In Ontario, Canada, Glencore accelera sull’elettrificazione delle attività estrattive nella miniera di Craig. Il progetto Onaping Depth utilizza una flotta di 23 macchine elettriche per le operazioni sotterranee in miniera, dai camion alle perforatrici. L’obiettivo è accedere a un nuovo giacimento di nichel e rame riducendo le emissioni e, soprattutto, il fabbisogno energetico legato alla ventilazione delle gallerie.
Il progetto Onaping Depth rappresenta una delle principali iniziative di Glencore nella regione canadese di Sudbury. Lo sviluppo del nuovo corpo mineralizzato, situato oltre 2.500 metri sotto la superficie, consente alla società di accedere per la prima volta a una nuova risorsa di nichel e rame collegata alla miniera di Craig.
L’aspetto più interessante è la scelta di mezzi pesanti elettrificati per le attività sotterranee.

Una flotta green per tutto il ciclo minerario
Glencore ha acquistato da Epiroc 23 macchine a batteria destinate alle operazioni. Non si tratta quindi di una sperimentazione limitata a un singolo mezzo, ma di una vera e propria flotta che copre diverse fasi del processo estrattivo.
Tra i veicoli impiegati ci sono i Scooptram ST14 SG, pale elettriche utilizzate per caricare e movimentare il materiale frantumato, e i camion sotterranei Minetruck MT42 Battery, capaci di trasportare fino a 42 tonnellate di minerale.
La flotta comprende inoltre perforatrici Boomer E2 Battery per lo sviluppo delle gallerie, macchine Boltec per il consolidamento delle rocce, sistemi Cabletec per la perforazione e l’installazione dei cavi di ancoraggio e perforatrici Simba utilizzate nell’estrazione con fori profondi.
È una configurazione significativa perché porta l’alimentazione a batteria direttamente nel cuore delle attività minerarie, dove peso, autonomia, tempi di ricarica e affidabilità dei mezzi rappresentano sfide ben diverse da quelle affrontate dai veicoli elettrici stradali.
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Oltre le emissioni, meno energia per la ventilazione
Secondo Glencore, il vantaggio dell’elettrificazione non riguarda soltanto la riduzione delle emissioni allo scarico. Nelle miniere sotterranee l’eliminazione dei motori diesel può avere un effetto diretto anche sull’infrastruttura energetica. Il direttore operativo di Glencore Canada, Peter Xavier, sottolinea infatti come l’assenza delle emissioni diesel permetta di ridurre le necessità di ventilazione e raffreddamento, tradizionalmente tra le principali voci di consumo energetico nelle miniere profonde.
È un elemento particolarmente rilevante a Sudbury, dove l’attività estrattiva raggiunge profondità considerevoli.

L’elettrico… dal basso
Per Glencore, la flotta elettrica si inserisce negli obiettivi di sostenibilità del Gruppo e nelle strategie canadesi per la riduzione delle emissioni. Per il settore minerario, invece, rappresenta una possibile leva per contenere alcuni dei consumi indiretti associati alle operazioni sotterranee.
Il progetto non elimina naturalmente l’impatto ambientale dell’estrazione di nichel e rame, né risolve automaticamente tutte le questioni legate alla disponibilità e alla produzione delle batterie. Ma dimostra come la tecnologia elettrica stia entrando anche negli ambienti industriali più difficili e come possa essere applicata anche a valle della catena industriale delle materie prime.
- Settimana elettrica/ Guarda anche il VIDEO di Marco Berti Quattrini

Articolo molto interessante, leggere notizie di altri tasselli che avanzano nella decarbonizzazione delle filiere tramite elettrificazione, ora in alcune miniere, magari domani in quai tutte
immagino lo fanno non perchè ecologisti, ma perchè il sistema elettrico è più efficente ed economico (specie contando che non aggiunge calore e fumi dentro la miniera) rispetto al vecchio sistema dei motori a combustione
il risparmio negli impianti minerari ottenuti con l’elettrificazione è enorme; ho letto vari articoli su testate internazionali che quantificano in molti milioni di euro risparmiati tra eliminazione dei carburanti (soprattutto ove realizzano impianti F.E.R. per alimentarli… o semplicemente perché i mezzi di trasporto materiali estratti usano l’energia prodotta in discesa – da carichi- per il ritorno a vuoto in salita) nonché la minor potenza assorbita dagli impianti di ventilazione forzata visto che non devono eliminare enormi quantità di gas tossici prodotti dalla combustione…
Scommetto che in alcuni contesti (specialmente cinesi) a breve vedremo pure l’introduzione di “mezzi-drone” e robot 😉 al posto degli umani (magari i “piloti” se ne staranno belli comodi ed al sicuro in uffici esterni alla miniera… e diventerà pure un lavoro “figo” e ben pagato)