Un camion minerario elettrico, a guida autonoma e dotato di battery swap ha attirato l’attenzione di uno dei giganti mondiali dell’elettrico. BYD ha deciso di investire 100 milioni di yuan (circa 12 milioni di euro) nella cinese Boonray, azienda specializzata in mezzi pesanti per l’estrazione mineraria, puntando su una piattaforma che combina guida autonoma di livello 4 e ricarica rapida.

Un progetto nato dalla ricerca accademica
Boonray nasce da un team di ricercatori della Shanghai Jiao Tong University e ha costruito la propria proposta tecnologica attorno a miniere completamente digitalizzate.
Il cuore del sistema è una piattaforma di guida autonoma L4, sviluppata specificamente per ambienti chiusi e altamente strutturati come i siti estrattivi, dove percorsi, punti di riferimento e operazioni sono ripetitive ma estremamente gravose.
Oltre agli algoritmi di Intelligenza Artificiale, l’azienda ha investito su architetture vehicle-by-wire, fondamentali per eliminare i comandi meccanici tradizionali e consentire il controllo remoto o completamente automatico dei veicoli. In questo contesto, l’elettrificazione non è solo una scelta ambientale, ma un prerequisito tecnologico.
Autonomia totale e battery swap
Secondo Boonray, i camion sono già in grado di operare in modalità completamente autonoma, sfruttando una combinazione di sensori di bordo e infrastrutture fisse, come beacon e punti di riferimento installati nella miniera. Questo approccio consente non solo la guida senza conducente, ma anche la sostituzione automatica delle batterie, senza intervento umano.
Il battery swap diventa un elemento chiave per garantire operatività h.24, riducendo drasticamente i tempi di fermo rispetto alla ricarica tradizionale. In ambienti dove ogni minuto di inattività ha un costo elevato, Boonray sottolinea che questa soluzione rappresenta un vantaggio competitivo concreto, soprattutto se abbinata alla riduzione dei rischi per la sicurezza degli operatori.
Non solo prototipi
A differenza di molte soluzioni ancora allo stadio sperimentale, Boonray afferma di aver già implementato la propria tecnologia in 30 progetti minerari in Cina, caratterizzati da tipologie di minerali differenti e condizioni operative complesse. Un dato che suggerisce una maturità industriale superiore alla media, almeno nel contesto locale.
È però importante sottolineare che questi risultati si inseriscono in un ecosistema normativo e industriale molto specifico, dove l’automazione spinta e l’elettrificazione dei mezzi pesanti stanno avanzando rapidamente grazie a politiche industriali mirate.
BYD vede il potenziale. E investe
L’ingresso di BYD con un investimento diretto da 100 milioni di yuan va letto come una scommessa strategica più che come un’operazione finanziaria isolata. Il gruppo è già fortemente presente nel settore dei veicoli industriali elettrici e delle batterie, e l’interesse verso il mining autonomo rafforza la visione di un’elettrificazione completa anche dei segmenti più difficili. Nel solo mese di dicembre 2025, in Cina sono stati venduti 45.300 camion pesanti elettrificati, pari a circa il 54% del mercato totale. Numeri che parlano da soli.

Europa: scenario distante, ma da osservare
Per il mercato europeo, soluzioni come quelle di Boonray restano lontane da un’adozione immediata. Le miniere europee hanno dimensioni, normative e infrastrutture molto diverse, e il battery swap su mezzi ultra-pesanti è ancora tutto da dimostrare fuori dal contesto cinese. Tuttavia, l’esperienza di Boonray mostra come elettrificazione, autonomia e digitalizzazione possano convergere in applicazioni industriali concrete.
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