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Cara VW, non ci serve la ID.8, vogliamo le piccole

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La Volkswagen Atlas, un grande Suv lungo oltre 5 m., avrà una versione elettrica, la ID.8.
Cara VW, non ci serve un altro grande Suv come la ID.8: per essere virtuosi nei fatti, e non a parole, servono auto piccole. Chiamatele ID.1, ID.2…ma piccole.
cara VW
Non solo VW: la BMW iX ha un mega-pacco batterie da 111 kWh.

Cara VW, dacci la ID.1, non dei Suv lunghi 5 m.

La notizia che la Volkswagen lavora alla ID.8 è trapelata da una bozza di discorso sulla  strategia del Gruppo che il n.1 Herbert Diess ha postato su LinkedIn. L’idea è di costruire un Suv-ammiraglia delle dimensioni di un modello a benzina venduto solo negli Stati Uniti, l’Atlas. Un bestione lungo la bellezza di 5,05 metri, più ancora
dell’Audi Q8, tanto per rendere l’idea. E conferma un trend (preoccupante) seguito un po’ da tutto il made in Germany: passare sì all’elettrico, ma con modelli di grandi dimensioni, con cui fare profitti più facilmente. Da pochi giorni la BMW ha presentato la iX, una super-macchina con una super-batteria da 111,5 kWh. E la Mercedes non è da meno: la sua EQS ha un pacco esagerato, da 107,8 kWh. Certo, queste sono le ammiraglie delle due marche. Ma sembra farsi strada un tacito accordo tra la UE e i maggiori costruttori, a salvare capra e cavoli: fai le auto che ti pare, purché viaggino a emissioni zero.

Grandi auto con enormi batterie? No grazie…

La vera sostenibilità, però, è un’altra cosa. In un’auto elettrica la fase più critica per le emissioni è data proprio dalla produzione delle batterie. Lo hanno confermato le stesse Volkswagen e Mercedes nel pubblicare i dati sul Life Cycle Assesssment di modelli come la ID.3 e la EQC. Ovvero: l’intero ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento finale. Non solo: certi mega-Suv, ancorché elettrici, hanno consumi che mal si conciliano con il concetto di sostenibilità. Anche se divorano kWh invece che litri. Ergo: ribadiamo che la vera sfida tecnologica è riuscire a fare auto che, in dimensioni esterne (e con batterie) contenute, riescano ad avere prezzo e autonomia accettabili. Questo è quel chela che la UE dovrebbe incentivare, cominciando a considerare le auto nell’intero ciclo di vita, non solo nel viaggiare su strada. Tanto più che le città non hanno solo problemi di inquinamento, ma anche di congestione. Caro Diess, vogliamo una piccola ID.1, di una ID.8 non sentiamo la mancanza.

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34 COMMENTI

  1. Concordo. Un conto è una batteria non piccola per poter fare viaggi lunghi; ben altra cosa sono mostri ipergrossi ed inutilmente energivori, pesanti che van bene solo a dei burini

  2. però la IX a me piace mentre la VW poteva lanciarsi in una linea nuova più aggressiva. 5m di lunghezza poi non sono così tanti anzi sono una dimensione abbastanza comune che ti permette di viaggiare comodo, sono quanto una normalissima serie 5 e poco più di una GLC o di una classe G o di una Stelvio, di una A4, di una volvo V60.

  3. Ogni ruota si schiaccia in continuo di circa 2 cm con un peso di oltre 300 kg,
    è energia a disposizione perché non provare a trasformarla?

  4. Concordo in pieno con l’articolo. Se la UE avesse coraggio dovrebbe disincentivare questi mostri tassando pesantemente le auto in base proprio al peso e ingombro o anche vietarle.

  5. ogni tanto bisognerebbe ricordare a cosa serve l’auto:
    1) a spostarsi da A a B e quindi servono 4 ruote con l’ombrello
    2) ė un oggetto che identifica lo Status sociale del proprietario
    e quindi è tutta un’altra storia

    • Concordo totalmente, infatti spero quanto prima, ovviamente con il passaggio dell’elettrico, al concetto di fine della proprietà dell’auto e solo sharing così finirà anche questa storia del vergognoso status simbol!

  6. Vendere una utilitaria elettrica a tutt’oggi è antieconomico per ogni carmaker.
    Nessuno vuole rimettere i propri soldi.
    Molto semplice.

    • Beh, ci sono enormi incentivi però. La e-up e simili potrebbero avere molto mercato, se con un’autonomia decente. Le batterie di ultima generazione potrebbero dare prestazioni interessanti

  7. Come ho già avuto modo di accennare si tratta di mettere nelle ruote libere dei pistoncini elettrici, piezoelettrici o idraulici che , come nelle mattonelle a pavimento, si comprimono nella rotazione per la forza peso e producono energia. Il problema è capire quanta!!!

  8. Secondo me è come quando si provava il gasolio nelle auto sportive, finchè non è venuto fuori che il motore a gasolio è migliore di quello a benzina.
    Ora se c’è gente che ti può mettere il piezoelettrico nelle scarpe da ginnastica per ricaricarti il cellulare o se ti fanno le mattonelle che passandoci sopra alimentano l’illuminazione, qualcuno ci arriverà a produrre energia mentre la ruota gira permettendo l’uso di batterie piccole e intercambiabili come fanno già alcuni scooters.

  9. In linea di principio concordo che l’auto più ha il pacco batteria piccolo e più è sostenibile infatti ho acquistato una M3 SR+ appunto per il pacco batteria non eccessivo abbinato ad un efficienza superiore alla media che consente di avere comunque un autonomia più che abbondante per la vita quotidiana….
    Però è anche vero che le case costruttrici producono ciò che sanno si vuole acquistare e quabdo si parla di auto elettriche al. Etto degli slogan ecologisti un auto con autonomia di 250 km raramente si è disposti a prenderla anche solo in considerazione…. ed attualmente dare ad una city car un autonomia maggiore è al di sopra delle capacità di tutti i costruttori europei che rispetto a Tesla in termini di efficienza sono indietro almeno di 5 anni (anche Tesla ancora ha difficoltàa poter dare ad un utilitaria un autonomia ritenuta sufficiente infatti la cosiddetta Model 2 tarda ad arrivare quindi figuriamoci se ci puòriuscire che èanni indietro a loro…)
    Quindi non essendo in grado di raggiungere quello che il .mercato chiede in termini di autonomia minima attraverso l’efficienza non hanno altro modo chr raggiungerla aumentando i pacchi batteria fino ed oltre i 100 kmh….
    è mettere 100 kwh di batteria su di una utilitaria non è fattibile ne dal punto di vista economico (costerebbe troppo) che da quello degli spazzi disponibili essendo un auto decisamente più piccola….

    In ultimo vorrei far notare che la mkda dei suv non è partita con le auto elettriche ma ormai sono anni che gli acquirenti preferiscono questi bestioni senza senso e cambia poco se sono con motore termico o elettrico… la verità è che oggi un suv lo riesci a vendere mentre un auto più compatta fai più fatica che sia termico o elettrico… quindi io non acaricherei la colpa di questa moda insensata esclusivamente sui costruttori perché loro fanno il loro lavoro e cioè dare alla gente ciò che chiede… io prima mi interrogerei sul perché la gente chiede bestioni di 5 metri perché la verità è questa….

    • Sono anch’io proprietario di una SR+. Concordo in tutto tranne che sui SUV. Il successo non è solo un effetto moda. Più agevole salirci, maggiore comfort di marcia, maggiore visibilità e visione anticipata degli imprevisti, bagagliaio meglio sfruttabile, dimensioni mediamente inferiori. Si la mia M3 è solo pochi centimetri più corta della Velar. Adoro la mia M3 ma se fosse stata un po’ più alta avrei preferito. E se il montante di Sx fosse stato meno ingombrante meglio ancora.

  10. Quando, da campano, ho letto “ha un pacco esagerato” … già ho immaginato le battutine sul “pacchettino”, “pacco enorme”, “non conta la dimensione ma quanto dura il pacco” … “Quando il mio pacco era giovane durava di più”… È per ridere eh

  11. Le auto piccole diventano economiche solo con pacco di batterie leasing standard che diventa piccolo se si abbina a due ruote che oltre all’attrito producono anche energia mentre ruotano.
    Sembra che Nessuno lavora in questa direzione.
    Raffaele

        • Non è moto perpetuo, la differenza la fanno gli attriti ma se la la forza peso ti aiuta a recuperare il 20 o il 50% aiuta.
          Se metti il tuo piede sotto la ruota il dolore che senti ti può aiutare a capire che c’è energia utilizzata male.

          • Quella non è energia ma una forza, quella di gravità
            Quello che propone è interessante, tuttavia con il sistema piezoelettrico nelle ruote l’auto spenderà più energia per vincere il maggiore attrito e il peso maggiorato rispetto a quella prodotta
            Diverso è il caso dei gradini della metropolitana, che comunque producono quantità di energia irrisorie e richiedono un flusso di migliaia di persone

  12. Mi sembra che l’idea di auto grandi con batterie, sia contrario all’idea di auto ecologiche e sostenibili,concordo con il direttore e aggiungo che se l’indirizzo delle case automobilistiche è questo vuol dire non avere capito niente.

  13. Esattamente ma loro pensano al business e più è alto il segmento più guadagnano a loro interessa meno diffondere la mobilità elettrica. Ci vorrebbero auto di segmento a/b in grandi numeri ed a prezzi ragionevoli!

  14. Giusto, giusto, sensato e razionale. Una volta avevano fatto una legge che tassava le auto in base alla la lunghezza, forse dovrebbero riattivarla. Ci lamentiamo giustamente delle grandi navi a Venezia e poi giriamo con dei camion in città costruite per i carretti.

    • Come ho già avuto modo di accennare si tratta di mettere nelle ruote libere dei pistoncini elettrici, piezoelettrici o idraulici che , come nelle mattonelle a pavimento, si comprimono nella rotazione per la forza peso e producono energia. Il problema è capire quanta!!!

    • Concordo, quando sono sceso a Roma ho noleggiato quel confetto della Zoe, dovevo arrivare da Roma a Zagarolo, e fin lì più che bene, e anzi ho riportato la macchina con il 50% di carica residua, però incuriosito volevo vedere in caso dove potevo ricaricare l’auto, e con estrema delusione mi sono accorto che non esiste una colonnina nel raggio di 20km da zagarolo, in quelle zone se uno si compra l’auto elettrica vivrà molto male la situazione.

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