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Carburanti alternativi: è il nuovo mantra del PPE per il 2035

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Charxcontrol
Il Partito popolare europeo (Ppe), vincitore delle elezioni l’8-9 giugno, intende ammorbidire il ban 2035 per le auto termiche, rilanciando la formula dei carburanti alternativi. E’ uno dei punti del programma di legislatura, discusso nei giorni scorsi in una riunione di partito in Portogallo. Lo scrive Reuters che ha visionato la bozza del documento programmatico.
Il Ppe ha conquistato 188 seggi su 720 nel nuovo Parlamento europeo e sarà la forza più influente nella coalizione che guiderà l’Unione europea assieme a socialdemocratici (S&D) e liberali (RE). E sembra avere tutta l’intenzione di annacquare lo stop alle auto termiche dal 2035.

carburanti alternativiDopo il via libera agli e-fuels, tornerebbero in pista anche i bio carburanti

Già al momento del varo furono ammesse le motorizzazioni termiche a e-fuels (carburanti sintetici), su richiesta della Germania. E nel 2026, quando sarà riesaminato  l’impianto della direttiva, potrebbero rientrare fra i veicoli definiti a zero emissioni, tutti quelli a carburanti alternativi. In primis i bio fuels (carburanti derivati da materie prime), sponsorizzati dall’Italia.
La bozza con le linee programmatiche del Ppe discussa in Portogallo prevede infatti di “rivedere le norme per la riduzione di CO2 per le nuove auto e furgoni per consentire l’uso di carburanti alternativi a zero emissioni oltre il 2035“, scrive Reuters. Quali potrebbero essere i carburanti alternativi non è specificato. Ma la stessa bozza invita a “sviluppare una tecnologia all’avanguardia per i motori a combustione“.
carburanti alernativi
Ursula von der Leyen

Ursula von der Leyen fa l’equilibrista fra il suo Ppe e gli alleati socialdemocratici

 La riconfermata presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, anch’essa aderente al PPE, non potrà prescindere dalle indicazioni del suo partito. Del resto già in campagna elettorale, candidandosi per il secondo mandato, aveva preannunciato una revisione dell’agenda verde europea in senso più pragmatico e meno ideologico.
Tengono il punto invece i socialdemocratici di S&D che vorrebbero mantenere l’impianto del Green Deal contro i cambiamenti climatici.

carburanti alternativi

Il dilemma del voto a rischio del Parlamento Ue: un appoggio dalla Meloni o dai Verdi?

Sull’esito finale della contesa sarà decisivo l’appuntamento del 18 luglio, quando il Parlamento europeo, con voto segreto, dovrà dare la fiducia a Ursula von der Leyen e alla sua nuova Commissione. Se la von der Leyen dovrà ricorrere all’appoggio esterno della destra di ECR guidata da Giorgia Meloni, la revisione della direttiva 2035 sarà una certezza.
Prospettiva opposta se l'”aiutino” verrà dal fronte dei Verdi (verdi/ALE) o se la “maggioranza Ursula” sarà autosufficiente, come nella precedente legislatura.

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57 COMMENTI

  1. l’unico carbrante “alternativo” che ritengo sostenibile è il Biogas
    prodotto con il trattamento dei rifiuti organici
    e dalla depurazione delle fogne urbane

    è l’unico che ha un senso , essendo limitato come quantità , andrebbe accumulato nel periodo estivo per essere usato d’inverno con i coogeneratori

    poi c’è il bioDiesel , fatto con l’olio di frittura esausto
    anche questo in quantità molto limitate , mi sembra che il Comune di Urbino fece un impianto sperimentale per fare funzionare i camion raccolta rifiuti

    qualche decina d’anni fa ,luniversità di Tokio (credo)
    trovò un sistema poco energivoro per estrarre idrogeno dall’urina ,
    mi sembra che fecero anne degli impianti di “raccolta” proprio nell’università

    tutto il resto è ridicolo ,
    niente agrivoltaico intensivo ?
    ma le coltivazioni dirottate da food a idrocarburi siii ??

    la stupidità umana sta toccando vette mai raggiunte !

    • Dopo due secoli stiamo tornando a togliere le piantagioni alimentari per coltivare il nuovo tabacco…poi finiamo con la Russia, piena di petrolio e gas, ma se non te lo comprano più non puoi darli da mangiare ai cittadini.

  2. Gli e-fuel sono un abbominio energetico ma in fondo non fanno male a nessuno nel momento in cui usi energia rinnovabile prodotta, ad esempio, nel deserto che non puoi collegare con elettrodotti al punto di prelievo.
    I biocarburanti…. Salvinata. Basta la matematica delle elementari per capire che non si va da nessuna parte per le ragioni triste e ritrite della resa per ettaro (al lordo, tra l’altro, di grandinate, allagamenti, siccità, incendi)

    • I biocarburanti sono condannati dell’appoggio stesso di Salvini. Ha fatto gli auguri a LePen al grido di “mandiamo a casa Macron” e si è visto come è finita. Un Re Mida al contrario.

  3. Io sono a favore dell’ingresso dei biocarburanti nel mix. Ci sono settori di difficile elettrificazione e quando si tratta di cose vitali per il Paese bisogna essere pragmatici.

    Inoltre i biocarburanti non arriveranno mai oltre un 15% del parco circolante è impossibile. Oggi consumiamo 55mln di Ton di benzina/gasolio e produciamo 2,2 mln di Ton di biocarburanti se non ho letto male. Non sono nemmeno il 5%. Ammettiamo di triplicare arriviamo si e no al 15%.

    Di efuels io non parlerei nemmeno, nella pratica NON esistono quindi. Quando troveranno il modo di produrli ad 1€ a L se ne riparla perché metti IVA, trasporto, distribuzione arrivi a 1, 5€/L. Se ti costa già 2€ produrli sei fuori mercato.

    L’elettrico, appoggiandosi sulle FER può avere carburante a prezzi veramente stracciati. Approfittando delle fasce orarie dove le FER fanno crollare i costi dell’elettricità potresti caricare a pochi cent a KWh.

    Come fa una tecnologia col 30/40% di rendimento a vincere contro una con 80/90% di rendimento?
    Una puoi produrre il carburante a pochi mt o pochi Km. L’altro a migliaia di Km.

    Ma restano settori difficili da elettrificare e li i biocarburanti sono una buona risposta.

    • Stanno facendo studi interessanti con l’ammoniaca (NH3).
      Il bilancio energetico è quello che è, ma a sensazione non è da scartare a priori, perché la combustione dell’ammoniaca non emette CO2.
      Gli NOx per contro li emette ma si possono abbattere drasticamente.
      Con l’ammoniaca si può far funzionare (male) un motore a scoppio, pare che invece le turbine dei jet la gradiscano abbastanza.
      A sensazione, non è cosa da scartare a priori.
      Vedremo…

    • Ma infatti il 100% ad emissioni 0 nel 2035 (che tra l’altro non vuol dire solo elettrico, anche se a quanto pare non esiste altro) non è riferito a tutti i mezzi: mezzi pesanti, marittimi, aerei hanno altre regole.

  4. I sogni del nostro governo (vecchi sogni di Raul Gardini) hanno un ostacolo imprevedibile…il clima .
    I cambiamenti climatici stanno rendendo molto difficile coltivare terra in molte parti del mondo, compresa Europa e soprattutto Italia.
    Che fine faranno gli autarchici carburanti in caso di inondazioni? O siccità prolungate?
    Ed il sovranistico cibo italiano?
    Converrà ancora coltivare pomodori da conserva…o ai vari Mutti, Petti, Cirio etc converrà convertire i terreni a bio-carburanti meglio pagati?
    Mentre c’è chi si preoccupa dei rischi dell’ Intelligenza Artificiale io mi sto preoccupando della Stupidità Naturale al comando… che vuol dare lavoro ai robot e “cibo” alle macchine…

    40 anni fa mi impressionò “Soylent green”… Adesso i telegiornali.

    • Hai toccato un punto importante: se lasciamo che le cose peggiorino ulteriormente ad un certo punto i produttori di petrolio saranno inseguiti con i forconi.
      Perfino in Italia.

      • sempre checgli ialiani a abbiano abbastanza doldi da competarsi i forconi, occorre cabiare radicalmente i paradigmi di costo e disponibilita di ricariche (gli italiani hanno sempre meno soldi, soprattutto i più giovani) altrimenti l’eltrificazione di massa temo resterà un bellissimo libro deì sognj.

        • Gli Italiani non hanno scelta, l’insostenibilità dell’economia del petrolio è una banale verità.
          Si può continuare ad andare avanti come si è sempre fatto aspettando il giorno che i soldi non basteranno più per fare il pieno o per pagare le assicurazioni contro gli eventi naturali.
          Poi, fine del film: non solo l’elettrificazione di massa resterà un libro dei sogni, ma la motorizzazione di massa tout court.

    • Abbiamo un governo che ha dichiarato ufficialmente all’europa, nero su bianco, che produrremo il 10% dell’energia elettrica italiana con il nucleare entro 6 anni.
      Qualsiasi persona dotata di raziocinio capisce che è impossibile, eppure lo hanno scritto perché tanto tra 6 anni saranno problemi di chi sarà in comando e se non raggiungono i risultati daranno la colpa a qualcun’altro.

  5. Ma i carburanti alternativi si riveleranno una truffa come le cure basate sulla medicina alternativa, i prodotti omeopatici, i rimedi floreali di Bach o i sali di Schuessler?

  6. Credo che serviranno solo per alimentare i veicoli di chi potrà permettersi di spendere 4-5-6€/l.
    Posto questo, giusto esplorare tutte le strade… Si vedrà poi quali tra queste, quali porteranno a risultati concretamente sfruttabili e quali no

  7. nei sogni bagnati del consorzio ENI, Bonifiche Ferraresi, Coldiretti
    vogliono arrivare a 2 milioni di ettari di campi coltivati italiani messi a coltivazioni per Biodisel (girasoli e altri semi oleosi; la Colza è stata vietata dall’Europa dal 2022)

    la resa energetica per superficie è molto bassa, la stessa che si avrebbe mettendo invece ad fotovoltaico interfilare (agrivoltaico) 0,05 milioni di ettari, cioè 1/40esimo dei 2 milioni di ettari a Biodisel

    peccato che ilnostro governo hanno appena fatto un paio di decreti (DL agricoltura e decreto aree idonee) per vietare l’agrivoltaico del tipo economico, che era molto richiesto (richieste di progetti per circa 60 miliardi di investitori privati) e senza incentivi

    tra l’altro, l’agrivoltaico userebbe una minima frazione di pascoli e prati, invece dei campi coltivati che usa il Biodisel

    se 0,1 milioni di ettari di pascoli + 0,1 milioni di ettari di tetti, sono messi a fotovoltaico:

    > 200 GW di potenza nominale di fotovoltaico installato
    > generano 260 TWh annui, quasi l’intero carico elettrico annuo nazionale (300TWh)
    > in 3-4 anni superare di slancio gli obiettivi di decarbonizzazione del 2035
    > in 2-3 anni ridurre il prezzo PUN dai 9-10 censt per kwh attuali a circa 6 cents e rilanciare l’economia nazionale

    c’è da farci almeno un pensierino, magari un referendum nazionale?

    • Il PPE dovrà fingere di avere portato a casa qualche risultato dalla revisione del 2026. Forse i biocarburanti (irrealizzabili) potrebbero essere la bandierina da portare a casa in questa politica diventata un asilo nido.

      • secondo me la bandierina sarà lo slittamento della data dal 2035 al 3040 o magari oltre …i biocarburanti li vuole solo l’Italia che in Europa conta poco o nulla.

    • Dalle mie parti sono molto diffuse le piantagioni di tabacco, il quale mi risulta molto diffusa come coltivazione del meridione. A parer mio meglio che questi ettari ed ettari di terreni siano usati per il fv e non per tabacco o biocarburanti

  8. I biocarburanti sono fuori discussione in quanto è impossiblie produrli. Servirebbero moltissimo suolo fertile e acqua. Richiedono una superficie circa 100 volte superiore a quella dei pannelli solari che producono la stessa energia e che inoltre si possono intallare su terreni improduttivi o edificati.

    I carburanti sintetici sono realististici, ma costano troppo. Si producono a partire dall’idrogeno, a sua volta prodotto con l’energia elettrica. L’impiego diretto dell’idrogeno per le automobili è già improponibile perché costa almeno il triplo dell’energia elettrica, figuriamoci il costo dei carburanti sintetici.

    Queste proposte vengono avanzate solo per ostacolare l’impiego di energia elettrica a basso costo che evidentemente a qualcuno non conviene.

    • Vorrei per i biocarburanti lo stesso tipo di trattamento riservato all’agrivoltaico. M temo che, visti gli interessi di Eni, non andrà cosi

  9. Ho qualche dubbio che i verdi riescano a entrare, forse daranno un appoggio esterno giusto per non far naufragare del tutto il green deal, buona parte del ppe e piuttosto freddo per non dire contrario ad alcune scelte ecologiste fatte dalla precedente coalizione che se venissero riproposte potrebbero essere bocciate mettendo in crisi la Von der leyern.

    • Antonio, questa sera i francesi si sono espressi. Secondo te cosa accadrà nel parlamento UE?
      Io non ero certo al 100% sul risultato ma lo ritenevo più probabile tenendo conto di come reagisce il popolo francese in periodi critici. Hanno scelto un governo forse meno stabile ma sicuramente più democratico.

      • più che hsltro non hanno sceltiu nulla, il raggruppamento delle sinistre ha dentro molte aninime con obbiettivi diversi a volte quasi opposte con i verdi che oramai co tano come il 2 di picche a briscola fiori, Macron ha perso oltre 100 deputati, poi abbiamo i gollisti che non mi sembrano amino da morire il green deal e poi abbiamo il gruppo di RN … ti sembrano scelte queste? magari sulla democrazia si ma su tutto il resto (ambete compreso) non hanno scelto in bel mulla.

  10. E io spero che passi la proposta. Non per salvare le auto benzina o diesel (che inquinano di più) ma per obbligare i produttori di auto elettriche a scendere dal gradino del mondo premium e a competere coi listini con le auto a benzina.

    Forti del ban USA/Europa del 2035 i produttori di auto si sono prenotati un posto al sole: piazzando le auto elettriche ad un prezzo più alto, puntano a godere dei privilegi di questo collocamento guadagnando di più quando l’auto elettrica sarà l’unica auto acquistabile. In UK già dal 2030, dopo 5 anni nel resto del mondo. Addirittura la temibile concorrenza ha fatto la bocca al ban, tanto che quando sono sbarcati qui in Europa hanno moltiplicato x 10 (dati ufficiali!) i loro margini di guadagno su ogni modello. Il ban del 2035 ha distorto il mercato, impedendo all’elettrico di sgomitare per conquistarsi un posto al sole ma servendoglielo su un piatto d’argento.

    E’ necessario mettere in competizione le auto a batteria con quelle a benzina, la BYD Seagull con la Pandina affinché vi sia una vera guerra dei prezzi e non un cartello. La sottovalutazione del tema del libero mercato l’abbiamo già vista sul fronte colonnine dove con la costituzione di un duopolio l’unico a rimanere fregato è il consumatore. E’ quella price anxiety della ricarica potrebbe diventare una price anxiety dell’auto elettrica nuova. Dopotutto i primi segnali sono chiari: la R5 da 25000 euro e 400 km di autonomia NON è arrivata e NON arriverà (se non con batteria più piccola), rimanendo a ben 33500 euro (8000 euro di più!), ovvero la R5 da 400 km di autonomia costa come la vecchia Zoe da 400 km di autonomia (il marketing Renault, cambia tutto per non cambiare nulla!); la VW id.2 è rimandata di anno in anno e anche Tesla ha preferito concentrarsi sul Cybertruck da 120.000 euro anziché sulla Model 2 promessa da anni e, dopo molte critiche, ha detto che farà uscire un’auto appena più economica della Model 3 ma che per la famosa 2 da 25000 dollari occorrerà aspettare ancora tanto. Perché ?!? Guardacaso la price war sull’elettrico non parte proprio in quei continenti che hanno previsto il ban (USA, Australia e Europa) mentre i listini sono competitivi dove il ban non c’è (Cina). Si sentono dichiarazioni totalmente assurde da parte dei produttori, l’ultimo è il ceo di Ford, Farley, che ha dichiarato di volere un’auto più economica (dopo aver cancellato dal listino Ford ben 4 auto economiche!) e che la soluzione per lui è ricorrere a batterie piccole perché quelle attuali costano … 50000 dollari ognuna! Ma per favore, ha aggiunto uno 0 in più !!!

    Tornando sull’orizzonte del 2035 e aprendo ad una serrata competizione tra elettrico e benzina (che potrebbe scattare anche negli USA, vedremo cosa proporrà il prossimo presidente degli Stati Uniti) potremmo assistere finalmente ad un calo dei prezzi con l’elettrico che dovrà finalmente sgomitare davvero per farsi spazio. Addio premiumness, benvenuta competizione. E con una sana competizione e listini finalmente accessibili l’elettrico conquisterà più cuori e quote di quanto non sia riuscito a fare oggi.

    • secondo me le correlazioni logiche causa-effetto sono diverse, mi spiego:

      1) i prezzi delle elettriche europe COMPATTE (Stellantis e Renault) PER ORA sono tenuti alti dai costruttori proprio per vendere di preferanza le auto a petrolio

      2) calibrano i prezzi e i modelli delle elettriche per venderne il numero necessario agli obiettivi di CO2 fissati anno per anno per il settore

      3) nel 2025 VW introduce ID2 o B-suv Skoda, renaul R5, etc, perchè necessitano di centrare i nuovi obiettivi Co2 del 2025

      4) se togli il BAN, sarebbero liberi di rallentare la vendita di modelli compatti o di tenere ancora più a llungo i prezzi alti sule BEV

      5) soprattutto, non c’è NESSUNA correlazione tra i prezzi delle auto elettriche di oggi e quelli tra 9 anni; a me sempra una scusa per attaccare il ban;

      per me non regge lontanamentela frase “ci abituano al prezzo alto” proiettata a 9 nanni di distanza

      la percezione del prezzo può cambia molto più velocemente di 9 anni, bastano pochi mesi a cambiarla se esce un modello di auto prezzato più economico, come è successo nei segmenti D ed C ogni volta che Tesla o MG ribassavano prezzi; poi non c’è solo la percezione, c’i sono anche le necessità di vendere e aquistare auto, ile dispoonibilità di denaro, in regime di concorrenza e in equilibrio con tenersi ancora l’auto usata, chi vuole vendere limerà il prezzo

      6) il prezzo tra molti anni dipenderà invece dalla concorrenza e dagli avanzamenti tecnici, che sappiano sono molto più rapidi di 9 anni; la parità di prezzo anche sulla auto compatte ICE-BEV è prevista al 2026-2027

      7) se togli il BAN, fai un favore alla filiera petrolifera e incoraggi i fissati ideologici e i sovranisti, come i bambini quando piangono per qualche dispetto e li incoraggi; ma non credo fai un favore alla filiera auto;
      anzi, in economia i cambi di programma di solito sono negativi;
      hanno già programmato investimenti e fabbriche in modo da seguire la loro stategia tempirale di cambio di motorizzazioni nei prossimi anni

      non è che oggi si arriva e si dice “da stamattina cambio di programma, abbiamo scherzato”; anche se questo in effetti è lo stile dei nostri Urso o Lollobrigida, i “Demolition man”, i distruttori dell’economia e del clima

      8) se mi sbagliassi, penso basterebbe fare un check nel 2032, cioè 3 anni prima del BAN, in cui fare un punto delle situazione; ma anche nel 2026;

      parlarne ora, che non sappiamo neanche come andrà il mercato nel 2025 (Spoiler: le previsioni sono per una ripresa di forte crescita BEV, dopo un 2023-2024 relativante tranquillo) mi sembra un remare contro, una posizione ideologica

      • 4) se togli il BAN, sarebbero liberi di rallentare la vendita di modelli compatti o di tenere ancora più a lungo i prezzi alti sulle BEV, ma nel frattempo americani e cinesi continuerebbero nella loro corsa alla progettazione e vendita di veicoli sempre più economici e performanti. A quel punto l’Europa non avrebbe alcuna possibilità se non chiudersi a riccio oppure lasciarsi invadere da modelli prodotti fuori dall’UE.
        8) Un check nel 2032 sarebbe troppo tardi per permettere all’industria di reagire in tempo a quello che avrà fatto il resto del mondo.

        • PS: Enzo sei bravo a scrivere, ma su tesi difficili da sostenere miracoli anche con le arringhe non ne possono fare 😉

          sei sprecato ad attaccare il Ban, dovresti fare il copy writer per i poltici, se ti stufi del lavoro attuale

          buon fine settimana!

          • Le mie preoccupazioni riguardano anche i listini dei modelli a benzina. C’è una seria mancanza di concorrenza. Dai listini scompaiono i modelli economici di tutti i brand e ogni anno i listini si gonfiano più dell’inflazione e del potere salariale. C’è un cartello di fatto che sta facendo gonfiare i prezzi in modo assurdo e con l’elettrico è ancora peggio. Anche negli USA la tendenza è pessima, con prezzi che restano mediamente alti e case che annunciano nuovi modelli con prezzi di accesso bassi che poi vengono puntualmente rialzati (e non di poco) al momento dell’apertura ordini (Tesla Cybertruck, GM, etc.).

            La prima mossa da fare è scardinare il cartello e consentire al consumatore di poter avere un’auto spendendo poco. Benvenga la MG ZS a 17500 euro (regina del suo segmento) o la Tipo 4 porte 130 cv diesel a 17500 euro o la Kia XCeed gpl con uno street price di 20000 euro. Benvenga la Pandina a 11000 euro e benvenga (se arriverà) la futura BYD Seagull a 12000 euro (dazi permettendo). Vada al diavolo la R5 a 33500 euro o la Junior EV a 40000 euro. La priorità è aumentare la concorrenza e la scelta delle persone affinché vinca costantemente il modello al prezzo più basso: solo così si scatenerà una vera guerra dei prezzi.

            L’elettrico deve accettare la sfida. Il pareggio dei prezzi con la benzina si sposta sempre più avanti negli anni e non arriva mai, sembra la tela di Penelope o, se preferisci, il FSD di Tesla. Arriva sempre domani. Nonostante il costo della batteria è in picchiata.

            I costruttori occidentali continuano col modello del business-as-usual. Signori ma ci rendiamo conto che fino a qualche anno fa c’era la e-up e ora non c’è più perché devono rifilarci auto più costose? Ma ce lo vogliamo fare un giretto su autoscout24 in Germania per vedere il prezzo di ID.3 e ID.4 per scoprire che lì hanno delle versioni base, con batterie più piccole (da noi non ordinabili), il cui listino è inferiore di oltre 10000 euro rispetto al listino italiano? Io non glielo stacco l’assegnino in bianco sulla fiducia scommettendo su una riduzione dei prezzi ai produttori nostrani che ragionano con la premiumness in testa: se i prezzi si ridurranno davvero allora le elettriche si venderanno da sole. Altrimenti … beh, non sarà colpa dei consumatori ma dei produttori …

          • I produttori tradizionali di fare auto elettriche non ne hanno proprio voglia. Qualcuno ha messo su la maschera, ma la sostanza è cambiata poco. Mi pare che la strategia odierna sia da un lato di spaventare i clienti sull’elettrico puro, strategia che tra l’altro trova ventre molle e gran successo in Italia, e dall’altro alza i prezzi sulle termiche finché sarà possibile.
            Nel frattempo suonano gli allarmi contro i cinesi che invece la strategia elettrica la perseguono con grande convinzione.

          • @Enzo
            mi cercherò le quote di Co2 previste anno per anno per i parchi auto

            ho il dubbio che spieghino aspetti che a noi sfuggono, possibile i brand stanno mixando i modelli ICE/BEV e i listini seguendo il limite minimo di quelle previste anno per anno,

            e si stiano aiutando con i dati di omologazione delle ibride, che nella procedura attuale sembrano un po’ farlocchi, forse per una concessione da parte della EU, dopo contrattazione non ufficiale tra le parti, come avvenuto per euro 7.. cioè magari c’è già stato un ammorbidimento sugli obiettivi

          • @R.S. : ah quindi è per le quote di co2 che secondo te Ford ha ucciso la Fiesta e ha introdotto il Bronco? Se sei preoccupato per le quote di co2 fai uscire la Fiesta con un mild hybrid migliore di quello della Yaris, non certo il Bronco …

          • @Leonardo: /// I produttori tradizionali di fare auto elettriche non ne hanno proprio voglia. /// esattamente Leonardo. Per questo auspico l’abolizione del ban o una sua modifica con apertura ai biocarburanti, non voglio che nel 2035 si vendano solo auto che i produttori non hanno voglia di fare e che si vendono a prezzi enormi

      • /// i prezzi delle elettriche europe COMPATTE (Stellantis e Renault) PER ORA sono tenuti alti dai costruttori proprio per vendere di preferanza le auto a petrolio ///

        Quindi la Renault sta sabotando la sua R5? Scusa ma da un punto di vista commerciale quello che dici non ha senso.

        • Renault punta a vendere un numero di BEV in linea con le normative, non punta certo a massimizzare il numero di vendite di BEV.
          Pertanto, limitando il numero, può tenere i prezzi alti scegliendo i clienti che sono disposti a spendere di più. È una cosa normalissima a livello di marketing, è lo stesso motivo per cui non si costruisce una Gigafactory di Ferrari, nonostante il fatto che tantissime persone desiderano averne una in garage.

          • Quindi stai confermando che Renault, come Ferrari, ha trasformato l’elettrico popolare (la 5) in un qualcosa di premium, con prezzo stratosferico e vendite ridotte per i soli clienti più facoltosi. Esattamente quello che sostengo io e quello che, secondo me, stanno facendo anche tutti gli altri produttori.

    • Io non considererei la cina un libero mercato anche se non hanno il ban. Nei mercati più liberi, cioè quelli del secondo e terzo mondo che hanno pochissima regolamentazione si andrà avanti col petrolio a oltranza

      • Esattamente, oggi in Cina se vuoi immatricolare una ICE devi vincere alla lotteria delle targhe. Se domani decidesse la stessa cose per le plug-in le affosserebbe nell’arco di pochissimo tempo.
        I mercati del secondo e terzo mondo potranno andare avanti col petrolio finché i consumi resteranno a volumi cospicui, al contrario la filiera potrebbe facilmente collassare in pochi anni.

        • la filier ai adegua al mercato non viceversa, sr non ci dono le conduzioni (leggi ricariche e autonomis) anchr una vinese da 10000 euro può fiventare invendibile in un paesr africano, sudamericano o anche tranquillamente in Indiae fronte di una endotermica … magari di 10 o 15 anni

      • non so il secondo mondo,

        ma il terzo mondo, privi anche delle infrastrutture che facilitano la filiera dei mezzi a pistoni, pare stiano inziando direttamente con moto e furgoni elettrici con battereie LFP, aiutati proprio dai Cinesi che gli offrono tutto sommato un onesto rapporto costo-benificio

    • Enzo se a fine hanno BYD mi mette in commercio un segmento A/B come la seagull a 12.000€ o poco più lo sai quanto me ne può fregare che il PPE si impegni per una mobilità termica con carburanti alternativi con l’erede della Panda!
      Anche perché i carburanti alternativi non diminuiscono l’incazzatura di tutti quei lavoratori che hanno superato la cinquantina e si occupano di idrocarburi fossili e hanno paura di ritrovarsi dall’oggi al domani senza un lavoro con l’avanzata delle FER visto che le oil preferiscono metterli alla porta piuttosto che accompagnarli con una riqualificazione anche se il loro business da oil diventasse FER.
      D’altra parte questi 9 anni che ci dividono dal BAN del 2035 non è che porterà subito ad una riduzione dei lavoratori nel settore degli idrocarburi fossili visto che anche le termiche attuali dovranno poter circolare almeno per successivi 10 anni (ma anche le caldaie a metano dovranno poter funzionare). Ci sarà una riduzione lenta, non ci sarà un ringiovanimento dei dipendenti e la maggioranza avrà il tempo di andare in pensione da qui al 2050, anno della completa decarbonizzazione. Il problema è come al solito, la politica è in grado di metter su un quadro normativo che preveda un’uscita soft e controlli sulle oil per evitare che facciano disastri economici e sociali in questo periodo di cambiamento? Oppure preferiranno una normativa per favorire le termiche con carburanti alternativi che creerebbero false illusioni, problemi industriali, ambientali ed economici dimenticandosi di tutto il resto?

      • Bob secondo te perché molte case si sono affrettate ad annunciare (salvo poi ritrattare) la fine anticipata dei motori a benzina? Pensaci. Dici che l’hanno fatto preoccupate per l’ambiente?

        Mah. Non mi pare. Credo piuttosto che lo abbiano fatto per anticipare la mangiatoia delle auto elettriche superprezzate. Hanno sdoganato il concetto che le elettriche costano 10000 euro in più rispetto alle controparti termiche (anche di più se confronti la Clio con la R5) e non vedono l’ora di spostarci su oggetti più costosi. Se tu fossi un ristorante o un negozio di abbigliamento vorresti che i tuoi prodotti abbiano un prezzo di partenza di 11 euro o di 25 euro (moltiplica x 1000 per le auto)? O davvero ci dobbiamo bere la storia che una batteria da 50 kWh costa 10000 euro anziché 3000 euro? Senza considerare la mangiatoia che si sono apparecchiate per il software, dove ormai compri un’auto ma non sai mai in anticipo dopo 3 anni cosa cesserà di funzionare a meno che non accetti di pagare un abbonamento …

        Quindi benvenga la BYD Seagull a 12000 euro. Lo spero. Magari. Sarei il primo a festeggiare. Qualunque cosa tenga i listini bassi e decenti è la benvenuta.

    • Ciao Enzo io son convinto che le vacche grasse per i produttori di automobili e non solo stiano per finire. Io credo che gli stati uniti siano già in recessione (escono continuamente revisioni sul tasso di disoccupazione e sulle richieste di sussidi, con dati sempre peggiori), dal punto di vista finanziario siamo, sempre a mio avviso, dentro ad una bolla peggio del 2000, questo non vuol dire che la borsa crolli domani, ma sconsiglio vivamente a chiunque ad investire oggi in azioni, chi ha posizioni le riduca ampiamente (al momento sono long solo con il 10% del capitale). Finisco con stellantis, ha un p/e molto basso (circa 3), vedendola così sarebbe da stracomprare… Ed allora perché è stravenduta da settimane?

      • Per via del Q2 negli USA secondo me. -21% di vendite e crollo dei ricavi, anche perché il grosso del crollo è su Jeep e RAM, i brand con maggiori margini. Per non parlare della rivolta dei dealer. L’outlook di Stellantis non mi convince, sull’elettrico la vedo male (in attesa di vedere cosa porterà la sinergia con LeapMotor): lo sbarco della 500e negli USA un flop, la Dodge Daytona EV non convince, sul software di bordo sono storicamente indietro e sulle nuove tecnologie pure. Dovessi sparare una previsione su 2 piedi, prenderei 2 azioni della Toyota. La butto lì, eh, senza sapere com’è quotata. Il produttore tradizionale messo meglio di tutti secondo me è Toyota, vedremo le prossime mosse …

  11. Attenzione perchè i verdi sono indigesti a molti del PPE, tra cui Tagliani che ha annunciato che non è disponibile ad una maggioranza sostenuta anche da loro…

    • …l’estrema destra Ecr è indigeribile per l’intero S&D (socialisti), l’intero Renew (linberali), e buona parte del PPE (popolari), per questo guardano ai Verdi

      ============
      Ppe + S&D + Renew
      non hanno numeri per passare le votazioni in caso di franchi tiratori; stanno valutando se includere i Verdi per avere una maggioranza stabile

      == capogruppo dei socialisti Valérie Hayer:
      «La nostra posizione è sempre la stessa: nessuno accordo con Ecr»

      == segretario Partito Socialista europeo Giacomo Fillibeck:
      «Se l’allargamento della piattaforma va verso Ecr, allora è senza di noi, l’unica direzione potrebbe essere quella dei Verdi».

      == Von der Leyen dei popolari:
      «Voglio costruire ampia coalizione contro estremismi destra e sinistra»

      == Verdi dicono che non danno un appoggio esterni generico se non vengono inclusi in colaizione, in modo più stabile nelle decisioni, e che per questo fine sono disponibili a fare dei compromessi

      • Attenzione poi a Fidesz, il gruppo creato da Orban, il raduno di tutti i defic…ehm ultrasovranisti europei. Hanno pochi numeri, si parla di trenta rappresentanti in tutto (tra cui ovviamente ci si è buttato subito il Ruspa), ma il problema per Meloni è che pesca direttamente da Ecr, che invece si vorrebbe porre come una versione più presentabile della destra.
        Tradotto, Ecr non offre numeri sufficienti a garantire la maggioranza stabile, ma in cambio porta sicuramente ricatti/pretese da cui poi la colazione non potrebbe più togliersi.
        Per questo VdL non se la fila nemmeno di striscio, Meloni non ha peso in Europa, e in ogni alleanza in cui provasse a entrare verrebbe messa in secondo piano.

        (Spiaze eh, guarda non sai quanto, quella del premierato di quartiere che poi conta con il due a briscola on Europa)

        • rispondo a Luca. A mio parere stai attaccando il nemico sbagliato. Come era ovvio anche prima delle lezioni , la maggioranza che reggerà la der leyen sarà la stessa. Ma sarà l’agenda politica ad essere completamente diversa. Il green deal, per come era stato concepito, non ha più i numeri e puzzava di morto già da prima delle elezioni, ma non certo per colpa del gruppo ECR o i vari conservatori (si chiamano conservatori sig. Luca e sono una grandissima famiglia politica europea ricca di cultura, storia e tradizioni) E’ il PPE il nemico principale del green deal. E sarà il PPE ad annacquarlo. poi se la Von der Leyen vuole fare un accordo con i Verdi, well, be my guest.

          • No caro Daniele. Direi nella scia di Churchill, de Gaulle, Adenauer, Giolitti, don Sturzo Einaudi fino ad Andreotti (che tu, immagino, risponderai essere stato un ladro ecc )… Altri nomi a richiesta .

          • Franky sono anche io uno della destra liberale, un “einaudiano” (un democristiano no però, mai). In Europa mi sento vicino a RE di Macron, anche se poi in Italia è rappresentato da duenche pensano solo al loro ego ipertrofico piuttosto che a un vero terzo polo.
            Il PPE non è il mio partito preferito, ma hanno avviato loro il green deal e di certo non lo abbatteranno come vorrebbero fare gli estremisti.
            Lo modificheranno, aggiusteranno, usiamo anche il termine annacquarlo, ma ormai il volano è avviato e gli investimenti fatti ingenti.
            I buffoni che ho citato sarebbero in grado di rimangiarsi i programmi e le promesse sprecando tutto, ma come han detto i francesi ieri “è ora di fare gli adulti”, cosa che i partiti moderati che anche tu citi sanno ancora fare.

  12. mah, lascerei che facciano senza troppe preoccupazioni:
    se sarà roba scientificamente seria
    E economica seria
    E tecnicamente seria
    ben venga…
    se invece come ora almeno una delle 3 voci di cui sopra
    seria non è
    la questione si incagliera’ a Strasburgo, e qualche disastro climatico farà il resto,
    e finirà come i Tories in UK, dopo 14 anni passati a sparare cazzate sempre più grosse e sempre più goffe.

    • Intanto però avremo perso altro tempo prezioso.
      Comunque sì, concordo con quello che dici, le cazzate sono leggere, alla fine vengono a galla.

    • Condivido, come si è visto in questi anni…le cazzate sono venute tutte a galla.
      Ora ripartiamo in maniera seria ed evitiamo di ripeterci.

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