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Campionato europeo di e-bike, tutto vero entro due anni

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Le e-bike sono una realtà sempre più apprezzata e l’Unione ciclistica europea rompe gli indugi promettendo una serie di «grandi eventi» con protagoniste le bici a pedalata assistita. Entro due anni da oggi l’obiettivo è «un Campionato europeo di e-bike», lo conferma direttamente Rocco Cattaneo, presidente Uec.

«Il fenomeno della bicicletta elettrica è ora parte della nostra vita e l’uso di queste bici è anche un innovativo e rivoluzionario modo di utilizzare la tecnologia per migliorare la salute fisica», parola di Rocco Cattaneo, presidente dell’Unione ciclistica europea (Uec). Le e-bike piacciono agli utenti, le vendite in costante ascesale sono un fatto sotto gli occhi di tutti, e piacciono anche nelle stanze dei bottoni del ciclismo internazionale. Purché non si camuffino per dare aiutini ai professionisti.

il presidente Uec Rocco Cattaneo

«Una delle missioni dell’UEC è quello di promuovere l’utilizzo delle biciclette e le e-bike sono un mezzo per attirare un pubblico ancora più ampio, quindi non possiamo stare a guardare – prosegue Cattaneo in una nota ufficiale pubblicata sul sito dell’Unione – abbiamo iniziato a lavorare sulla creazione di un progetto per organizzare grandi eventi di e-bike, mirati sia alla tradizionale bicicletta da strada sia al cross country, due settori che si stanno sviluppando molto rapidamente».

La ciliegina sulla torta sarà, da qui a due anni, l’organizzazione dei primi Campionati europei di e-bike, ma non solo -prosegue il presidente Uec – con l’aiuto di tecnici, stiamo cercando eventi specifici per effettuare test a partire dalla prossima stagione». Così che nel 2019 il campo sarà pronto per stilare un vero e proprio calendario di gare, organizzato dall’Unione e dedicato esclusivamente alle e-bike, fino alla conclusione della messa in palio del titolo di Campione europeo». Qualcosa di molto simile a quanto avviene nel ciclismo professionistico, solo «con una sforzo fisico che metta in condizioni di gareggiare il maggior numero di  persone possibile in contesti paesaggistici e stradali unici».

La scelta della Uec è rivoluzionaria da un lato, perché rende giustizia ad un movimento che tra i ciclisti è visto con sospetto, portandolo semplicemente alla luce del sole, dall’altro dimostra un buon senso degli affari puro e semplice. Infatti il settore delle biciclette elettriche è uno dei mercati che ha registrato l’aumento più significativo delle vendite (ad esempio in Italia, nel 2016 l’acquisto di e-bike è aumentato del 120% ,rispetto al 2015) e ha suscitato grande interesse tra il grande pubblico.

Inoltre, a quanto pare, anche il nuovo presidente Uci, cioè l’Unione ciclistica internazionale, David Lappartient sta abbracciando una politica finalizzata all’inserimento della e-bike tra le discipline ciclistiche riconosciute dall’Organismo mondiale stesso. Superando le ipotesi di qualche anno fa che volevano le bici a pedalata assistita imparentate ad ad altre Federazioni, come ad esempio quella del motociclismo. Il cambio di prospettiva è radicale se si pensa che Lappartient ha lanciato una lotta senza precedenti ai motorini elettrici nel ciclismo pro.

Il progetto dell’Unione ciclistica europea è ampio e ambizioso, insiste il presidente Cattaneo: «Il fenomeno della e-bike è anche un importante strumento per sviluppare il turismo sostenibile e proteggere l’ambiente con una riduzione significativa dell’inquinamento, del traffico stradale e contribuisce a migliorare il benessere degli utenti». Come si vede il progetto di investimento sulla pedalata assistita è deciso perché «questo è un nuovo modo di sviluppare una passione nella sua forma più popolare su larga scala che aprirà nuovi importanti mercati per il movimento, accessibili a un pubblico ancora più ampio».

1 COMMENTO

  1. Sicuramente è alla luce di tutti che l’e-bike sia il mezzo elettrico più richiesto tra gli appassionati di veicoli ecologici. La bici elettrica nel 2018 riscontrerà un grande successo in quanto a richiesta e vendite.

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