Home Alla ricarica Cambio batterie, niente ricarica: Nio celebra 2 milioni di swap

Cambio batterie, niente ricarica: Nio celebra 2 milioni di swap

14
CONDIVIDI
L'immagine con cui la Nio ha annunciato il Power swap numero due milioni.

Cambio batterie, niente ricarica. Nio annuncia di essere arrivata a 2 milioni di sostituzioni. Il Power Swap da record è avvenuto nel centro Nio di Suzhou.

Cambio batterie: pochi minuti e riparti carico

cambio batterie
Come avviene la sostituzione, con un sistema che è stato brevettato da Nio. (Credit foto: Nio).

Niente più lunghe soste per ricaricare: il costruttore cinese ha puntato sul Power-Swap (o battery swap). Ti fermi in uno dei tanti centri Nio disseminati per la Cina e in pochi minuti la batteria scarica viene sostituita con una carica. Addebito automatico sul tuo conto, grazie a formule di abbonamento. Con un vantaggio che Nio enfatizza nella sua nota ufficiale: fruire del progresso delle batterie, inserendo man mano pacchi di nuova generazione. Invece di restare legato alle tue celle originali, che magari nel frattempo hanno perso capacità. I clienti, comunque, sembrano gradire: “I nostri due milioni di sostituzioni della batteria non sarebbero stati possibili senza la fiducia e il supporto della nostra comunità NIO“, scrive la Casa cinese. Aggiungendo che con le batterie in swap sono stati coperte distanze per 396 milioni di km.

C’è chi ha già fatto 654 cambi-batterie, un recordman

Anche in questo settore ci sono i recordman: “Il nostro utente Power Swap più assiduo ha completato oltre 654 scambi. Mentre il cliente che ha viaggiato di più ha visitato 67 stazioni in tutta la nazione“. E la Cina è grande, eh…. Harbin, Pechino, Chengdu, Haikou e Shenzhen sono le prime cinque città per numero di scambi-batterie.

cambio batterieMa non finisce qui: “Ci impegniamo a continuare ad accelerare l’implementazione delle soluzioni di ricarica per le esigenze dei clienti e a fornire un servizio più conveniente“, scrive Nio. “Restate sintonizzati poiché prevediamo di distribuire il nostro NIO Power Swap 2.0 entro metà aprile“. Non ci sono né in Europa né negli Stati Uniti esperienze simili a quelle di Nio. Ci provò nel lontano 2007 una start-up creata dall’israeliano Shai Agassi, Better Place, che raccolse 850 milioni di dollari per creare una rete di stazioni di battery-swap. I tempi non erano maturi e l’avventura finì malamente, con un fallimento.

Apri commenti

14 COMMENTI

  1. Con un accordo tra Case Automobilistiche e giocando sui collegamenti serie/parallelo dei pacchi di batterie, ne bastano veramente pochi. Ovviamente lasciamo fuori i modelli che voglio decollare…senza ali.

  2. Ma quanto deve essere grande un deposito per contenere tutti i tipi di batterie necessarie all’ utenza che vuol usufruire di questo servizio???

  3. Bene, battery swap cosa buona e giusta. In un commento di tempo fa scrissi appunto che in un futuro io vedrei vantaggioso che si sviluppassero aziende che costruiscono batterie standard per tutte le marche di auto e che i possessori possano optare tra la proprietà della batteria e al suo noleggio. Comunque tutte le sostituzioni verrebbero pagate per la maggiore energia imbarcata a bordo. Nella stazione di servizio si caricherebbero con calma le batterie scariche senza dover realizzare allacciamenti alla rete elettrica dalle potenze spropositate che si hanno in stazioni di ricarica ultrarapida. Che dire doppio beneficio in un colpo solo.

  4. Le colonnine di ricarica non le aboliamo.
    Restano la seconda scelta; più scomoda ma sempre valida.
    E poi costruiamo i …Tir di ricarica mobile in autostrada…
    basta avere soldi da investire e fantasia…

  5. Dobbiamo resuscitare Einstein per capire che questo è l’unico modo per poter acquistare auto elettriche a 10.000 Euro senza problemi di ricarica?

    • Raffaele, se lei potesse resuscitare Einstein, le spiegherebbe perchè la sostituzione delle batterie non è un’ipotesi sensata. E forse se ne convincerebbe. Io non ci provo nemmeno.

      • La prego, mi aiuti a capire dove è il problema, visto che in Cina festeggiano i due milioni di cambi; altrimenti ho l’impressione che Lei ha un Lingotto di oro in mano ma dice che è ottone

        • La rete di sostituzione rapida è della sola Nio, quindi non tratta batterie standard, intercambiabili fra diversi modelli. Le stazioni sono meno di 500 in tutta la Cina (ha presente le dimensioni? sarebbe come se in Italia ce ne fossero meno di 50: le sembra una rete capillare?). Ovviamente, invece, le stazioni di swapping dovrebbero essere in numero groso modo pari ai distributori di carburante attuali che sono 22.150 circa. Ogni batteria auto pesa fra 250 e 400 chili, e ha l’ingombro di una tavolo. Come immagina un magazzino dove ne siano stoccate in ricarica almeno un centinaio, poi movimentate, impilate ecc. il tutto moltiplicato per 22.150 stazioni? Ci sitamo stracciando le vesti per la penuria di matererie prime come litio, nichel o cobalto indispensabili per costruire le batterie. Bene, allora facciamone almeno due per ogni auto circolante.

          • mi sembra che ci sia un pregiudizio, non trovo nessuno degli argomenti che ha portato insormontabili. Chiaro che la Nio fa il suo per se, ma ovviamente perchè non esiste lo standard. Uno dei motivi per cui esiste l’Europa è avere un grande mercato e incidere con le proprie politiche su di esso. Non ci vogliono due batterie per ogni auto e questo creda che lo comprenda anche meglio di me e se occorrono 4 ora per ricaricare una batteria è chiaro che in 24 ore per quella presa ne entrano in circolo 60, se usiamo 10 prese se ne possono caricare 60 in una giornata, se in una città media conteggiamo una cinquantina di distributori in una giornata se ne caricheranno 3000. Ora personalmente in 4 mesi non ho trovato necessario ricaricare la mia auto ad una velocità superiore a 1.6 kW/h quindi non sarei un buon cliente per il sistema e la fornitura di batteria sarebbe utile solo per chi lo ritenesse strettamente necessario. C’è da dire che sarei passato all’elettrico già dieci anni fa se non avessi avuto il terrore del rischio tecnologico. Come si dice nell’articolo non compri la batteria, ma la noleggi e quando il mercato offre una batteria meno pesante e voluminosa questa entrerebbe in circolo molto più rapidamente e il rischio tecnologico sarebbe ammortizzato dai fornitori che meglio ammortizzerebbero i costi. Oltre a ciò il sistema sarebbe ottimi per i lunghi viaggi.

          • Per il noleggio delle batterie non è necessario il cambio rapido: la Zoe lo ha fatto per anni e l’ha abbandonato perchè la formula non ha avuto successo. Le batterie di un’auto non sono come quelle di una torcia elettrica. Sono il 50% dell’auto. Sono l’equivalente del blocco motore-cambio-trasmissione di un’auto termica. Le vorrebbe tutte uguali, in tutte le auto? Le pare possibile? Lei dice che non servirebbero almeno due batterie per ogni auto. Non so, ma come sarebbe ritrovarsi a una stazione di swapping, in autostrada, che ha terminato la scorta?

          • mi sembra veramente pretestuoso tirare in ballo il fallimento di un sistema in un periodo in cui le elettriche non erano una opzione, sistema che avrebbe avuto successo se fosse stato inventato uno standard. Mi chieda piuttosto se a fronte di 340 km di autonomia, avrei preferito 250 a il cambio rapido della batteria e probabilmente avrei adattato nella stessa auto una batteria più piccola e senza problemi di ingegneria.
            Non si parla mai del rischio tecnologico ne di quanto valgono oggi le auto elettriche solo di 5 anno fa e di quanto varranno le auto elettriche di oggi tra 5 anni, quando magari saranno entrate in commercio batterie che peseranno la metà e una doppia capacità. E’ il motivo per cui io oggi non compro una auto, ma la finanzio. Ma questo non può essere il futuro. Pensateci al di là del fallimento di un sistema in un mercato troppo acerbo in cui gli stati sarebbero dovuto essere maggiormente lungimiranti. Un altro dato interessante sarebbe quello di conoscere quante autorimesse per auto ci sono in Italia e comprendere il freno esistente dall’impossibilità della ricarica domestica.

  6. Continuo a ritenere che questa (e SOLO questa) sia la soluzione alla diffusione capillare dei veicoli BEV. In attesa dell’arrivo dell’idrogeno

  7. Sarebbe successo prima o poi che qualcuno portasse via dall’Europa un’idea elementare come questa.
    Sarebbe stato sufficiente all’epoca che L’Europa stabilisse uno standard da sviluppare che si sarebbero risparmiati oceani di finanziamento pubblico.
    Potrete dire che il sistema avrebbe condizionato lo sviluppo del design dell’auto elettrica, ma forse ne avrebbe incentivato forme differenti da quelle consuete.
    Alche l’auto con motore a scoppio quando cercava di imporsi scimiottava le carrozze con cavalli.
    Better Place era la miglior opzione possibile per imporre l’elettrico e oggi avremmo la possibilità di fare anche 1000 chilometri senza essere condizionati dalla ricarica.
    Peccato, la solita occasione persa.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome