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Cara Toyota, sull’elettrico sbagli di grosso. Firmato RSE

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La Polestar 2: il bilancio delle emissioni di questa EV è uno dei casi presi in esame da RSE

Cara Toyota, sull’elettrico sbagli di grosso: dura presa di posizione di RSE- Ricerca Sistema Energetico sull’ostracismo della Casa giapponese all’auto a batterie.

Cara Toyota, come si può ancora discutere i vantaggi delle auto a batterie?

Premessa: RSE non è una società di parte. È un ente di ricerca controllato dal Gestore dei Servizi Energetici, per lo sviluppo di progetti strategici nazionali nel settore elettro-energetico. La sua posizione sulle dichiarazionidel Ceo di Toyota, Akio Toyoda, è netta fin dal titolo della dichiarazione: “Sorprende che ancora oggi vengano esposti dubbi sui vantaggi ambientali dei veicoli elettrici rispetto a quelli tradizionali”.

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Akio Toyoda, presidente del gruppo Toyota.

La nota continua alzando il tiro: “È un’affermazione che ricorda quella che in passato aveva fatto Sergio Marchionne in qualità di CEO di FCA. E che, sorprendentemente, anche se in forma più attenuata, era stata ripresa di recente anche da case che producono esclusivamente auto elettriche come Rimac e Polestar. In particolare Polestar, con uno studio di Analisi di Ciclo di Vita (LCA), aveva molto ridimensionato i vantaggi ambientali delle (proprie) auto elettriche rispetto a quelle a combustione interna (Volvo)“.

Cara Toyota, esistono tantissimi studi…

Come stanno le cose, dunque, secondo RSE?. La premessa è che “i veicoli elettrici non sono la panacea di tutti i mali e possono dare solo un contributo alla riduzione degli impatti ambientali dei trasporti“. Tuttavia “sorprende che ancora oggi vengano esposti dubbi sui vantaggi ambientali dei veicoli elettrici rispetto a quelli tradizionali. cara ToyotaInfatti non solo RSE, per l’Italia, ha pubblicato diversi lavori sui vantaggi dei veicoli elettrici… Ma anche la stessa Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato nel 2018 una rassegna di letteratura su studi LCA di auto elettriche. Evidenziandone i vantaggi per la riduzione delle emissioni climalteranti del trasporto privato. Spiace ribadire che molti studi, pur se molto approfonditi, giungono a conclusioni fuorvianti perché partono da ipotesi poco corrette“.

L’abbaglio preso da Polestar nel misurare le emissioni

RSE si riferisce in particolare a uno studio di Polestar, Casa auto che fa riferimento alla Volvo, nel quale di ridimensionavano i vantaggi dell’elettrico. RSE fa notare anzitutto che lo studio confronta un’auto elettrica con una a benzina che ha circa la metà della potenza. Ma anche tralasciando questo aspetto “RSE ha dimostrato che basta “correggere” lo studio considerando che le auto vengano prodotte nello stesso posto, i consumi reali delle auto e il mix energetico italiano per la ricarica perché le emissioni climalteranti del veicolo elettrico siano circa la metà di quello benzina. E perché break-even point delle emissioni climalteranti scenda dai 50.000 km presentati da Polestar a meno di 20.000″.

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Per una corretta LCA comparativa tra diversi tipi di veicoli”, prosegue RSE, “è importante tenere ben presente, e valutare con cura, quali sono i parametri che influenzano l’analisi. E quindi, in definitiva, il confronto stesso”.

I cinque veri parametri a cui fare riferimento

I principali tra questi parametri, secondo RSE,  sono:

  • il mix di fonti energetiche utilizzate per produrre l’energia che ricarica le batterie (ma anche il mix energetico usato per produrre le auto);
  • la confrontabilità dei veicoli, ovvero considerare sempre auto che per prestazioni, potenza, comfort siano quanto più simili possibile;
  • la stima dei consumi energetici durante l’uso deve essere quanto più vicino possibile ai consumi reali. Evitando di utilizzare i dati rilevati nei cicli di omologazione, che sottostimano i consumi reali, specie per le auto a combustione interna;
  •  la vita dei veicoli e delle batterie. Considerare vite dei veicoli irrealisticamente brevi vuol dire implicitamente sfavorire il veicolo elettrico, che concentra i suoi impatti nella produzione del veicolo;
  • le emissioni di CO2eq legate alla produzione delle batterie, spesso sovrastimata. Sia perché presuppone una produzione solo cinese (o in altri contesti ad alta intensità carbonica del mix energetico), sia perché riferita a studi datati.

È il Giappone poco virtuoso nel produrre energia

Che cosa ha dimostrato dunque RSE, considerando tutti questi fattori (come il fatto ad  la produzione di energia elettrica in Italia proviene per il 37% da fonti rinnovabile)? “Non solo dal punto di vista delle emissioni climalteranti, ma anche degli inquinanti atmosferici, le auto elettriche risultano avere esternalità ambientali inferiori ad omologhe tradizionali”.

Cara Toyota
Confronto tra emissioni atmosferiche di una Golf elettrica (versione 2017) Diesel (2.0 l) e Benzina (1.8 l). Tratto da Girardi, Pierpaolo, Cristina Brambilla, and Giulio Mela. “Life Cycle Air Emissions External Costs Assessment for comparing Electric and traditional passenger cars.” Integrated environmental assessment and management

Certo la situazione del Giappone cui si riferiva Toyoda, ricorda RSE, “è ben diversa. Essendo caratterizzata da un mix elettrico dove le rinnovabili contribuiscono per circa il 20%. E dove il 30% dell’energia elettrica è prodotta da centrali a carbone... Un tale mix di produzione elettrica riduce in effetti parte dei vantaggi ambientali legati alla diffusione dell’auto elettrica. Ma non arriva ad annullarli, come dimostrato in un recente studio per il caso ben peggiore del mix elettrico polacco“. Cara Toyota…

Problemi sulla rete con un boom di EV? Evitabili…

Infine, un altro dubbio che spesso viene evocato: l’impatto che i veicoli elettrici possono avere sulla rete.Per quanto riguarda la rete di trasmissione (l’alta tensione), i veicoli elettrici in realtà sono visti da molti TSO… come elementi di flessibilità”, spiega RSE. “E quindi come un elemento che può facilitare l’integrazione delle fonti rinnovabili non programmabili previste dalle road-map europee”. E per quanto riguarda le reti di distribuzione, ed in particolare le reti di distribuzione urbane, dove la nuove richiesta di potenza potrebbe generare criticità? “RSE ha dimostrato come esse in Italia non costituirebbero, in generale, il collo di bottiglia per la diffusione dei veicoli elettrici. Avendo la cautela, in caso di scenari spinti di elettrificazione dei trasporti, di adottare modalità “smart” di ricarica. Tramite adeguati meccanismi di remunerazione della flessibilità, dal dynamic pricing al controllo diretto dei carichi da parte del distributore”.

 

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120 COMMENTI

  1. Buongiorno, e grazie mille per il commento/risposta. In effetti i valori annuali darebbero ragione a coloro che hanno risposto in malo modo a Toyoda. Però vorrei aggiungere solo un paio di osservazioni. Credo che Toyoda intendesse proprio quello che intende lei nella sua risposta, ovvero che bisogna andarci piano con la sostituzione del parco macchine dei giapponesi (che sono piuttosto numerosi, se non erro sono il doppio di noi italiani). La seconda osservazione, invece, è puramente intuitiva, e forse grossolana, però la maggior parte dell’utenza ricaricherà l’automobile a fine giornata, quindi nel momento più critico per le rinnovabili, e generando quindi un picco di utilizzo in un ben determinato lasso temporale. In questo senso i valori di consumo annuale o mensile non sono indicativi della capacità di tenuta del sistema elettrico nazionale. Quindi, volendo inquadrare l’intervento di Toyoda su un piano di “attenzione” a quello che si sta facendo, non credo sia così tanto da biasimare. Più che altro bisognerebbe chiedergli se era questo che intendesse oppure no. D’altro canto stride sentire quelle parole dal capo di un’azienda che ha investito così tanto nell’elettrificazione (da cui la mia curiosità). La reazione di RSE mi pare invece un po’ esagerata, e a detta di alcuni che hanno scritto qui anche non proprio precisa. Beh, vedremo se Toyoda avesse ragione a far riflettere sulla questione oppure no. La macchina orami è in moto mi sembra, speriamo non scivoli alla prima curva stretta.
    Grazie ancora e buon proseguimento.

    • La reazione del RSE era circoscritta alla valutazione delle emissioni nell’intero arco di vita. Quanto ai problemi della rete è vero che se tutte le auto elettriche fossero in carica contemporaneamente, la richiesta di picco sarebbe eccessiva. Ma, come detto, le auto sono ferme il 95% del tempo, quindi anche di giorno, nel week end e via dicendo: è impensabile che siano sempre in fase di carica. Molto più spesso saranno con batteria all’80-100%, quindi piena. Non attingerà anergia, ma potrebbe cederne una quota alla rete in caso di necessità. Questo è il senso della tecnologia V2G (vehicle to grid) e V2H (vehicle to home) già in fase di sperimentazione.

    • Storicamente (e ancora oggi) la rete elettrica è sovraccaricata durante le ore diurne quando vede la maggior parte dei carichi industriali ed è scarica durante la notte. Caricare le auto elettriche di notte aiuta ad equilibrare la distribuzione dei carichi elettrici nell’arco della giornata.
      Attualmente per compensare la differenza tra carichi diurni (maggiori) e notturni (minori) le centrali idroelettriche vengono usate di notte per accumulare energia tramite il pompaggio di acqua nei bacini in quota e di giorno fanno l’operazione contraria. Anche andando verso una condizione in cui l’energia fosse prodotta maggiormente tramite energia solare potremmo sempre usare le centrali elettriche per fare l’operazione inversa e compensare il carico notturno dovuto alla ricarica delle auto elettriche.

      • Tenga prrsente che nel mix futuro avrà un peso maggiore l’eolico, che in genere produce di più nelle ore notturne e nelle giornate di maltempo, qando il fotovoltaico è quasi nullo.

  2. Buongiorno e scusate, l’intrusione.
    Dopo aver letto tutti i commenti perché l’uscita di Toyoda mi aveva molto incuriosito, sono rimasto un filino deluso.
    Mi sarei aspettato un commento a quello che effettivamente è il nocciolo della questione e ben illustrato dal commento qui di seguito:

    “Claudio Bodoni 6 Gennaio 2021 at 8:23
    Il Presidente di Toyota a solamente detto che che al momento non c’è energia sufficiente per ricaricare un’eventuale boom di auto elettriche.”

    Io purtroppo non so snocciolare numeri perché sono solo un “semplice osservatore”, però mi sembra interessante capire la sostenibilità energetica di un “sistema paese” in cui ogni famiglia cominci a ricaricare un paio di auto elettriche, ogni sacrosanto giorno dell’anno. E non parliamo dei 25W dei telefonini a ricarica rapida.
    Saluti.

    • Buongiorno Roberto. Le do qualche dato oreientativo. Un’auto elettrica consuma mediamente meno di 20 kWh per 100 km. Stiamo larghi e faccimo 20. Ogni auto percorre in un anno mediamente 12.500 km. Quindi 2.500 kWh di consumo di energia all’anno. Un milione di auto elettriche consumerebbero 2,5 miliardi di kWh all’anno cioè 2,5 Terawattora (miliardi di kWh). In Italia sono immatricolate 38 milioni di automobili. Se tutto il parco auto italiano fosse elettrico, quindi, i consumi aggiuntivi sarebbero di 95 TWh. L’attuale consumo di energia elettrica in italia è di circa 320 TWh. Perciò il fabbisogno aumenterebbe del 29% circa. Aggiungo un altro dato. Ogni anno in Italia vengono immatricolate circa 2 milioni di auto (molto meno quest’anno). Se da domani venissero immatricolate solo auto elettriche, ci vorrebbero 20 anni per sostituire l’intero parco auto. Aumentare la produzione elettrica del 29% in vent’anni (o se preferisce aumentarla di 5 TWh all’anno, che equivale all’1,5% del totale) per i prossimi vent’anni, non pare un’impresa impossibile. Infatti nessuno se ne preoccupa. Anche perchè i consumi sono diminuiti di oltre il 10% negli ultimi 15 anni, grazie all’efficientamento energetico. La sfida, piuttosto, è coprire il maggior fabbisogno con fonti rinnovabili e rimpiazzare con fonti rinnovabili quel 60% di energia oggi prodotto da fonti fossili, in gran parte gas naturale. Anche questo è assolutamente possibile, tecnicamente parlando. Però è vero che le fonti rinnovabili non sono programmabili in base alla domanda. E’ necessario realizzare sistemi di stoccaggio per accumularla quando è in eccesso e reimetterla nei momenti di massima richiesta. E’ su questo che si stanno studiando le soluzioni più efficaci. Le batterie delle auto elettriche sono accumulatori di energia: collegate alla rete quando sono in sosta (il 95% della loro intera vita) possono funzionare da stock di riserva. Quindi possono risolvere i problemi della rete, anzichè crearne.

  3. Non sono un troll.

    Le auto elettriche sono semplicemente il comunismo degli anni 2000. Una gran bella idea ma irrealizzabile, le auto di per sé costano una fucilata (anche le cosiddette utilitarie), l’autonomia è imbarazzante e la rete di ricarica è inesistente (leggasi la storia dei ricconi inglesi con la Porsche Taycan).

    Ad alcuni può far male leggere le mie parole, ma il futuro è rappresentato dai carburanti sintetici a zero emissioni e ad un eventuale utilizzo dell’idrogeno

    Saluti.

    • Forse lei non è un troll ma è sicuramente male informato. Perciò le sue parole non ci fanno nessuna impressione. Al bar le sentiano ogni giorno; poi in strada vediamo le auto elettriche triplicare ogni anno.

    • No Stopt, non si preoccupi proprio. E’ evidente che lei non abbia la minima idea di ciò di cui scrive. Pertanto non fa male leggere le sue parole. E’ solo un gran peccato, per lei.

    • Leggere quelle parole fa male perché sono quelle che leggo anche da parte dei soliti noti, l’ultima volta da Unione Petrolifera, che hanno tutto l’interesse a disinformare.
      La proposta di utilizzare i combustibili sintetici nelle auto è l’ultimo gesto estremo di un’intera industria che cerca di coccolare i propri clienti facendo credere che le cose continueranno a funzionare come hanno funzionato nell’ultimo secolo.
      Se vogliamo invece essere del tutto onesti, produrre combustibili sintetici è svantaggioso energeticamente, e anche economicamente. Verranno prodotti combustibili sintetici per diverse applicazioni, dove saranno effettivamente più indicati che in altre situazioni: per fare alcuni esempi e per capirci meglio potrebbero essere vantaggiosamente utilizzati nella gestione delle emergenze (perché si potrebbe operare in zone non più raggiunte dall’elettricità), nei sistemi di backup/gruppi elettrogeni, per usi militari, nel navale a lunga percorrenza, e nell’aviazione.
      Di sicuro non avranno granché senso nel settore dei trasporti terrestri e cioè auto, bus, camion, treni, dove le batterie sono e saranno sempre più economiche.
      Se non ci credete non è un problema, compratevi sereni le vostre auto a combustibile e godetevi l’aumento dei prezzi e delle tasse sui carburanti, fossili o sintetici, in arrivo nei prossimi anni.

  4. Quanto hai ragione! Ho fatto intervenire qualche volta i vigili contro i 50-ini smarmittati, ma con scarsi risultati. D’estate specialmente sono il mio incubo 🙁

  5. Sembra che l’inquinamento acustico do motori e motorini termici non interessi a nessuno come gli odori dei gas di scarico. Anche se la CO2 prodotta fosse alla pari tra BEV e ICE, con i primi miglioreremmo la qualità della vita in città. Non mi sembra poco. Detto questo ritengo che oggi una mild hybrid plug-in sia il giusto compromesso con le attuali tecnologie e infrastrutture. Tra 5 anni credo sarà diverso, tra 15 o 20 anni gli spostamenti saranno su auto a guida autonoma on demand. Considerato che solo il 15% del parco auto è circolante, ci saranno anche molte meno auto parcheggiate che occupano spazio. Nel frattempo sapremo se la fusione nucleare è davvero fattibile (vedere ITER). Non mi sembra un futuro da condannare e sono tempi compatibili con la velocità dei cambiamenti socio-economici attuali che sono molto più veloci di quello che pensiamo. Per i posti di lavoro andate a leggere cosa sta facendo la Slovacchia che ha la maggior densità di auto prodotte per abitante.

  6. Avevo evitato appositamente il riferimento diretto, ma su esplicita richiesta… sono una Ford e una Mini, sulla prima ho informazioni quotidiane sulla seconda ne parlavo giusto oggi con un mio cliente, che l’ha dovuta mandare a Livorno dove la stanno “curando”.
    Comunque non sono segreti, basta cercare ad esempio: “Richiamo per le Kuga plug-in hybrid”.

  7. La mia posizione è di curiosità verso l’elettrico, ma prudente, mi sforzo nel quotidiano di avere comportamenti ecologicamente corretti ma anche economicamente sostenibili, ad esempio da anni ho abbandonato l’auto nel tragitto casa-lavoro, preferendo le 2 ruote (bici o moto) estate e inverno. Diciamo che ho imparato a mie spese a diffidare dal Marketing mosso da enormi interessi finanziari, spesso la sostanza è diversa da come te la vendono. E non voglio neppure essere Beta tester e pagare pure profumatamente per esserlo. Ho due amici che hanno acquistato auto con la spina ma non possono ricaricarla perché rischiano di andare a fuoco, pagate circa 40.000 € (+ incentivo dello stato, ovvero soldi della collettività), uno dei 2 aspetta da 5 mesi il richiamo per la sostituzione della batteria. L’auto elettrica potrei valutarla come seconda auto, ma servono 10.000 € di soldi pubblici per renderle appetibili. Quindi innovazione si, ma cercando la giusta misura, senza farsi trascinare da promesse e mode del momento.

  8. Ricordo che circa vent’anni fa il gasolio era stato sdoganato e rapidamente si diffuse anche sulle utilitarie, il ritornello era più o meno questo… “con le moderne tecnologie siamo riusciti a rendere pulito il diesel, ora inquina meno del benzina”, ero giovane e ci sono cascato, 3 auto a gasolio di fila, da nuove ok ma dopo un po’ cominciavano a puzzare, qualcosa non tornava, il Diesel Gate ha rivelato il trucco che ormai era chiaro a tutti. Con l’elettrico tra 10 anni potrebbe succedere lo stesso? Tutta questa fretta di spingere sulle auto elettriche è un pericolo assoluto, non voglio essere estremista ne dell’elettrico ne del motore a scoppio, cerco la giusta misura e in questo momento e per i prossimi 10 anni l’auto elettrica non può essere la scelta prioritaria. Trovo interessanti e facilmente applicabili le soluzioni di micro ibrido, ad esempio mi piacerebbe vedere una Panda o una 500X ibride+Metano di serie, questa si che sarebbero evoluzioni sostenibili e che si venderebbero senza bisogno di incentivi.

    • Con l’elettrico non può esserci il trucco non avendo neppure il tubo di scarico. Così come i pannelli solari e le turbine eoliche non hanno il tubo di scarico. Questo ovviamente non significa che siano a impatto zero, ma se non altro non emettono gas velenosi in atmosfera.
      In ogni caso, si tratta di scegliere tra innovazione e l’obsolescenza: la vita è fatta di rischi e se ti senti più tranquillo a investire sulla seconda dovrai comunque essere pronto ad accettarne le conseguenze.

  9. In questo momento sto aspettando che mi venga consegnata la nuova auto, naturalmente bev, e ho calcolato che con i 2000kwh annuali che non autoconsumo in casa potrò percorrere circa 10000 km anno a gratis in faccia a cina e arabia

  10. Un punto che non viene molto citato per cui è necessario svincolarsi dal fossile a favore delle rinnovabili, ma secondo me importante, e che non compare nel confronto elettrico-fossile è che togliendo il potere di ricatto di certi paesi, si riduranno i conflitti nel mondo.

    • Quello che mi fa più paura dell’elettrico è che si conceda ancora più potere di ricatto alla Cina, che si aggunge a quello che ha già (decisamente troppo, vedi Taiwan ed Hong Kong).
      Non che L’Arabia Saudita e gli UAE siano dei santi…

      • Davide, ma dipendenti dalla Cina per cosa? Siamo noi con le nostre politiche di outsourcing e globalizzazione che abbiamo dato la possibilità alla Cina di essere quello che è oggi. E siamo noi che non vogliamo produrre batterie a abbiamo deciso di dipendere dalle loro produzioni.
        Intanto la Cina sta facendo contratti in tutto il mondo per garantirsi gli approvvigionamenti delle materie prime mentre noi restiamo ancorati all’idea che il petrolio sia ancora l’oro nero. Di fatto ci stiamo condannando all’oblio da soli.

        • Purtroppo cambiare la strategia geopolitica dell’occidente non si fa dall’oggi al domani. E’ un fatto che i cinesi si sono letteralmente impossessati della maggior parte delle materie prime necessarie alla costruzione di batterie e circuiteria integrata presenti sulla terra.
          L’unica speranza dell’occidente è il riciclo (ma la vedo dura, vedendo ancora oggi cumuli di rifiuti speciali accantonati lungo le nostre strade), una volta che queste nuove tecnologie si saranno diffuse, ma allora l’economia cinese sarà comunque saldamente sul tetto del mondo ANCHE grazie alla nostra miopia, il che potrebbe essere un problema, per noialtri, vista la loro scarsa tolleranza verso chi non è in linea con le loro idee (non esagero, quando dico che l’ideologia statale dei cinesi mi ricorda quella tedesca di 90 anni fa).

    • Marco, a parte il termine offensivo, la tecnologia ibrida non è affatto una cattiva tecnologia. Al contrario è un’ottima tecnologia soprattutto se rapportata ai tempi in cui è stata introdotta (la prima Prius di serie è datata 1997 se la memoria non mi inganna). Il fatto è che dalla sua introduzione sono passati già 23 anni e, nonostante i miglioramenti apportati, molte cose sono cambiate sul fronte delle batterie che ci permettono ad oggi di fare cose che non si sarebbero potute fare nei primi anni del 2000. Semplicemente le tecnologie evolvono ed è importante utilizzarle considerandone pregi e difetti. L’errore di Toyota, a mio modesto avviso, è stato di fare il passo più lungo della gamba con l’idrogeno rimanendo arroccata su convinzioni datate sulle batterie. Sempre secondo il mio modesto parere, il voler fare affidamento sulle batterie allo stato solido mi pare un azzardo, anche se sicuramente hanno informazioni sul loro sviluppo migliori delle mie, che sono quelle pubblicamente disponibili. Comunque se saranno in grado di uscire in tempi brevi con batterie dalle prestazioni superiori, sarà certamente un guadagno per tutti.

  11. Mi scuso in anticipo con la redazione, ma trovo molto buffo cercare di giustificare (anche con dati obbiettivamente fondati) l’incidenza dei dati italiani rispetto ai dati di Toyota. Dal vostro dibattito sembra che i mercati interessati siano l’ Italia e il Giappone. Dato che L’Italia è più ecologica allora lo è anhe il resto del mondo a differenza del Giappone.
    Toyota è la prima o seconda casa automobilistica al mondo, credo che produrranno qualcosina anche fuori dal Giappone..
    Pensate all’India ,Cina, Stati Uniti.. quelli sono stati che fanno numeri..
    La svolta poi non è solo di tipo ambientalista, ma anche socio economica.Cambiare significa perdere tantissimi posti di lavoro : l’indotto della componentistica, della manutenzione, le stazioni di servizio, e la mitigazione delle accise che alzerà il prezzo anche dell’energia di casa sono pensieri seri e complessi. Il discorso di Toyota era in buona parte rivolto a questi aspetti, ma mi sembra siano stati omessi. Detto questo io tifo per l’auto elettrica, ma con una certa paura per il lavoro che mancherà, e spero anche in batterie più sostenibili , sicure e performanti.

    • Preoccupazioni vere e legittime, io lavoro per l’atuomotive. Ma che arrivi un nuovo sitema di mobilità, elettrico, idrogeno o chissà cosa altro, sarà un passaggio da gestire al meglio. Continuiare col termico non sarà possibile, e l’elettrico è la prima opzione sostenibile e applicabile che si sta presentando nel tempo. Ogni innovazione avvenuta si è trovata gli stessi problemi sociali di occupazione.

  12. Ho letto con interesse tutti i commenti. Voglio solo aggiungere una considerazione: occorre tenere conto dei costi nella rottamazione e dell’ inquinamento che ne consegue. Forse prima di correre a comprare una elettrica nuova per inquinare meno è meglio portare alla fine la propria vettura, per quanto fonte di CO2 ecc ecc

    • Nessuno dice che devi buttare la tua auto perfettamente funzionante.
      Solo, quando sei in procinto di cambiarla, guardati intorno, fai dei test, e potresti essere positivamente colpito da una tecnologia che prima non avevi mai preso in considerazione.
      Quanti etichettarono i primi smartphone come giocattoli per ricchi? Guardate che telefoni abbiamo ora e dove e come è finita Nokia…

      • Concordo, e soprattutto non soffermiamoci al sentito dire perché come si evince facilmente leggendo molti commenti, la quantità di informazioni sbagliate o distorte che ci propinano i media generalisti, e purtroppo anche alcuni prezzolati di settore, è immensa.

  13. Leggo tanti commenti di persone che si proccupano su come viene estratto il litio, e i maletalli per la fabbricazione di batterie per le auto elettriche! Vorrei precisare un paio di punti!
    Punto primo é da oltre 30 anni che si producono batterie litio per svariati usi dai cell, ai pc, alle cuffie, ecc… E nessuno si é mai preccopato di come e dove venivano prodotte le batterie! Quindi prima si fare gli ecologisti sulle batterie a litio per le auto, fatelo anche per quelle nelle tasche dei vostri pantaloni! Punto secondo non metto indubbio che estrarre materie prime si produce co2 o danni ambientali, ma vorrei soffermarmi su un concetto, quanto dura una batteria per auto? Quanto dura un litro di benzia? Una batteria di un auto sono garantite per 8 anni però la sua vita utile considerando anche una seconda vita come accumolatore residenziale é di 20 anni o più! Quindi la co2 prodotta va distribuita in 20 anni di vita! Quella della benzina o diesel é a confronto istantanea perche un litro di carburante una volta utilizzato é finito non si può ribruciare!
    Lo so molti mi diranno che é un paragone inutile in quanto non si possono paragonare le arance con le mele! Ma era solo per farvi riflettere! Sul fatto che si si inquina per produrre quella batteria per quel auto! Ma una volta prodotta quel auto per 10/15 anni inquina sempre meno ogni anno che passa perché l’energie rinnovabili stanno aumentato anno dopo anno! Un auto a benzina inquina ora che e stata prodotta e per ogni km percorso e con gli anni inquinera sempre di più perché il morore perde efficinza con l’usura! E perché estrarre petrolio sarà sempre più difficile e costoso sia in termini ambintali che economici!

    • Grazie Andrea per le tue precisazioni, purtroppo la schizofrenia dilagante sulle auto elettriche ha raggiunto apici al limite del grottesco.
      La famosa frase attribuita a Gandhi “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.” è alla terza fase già da un po’ di tempo. Sono convinto che la quarta fase sia vicina.

    • Andrea ottimo spunto, in effetti é vero che non ci si sofferma mai su questo aspetto.. una batteria di un auto elettrica una volta prodotta non inquina più (x lo smaltimento già abbiamo parlato su che usa verrà fatto).. e lenergia arriva direttamnete nele serbatoio, attraverso la rete elettrica .. mentre un motore termico viene alimentato tramite estrazioni petrolifere e trasporti in continuazione per tutto l’arco del ciclo di vita dell’auto.
      Altra cosa da tenere in considerazione come giustamente detto che anche a parità di Co2 emesse é sempre e comunque da preferire l’auto elettrica che almeno non avvelena oi e i nistri figli mentre respiriamo, città più vivibili..
      Mi domando se gli amanti dei motori termici respirano anche loro, e i loro figli..

  14. Non è una questione di tifo ma una questione di enormi interessi. Aziende leader nei motori termici, si sono trovate in difficoltà con i nuovi parametri di emissioni, ma vorrebbero continuare a poter vendere il loro prodotto. Demonizzare ogni innovazione per difendere il proprio mercato, penso sia sbagliato. Tutti stanno invstendo nella mobilià elettrica, anche chi a parole dice di non crederci,.. questo fa pensare. Sono un modesto operaio di una azienda di automotive che fornisce case costruttrici con pezzi di primo montaggio. Ho visto cambiare i prodotti nel tempo, verso uno sviluppo che consentisse un consumo minore di energia/inquinqmento negli ultimi anni. Peso che adesso, investire sul motore termico per renderlo più pulito/eco sostenibile, sia una follia. Forse l’unico sistema, sarebbe un carburante miracoloso con impatto ambientale minimo. L’elettrico sarà la mobilità del prossimo futuro, prima che questa cambi forma e mentalità. Non più auto personali ma mobilità collettiva.

    • Aggiungiamo pure che da un punto di vista squisitamente ingegneristico il motore elettrico è una gioia rispetto a quello termico per compattezza, peso, numero irrisorio di componenti, assenza di fluidi, parti in movimento, manutenzione e potrei andare avanti.

      • Qualche mese fa ho provato una Volkswagen E-UP. Più che la macchina in sè, la semplicità costruttiva e la coppia di spunto del motore elettrico mi ha convinto che deve essere presa in considerazione un’elettrica, quando morirà la mia vecchia Fiat Punto (spero più in là possibile, visti i prezzi attuali).

  15. Ai neo ecologisti vorrei chiedere se si preoccupano di come vengono riciclate le batterie al litio dei loro giocattoli palmari che tendenzialmente finiscono nel cassetto ogni due o tre anni

    • La stessa domanda vorrei girarla agli irriducibili dell’auto termica, ossessionati dal dilemma di come si smaltiranno le letali batterie delle auto elettriche.

      • Appunto….considerando che le batterie di un’auto elettrica hanno un ciclo di vita sicuramente più lungo e una gestione certamente più normata

    • Finché restano nel cassetto non c’è problema, poi occorre informarsi: https://raccoltaraee.it/
      In ogni caso, l’automobile è un caso più fortunato rispetto alle IOT, che potenzialmente finiscono nell’indifferenziata (molto dipende dalla collaborazione delle persone) perché essendo un bene registrato la tracciabilità fino al suo smaltimento è molto più controllata, quindi al netto delle truffe sulle batterie per auto possiamo stare molto più tranquilli.
      Concordo con Massimo sull’ossessione su questo aspetto che non è particolarmente critico per la mobilità elettrica: vorrei concentrarmi sui problemi reali invece di inventarne alla bisogna.

  16. Molto grossolanamente: intanto il 40% è da rinnovabili e quindi già così l’elettrico si porta avanti. Del restante 60%: per il CO2 meglio bruciare derivati del petrolio in poche centrali controllate, aggiornate e ad alta efficienza piuttosto che in milioni di piccole caldaie sparse per le strade. Idem per gli NOx: indiscutibilmente meglio se emessi da una singola centrale presidiata e distanziata piuttosto che da milioni di tubi di scappamento sotto il nostro naso magari tra le stradine strette delle nostre città. Non sono un tifoso, scrivo solo per capire perché molti preferiscono continuare a bruciare benzina nelle auto piuttosto che nele centrali.

    • Appunto…. poi si attaccano a sta cosa dei minerali , perché il greggio lo prendono che sgorga da fonti spontanee? Le trivellazioni in mare terra, il fracking che inquina le falde acquifere? Le navi cisterne per trasportare giornalmente decine di migliaia di tonnellate di petrolio? I minerali delle batterie e il silicio, rame e gli altri minerali per le tecnologie rinnovabili sono riciclabili.

  17. Sono stupito dal fatto che il paniere energetico italiano sia costituito dal 37% di fonti rinnovabili (pensavo molto meno).
    Qualcuno puó postare una fonte a riguardo?

  18. Sinceramente mi sembra che si stia cercando di ingarbugliare le cose . Quando è uscita la dichiarazione del presidente Toyota l’ho letta , e le sue affermazioni riguardavano le tempistiche con cui il Giappone vuole arrivare alla completa elettrificazione dei veicoli , in quanto mancano le infrastrutture , i sistemi di produzione di energia elettrica , i sistemi di smaltimento e quant’altro , tutte cose che andrebbero a aumentare velocemente e negativamente sull’ambiente andando a inficiare quello che potrebbe essere il vantaggio in quanto a emissioni

    • Ha perfettamente ragione. Come abbiamo scritto, la prima frase proninciata da Tyoda è stata: “L’auto elettrica è il futuro”. Poi ha analizzato i problemi che lei cita, relativamente alla situazione del Giappone, che è molto diversa da quella europea. Però non può negare, Roberto, che le sue parole siano state forzate e strumentalizzate dalla stampa elettroscettica per alimentare un precisa campagna mediatica pro termico. E per far credere all’opinione pubblica che le BEV siano più inquinanti delle ICE. Il che è vero solo alle condizioni più estreme e inverosimili. Questo ha voluto puntualizzare l’analisi del RSE.

  19. Il Presidente di Toyota a solamente detto che che al momento non c’è energia sufficente per ricaricare un’eventuale boom di auto elettriche.

  20. L:auto a combustione usa petrolio che consuma energia per essere estratto, trasportato, raffinato. petrolio che bruciando immette calore nell’ambiente, produce co2 che genera effetto serra, inquinamento da polveri sottili micidiale per la salute ed altre sostanze inquinanti. Il tutto per lo più nelle città. Ed ha un rendimento se va bene del 40%. L’auto elettrica ha un rendimento del 90% quindi scalda pochissimo, non emette direttamente inquinanti ne co2, certo usa elettricità che potrebbe ancora derivare da combustione ma nelle centrali il rendimento è molto più alto gli inquinanti possono essere abbattuti e di solito non sono in città, per finire il mix è sempre più verso fonti rinnovabili. E volendo si possono mettere a casa propria dei pannelli fotovoltaici come ho fatto io.

  21. Sta diventando divertente.
    Guelfi e ghibellini, atei e credenti, dieselisti ed elettrici.
    Mio figlio di 14anni dice che è tutto un trucco dei tedeschi. Hanno falsato le centraline proprio per forzare il passaggio all’elettrico. Tesla è, per adesso, un giocattolo per bambini ricchi: non capisco il senso di spendere 1000€ in un iPhone, come posso capire un battery phone con le ruote da 60.000€? Forse Apple farà di meglio: iCar Pro a 90.000€!
    Non so se è più ridicola una Taycan da 190.000€ con autonomia di 350(?)km o una 500 da 35.000€ con 250.
    Gli incentivi? Una cagata pazzesca! Io non ho alcuna voglia di pagare tasse per aiutare chi compra questi giocattoli costosi. La tecnologia delle auto elettriche non è ancora pronta per il grande pubblico. Un aspetto che pochi considerano è che se la giostra del petrolio si ferma troppo in fretta saranno guai grossi per i paesi esportatori. Pensare che dei burocrati a Bruxelles decidano che dobbiamo cambiare auto per legge mi fa un tantino incazzare. Detto questo, aspetto con impazienza la Ami di Citroen. Perfetta come carrello per andare a fare la spesa al centro commerciale. Due anni fa, ad un evento sulla mobilità elettrica al circuito di Imola, ho chiesto ad un commerciale di Tesla Italia perché i costruttori di auto elettriche non si accordassero su uno standard per la sostituzione veloce del pacco batterie. Rispose in politichese, cioè senza dire nulla. Ieri ho letto di un’auto cinese, Nio EV, che promette 800km di autonomia e la sostituzione rapida delle batterie. E si, sembra che sia più facile produrre car-phone che sei cilindri a V… Cosa faranno i geni di Bruxelles quando, fra 4/5 anni i cinesi ci invaderanno con le loro auto elettriche? Una nuova Weimar? La storia ci racconta come finì la corsa, la macchina deviata lungo una linea morta…

    At salut!

    • L’iCar Pro a 90.000€ te la copia, è troppo bella come battuta. La sostituzione del pacco batterie è un po’ un problema perché le batterie sono in continua evoluzione (a partire da quelle di Tesla, iCar Pro e Mercedes, che già vende autobus con batterie a stato solido). Se avessero fatto 5 anni fa uno standard per la “sostituzione rapida” l’avrebbero implementato con la tecnologia dell’epoca, obsoleta. Non solo, alla fine tutte le elettriche sarebbero state uguali, con la batteria montata più o meno nel solito posto e prestazioni equivalenti (eh già perché nel mondo dell’elettrico l’autonomia rientra nel concetto di “prestazione”). Per quanto riguarda gli europei, sono già intervenuti mesi fa: hanno deciso che impediranno o ostacoleranno l’import di cinesi ed americani con la scusa (o col valido motivo?) che vogliono supervisionare sullo smantellamento e la costruzione delle batterie (con la scusa, così, tutelano il mercato interno e mantengono i prezzi premium dei nostri costruttori-cartellisti). Certo, non è un provvedimento attivo da oggi, ma la direzione intrapresa è delineata …

    • Diego, faccia attenzione a non aver voglia di pagare le tasse.
      Anche altri potrebbero non aver voglia di pagarle per malattie tumorali evitabili.

  22. quello che nessuno dice è che il motore a combustione ha un rendimento del 15% medio per il benzina e 20% diesel
    un motore elettrico converte il 95% dell energia chimica in energia meccanica.
    una centrale a gas di ultima generazione ha un rendimento del 60%. la maggior parte dell energia fossile è prodotta almeno in Italia dal gas. questo ha un grosso effetto leva che recupera nel tempo le iniziali emissioni maggiori del la elettrica. senza considerare il recupero in frenata dell energia ed il fatto che un motore termico deve arrivare a temperatura per avere la massima efficienza. dimenticavo che anche i catalizzatori sono fatti con metalli rari

    • Come quelli della batteria i metalli rari.
      I metalli rari si prendono dalla terra e dalle miniere andando a sfruttare la gente poveretta del posto. Io ricordo che il meccanico della Toyota che è un mio amico 4 anni fa mi disse che il gruppo elettrogeno di un’auto ibrida usata da rottamare o incidentata le portano in un magazzino perché non ci sono leggi per lo smaltimento…. bella roba allora.

    • cuccitel se mia nonna avesse 3 denti allora sarebbe una forchetta. Mi spiace, ma i conti non si fanno così. Il conto si fa in modo esatto, considerando le CO2 nell’intero ciclo di vita. Si parte dall’estrazione del litio che non è qui in Italia o nei verdi boschi della Norvegia ma in SudAmerica e in Africa dove la corrente non è prodotta con gentili pale eoliche ma nel modo più inquinante possibile. Serve tanta acqua, tantissima energia per tirare fuori quelle terre rare. Poi le batterie, ad oggi, sono prodotte ancora tutte in Cina e anche lì il mix energetico è pessimo. Poi arriviamo all’Europa dove altra CO2 è generata per ricavare l’elettricità necessaria per i rifornimenti: questa quota è minoritaria, certo, ma comunque c’è. Se anche sparisse del tutto, il resto della CO2 sarebbe comunque molto elevato.

      Un’auto come l’ultima Nio con batteria da 150 kw, anche se ricaricasse sempre gratis (ovvero con la corrente regalata dagli alieni o da Dio e quindi a 0 emissioni di co2) emette più CO2 di una Citroen c3 BlueHdi, una banale diesel euro 6.

      I costruttori hanno capito che le elettriche generano ansia da ricarica e puntano sui modelli con batterie più grandi e quindi più inquinanti. La ID3 più venduta in Europa è quella con la batteria più grande, da 58 kw. E in futuro saranno ancora più grandi, perché le elettriche con microbatteria non le vuole nessuno (o solo i paesi più poveri, quelli ricchi pretendono autonomie elevate).

      • Enzo ti avevo già corretto, e continui a ripeterlo, non è vero che le batterie sono tutte prodotte in Cina, e non è vero che le batterie al litio contengono terre rare: se vuoi muovere delle critiche cerca di farlo in modo corretto e non in modo fazioso. Grazie per la comprensione.

      • Buona sera Enzo,
        sono d’accordo con lei, quando dice che (purtroppo, aggiungo io) le elettriche con batterie più piccole non le vuole quasi nessuno. Tutti puntano ad auto elettriche da poter utilizzare come fossero termiche. Questo è il grosso errore che facciamo in tanti. E in questo modo spingiamo i costruttori ad aumentarne l’autonomia.
        Chiediamo auto elettriche ad autonomia estesa perché vogliamo utilizzare le elettriche come se fossero auto termiche. Ma non lo sono.
        E se vogliamo ottimizzare il nostro consumo di energia, dobbiamo tenere conto anche di questo.
        Le chiedo una cortesia, Sig. Enzo. Non nomini invano il Signore. Lo trovo offensivo.
        E, una precisazione: le ID.3 consegnate fino a oggi, sono le 1st, disponibili unicamente con batteria da 58 kWh. ID.3 è ordinabile oggi con batteria da 58 o da 77. Non è ancora a oggi ordinabile con batteria da 45.

      • Guardi che il carburante, l`olio motore non vengono estratti direttamente nelle stazione di rifornimento
        anche i metalli rari dei catalizzatori non vengono estratti in Italia
        Comunque ho solo dato il mio contributo di informazione da valutare sulla bilancia dei pro e dei contro, perche nessuno lo ha scritto
        Lei mi dira sicuro che le centrali vanno anche a carbone
        bene allora il problema non e` non lo si migliora non producendo le elettriche, ma convertendo le centrali da carbone a gas, per esempio, che non necessita di trasporto come il carbone , quando non e` possibile/conveniente usare di meglio.
        Ognuno tragga le conclusioni , io non sto a fare il tifo .

  23. Io credo che anche un bambino possa ridicolizzare le affermazioni di RSE. Trovo assurdo si arrivino a esprimere certi concetti, come pensare che tutta l’energia elettrica per la costruzione di una auto elettrica provenga da mix energetici ottimali (vero, infatti l’Italia pullula si miniere di litio) oppure che si arrivi a voler confrontare una e-golf con una golf vr6 e non con la golf 2.0 TDI oppure che i consumi di una termica siano falsi mentre quelli di una elettrica sia esatti (già, come no …). Se sono queste le controdeduzioni di RSE siamo sull’orlo della farsa, da non crederci. Non so se ridere o piangere, erano queste le controdeduzioni alle dichiarazioni sulle maggiori emissioni di CO2 di Volkswagen e Mercedes? Spero davvero di no…

      • No guardi, la RSE non vende energia. E’ una società privata che testa e certifica tutti i più sofisticati dispositivi elettrici ed elettronici. Perchè non si informa un tantino prima di attaccarsi alla tastiera?

    • Ah, dimenticavo l’altra perla di saggezza, il chilometraggio finale che sarebbe più ampio. Forse RSE dovrebbe provare a leggerli gli studi dei costruttori, visto che sì, sul chilometraggio hanno barato, ma non in difetto bensì in eccesso. Hanno stimato 200000 km quando sia in Italia che in Europa occidentale il chilometraggio effettivo di un ciclo di vita è ben minore. E meno male che i dati di VW e Mercedes che attestano che le loro elettriche inquinano più in una Golf 2.0 TDI sono stati certificati dal TUV.

      Se a parti invertite un lettore di VaiElettrico avesse provato ad argomentare così “pro benzina” sarebbero intervenuti tutti i moderatori contemporaneamente e anche i loro familiari per deriderlo. RSE si permette di addurre motivazioni tutte completamente risibili senza colpo ferire (per carità, per me le argomentazioni meritavano un articolo perché a parlare è una “istituzione”, ma forse far notare la debolezza delle controdeduzioni portate da RSE sarebbe stato meglio). I dati di RSE sono parziali, autocertificati (se la cantano e se la suonano) e ipotetici (l’elettrica inquinerebbe meno se si verificassero queste condizioni …): da un punto di vista scientifico valgono meno di zero, il mondo dei sogni (“se tutti ci mettessimo a dieta, sconfiggeremmo la fame nel mondo”, “se tutti indossassero la mascherina il covid non esisterebbe più”). Se i signori politici che decidono le nostre sorti sono affidati a questi soggetti, è la fine …

      • Enzo, vacci piano con le prese in giro. Come vedi ti lasciamo dilagare a piacimento. Non perchè tu non scriva corbellerie, ma perchè abbiamo cose più serie da fare che correggerle.

  24. Ezio, ecco alcune riflessioni.
    1) Le riserve di fonti di energia non rinnovabile (carbone gas petrolio uranio) fino ad oggi conosciute sono tali da esaurirsi in un periodo dell’ordine di grandezza di 100 anni se l’umanità non passasse a fonti rinnovabili e se continuasse a consumare energia al ritmo attuale.
    2) bruciare carbone, gas e petrolio comporta due problemi: la produzione di Co2 che la gran parte della comunità scientifica ritiene contribuisca all’aumento di temperatura della.terra…L’altro problema è l’inquinamento dell’aria che in Italia si stima sia causa di morte di circa 70.000 persone all’anno.

    Dal punto 1 si capisce che prima o poi dobbiamo per forza convertirci alle energie rinnovabili (principalmente energia solare eolica idroelettrica). Dal punto 2 si capisce che quanto prima lo facciamo tanto meglio è sotto molti aspetti.
    L’umanità ne ha finalmente preso coscienza e si sta muovendo verso le rinnovabili, Europa in primis.
    Si va quindi verso un produzione di energia da fonti rinnovabili
    e la sostituzione di motori termici e caldaie con motori elettrici e pompe di calore ecc .
    3) Come detto nell’articolo, nella rete elettrica dove ci sará sempre più energia da fonti rinnovabili non programmabili, l’utilizzo di sistemi di accumulo di energia sarà di aiuto alla rete e le auto elettriche potranno partecipare al bilanciamento della rete elettrica.
    4) In Italia ci sono circa 38 milioni di auto. Mediamente si acquistano poco meno di 2 milioni di nuove auto all’anno. Vuol dire che se anche da oggi comprassimo solo auto elettriche ci vorrebbero circa 20 anni a cambiarle tutte. La transizione non è quindi una cosa rapida.

    Problemi ce ne saranno: molte produzioni si ridurranno e/o spariranno con perdita di posti di lavoro, l’estrazione dei minerali per le batterie causa e causerà modifiche in alcune parti del mondo. Per contro si svilupperanno nuove produzioni e da un.punto di vista ambientale si andrà senz’altro in meglio.

    • Scusa Enrico ma non capisco davvero dove tu abbia preso queste stime sui combustibili non rinnovabili.
      1) Le riserve note sono molto alte e sono stimate sono molto più alte. Inoltre vi sono fonti di petrolio da fracking veramente enormi.
      2) le auto incidono per una quota non maggioritaria e la produzione di energia elettrica e l’intero ciclo di vita delle batterie continueranno a produrre CO2 ed altri inquinanti.
      3) questo aspetto è tutto da verificare. Tipicamente immagino che i possessori di auto elettriche ricarichi o prevalentemente la notte quando il solare non viene prodotto.
      4) su questo punto concordo.

      L’auto elettrica è sicuramente una delle tecnologie più promettenti per il futuro ma io sarei per un approccio più morbido che lasci la scelta tra diverse tipologie di carburanti tasaando in maniera equa le esternalità negative di ciascun carburante. Il punto vero è che si sta forzando troppo la mano dal punto di vista legislativo per imporre il cambiamento a tappe forzate inventandosi che contino solamente le emissioni del veicolo; questo comporta gioco forza una messa al bando rapida dei motori a combustione interna che producono l’energia all’interno del veicolo e una sovra incentivazione per l’elettrico che immagazzina energia prodotta altrove.
      Un aspetto poco considerato è inoltre il fatto che anche il litio è una risorsa finita (e rara) e non sono del tutto certo che potremmo permetterci di mantenere tutte queste batterie in circolazione. Per questo non dovremmo imporre un tipo di motore ma determinare regole giuste e coerenti che preservino l’ambiente lascino i produttori liberi di fare ricerca nelle tecnologie che riterranno più adagiate ed il consumatore libero di scegliere sulla base delle proprie esigenze e preferenze.
      Chiudo con il dramma economico ed occupazionale che affronteremo in Italia quando la filiera dell’automobile si ridurrà drasticamente

    • Noi prendiamo energica praticamente circa il 60% dalla Francia e Svizzera che sono munite di centrali nucleari. Per costruire batterie si rompe il terreno e si usano miniere e allo stesso tempo si sfrutta la gente poveretta.
      Alla fine non cambia di molto. L’inquinamento fatto da un benzina o elettrico è lì alla pari. Sono le multinazionali che hanno deciso un nuovo mercato economico per loro e quindi si è deciso di raccontare la nuova fiaba.
      L’inquinamento e lo sfruttamento saranno lì. Per il consumo alla presa contro alla pompa sarà il medesimo perché quando una buona parte sarà elettrificata i prezzi aumenteranno e per di più al momento pure per fare meno km.
      Intanto si parte con l’elettrico e speriamo facciano dei bei passi da gigante su tutto.

  25. Chissà perché non si può dire la verità sull’elettrico. Forse dà fastidio a qualcuno perché ci sono enormi interessi sotto?
    L’elettrico di massa è una grandissima c…ta e un’ utopia, a meno di produrre un inquinamento ambientale spaventoso per benefici che, a fronte di un bilancio energetico finale, (LCA) è perdente

    • Gli studi RSE forniscono dati scientifici precisi o rimandi ad altre pubblicazioni che hanno approfondito l’argomento. Lei paventa solo generici complotti, senza entrare nel merito di alcuna questione. È il solito sistema: denigrare cose che non si conoscono.

      • Mi dia retta signor Tedeschi non cambierà poco o nulla per l’ambiente è tutta teoria….anche il Cives sostiene che le elettriche in Italia emettano mediamente 70g di co2… La miglior cosa è un buon full hybrid è guarda caso toyota costruisce le migliori….

        • Stefano, dal punto di vista delle emissioni CO2 il full hybrid è sensibilmente superiore alle auto elettriche, infatti anche la più piccola di Toyota, la Yaris, ha un dato di emissioni allo scarico di 64-73 g/km, poi ci sono C-HR 86 g/km, Corolla 76-89, Prius 75-85, Rav 4 102-105, Lexus ES 100-106, Lexus NX 137, Lexus UX 94-103… siamo su una media di 92 g/km. Alle emissioni allo scarico devi poi aggiungere le emissioni per produrre l’auto e le emissioni per produrre e trasportare la benzina, tenendosi comunque stretti siamo tranquillamente oltre 100 g/km che paragonati ai 70 g/km delle elettriche è un -30%, e questo già oggi con una produzione di elettricità che ha una consistente parte di produzione con fossili e che sarà ridotta nel prossimo futuro per effetto degli impegni presi dai vari governi. A questo bisogna aggiungere tutti i composti che vengono emessi bruciando la benzina nei luoghi abitati e il loro impatto sulla salute della popolazione. Quindi la miglior cosa non sono certamente le full hybrid e Toyoda se ne dovrà fare una ragione, prima o poi.

          • Quindi tutto questo per ridurre inquinamento solo del 30%? Ma è una follia….lei non considera che ce margine di miglioramento se tutti i costruttori avessero investito in ibrido prima di passare completamente all elettrico oggi avremmo una prospettiva di buoni prodotti che inquinerebbero e costerebbero poco senza stravolgere le abitudini di tutti i consumatori e del suo indotto…. invece vogliamo correre con scadenze senza senso nel vendere per forza un prodotto non ancora pronto della serie compriamo prima la gallina poi facciamo il pollaio…mi creda toyoda ne sa piu di lei e di molti fanatici …

          • Che sia per questo che Toyota in due anni abbia depositato circa 1000 brevetti sulle batterie allo stato solido? In Toyota non sono degli sprovveduti.

          • Stefano, l’ibrido non costa poco, basta fare bene i conti tra costo d’acquisto e di mantenimento. Lo so bene perché ne ho posseduta una per un paio di anni quando lavoravo in Inghilterra ed era fantastica sotto molti aspetti. Rimane comunque un’auto a benzina, coi suoi problemi di riscaldamento del motore nei primi chilometri e l’inquinamento certamente inferiore rispetto alle auto a combustione dal momento che consuma meno. Le auto elettriche però sono decisamente migliori per gli aspetti ambientali come ampiamente dimostrato da varie ricerche. Se ritieni che siano un prodotto ancora poco maturo non mi pare che ci sia il divieto di vendita di auto ibride, comprati un’ibrida e scoprirai di persona quello che ho provato io personalmente quando ero all’estero.

          • Claudio, in Toyota non sono certo degli sprovveduti, ma in questo momento hanno un buco di prodotti BEV in produzione. Se le BEV continuano a crescere con questi tassi passeranno qualche anno difficile e perderanno quote di mercato nel breve termine.

    • A dire il vero “gli interessi sotto” solitamente li hanno coloro che hanno già ricchezza e potere e che hanno speso 1 mld di dollari per screditare l’elettrico con menzogne di ogni tipo ad ogni livello in quanto hanno il terrore di vedere ridotti i solo ultramiliardari profitti al punto che preferiscono mandare in malora il pianeta.
      Che siano imparentati con il demonio?

      L’elettrico sta nascendo con tanta fatica, tanta buona volontà e tanta passione e le lobby sono deboli deboli, pure la maggioranza dei manager, venditori, meccanici dell’auto lo odia.

      • Apra gli occhi le lobby sono sempre le stesse cambiano investimenti… e altri arricchiscono che si chiamino Musk o altro non importa ma il pianeta non migliorerà…..

  26. “Premessa … non è di parte….” .???

    Una domanda che mi pongo da tempo: perché non si spinge sul riscaldamento elettrico delle abitazioni e sui boiler elettrici? Non ci sarebbero problemi di batterie e di ricarica. Forse per il costo proibitivo dell’elettricità? Spero che qualche persona esperta di energia mi possa rispondere.

    • Mah, in verità il superbonus del 110% serve proprio a finanziare l’efficientamento energetico delle abitazioni, di cui la conversione elettrica con pompe di calore è il principale elemento. Più di così? Spendi 100 e lo Satato di restituisce 110 in cinque anni.

        • Anche i titolari di imobili possono non tirare fuori i soldi: ci sono banche e imprese che li tirano fuori per loro. E fanno un affare, perchè un rendimento del 2% l’anno per cinque anni, sicuro come un titolo di Stato, non si trova facilmente.

    • Purtroppo però anche qui vale lo stesso discorso dell’auto elettrica. L’elettrico è più efficiente in termini di Kw ma il Kw elettrico è molto più caro di quello dei combustibili fossili. Alla fine della fiera paghi di più.
      Poi il riscaldamento elettrico fatica molto con il freddo intenso tipico dell’Italia nei mesi invernali

      • 1 litro di benzina costa 1,4€ circa. E con una utilitaria, se va bene, percorro 20km.
        1kWh alla presa di corrente di casa, lo pago circa 0,16€ e con la mia utilitaria e-up percorro circa 10km.
        Quindi per percorrere 100km, con la benzina spendo 5,2€, mentre con la corrente né spendo 1,6.
        A me sembra di risparmiare.
        Se poi conto che ricarico con il FV, allora percorrere i 100km ha costo vicino allo 0.
        Saluti

        • Se includi tasse e costi di gestione messi in bolletta (immagino che per caricare un’automobile ed alimentare la linea di casa, 3.5 kW non siano sufficienti), oltre che il rendimento della carica (che ahimè non è mai del 100%), in termini economici mi sa che ci arrivi molto vicino al costo della benzina.
          Il discorso ambientale e tutt’altro.
          L’auto elettrica, ad oggi, rimane roba per pochi.

          • Davide, su questa pagina sono già state date risposte precise. Sia sulla dispersione, che è fra il 10 e il 15%, sia sulla possibilità di ricaricare anche con 3,5 kW di potenza (con una Wall Box con Power control), sia sui costi aggiuntivi per una aumento di potenza: per ogni kw di potenza impegnata sono 1,914 € / mese. Quindi da 3kW a 6kW sono circa 5,7 € / mese in più.
            Chiunque può calcolare se gli conviene o no.

    • Per 2 motivi:
      L’energia elettrica in Italia costa un botto
      Le caldaie a gas hanno un rendimento altissimo (a differenza dei motori delle auto)
      In pratica non ha senso bruciare gas per produrre elettricità per scaldare casa:,il gas lo bruci direttamente nella caldaia di casa e eviti di buttare energia per strada.
      Discorso diverso se usassi l’elettricità per le pompe di calore dove l’energia non serve per scaldare ma per spostare il calore da fuori a dentro casa

    • @G.Piero
      Perché il boiler elettrico, energeticamente, è una schifezza. Inserisco 1kWh elettrico ed ottengo 1kWh termico. Un boiler a PdC, invece, con 1kWh elettrico ritorna 3kWh termici.

  27. Per me solo 2 parametri contano, e sono relative all’uso delle auto, no alla loro produzione. Forse le auto termiche sono prodotte dalla spirito santo? Non mi risulta.

    Quel che conta sono le emissioni di gas di scarico durante l’uso, cioè zero per le elettriche.

    E la produzione del combustibile, che nel caso delle elettriche è una batteria ricaricabile.

    Tutto il resto è fuffa pretestuosa dei difensori (interessati) delle ciabatte a scoppio (pan per focaccia a chi osa prendere in giro le per me intoccabili auto elettriche).

    • Classico commento scarpe grosse cervello fino…. Comunque ancora è tutto da vedere… Io non capisco perché si fa tanto leva sul 37%delle rinnovabili… É ancora troppo poco anche per l’Italia il gioco non vale la candela… Un buon full hybrid è la migliore scelta….

      • Questo è un problema. Ma non significa che dobbiamo rallentare la transizione all’elettrico a causa del lento sviluppo delle rinnovabili in Italia, adeguandoci ai ritmi di crescita di altri paesi europei, come Germania, Danimarca, Spagna….
        Adesso che è stata raggiunta la grid parity, ciò consentirà di risparmiare sull’energia elettrica e di creare nuovi posti di lavoro. Inoltre bisognerà utilizzare autoconsumo collettivo, comunità energetiche e v2g per migliorare la redditività delle nuove forme di energia e la stabilità della rete: non possiamo perdere anche quest’opportunità. I produttori dovranno adattarsi.
        La Russia e l’Algeria dovranno usare i miliardi derivanti dalle minori vendite di gas per rimpiazzare i minori introiti. Hanno tutto il tempo….

        • Guardi Giuliano che l’Italia non è messa poi tanto male: con il nostro mix energetico la produzuione di un kWh comporta l’emissione di 248 grammi di C02. In Spagna 276 grammi, in Germania 406. La media europea è di 285 grammi. Sono i dati ufficiali dell’Unione europea http://su https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/indicators/overview-of-the-electricity-production-3/. Questo anche in risposta a Stefano Mammoli che pensa che non valga la pena di spingere sull’auto elettrica. Faccia due conti e vedrà che un’auto elettrica in Italia non emette mai più di 40-50 grammoi di CO2/km. Qual è la termica o la ibrida che fa altrettanto?

          • Teniamo anche conto che in Italia abbiamo fatto una politica energetica particolarmente orientata sul gas ignorando completamente il problema della CO2, ed è un vero peccato perché al sud c’è tanto sole e vento da sfruttare e con un po’ più di coraggio e investimenti adesso saremmo messi ancora meglio. Vediamo se ci diamo una svegliata nei prossimi anni, intanto io compro l’energia elettrica da un produttore al 100% rinnovabile.

    • Certo EVFanatic l’energia che mette nella sua auto la produce lo Spirito Santo, non le centrali termoelettriche.
      C’e veramente un ignoranza diffusa e spaventosa, pensare che l’elettrico sia la soluzione a tutto.
      L’aumento delle rinnovabili, il risparmio energetico sono la soluzione, non l’elettrico fine a se stesso, che poi si tratti di energia eolica o biometano poco cambia.
      Per il sig. GPiero, oggi le pompe di calore hanno fatto passi da giganti, ma non rappresentano “la soluzione” sono parte della soluzione. Installare una pompa di calore elettrica senza avere pannelli solari per produrla o senza un complessivo efficientamento energetico della casa non ha nessun senso, si spende quanto o forse più del metano è si inquina altrettanto.
      Fortunatamente il bonus 110% parte da un presupposto fondamentale che è l’efficienza termica complessiva dell’edificio.

    • Premetto che non sono contrario all’auto elettrica; lo sono un po’di più all’idea che mi impongano per legge l’acquisto di un’auto che costa 10-15 k€ in più con autonomie penalizzanti per chi deve fare molta strada.
      Detto ciò mi sembra assurdo dire che le emissioni dell’auto sono zero: la batteria non fa altro che accumulare energia prodotta da una centrale (spesso a combustibili fossili) che purtroppo emetterà inquinanti. Il fatto che non vedi il fumo uscire non significa che non ci sia…

      • Non capisco questo atteggiamento disfattista. Nessuno ti obbliga per legge a comprare una macchina che costa 15000€ euro di più. Al massimo quello che dicono alcuni governi è che dal 2035 non sarà più consentita la vendita (e quindi anche l’acquisto) di veicoli nuovi a combustione interna. Nulla vieta il cittadino a comprare un veicolo usato o a comprarlo nuovo a dicembre 2034 e tenerselo finché duri.
        Tieni presente che oggi l’elettrico costa come dici tu più di on veicolo endotermico, ma è anche vero che i prezzi delle batterie sono scesi di oltre il 90% negli ultimi 10-11 anni.
        Attualmente siamo ad un punto in cui il prezzo delle batterie si aggira intorno ai 130$/Kwh, ma ci sono stati recenti annunci di prezzi al di sotto dei 100$/Kwh che è il valore al quale si dovrebbe arrivare alla parità fra elettrico e combustione interna.
        Gli incentivi statali non sono un obbligo di acquisto, ma un aiuto, principalmente per le case costruttrici, allo sviluppo e vendita di sistemi di mobilità alternativa che altrimenti molte case automobilistiche non prenderebbero in considerazione.

        In ogni caso anche nel momento in cui la vendita delle nuove vetture a combustione interna venga cessata in tutto il pianeta, dato che in circolazione ci sono, ad oggi, circa 1,2 miliardi di automobili e che ne vengono vendute circa 60 milioni di nuove all’anno, passeranno circa 20 anni prima della scomparsa delle automobili a cui siamo stati abituati fino adesso.

        Se l’evoluzione della guida autonoma raggiungerà il livello 5, allora sarà probabile che il possesso dell’automobile sarà possibile solo a chi è veramente ricco, in quanto le compagnie automobilistiche avranno maggior interesse a costruire flotte di robo-taxi in grado di produrre un ricavo decine se non centinaia di volte superiore al costo di produzione rendendo di fatto il prezzo di vendita improponibile per il cittadino medio.

        Quindi come vedi, probabilmente sarai o troppo vecchio perché tu venga costretto all’acquisto di un veicolo elettrico che potrebbe costare quanto o meno di una ad idrocarburi, o addirittura potrebbe esserti negata del tutto la possibilità dell’acquisto.

      • Ma il fatto che non te le respiri direttamente le emissioni vogliamo dirlo? O siete tutti dei superman che l’importante è avvelenarsi ma avere nel serbatoio altri 400km che non faremo mai. Le elettriche sono più care? Ovviamente, ma succede dalla notte dei tempi che qualunque novità sia più cara di quello che andrà a sostituire: vi ricordate i tv a schermo piatto, gli LCD? Qualcuno li pagò anche 10 volte il loro valore attuale con la metà delle funzioni. Inutile nascondersi dietro scelte garbate del tipo “la scelta migliore è una full hybrid” perchè sapete benissimo che il giorno dopo che l’avete messa in garage è già vecchia.

    • È solo fuffa? Per comporre materiali di batterie si fa estrazione nelle miniere e si fa a rompere il terreno andando come con i combustibili fossili a danneggiare il Pianeta Terra oltretutto nelle miniere ci va la gente sfruttata e magari minorenni senza dispositivi adeguati. Quindi tutti i tipi di Viabilità portano agli stessi problemi. l’Italia ha solo 37% di fonti rinnovabili poi va a prendere l’energia mancante in Francia e Svizzera che hanno le centrali nucleari…..noi non ne abbiamo perché gente del cavolo come i Verdi si sono rifiutati però chiudendo gli occhi andiamo da altri paesi…..voglio vedere elettrificare un Paese come il nostro a livello di costi sulla presa….alla fine faresti il pieno alla pari del benzina facendo meno km.

      • Spero che tu stia dove faranno il deposito per le scorie nucleari italiane visto che la tua sensibilità ambientale è più alta per i minorenni che lavorano nella miniera, altrimenti morirebbero di stenti, piuttosto che a quello che potrebbe succedere ad una centrale nucleare grazie ad una catastrofe naturale come è successo qualche anno fa in Giappone grazie alle tue amate centrali nucleari.

        Il fatto che noi la compriamo è anche frutto dell’essere in una comunità europea: c’è chi vende le mele e chi vende l’energia, qual’è il problema?

  28. Carissima Redazione, ma questi studi tengono conto del fatto che alla CO2 emessa agli scarichi delle auto termiche occorre aggiungere quella dell’indotto petrolifero: ricerca, estrazione, trasporto, raffinazione, ri trasporto………..i dissesti idrogeologici (inquinamento falde, terremoti, ecc.) e l’inquinamento bestiale di veleni?

    • Basta però inserire tutto quello che serve per fare una batteria e sopprimerla…..ricordo che componenti della batteria si va nelle miniere, rompere il terreno per estrazioni, sfruttamento della gente e dispositivi di sicurezza. Bisogna calcolare bene tutto…..poi l’Italia che prende già energia dalle centrali Francesi e Svizzere e ricordo anni fa che dicevano di non accedere tutti il condizionatore e parlo di Brescia. Bisogna andarci cauti con tutte le considerazioni. Non correre e poi track e adesso che facciamo.
      L’uomo ha sempre modificato il Pianeta Terra, poi c’è anche la natura che fa il suo Corso come le varie Ere quindi certe cose saranno inevitabili. L’uomo guarda solo ai Soldi calpestando chiunque e quindi anche per l’elettrico sta rompendo le scatole per un nuovo Soldone. Poi ognuno avrà il suo pensiero.

        • C’è poco da riciclare quando occorre produrre il nuovo. Erano problematiche già sollevate per le batterie di pc e smartphone. Le batterie per le automobili quante risorse richiedono per una produzione dell’ordine di milioni di pz./anno?
          Per questo il full electric è un mondo elitario. È sono convinto che la transizione debba essere meno rapida anche per questo motivo.

          • Anche produrre un’auto tradizionale costa sia in termini energetici che di materiali.
            La differenza è che poi, durante il suo ciclo di vita, l’auto tradizionale continua a consumare ed emettere inquinanti, sotto forma di gas e di lubrificanti. La benzina deve essere raffinata dal petrolio estratto, trasportato; gli olii lubrificanti idem, e devono essere ri-trasportati e ritrattati quelli esausti. Mettiamo anche questi nel conto.
            L’auto elettrica, al momento, molto di meno, considerato che il mix energetico nazionale per il 40% è fatto da rinnovabili. Se poi si utilizza energia prodotta dal proprio FV, le emissioni calano ancora di più.

  29. Sto seguendo con interesse ogni articolo, opinioni e pareri riguardo al passaggio verso la mobilità elettrica.
    Probabilmente qualche nuovo problema si presenterà ma come in ogni passaggio ad nuove tecnologie. Quello che mi ha lasciato perplesso sono state certe affermazioni di “rallentamento” verso la mobilità elettrica e da parte di toyota specialmente. Ho avuto l’impressone che Tesla, abbia fatto un passo molto lungo rispetto ad altre case che avrebbero preferito fare più step in modo da recuperare soldi investiti sull’ibrido o altre tecnologie intermedie.
    Mi ricorda quando anni fa, proponevano nuove cpu dei computer con scadenza quasi esatta e poca differenza di prestazione, per creare step di acquisto. Forse molte case si sono trovate spiazzate da Tesla, e pur continuado ad investire sull’elettrico puro, tirano il freno per massimizzare guadagni su modelli intermedi.

    • buona argomentazione, io però ritengo che le case abbiano marciato eccessivamente sul motore a combustione soprattutto dal boom del diesel. negli stessi anni Toyota ha iniziato, con Prius, la strada dell’ibrido: perché nessuno ha fatto lo stesso?? ora non saremmo “di corsa” al passaggio all’elettrico e sistemi come il mild e il full Hybrid avrebbero fatto strada.

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