Carbone fino al 2038: spingono Azione di Carlo Calenda e la Lega di Matteo Salvini, autori di un emendamento al Decreto Bollette.

Carbone fino al 2038: “In tempi di crisi energetica…”
Stranamente l’emendamento è firmato dai due partiti che sostengono che il nucleare di nuova generazione sarà disponibile entro pochi anni. Con la possibilità di avere energia in abbondanza. Perché dunque allungare di oltre 13 anni l’utilizzo del carbone? Perché per fronteggiare la crisi energetica, in caso di emergenza, per i proponenti è necessario continuare ad attingere al fossile più inquinante fino al 2038. Quindi oltre la scadenza fissata dal Piano nazionale energia e clima, prevista a dicembre 2025. Il provvedimento introduce anche una stretta sul telemarketing e misure a sostegno dei trasporti meno inquinanti. L’emendamento è difeso dal ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti: “Tutte le fonti di energia, almeno nell’immediato, devono essere utilizzate al meglio“. E i deputati della Lega in Commissione Attività produttive definiscono la proroga “giusta e responsabile” in una fase di crisi energetica internazionale.

L’opposizione accusa il governo di “climafreghismo”
Ma per il Pd sono solo “chiacchiere pericolose e propaganda“, come sottolinea Andrea Orlando. Perché gli impianti sono fermi da anni e riattivarli richiede tempo.E se il leader di Europa Verde, Angelo Bonelli, accusa il governo di “climafreghismo“, Pichetto Fratin ha più volte indicato la volontà di mantenere “in riserva” le centrali di Brindisi e Civitavecchia, con il decreto che ora fa fare un passo in più. Attualmente, il ministero stima che i costi economici dell’utilizzo sarebbero sostenibili se il prezzo del gas salisse stabilmente sopra i 70 euro al megawattora. Una soglia al momento lontana rispetto a circa 55 euro di questi ultimi giorni. Il carbone tornerebbe però ad essere più conveniente se in sede europea fosse allentata – o sospesa – la normativa sugli Ets. Come richiesto dal governo italiano. Altri Paesi stanno tornando al carbone. Negli USA Donald Trump ha rimosso i vincoli sulle emissioni. E Germania e Giappone si stanno muovendo nella stessa direzione.
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