Cara Electra, cosa vuol dire che la stazione è “satura”?

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Electra introduce una super penalizzazione tariffaria per chi supera l’80% della ricarica nelle stazioni troppo affollate. Lo segnala un lettore, esprimendo tutte le sue perplessità. Per scriverci: info@vaielettrico.it

Vi scrivo in qualità di automobilista elettrico dal 2020 (attualmente guido una VW ID.3) per sottoporre alla vostra attenzione una criticità che ritengo meriti un approfondimento: la nuova modalità di applicazione delle tariffe di parcheggio introdotte dall’operatore Electra. Non so se altri operatori applichino le stesse condizioni.

Penalità di 40 centesimi al minuto: non è un pò troppo?

Le nuove condizioni (allego screenshot dal loro sito) prevedono un costo di 0,40 €/min per la sosta oltre l’80% di carica, a condizione che la stazione sia “satura”.electra

Due cose che Electra ci dovrebbe spiegare

Sebbene la logica di favorire il turnover sia condivisibile, la prassi attuale solleva dubbi di trasparenza per due aspetti fondamentali:

  1. Definizione tecnica mancante: Non viene esplicitato cosa definisca tecnicamente una “stazione satura”. È una soglia basata sul numero di stalli occupati, o sulla potenza erogata dell’intera infrastruttura? La mancanza di una definizione univoca e di uno strumento per identificare la “stazione satura” lascia l’utente nell’incapacità di capire quale sarà il reale prezzo della ricarica.
  2. Rischio di saturazione dinamica: Si pone il problema di come il sistema gestisca le sessioni avviate a stazione libera che, nel corso dei minuti, potrebbe riempirsi. Un utente che si allontana dall’auto per una pausa caffè o pranzo deve temere che le condizioni della stazione cambino in modo imprevedibile, rendendo di fatto obbligatorio il presidio fisico del veicolo per evitare addebiti non previsti al momento dell’avvio? 

Trasparenza, questa sconosciuta

Più volte avete scritto, e noi utenti/lettori abbiamo sottolineato, come il settore debba muoversi verso una maggiore certezza del diritto per il consumatore. Sarebbe auspicabile che gli operatori dichiarassero chiaramente lo stato della stazione sull’App o, quantomeno, che le condizioni di saturazione fossero cristallizzate nel momento dell’avvio della sessione, senza il rischio di variazioni retroattive.

Electra aggiorna la sua app per ricaricare in tutta Europa

Spero che questo spunto possa essere utile per un vostro approfondimento, volto a fare chiarezza in un panorama che, per chi vive la mobilità elettrica quotidianamente, rischia di diventare ancora più nebuloso„. Andrea Mestriner

Urge un chiarimento, prima del grande esodo

Risposta – Pur  essendo estimatori del modello Electra, che seguiamo con interesse fin dal suo debutto in Italia, condividiamo in pieno le sue osservazioni. In termini generali riteniamo che le strutture tariffarie degli operatori della ricarica andrebbero meglio disciplinate dai regolatori europei. Va bene la concorrenza, va bene l’innovazione, ma l’attuale giungla delle tariffe, con la confusione che ne deriva, è ormai uno dei principali ostacoli alla diffusione delle auto elettriche.

Nello specifico, poi, pensiamo come lei che il concetto di “saturazione” andrebbe definito con chiarezza e trasparenza.   Avvertendo già nell’app quando una stazione è satura. E a maggior ragione, applicando la penalizzazione solo a chi inizia la ricarica in presenza di saturazione e mai retroattivamente a chi l’ha avviata precedentemente.  Auspichiamo che Electra provveda ai chiarimenti del caso prima dell’esodo estivo, quando il rischio di sovraffollamento alle colonnine diventerà reale anche in Italia.

  • LEGGI anche: La super tariffa a 0,39? “Ecco come è nata” e guarda il VIDEO 

Visualizza commenti (1)
  1. Alessandro D.

    La mia famiglia (mamma e i bambini) stanno passando una settimana di “villeggiatura” in campeggio sul Lago, non troppo lontano da casa, dove son rimasto io per lavorare.
    La sera li vado a trovare con la merdomacchina, è una distanza che AR posso tranquillamente con la batteria dell’auto e quindi non mi pongo il problema della ricarica.

    Se non chè, di fronte al campeggio c’è un Eurospin, e valà scopro che ci son pure due colonnine per 4 stalli. Oh caspita, la curiosità mi viene, metti che…
    Scopro dunque che le colonnine si attivano solo tramite il circuito EVWAY, cosa che in prima battuta mi obbliga a scaricare l’ennesima app, a fare l’ennesimo “registrati” e a sciorinare l’ennesima serie di dati personali. Evvabè, oggi è così. Ma sapete che mi infastidisce.
    Accedo al giochino e dopo un po’ di smanettamenti per allineare i pianeti finalmente riesco a “vedere” le colonnine in questione: 0.41 € al kw alla fine malaccio non è, ma guardo nelle pieghe e scopro che solo per “accendere” la colonnina ci va 1€ di benvenuto, poi di lì si paga a consumo e se si sforano i 180 minuti ti caricano sul groppone ulteriori 0.15€ al minuto.
    Apperò. Salute.
    Deve averla studiata un ligure.
    Come dire: la colonnina c’è, se l’alternativa è morire te la fai andare bene, ma se fai il piacere di caricare a casa tua forse è meglio.

    Se questo è l’andazzo, e mi riferisco anche a quanto ci racconta l’amico Andrea e ai mille “un fiorino!” che conosciamo, io sinceramente mi chiedo perchè mai uno che non può ricaricare a casa dovrebbe voler acquistare un’auto elettrica.

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