. 20 centesimi a kWh mi sembrano pochi, anche al netto di altre spese.
    Bisognerebbe tenere in considerazione il costo medio unitario lordo del kWh di un contratto attuale.
    Forse il risultato per 10/15 MLN di bev potrebbe essere più realistico.

    Comunque condivido il concetto, quei 10B€ si potrebbero spendere in maniera più lungimirante

    • Scusa se come al solito salto di palo in frasca e soprattutto approfitto della tua persona. (non fisicamente però☝️)

      Secondo te sarebbe teoricamente pensabile costruire un motore elettrico coassiale con il differenziale?
      Chiaramente il diametro del tutto non sarebbe trascurabile, però con un motore opportunamente calibrato circa il numero di giri… Partendo dal presupposto empirico che ogni giro del motore sarebbe un giro della ruota, calcolando a spanne che una ruota da 17 pollici c’ha una circonferenza di poco meno di 2 metri… si riuscisse a prendere 1.500 giri/min vuol dire andare a 180 all’ora circa. Quindi servirebbe un motore che c’ha tanta coppia e pochi giri. Però di fatto a quel punto le dispersioni della trasmissione sarebbero ridotte al minimo….
      Secondo te è “teorizzabile”?

      • Oddio Alle, non vorrei essere sopravvalutato.
        Non ho le competenze per risponderti scientificamente ma empiricamente sarebbe forse più semplice sostituire la coppia di ingranaggi elicoidali con una a denti dritti. Fischia di più ma riduce l’attrito.
        Se parliamo di applicazioni stradali a me piace molto la strada presa dalla Porsche che con il doppio rapporto può ottimizzare i giri motore, sia che sia a rotore avvolto sia a magneti permanenti

        • Forse non mi sono spiegato, pensavo a una cosa completamente diversa. Il differenziale di fatto sarebbe parte del rotore, niente ingranaggi, niente riduzioni. In teoria dovrebbe essere fattibile… Però su che motore servirebbe buio completo

          Dove sono gli elettrotecnici tipo daniele cl? Tutti a rompere le balle, poi quando servono spariscono… 😂😂😂

          • Avevo capito ma mi sono spiegato male saltando la domanda principale.
            Per me sarebbe teoricamente fattibile ma credo non funzionale perchè una rapporto di adattamento penso sia sempre utile per sfruttare in modi diversi le stesse componenti commerciali.

          • Secondo me un motore asincrono il cui rotore è segato al centro e accoppiato con i cuscinetti su un albero coassiale fa il mestiere del motore e contemporaneamente anche da differenziale…..l’unica cosa le sfere dei cuscinetti immerse nel campo magnetico non so quanto dureranno ma di fatto il cuscinetto interno si muove solo in curva e farebbe veramente pochi giri .

          • In curva le ruote hanno un numero di giri differente.
            Come metti il differenziale nel motore?

          • -Come metti il differenziale nel motore?-

            Dentro. Nell’asse di rotazione. Il motore sta attorno al differenziale come una ciambella. Si può fare,
            Ci vuole solo il motore adatto.

            Dove sono gli elettrotecnici? 🤣

          • Mi sa che gli ingombri diventano un poco troppo ingombranti.
            Il rotore diventerebbe grosso.
            Non oso immaginare lo statore.

      • Oltre che non avrebbe senso di funzionamento montare un differenziale al interno del rotore perché il differenziale riceve il movimento da un punto centrale e lo rinvia ai due semiasse in caso di sterzata la ruota interna fa meno strada rispetto al esterna e la differenza di giri viene compensata meccanicamente ( di fatti si può notare che se una ruota è sul asfalto e l’altra è su una lastra di ghiaccio, una gira e l’altra sta ferma, poi hanno inventato differenziale autobloccante, e alla fine usano ABS per fare in modo di rallentare la ruota che sta girando a vuoto e dar trazione a quella che prima era ferma) , in questo caso molti due motori uno per asse farebbero lo stesso lavoro con meno parti meccaniche, basterebbe un software di gestione, penso che alcuni modelli con trimotor siano già così.
        Se no rimani con le soluzioni attuali.
        Oltretutto per come è fatto il differenziale, sarebbe impossibile bilanciarlo visto che vuoi montarlo dentro al rotore , e il rotore viaggia a giri sostenuti.

    • Buonasera, il PUN al 9 gennaio era 16 centesimi a kWh (ad agosto era 54 centesimi) e molte offerte a prezzo variabile si agganciano al PUN, in pratica senza significativi spread nel caso di alcune promozioni attualmente sul mercato. Comunque anche mettendo 30 centesimi/kWh il senso del ragionamento non cambia

  14. Esercizio simpatico per sottolineare la differenza di costo ed efficienza tra le due motorizzazioni. Il punto è che i 31 milioni di auto elettriche non ci sono mentre c’era un’emergenza e quindi il discorso rimane pura accademia. Personalmente trovo molto peggio i fondi stanziati per la fascia emissioni da 60 a 135, quelli si sono soldi buttati.

    • Ha detto giustamente. Era chiaramente un esercizio (non una proposta operativa per il MEF…) che serve a far capire in che direzione si dovrebbe cominciare ad andare. In Italia le immatricolazioni elettriche sono a meno del 4% e il parco circolante a circa lo 0,2% (2022). In Norvegia, noto paese petrolifero (primo produttore petrolifero nell’Europa occidentale e attorno alla decima posizione al mondo), le immatricolazioni elettriche sono all’80% (90% se si includono le plug-in) e il parco circolante al 20%. Certamente il paragone non è diretto ma, anche qui, forse tra il 3,6% e l’80% esistono tappe intermedie verso le quali il nostro paese potrebbe cominciare ad andare. Non dobbiamo per forze sempre inseguire gli altri.

      • Professore Carissimo,

        Quello che dice è sacrosanto, ma i soldi bisogna andare a cercarli facendo quanto meno il minor danno possibile.
        Non intervenire con misure correttive nel caso i prezzi dei carburanti raggiungessero nuovamente delle soglie di fatto insostenibili, può anche essere ritenuto come “moralmente giusto” ma all’atto pratico crea nel brevissimo periodo un effetto regressivo tale da rendere praticamente invisibili tutti gli eventuali benefici che, per la loro stessa natura di investimento, hanno bisogno di un certo tempo prima di dare dei frutti.
        In pratica i danni economici insostenibili ce li avremmo tutti e subito, i vantaggi forse fra qualche anno.
        Che questo tipo di discorso sia per sua natura insito in qualsiasi forma di programmazione economica, su questo siamo sicuramente d’accordo tutti e due. Il piccolo problema di dettaglio purtroppo è dato dal concetto di “opinione pubblica”, a cui si può chiedere magari anche tanto, ma ben difficilmente di saltare i pasti. Cosa che, mi creda, non tarderebbe a succedere nel caso che si inceppasse in maniera così netta tutto il sistema dei trasporti. Ma siccome a criticare sono capaci tutti e a proporre un po’ meno, mi piace raccogliere la sfida portando almeno un esempio costruttivo.

        La sterilizzazione anche solo temporanea dell’IVA sulle auto elettriche, esattamente come è stato fatto in Norvegia, sarebbe una misura che sicuramente nello specifico del settore rischia di essere di forte impatto. E che, coi numeri attuali del venduto, quantomeno per qualche anno e se ben pilotata, non andrebbe a danneggiare più di tanto le casse dello Stato. Le quali comunque, in un modo o nell’altro, “soffrono” ugualmente nel momento in cui si trovano costrette a sovvenzionare in qualsvoglia misura l’acquisto di un veicolo elettrico. Occhio e croce, dando per buona una crescita anche repentina ma sicuramente non esponenziale delle vendite, non credo che succederebbe nulla di trascendentale se lo stato non incassa l’IVA su qualche decina di migliaia di veicoli per 4 o 5 anni. Teniamo conto che poi questa misura, per tutto il tempo in cui dovesse essere in vigore, a buon senso sarebbe “depurata” dall’erogazione di qualsivoglia incentivo. E ad oggi i fondi stanziati comunque ammontano a parecchi milioni. Non è che finanziare l’acquisto delle auto elettriche allo stato non costi poco. Però rimane il fatto che questi veicoli una volta che sono targati poi circolano. Con tutte le ricadute pratiche ed economiche che si verrebbero a creare a livello di indotto e di ecosistema. Chiaro che anche questa a livello contabile finisce con l’essere una perdita, ma la realtà delle cose è che il resto del mondo, che incidentalmente tiene in piedi la baracca, quantomeno per adesso va ancora in giro a benzina. E se di colpo non può più farlo i danni, purtroppo, si vedono subito. I benefici, se va bene, fra 10 anni.

  15. Per miseri 200 mln di € dati come incentivo alle BEV chissà che sembra.

    Un paese come il nostro SENZA PETROLIO E GAS dovrebbe vendersi le fedi per installare pannelli, pale eoliche e auto elettriche proprio per riuscire ad abbattere i consumi di materie fossili ed abbassare il prezzo, oltre che acquisire indipendenza.

    Siamo in posizione dominante nel mediterraneo, quindi oleodotti e gasdotti, rigassificatori ecc e SE quelle materie prime noi le usassero in MINIMA PARTE le potremmo rivendere ai nostri partner continentali (EU).

    Invece consumiamo 73mld di m3 di gas priducendone 3,5 e copriamo solo il 7% del fabbisogno di petrolio con la produzione nazionale.

    Saremmo i candidati ideali a guidare la transizione energetica se non per convinzione per convenienza.

    Invece vorremmo fare il referendum per il diesel.

      • Non servirebbe nemmeno che le BEV venissero acquistate da chi compra le citycar.

        Basterebbe che avessero un successo simile a quello che stanno riscuotendo nel resto d’EU nei segmenti C/D/E.
        Basterebbe semplificare le regole e finanziare i comuni per l’installazione di colonnine pubbliche, incentivare aziende, uffici, esercizi strutture ricettive a installare colonnine.
        Non con 40 mln di fondo quelli bastano per poche decine di migliaia di colonnine. A fianco a quelli servono mld per pannelli ed accumuli.

        Ma noi pensiamo che il mo do aspetterà i nostri comodi.
        Salvo poi ovviamente gridare al caro carburanti.

        Mi spiace ma la qualcosa non quaglia, quando sei così controcorrente (le BEV sono volate nel mondo) O ci hai visto molto più lungo O sei una talpa.

        Personalmente un’idea me lo sono già fatta da tempo, ma aspetto che gli eventi lo certifichino.

        • Voto per la talpa: la stessa talpa che non sa spiegarsi perché nel resto del mondo i redditi salgono mentre qua ristagnano.

      • Viaggiando spesso in autostrada, per motivi di lavoro, nel nord Italia, vedo molti, tanti, troppi, SUV di fascia medio alta e ben poche utilitarie. Le poche che vedo, non sono molto vecchie.
        Quindi, di gente che ha le possibilità economiche per acquistare una BEV ce ne sono e parecchie, ma non lo fanno comunque.
        È questa la mentalità che deve cambiare.
        E più passeranno alle BEV, più si allargherà la scelta e ci saranno modelli anche per i meno abbienti.
        Del resto, hanno tempo almeno fino al 2035.

    • E peccato che i vecchi governi e quello attuale stiano boicottando il superbonus 110% per efficientemento energetico, con soldi europei che noi tutti italiani abbiamo già pagato nelle nostre tasse, ma evidentemente i loro interessi non sono mai stati per il popolo ma per i loro tornaconto 😠😠🤬🤬🤬🤬

  16. Stavolta voi e l’UNRAE avete presso un abbaglio di dimensioni colossali. In pratica avete tamponato una montagna, per cui una visitina dall’oculista io la farei.

    NON E’ VERO che lo stato ci mette dei soldi quando calmiera i prezzi come è stato fatto fino al 2022: semplicemente NE PRENDE MENO. Ovvero lo stato anziché prendere dalle tasche degli italiani circa 0.85€ per ogni litro di carburante (tra accise e iva) ne prende SOLAMENTE 0.7€ perché rinuncia a prenderne 0.15€ (correggetemi sui numeri che ora non ho tempo di verificare ma il concetto è questo). E’ chiaro che questo produce un ammanco nelle casse ma intanto chiariamo che non sono soldi che lo stato DA’ ma è uno SCONTO su iva e/o accise, ovvero sui soldi che lo stato PRENDE.

    Nell’elettrico, invece, è vero il CONTRARIO. Perché per ogni auto elettrica lo stato smette PER SEMPRE di prendere accise. Non solo niente accise, ma anche niente bollo. E’ come se anziché fare uno sconto di 0.15 €/l facesse uno sconto di 0.85 €/l !!!!!!!!!!!! (ripeto per la seconda volta: non ho controllato i numeri esatti).

    LA MATEMATICA E LA LOGICA, QUESTE SCONOSCIUTE !!!

    Peggio mi sento perché, non solo rinuncia anche agli incassi del bollo ma per ogni elettrica venduta va a decurtare il fondo dell’ecobonus (e sono minimo 3000 euro ad auto venduta) che, qualora dovesse terminare prematuramente, andrebbe rinnovato in anticipo!

    Quindi, proprio per evitare un buco nei conti, lo stato dovrebbe egoisticamente sperare che gli italiani non passino in massa all’elettrico altrimenti si trova le casse vuote. Certo, lo stato con le casse vuote non ci può stare, quindi a seguito della migrazione all’elettrico prepariamoci a nuove tasse (come infatti sta avvenendo un po’ alla volta nei paesi dove si vendono più elettriche) …

    • Si enzo, d’accordo. Ma il tuo discorso è pur sempre un “se fosse”.
      Non considerare, invece, il fatto che se ad ottobre non ci fosse stata la rimodulazione delle accise entro novembre la pasta asciutta (a trovarla) sarebbe costata 4 euro al kg perchè i camion semplicemente avrebbero smesso di viaggiare poichè avrebbero lavorato in netta perdita… ecco, mi sembra quantomeno un po naïf.
      Il Nostro, ricordo bene, sto concetto ce lo aveva già proposto qualche tempo fa. E ribadisco: da un punto di vista puramente scientifico non fa una piega. Quindi, letto la prima volta, lo si ascolta più che volentieri e senza ombra di dubbio si condivide. Se però ce lo propone una seconda volta, a questo punto mi sento nel lecito se gli faccio notare che la realtà è leggermente più complessa… 😉

      • Mi sembri vittima della narrazione mediatico-apocalittica. Il taglio delle accise era di circa 15 cent al litro, cioè molto meno del 10%. I costi di trasporto incidono fra il 3 e il 4% sul prezzo finale dei beni. Quindi, per star larghi, stiamo parlando al massino di un aggravio del 10% sul 4%. Malcontati fanno lo 0,4% di inflazione in più.

        • Guarda, ci mancherebbe e sentiti assolutamente libero di non credermi. Ma a ottobre ci siamo andati ad un soffio. Sicuramente c’è sempre anche una componente di ciurlata nel manico, e soprattutto piangere è sempre bello. Ma ti posso assicurare per esperienza diretta che tra settembre e ottobre la situazione dei trasporti stava diventando veramente pesante. Semplicemente ordinavi roba che poi non arrivava. I padroncini per fare una consegna prendevano metti €500 e dovevano spenderne 600 in gasolio. Cioè questi semplicemente non partivano, ti giuro. Poi per fortuna Il governo ci ha messo la pezza di cui stiamo discutendo, e grazie a Dio nessuno se n’è accorto veramente. Ma a tempo altri 15 giorni, e credimi che anche tu avresti maturato un’idea più simile alla mia.
          Poi possiamo anche stare a discutere sull’intelligenza e sull’opportunità di sbilanciare così tanto il trasporto sulla gomma, anche qui credo che ci troveremmo d’accordo in un battibaleno. Ma per l’appunto è un altro discorso.

          • Pero fortuna, ora che lo sconto sulle accise non è stato rinnovato, potremo avere la controprova di quello che dici. O forse sarà Santa Giorgia a placare gli animi, tanto quanto li aveva aizzati in campagna elettorale?

          • -potremo avere la controprova di quello che dici-

            Col gasolio fisso sopra i 2.20€ si ricreano le condizioni di cui sopra.

            -forse sarà Santa Giorgia a placare gli animi-

            Tranquillo che farà finta di tenere duro per un po’ poi le taglia pure lei se si sale ai livelli che ti ho detto. 😂 e dirà che glielo chiede il popolo. ☝️

          • Allora dovrà rinunciare ad aiutare i più deboli con la flat tax sulle partite Iva fino a 85 mila euro.

          • Non si può far (credere di essere) contenti tutti. Di Silvio ce n’è uno solo. 😂😂😂😂😂

        • Comunque una cosa sbagliata l’ho detta anch’io, giusto correggermi.
          Il primo taglio delle accise è stato fatto a marzo del 2022. Mi sono confuso con le tempistiche. Ammetto l’errore, probabilmente mi sono fatto condizionare nel ricordo del fatto che comunque non era ancora la stagione estiva … e di qui ho cominciato a parlare di ottobre. Evidentemente ha ragione chi dice che dovrei prendermi seriamente una vacanza. 😂 Però tutti gli altri fatti te li confermo, il ritornello era ” non si trovano camion, non ci sono camion”

          • A ottobre c’è stata una diminuzione dello sconto, lo sconto prevedeva delle tappe, prima era di 0,30 (se non sbaglio), poi è stato prorogato più volte, poi si è dimezzato (mi pare fine settembre/inizio ottobre) e poi è stato levato del tutto.

        • Che poi…se il ripristino delle accise l’avessero fatto partire dal 9 gennaio piuttosto che dall’1, son convinto che ci saremmo risparmiati buona parte di tutto questo bailamme … Non si sarebbe intercettato il controesodo natalizio, il governo avrebbe rinunciato certamente a qualche bella cifretta, i veri o presunti grandi e piccoli speculatori avrebbero avuto meno occasione di festeggiare, e buona parte della popolazione non se ne sarebbe quasi accorta… Ma intercettare il controesodo e’ sembrata essere evidentem un’ occasione troppo ghiotta da farsi sfuggire!

      • Alessandro l’aumento del costo sul trasporto (e qui concordo con Massimo) incide ma onestamente credo sia qualche punticino percentuale (e quasi sempre anche sotto il punticino). Qui si tratta proprio dei conti della serva. Cioè prova tu ad essere colui che gestisce la cassa. Ebbene, se vogliamo parlare di effetti collaterali, non calmierare i prezzi significa terrorizzare gli automobilisti che CERTAMENTE prenderanno meno l’auto (o andranno più piano, vedi tu) e questo ha CERTAMENTE un impatto sui conti dello stato. Ovvero, detto in modo un pelino più matematico, esiste un prezzo ideale del costo dei carburanti che non si riflette negativamente su inflazione (e quindi sull’aumento anche degli stipendi statali) e sulle abitudini degli italiani: quando il prezzo sale per assurdo lo stato guadagna meno perché meno persone spendono, quindi economicamente lo stato ci va in perdita. Per questo hanno calmierato i prezzi lo scorso anno, perché economicamente gli costa MENO calmierare i prezzi (ovvero ridurre le accise) che lasciare tutto così.

        Questo ora alla Meloni qualcuno glielo deve aver detto ma intervenire adesso significa darla vinta all’opposizione interna, Forza Italia in primis e quindi pur di non perdere la faccia è improbabile ci sarà un intervento nell’immediato (conta più la faccia sua che non i conti dello stato e le tasche nostre).

        • Vedi sopra. contabilmente non nego che il discorso che fai possa essere più che giusto. L’atto pratico che si stava producendo è quello che ho raccontato a Massimo. Quella chiaramnte è stata l’esperienza che stavo vivendo io. Non pretendo che sia per forza l’esperienza generale. Ma nemmeno posso far finta di non averla vista coi miei occhi. 😉

          • Ho letto e ho capito. Cavoli, sui media non era emersa una gravità del genere. In effetti anche io so che i trasportatori lavorano davvero sui centesimi e i margini sono risicatissimi (anche a causa di una feroce competizione tra i vari player), di tutto questo sui media esce solo il disagio del corriere ma in realtà è tutto un mondo che ha margini molto ridotti.

        • Come mi disse una persona, il prezzo non è altro se si continua a vendere in modo importante, se lo abbiamo notato vendevano il carburante a 2,5€ in autostrada e solo dopo che a qualcuno è andato a lamentarsi si son mossi i controlli, comunque sia lo hanno venduto a quella cifra.

          Il discorso è mettiamo i 0,50€ di sconto e se il combustibile arriva a 3€ cosa facciamo mettiamo 1€ di sconto, io lo trovo folle bruciare milioni , sarebbero stati da investire su più auto elettriche, o efficentato energetico, ma assolutamente non bruciarli

    • Mettiamo però nel calcolo globale anche i risparmi sulla sanità.
      Per le sole città di Milano, Roma e Torino, ogni anno si spendono quasi 10 miliardi di € per le malattie connesse all’inquinamento. Di queste circa un quarto è imputabile all’inquinamento da trasporto. Rapportiamolo a livello nazionale (basta prendere, in realtà, l’area della Pianura Padana) ed ecco che se non ci fossero più quei 30 milioni di tonnellate di carburante bruciati in atmosfera perderesti le accise sul carburante ma risparmieresti qualche decina di migliaia di morti (i disoccupati del settore automotive sono bruttissimi, i morti no, quelli non se li fila nessuno e sappiamo anche perchè: non votano) e tutte le spese sanitarie connesse.
      Poi dovresti reintrodurre il bollo sulle elettriche, perchè i soldi da qualche parte lo Stato deve (giustamente) prenderli: proporzionali al costo di acquisto, per esempio, sarebbe la misura più equa.

      • Guido questo ragionamento è fallito in Norvegia. Lì il buco in cassa non è stato compensato dai risparmi sanitari, hanno dovuto iniziare a reintrodurre le accise anche per le bev e a limitare/cancellare i vantaggi offerti. Tra l’altro, con la reintroduzione della tassa sul peso, le bev finiscono (in quel caso specifico) per essere anche più penalizzate rispetto alle ice.

        • E chi ha detto che lo compensa? Ho scritto che devi tenere conto dei risparmi sulla sanità e reintrodurre il bollo. Che sarà inferiore a quanto si paga oggi sulle accise tramite benzina, complessivamente, dato che hai risparmiato da altra parte.
          Metti un’accisa sui kWh consumati nelle BEV? (non si sa come, ma potrebbero anche inventarsi che alla revisione dell’auto attacchi l’ODB e guardi i consumi annuali, chissà) ? A me va benissimo: avrò sempre guadagnato di fare vivere le mie figlie qualche anno in più!!!

      • L’ho già scritto sopra, ma meglio ripeterlo qua: smettendo di bruciare petrolio si possono spendere molti meno soldi in “difesa” che oggi si spendono per poter avere quello stesso petrolio a buon mercato.

    • @Enzo: ti capita mai di fare un piccolo pensierino sui motivi della transazione ecologica?
      Quanto al tuo ragionamento non ti preoccupare, lo Stato non rimarrà mai senza entrate.
      Quanto allo sconto di cui parli, anche qui non ti preoccupare, ogni minore entrata per lo Stato (tasse sul prezzo) lascerà aperta una porta per ulteriore margine di aumento a favore di produttori e speculatori.
      Il semplice esercizio riportato nell’articolo dice essenzialmente una cosa: buttiamo soldi in modo totalmente inutile e dannoso.

      • /// @Enzo: ti capita mai di fare un piccolo pensierino sui motivi della transazione ecologica?

        @zi ti: ho scritto da qualche parte che bisogna fermare la transazione ecologica e fregarcene dei climalteranti?

        /// Il semplice esercizio riportato nell’articolo dice essenzialmente una cosa: buttiamo soldi in modo totalmente inutile e dannoso.

        Alessandro ha spiegato la situazione meglio di me. Se sale troppo il prezzo della benzina c’è un’impennata sull’inflazione tale che lo stato ha più convenienza ad applicare uno sconto sulle accise che non il contrario. Talvolta per evitare un aumento del deficit devi spendere, può sembrare controintuitivo ma è l’abc dell’economia.

        • -c’è un’impennata sull’inflazione tale che lo stato ha più convenienza ad applicare uno sconto sulle accise che non il contrario-

          Tra l’altro, a onor del vero, la botta inflattiva o chi per lei non è originata in maniera preponderante da motivi puramente contabili perchè quello che dice Massimo (I costi di trasporto incidono fra il 3 e il 4% sul prezzo finale dei beni. Quindi, per star larghi, stiamo parlando al massino di un aggravio del 10% sul 4%. Malcontati fanno lo 0,4% di inflazione in più.) è contabilmente corretto. Per quanto uno 0.4 di inflazione poco non sia.

          Il problema, nello specifico, è più di ordine “tecnico-pratico”, creando situazioni ” a cascata”.
          Nei termini crudi se un camionista (o chi per lui) nell’immediato lavora in perdita, nell’mmediato semplicemente eviterà di muoversi.
          Questo perchè l’adeguamento dei prezzi (mi costa di più muovermi, alzo le tariffe) per quanto possa essere rapido non è per contro immediato. Inevitabilmente si verifica un periodo più o meno lungo (qualche settimana?) dove il trasportatore teoricamente lavora in perdita e sempre teoricamente, se si muove, “accumula” perdite che poi ovviamente cercherà di recuperare in seguito. Con aumenti che a quel punto non coprono solo i maggiori costi, ma vanno anche a tentare di recuperare le perdite patite.
          Se poi il meccanismo perdura, assieme all’aumento dei prezzi sorgono ben presto problemi di minore approvvigionamento. Che ovviamente presto o tardi hanno anche loro impatto sui prezzi tra meccanismi speculativi (doloroso ma obbligatorio ricordarlo) e oggettivo sbilanciamento del rapporto domana-offerta.

          L’alternativa, come detto, è che sul brvissimo si riducano i viaggi allo stretto indispensabile (settore alimentare, medicinali per esempio). Si tratta di un primo passo, che si stava iniziando a vedere e che però, in assenza di correttivi rapidi, avrebbe portato una stretta anche ai trasporti “essenziali”. Era quello che stava iniziando a succedere, creando problemi su merci che normalmente non sono “visibili” alla maggioranza. Esempio: settore edilizia. Se iniziano a viaggiare a rilento per esempio i camion carichi di mattoni, di piastrelle e di tondino se ne accorgono solo gli addetti ai lavori. Quando cominciano a star fermi i camion della logistica GDO, cosa che inevitabilmente succede più tardi, a quel punto se ne accorgono tutti.

          Quando si innesta questo tipo di sistema, al di là dei pur correttissimi numeri, parte una discreta valanga dall’esito difficilmente governabile e che, tra questioni puramente contabili e “impatto psicologico” sul cittadino medio, crea uno di quei “macelli” che poi si posson sistemare, perchè alla fine tutto si sistema, ma sinceramente rientra nel “meglio di no”.

        • @Enzo
          Ho appena visto un titolo di giornale dove si dice che il governo ridurrà le accise se sale il prezzo.
          Conseguenza: regaliamo le tasse a produttori e speculatori (i gestori non penso ci guadagnino più di tanto) e rimaniamo senza risorse per i servizi da cui dipendono queste tasse.
          Prezzi elevati e tasse “fumate”.
          Geniale! ma rimando dell’idea che quei miliardi sarebbe meglio investirli in qualcosa di durevole… avrà un costo ma ne godremo i benefici.
          Invece…

          • Le tasse non le regaliamo (in realtà: scontiamo) ai petrolieri ma a quelli con la Panda che devono mettere la benzina per andare a lavoro.

          • E aggiungo che se il mercato auto non si muove, l’iva è l’ultimo dei problemi, perché oltre al iva ci sono le tasse 🤷
            Mi sembra come la follia del super bollo per auto di un certo livello, pensando di incassare molti più € alla fine ci hanno rimesso il quadruplo perché, perché chi poteva permettersi quel tipo di auto non le ha prese e si è accontentato di auto meno potenti e di conseguenza auto a costi meno della metà, alla fine dei conti meno fatturato meno introiti, ma i nostri geni non lo hanno ancora capito che per fare entrare soldi nelle casse dello stato l’economia deve volare o viaggiare in terza corsia .

    • Lo stesso diesel con il quale la GDO porta, tra le altre cose, il cibo anche sulla sua tavola?
      Basta che poi non la troviamo in piazza a protestare per il caro prezzi insostenibile!

  17. -Caro carburante: due giorni con i benzinai chiusi. E le code?-
    C@770mene? Io vadi a scossa. 🤭🤭🤭

    Archiviati i due secondi della baggianata (d’altronde vera, almeno l’ordinaria amministrazione è salva) giova però far presente al carissimo professore Abbotto che la conditio sine qua non per “consentire a tutti gli automobilisti di non spendere un centesimo di carburante per guidare la propria vettura tutto l’anno” per forza di cose è che tutti gli automobilisti già dispongano di un’auto elettrica. Ma poiché la crudele realtà dice una cosa di segno diametralmente opposto, piaccia o no, si tocca ahinoi venire a patti con la medesima e prendere in considerazione la dolorosa ipotesi che dei prezzi esageratamente alti dei carburanti, anche qui piaccia o no, finirebbero ben presto con l’avere delle ripercussioni sull’economia globale del paese tali da rendere in un attimo qualsiasi discussione in merito o meno alla mobilità elettrica di un’importanza totalmente marginale per non dire addirittura fastidiosamente superflua.
    Nella più totale convinzione che il nostro amico sia quasi certamente un luminare nel suo campo, da quelle due o tre cose che ho avuto modo di leggere mi sono fatto l’idea, forse fallace, che la “gestione economica” non sia esattamente la sua materia preferita. Di conseguenza, senza per questo volermi macchiare di reato di lesa maestà, mi tocca far notare che tutti i suoi calcoli per quanto formalmente ineccepibili nella situazione contingente possono essere tutt’ al più considerati come buoni intenzioni. Di conseguenza, per quanto non faccia piacere a nessuno, la rimodulazione delle accise a cui abbiamo assistito negli scorsi mesi senza ombra di dubbio ci è costata parecchio ma ci ha anche evitato problemi decisamente peggiori.

    • Ciao Alessandro, intervengo solo per il tuo intervento: come tu hai già capito (ma sei più intelligente di me: le cose le lasci intendere) qui il problema non è assolutamente tecnico, ma ideologico.

      • Ma ci sta anche ideologia trovi il suo spazio, non sconfiniamo nemmeno nell’eccesso opposto. Viviamo ancora in un paese libero. 😉

    • Io ancora ricordo lo studio sulla convenienza della TAV che si concludeva che, fatti tutti i calcoli, allo stato costava di più in particolare per il mancato guadagno sulle accise e l’iva sui carburanti, che sarebbe venuto meno. E quei numeri non furono contestati.

      Concordo che al prof. Abbotto, pur riconoscendo tutti i meriti scientifici di cui è degno, non lo vedrei benissimo al ministero dell’economia, ma comunque dimentichiamo sempre che più elettriche si vendono più le accise dovranno ritornare. O come bollo, o come iva, o come gabola, ma oggi escono dalla porta e domani rientrano dalla finestra.

      • //ma comunque dimentichiamo sempre che più elettriche si vendono più le accise dovranno ritornare

        su questo ho i miei grossi dubbi ..
        vedi il mio post ,
        10 le accise sui fossili servono per gli incentivi ai fossili
        20 GOTO 10

        se le auto elettriche VERRANNO accompagnate da rinnovabili come nei paesi CIVILI
        usciremo da questo girone dantesco

        FORSE importeremo pannelli,turbine eoliche e batterie ,al posto di gas e petrolio, per un periodo e solo in parte
        però non li bruceremo in atmosfera come facciamo per i fossili
        con un minimo di intelligenza , li ricleremo all’infinito
        come già oggi facciamo con le batterie al piombo

        i miei due neuroni di logica spicciola a vostra disposizione

          • Se a un colloquio di lavoro mi chiedessero cosa significano queste istruzioni, per il mio bene mentirei e fingerei di non saperlo 🙂

            Meglio fingere di aver iniziato a programmare con Java …

          • @enzo
            io invece me ne sono vantato di aver iniziato con quello del c64..
            ho cominciato la mia carriera professionale, traducendo librerie software scritte in FORTRAN per cp-m/80 in bascom + fabs86 per i primi pc-ibm con ms-dos

            bascom , non era altro che il compilatore del BasicA

            il compilatore ms del basic era formidabile ,
            ricordo che era integrabile con funzioni scritte in C e in Assembler

            scrissi delle utility che gestivano le mascherine per il data entry
            che leggevano un file e lo “sparavano” direttamente nella ram della cga/vga

            velocità stratosferiche per i contabili dell’epoca
            e forse anche per quelli di oggi , che a furia di “punta e clicca” ci passano parecchio più tempo per inserire gli stessi dati

            i miei due peek e poke

        • 🤣🤣 mi hai fatto fare un salto negli anni 80 con il BASIC, e per me c’era anche il COBOL , primo software che ragionava ad oggetti.

  18. Il problema è che gli italiani non hanno soldi per 31 milioni di auto elettriche, e l’Italia, al momento non ha le infrastrutture, pubbliche e private, per fare fronte ad un utopico cambio in massa del parco auto, oltre a, viste le difficoltà di approvvigionamento dei costruttori, a mere questioni di numeri.

    Il conto è anche interessante ma mi pare più una provocazione che altro.

    Io credo che nel futuro le autovetture elettriche diverranno la normalità, in Europa, saranno un qualcosa in più per combattere l’inquinamento, il problema sarà convincere paese emergenti come l’India, o la stessa Cina e USA, ad avere emissioni come quelle europee che, già oggi, sono di gran lunga inferiori a quelle degli altri paesi.

    • Però con 10B€ si potrebbero incentivare 1 Mln di bev con 10K€ ciascuna (magari con limiti ISEE un po’ più alti e persone giuridiche).
      Facendo anche pagare il bollo alle bev, converebbe per tutto comunque.
      Ma è giusto per fare un esempio

      • Io in realta’ farei in modo completamente differente. Leverei tutti gli incentivi all’acquisto (o quasi, lascerei magari solo quelli per le sole BEV, solo utilitarie o quasi e solo con limiti ISEE), tanto piu’ lettori anche qui su VE hanno varie volte testimoniato che l’acquisto di vetture senza alcun’agevolazione non e’ stato molto piu’ costoso di quello fatto da altri godendo dell’ecobonus. Ma offrirei GRATIS a tutte le BEV una quota di ricarica sarebbe qualcosa di assolutamente affascinante per molti, credo ancor piu’ dell’ecobonus che spesso viene “assorbito” dai mancati sconti nella rete vendita delle vetture.
        Ovvero rendere gratuta una quota del “pieno” elettrico come incentivo statale diffuso (cosa che oggi e’ possibile solo da qualche parte, e grazie a privati o rare amministrazioni illumunate), alle colonnine eni o enel (le piu’ diffuse, di aziende private per modo di dire…), tramite app o tessera legate al veicolo, con dei limiti anti abusi (chesso’ max 1h/giorno e/o max 3h/sett, e solo alle colonnine lente).
        Contando l’attuale parco circolante BEV ed il chilometraggio medio si tratterebbe di meno di 100 milioni/anno, in realta’ assai meno considerando che con i limiti che ho buttato li come esempio certamente sarebbero molti quelli che non riuscirebbero a sfruttare completamente il bonus.
        Dove trovare i soldi? Oltre che da una drastica limitazione dell’ecobonus, da un minimo aggravio del costo dei carburanti fossili, come disincentivo al loro uso…

  19. Aggiungiamo che i prezzi attuali sono i prezzi corretti derivanti dal termine dello sconto sulle accise.
    Dare la colpa a speculazione o furbetti è una scusa puerile del governo.

    • Non ho l’abitudine di guardare i prezzi della benzina/gasolio perchè non l’ho usata per trentanni.
      Guardo però ancora oggi il metano.
      In due giorni è passato da 2,49 a 1,99.

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