Caos incentivi: i dealer non hanno visto un soldo. E minacciano azioni legali

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Caos incentivi: la telenovela continua. I concessionari italiani sono sul piede di guerra e minacciano azioni legali contro il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che non ha ancora rimborsato il bonus auto dello scorso anno. Il rischio è che scadano i termini per il pagamento – il 30 giugno – e che i fondi, erogati dall’Europa nel Pnrr, siano bloccati.

Caos incentivi: i concessionari in crisi di liquidità

Sono in ballo cifre da capogiro. Il totale, si sa, è di 597 milioni di euro. E oggi sono quasi tutti rimasti sul groppone dei concessionari. Molti di essi, i più grossi, sono esposti addirittura per 10-15 milioni. E tanti altri, fra i medio-piccoli, si sono perfino indebitati per far fronte al boom di domanda. Tutti hanno acquistato e pagato cash i veicoli ai costruttori e le hanno rivendute ai beneficiari dei voucher per poche migliaia di euro. Leapmotor t03, il modello elettrico più immatricolato grazie agli Ecobonus dell’ottobre scorso, si portava a casa versando al dealer 5.000/7.000 euro. Il resto, fra 11.000 e 9.000 euro, doveva essere rimborsato dallo Stato. Ma quasi nessuno l’ha visto.

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 Leapmotor t03, l’auto più venduta in Italia grazie agli incentivi

Durante l’assemblea Federauto, lunedì scorso, il tema è stato solo sfiorato. In platea, però, non si è parlato d’altro: molti dealer si ritrovano poggi a corto di liquidità e prossimi al dissesto finanziario. Tanto che l’annuncio del ministro Adolfo Urso su nuovi incentivi per quest’anno, ha suscitato più allarme che applausi.

Urso riparla di incentivi (ma non solo per le elettriche?)

Controlli a rilento, rimborsi solo per il 10% delle pratiche

Il Ministero dell’Ambiente avrebbe rimborsato meno di 2.500 pratiche sulle 22.000 già presentate con consegna dell’auto e richiesta di rimborso. Quindi poco più del 10%. Altre 1.500 circa dovrebbero essere liquidate  dal Mase entro fine mese. Ma va ricordato che i voucher assegnati ammontano in totale a 55.000: non siamo nemmeno a metà del lavoro.

Come sarà possibile completare l’operazione incentivi in soli due mesi e 10 giorni? Stando a quello che dice il Ministero, contattato informalmente, ci sarebbero problemi nel controllo della documentazione rispetto alle regole Ue sull’erogazione dei fondi Pnrr. Inizialmente si pensava a verifiche a campione, ma l’emergere di numerose irregolarità – si parla di oltre 230 rinvii  per irregolarità formali – ha reso necessario il controllo di ogni pratica, una ad una. E sarebbe emersa la necessità di rafforzare la squadra di addetti alle verifiche, partita con una decina di unità.

Ma il caos incentivi viene da lontano

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La questione è arrivata anche in Parlamento con un’interpellanza presentata da esponenti di Azione. Richiamano le criticità operative e il paradosso di una transizione ecologica i cui costi finiscono per scaricarsi sulle spalle dei Concessionari. Vale anche la pena di ricordare quanti problemi, incongruenze, correzioni in corso d’opera (per esempio sulle aree funzionali, le doppie intestazioni, il riconoscimento delle vecchie targhe) abbiano accompagnato l’operazione incentivi. E non certo per responsabilità dei concessionari.

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Visualizza commenti (3)
  1. Strano, con il governo migliore della storia fatto da persone serie e perbene che hanno a cuore i cittadini e l’ambiente non capisco come qualcosa possa essere andato storto. Deve esserci per forza un complotto dei soliti gretini.

  2. Ecco spiegato perchè sono 6 mesi che ho ordinato la macchina e non è ancora arrivata… si tratta di leapmotor, proprio il caso citato dall’articolo.

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