Non solo fiume, lago e costa ma anche navigazione più lunga: gli svedesi di Candela Boats celebrano le loro prime 160 miglia tutte in elettriche. Distanza percorsa a bordo di Candela P‑12, il traghetto elettrico con i foil prodotto in serie, da Göteborg (Svezia) a Oslo (Norvegia). «L’impresa dimostra che i traghetti elettrici non devono più limitarsi a tratte brevi e infrastrutture di ricarica dedicate». C’è spazio per servizi in mare e per le polemiche. Candela attacca gli altri progetti elettrici.
Più velocità e meno consumi
Lo abbiamo scritto più volte, la tecnologia che permette di aumentare l’autonomia delle barche elettriche sono i foil, controllati da un computer per ottimizzare le prestazioni, che sollevano lo scafo riducendo l’attrito e il consumo energetico.

Secondo il cantiere svedese dell’80%. «Il P‑12 può mantenere velocità superiori ai 20 nodi con un’autonomia molto più ampia rispetto agli altri traghetti elettrici oggi operativi». Chiaro che i foil offrono una marcia in più, ma dipende sempre dall’uso e dal contesto operativo.
P-12 è inserito nel sistema di trasporto pubblico di Stoccolma con una velocità di servizio di 25 nodi, e ha superato i 30 nodi durante le prove, offrendo un’autonomia fino a 40 miglia nautiche alla velocità di crociera con una singola ricarica.
Lotta dura contro gli altri cantieri, giusta questa aggressività?
Essendoci saliti a bordo, abbiamo sempre sottolineato le alte prestazioni di Candela. Ma sono giustificati e corretti i toni polemici del loro ultimo comunicato? Leggiamolo: «La missione era raggiungere Oslo, dove sono già in servizio diversi traghetti elettrici ad alta velocità. Il contrasto tra queste imbarcazioni elettriche convenzionali e la Candela P‑12 è evidente. Il traghetto passeggeri elettrico più veloce di Oslo, il m/s Baronen, opera su una tratta fissa di 10 miglia nautiche e si affida alla sostituzione di un container‑batteria montato sul ponte, con una capacità di diversi megawattora, al termine di ogni viaggio. Il solo sistema automatizzato di sostituzione delle batterie è costato centinaia di milioni di corone norvegesi. Sebbene diverse stazioni di scambio siano state completate, il sistema ha subito ritardi e sforamenti di budget, e l’installazione di ulteriori stazioni è stata rinviata — limitando la flessibilità delle rotte». Toni pesanti che si traducono nell’accusa di sprechi e inefficienze.

Il nodo della ricarica
La differenza secondo Candelal è anche sul metodo di ricarica. «Al contrario, l’efficienza della Candela P‑12 le consente di ricaricare tramite normali caricabatterie automobilistici DC fast, facilmente installabili. Durante il viaggio verso Oslo, l’imbarcazione ha effettuato la ricarica utilizzando un caricatore portatile Skagerak Energi Move DC da 360 kW collegato a un sistema di batterie mobile, trainato da un pick‑up elettrico Ford F‑150 Lightning».

Questo è quello che dice Candela, ma vorremo sentire gli altri operatori. Soprattutto c’è da chiarire che P-12 ospita a bordo solo 30 passeggeri. Può andar bene in alcuni contesti ma è come paragonare un minibus ad un autobus snodato. La casa svedese riesce a trasportare alle stesse condizioni 100 o 200 passeggeri ed imbarcare auto ed altri veicoli?
«L’infrastruttura di ricarica è il costo nascosto dell’elettrificazione delle imbarcazioni convenzionali», ha dichiarato Gabriele De Mattia, project engineer di Candela e ingegnere capo del viaggio. «In molti casi, costruire caricabatterie da megawatt – soprattutto dove la rete è debole o poco sviluppata – può costare quanto le imbarcazioni stesse. La svolta con il P-12 è che si ricarica rapidamente ed è estremamente flessibile nei luoghi in cui può operare».
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l viaggio di 160 miglia nautiche è stato completato in tre giorni, con tappe dimostrative e di ricarica lungo il percorso. L’equipaggio di Candela ha effettuato la ricarica sfruttando la rete svedese di ricarica rapida in corrente continua, utilizzando le stazioni Aqua SuperPower; dove non erano disponibili caricabatterie fissi, si è affidato al sistema di batterie trainabili fornito da Skagerak Energi. Bene. Ma ripetiamo la domanda: è possibile ricaricare con queste potenze traghetti passeggeri molto più grandi? Secondo noi no. Per correttezza dell’informazione è giusto sottolineare quanto si può ricaricare con le ricariche da 150 kW. Sicuramente non un traghetto che ospita centinaia di passeggeri.
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