Cambiamento climatico, gli ultimi tre anni sono stati i più caldi mai registrati da quando esistono misurazioni sistematiche. Un dato che conferma quanto la crisi climatica stia accelerando. Mentre, in molti Paesi, cresce la pressione di lobby industriali e politiche che cercano di rallentare la transizione energetica e la diffusione della mobilità elettrica.
Secondo un nuovo studio scientifico, nel 2024 la temperatura media globale ha superato di oltre 1,5 gradi Celsius i livelli dell’epoca preindustriale. La soglia indicata dall’Accordo di Parigi come limite inferiore per evitare gli effetti più pericolosi del cambiamento climatico. Formalmente quell’obiettivo si riferisce alla media delle temperature su un periodo di vent’anni. E quindi il superamento per un singolo anno non significa ancora che il limite sia stato definitivamente oltrepassato. Tuttavia, spiegano gli scienziati, è un segnale molto chiaro: gli sforzi globali per contenere il riscaldamento sono stati finora insufficienti.
L’articolo è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters. Sostiene che la Terra si è riscaldata di circa 0,35 gradi Celsius nel decennio fino al 2025. Rispetto a una media di poco meno di 0,2 °C per decennio tra il 1970 e il 2015. Questa è la prima prova statisticamente significativa di un’accelerazione del riscaldamento globale, affermano gli autori.
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Il nuovo lavoro contribuisce a chiarire un dibattito aperto da tempo tra i ricercatori. Esiste infatti un consenso scientifico consolidato sul fatto che le emissioni di gas serra generate dalle attività umane abbiano provocato il riscaldamento del pianeta fin dall’epoca preindustriale. Per molti decenni, però, il ritmo dell’aumento delle temperature è apparso relativamente costante. I record registrati negli ultimi anni hanno quindi spinto molti studiosi a chiedersi se la velocità del riscaldamento globale stia aumentando.
Gli ultimi tre anni sono stati i più caldi di sempre
Dimostrarlo non è semplice, perché il clima terrestre è influenzato anche da oscillazioni naturali che possono temporaneamente mascherare o amplificare la tendenza di fondo. Per affrontare questo problema, i ricercatori hanno cercato di eliminare il cosiddetto “rumore” statistico che può confondere l’analisi dei dati. Come spiega Grant Foster, coautore dello studio ed esperto di statistica, l’obiettivo era rendere più visibile il “segnale di riscaldamento a lungo termine” nascosto dietro le fluttuazioni naturali.
Nel lavoro sono stati quindi isolati fenomeni come El Niño, le eruzioni vulcaniche e le variazioni dell’irradiazione solare. Una volta rimosso l’effetto di questi fattori temporanei, il quadro che emerge è netto: le prove di un’accelerazione del riscaldamento globale sono considerate “forti”. Secondo gli autori, l’anomalia delle temperature non dipende solo da anni eccezionalmente caldi come il 2023 e il 2024, ma da un cambiamento più strutturale. Dal 2015, la traiettoria delle temperature globali sembra essersi discostata dal precedente percorso di crescita più graduale.
Il nuovo rapporto si aggiunge a una serie crescente di ricerche che indicano come gli effetti del cambiamento climatico stiano emergendo più rapidamente di quanto previsto in passato. Un altro studio pubblicato negli stessi giorni suggerisce, ad esempio, che molte analisi sull’innalzamento del livello dei mari potrebbero aver sottostimato l’aumento dell’acqua lungo diverse aree costiere.
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Secondo Stefan Rahmstorf, ricercatore del Potsdam Institute for Climate Impact Research e autore principale dello studio, le implicazioni sono evidenti. “Se il tasso di riscaldamento osservato negli ultimi dieci anni dovesse continuare, il superamento a lungo termine del limite di 1,5 gradi previsto dall’Accordo di Parigi potrebbe verificarsi prima del 2030”, avverte.
L’aumento della temperatura dipenderà dalla rapidità con cui verranno azzerate le emissioni di CO₂ dai fossili
In altre parole, il tempo a disposizione per ridurre drasticamente le emissioni si sta riducendo. La velocità con cui la Terra continuerà a riscaldarsi, sottolineano gli scienziati, dipenderà soprattutto dalla rapidità con cui il mondo riuscirà ad azzerare le emissioni di CO₂ derivanti dai combustibili fossili.
È proprio su questo punto che si concentra oggi uno dei principali scontri politici ed economici. Mentre le evidenze scientifiche indicano la necessità di accelerare la transizione energetica, diversi settori industriali stanno cercando di rallentare il passaggio alle fonti rinnovabili e all’elettrificazione dei trasporti. Ma se il ritmo del riscaldamento globale sta davvero aumentando, come suggeriscono questi studi, rinviare le scelte potrebbe rendere la sfida climatica ancora più difficile — e costosa — da affrontare.
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Vi faccio una previsione: quest’anno sarà ancora peggio. Ho visto fiorire le margherite a gennaio e gli albicocchi a fine febbraio in pieno campo nel Veneto
questo è il grafico della pubblicazione scientifica citata, con l’andamento della temperatura in funzione dell’anno; nel riquadro in basso i dati sono stati ripuliti in parte del rumore statistico di altre fenomeni (es la Corrente del Golfo); nell’ultimo decennio la curva è un po’ più ripida
https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/cms/asset/bd0c6ac1-bc92-4c23-95cf-32b5ab08f6da/grl72074-fig-0001-m.jpg
Lascia senza parole.
il vero dramma poi a proposito della corrente del Golfo, è che se davvero venisse quasi azzerata o deviata dallo scioglimento ghiacci polari l’ intero centro nord europa rischia un brusco rimbalzo verso temperature glaciali, proprio come accade al centro nord america ove è frequente toccare i -15/20 gradi pure alla latitudine di New York..che è quella di Napoli…
Ci stiamo dirigendo a corsa verso scenari apocalittici per la nostra modalità esistenziale…
Vedi (o rivedi) il film “The day after tomorrow”, il cui presupposto scientifico era esattamente un rapidissimo (nella drammatizzazione cinematografica) e fortissimo rallentamento della corrente del Golfo. 😱
infatti il punto di equilibrio è già vicino alla rottura… e poi non si torna indietro… se non dopo qualche secolo (se si impegna tanto tanto tanto ad abbattere le emissioni)
Sono molto dispiaciuto, un grande abbraccio e una carezza a tutti voi!
allo zoo ho visto degli alligatori tristi se vuoi accarezzarli, se poi non sei stanco, anche un grattino all’orso che è nella stagione degli amori
Grazie Donato, tutti noi contraccambiamo… ma, per curiosità, da quale pianeta ci sta inviando il suo abbraccio e la sua carezza?
Donato va compreso, e’ un gelataio … o un venditore di climatizzatori o di costumi da bagno…
Si potrebbe “festeggiare” la.minor necessità di energia per riscaldamento edifici… l’ allungamento del periodo per ferie oltre i normali limiti stagionali…
Peccato che paghiamo molto, molto pesantemente con crescenti danni da frane, alluvioni, trombe d’ aria che ormai ci colpiscono con frequenza sempre più alta, causando danni multi miliardari che poi portano ad aumenti assicurativi anche per soggetti non direttamente colpiti…o forti rincari dei prodotti alimentari perché i raccolti vengono distrutti da fenomeni atmosferici o attacchi di parassiti prima contenuti dai climi freddi degli inverni perduti
Per attività produttive danneggiate da crolli ed alluvioni spesso si aprono prospettive di chiusura (con perdita immediata di posti di lavoro e indotto), per altre viene disposto il trasferimento (con aggravio di costi)… Quasi mai arrivano sufficienti fondi di ristoro promessi da governo e regioni, ma sempre e comunque molto tardi e soprattutto… spiccioli…
Se facciamo il conto di tutte le perdite economiche (ma dovrebbe ro contenere anche quelle di vite umane) la cifra risultante è abnorme!
Infinitamente minore dei costi di contenimento delle emissioni…a per ” alcuni soggetti ” che ci lucrano sù…non si fa niente di concreto…e via così fino al prossimo disastro.
Si potrebbe parlare di autolesionismo. In realtà si tratta di stupidità politica a favore di quella economica
Mi sembra che gli ultimi accadimenti nel golfo persico (dopo quelli in Venezuela) siano un chiaro segnale di cosa va cercando l’uomo…
L’uomo cinese ha chiesto all’Iran di lasciare passare le petroliere dirette in Cina. Ma i cinesi non erano quelli della transizione energetica a tutto spiano? Cosa se ne fanno quindi di quel petrolio se oramai a casa loro sembra girino solo auto elettriche?
Ma per piacere… 🙄
Il mio posto era (parzialmente) ironico. È evidente che il problema del petrolio non è solo legato all’automotive su strada (che pesa poco più del 50% della produzione), ma anche ad esempio all’industria petrolchimica / aviazione / manutenzione delle strade/ altro di minore entità.
Ad esempio dovremmo trovare una materia prima alternativa per produrre la plastica…o trovare un’alternativa alla plastica. Diversamente non ci affrancheremo mai dai combustibili fossili…nemmeno sostituendo tutto il parco auto ICE con le BEV.
Salve Massimo, fa delle obiezioni utili a ragionare
se hai più perdite d’acqua dal tetto che stanno allagando casa, il danno sarà proporzionale alla somma dell’acqua che entra su più giorni; va da sè che è più importante essere rapidi a chiuderne infetta già nei primo giorni un buon numero di quelle più grandi, che stare a dilungarsi in raffinati progetti su come chiudere le falle più piccole e meno accessibili nel tetto
concetto simile con l’innalzamento di temperatura, è circa proporzionale alla quantità totale di Co2 immessa negli anni, e non solo a quella immessa nell’ultimo anno
per arrivare al 2050 con meno Co2 complessiva immessa in atmosfera, è più efficace tagliare velocemente nei primi anni le emissioni di un 50-70%, agendo sui settori dove è già possibile farlo senza aggravi di spesa o quasi, come in pratica stiamo facendo, e poi con più calma, con il tempo guadagnato dall’aver rallentato la velocità con cui cresce latemperatura, possiamo spremerci le meningi per ridurre l’altro 30%, 20%, 10% in modi che risultino anche loro economicamente conveninenti, o almeno accettabili
ps: il petrolio se non lo bruci (= emissioni Co2) e ci fai plastiche e altri prodotti chimici, ci può stare; poi di plastiche alternative (derivati organici o riciclate) credo ne abbiamo, di solito non si usano perchè costano leggermente di più
quasi tutta la industria anche i settori “difficili” (acciaio, cemento, etc) pure mi pare hanno già soluzioni per elettrificare o alla peggio usare idrogeno verde o biometano, che dovrebbe scendere di prezzo se adottate in massa; su youtube guardo per es. un canale chiamato “Engineering with Rose” che tratta anche di questo, con sottotitoli in italiano
ho letto qualche soluzione ipotizzata per navi e aerei a lunga percorrenza, per es delle celle a combustibile in studio al MIT con densità di energia adeguata;
e alla peggio, per motori che “bruciano qualcosa”, ci saranno sempre gli elettrocombustibili, oltre al biogas, e ai biocombustibili (questi in quantità modeste), ma questi appunto potrebbero essere gli ultimi settori che decarbonizzeremo
i cinesi hanno una enorme quantità di energia F.E.R. rispetto a noi occidentali, ma ancora dipendono per la quota residua da idrocarburi importati (a differenza degli USA, che ne hanno e ne controllano anche al di fuori dei loro territori)… quindi ora come ora son pesantemente inguaiati pure loro….
Non ci riderei su… perché sicuramente raddoppieranno i già consistenti sforzi di autonomia energetica… e probabilmente ci riusciranno in una decina di anni (vista la velocità con cui LORO possono procedere) mentre noi occidentali resteremo ancora più indietro anche a mercati “normalizzati” e quindi peggiorando il divario…