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Byton, il Suv che sa di casa

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Sarà Byton uno dei nuovi player nell’automotive elettrico? Nato in Cina da ex manager BMW,  ha (ovviamente) una sede in Europa, a Monaco, e una in Silicon Valley. Al CES di Las Vegas il primo grande debutto. Capitali cinesi, management europeo, marketing Usa:  una ricetta già vista, questa volta potrebbe funzionare.

 

Un salotto con sedili che ruotano

Da Las Vegas Carlo Iacovini*

Più che a un’auto, con questa start up cinese siamo di fronte a uno smart device su ruote. Le porte della Byton si aprono con riconoscimento facciale, gli specchietti sono sostituiti da videocamere, un megaschermo occupa tutta la plancia (chiamato Shared Experience Display, largo 1,25m e alto 25cm). Più facile pensarlo come uno schermo di intrattenimento per i passeggeri, piuttosto che un cockpit per il guidatore. La vettura è un’estensione della propria abitazione, delle proprie abitudini, dove ritroviamo tutti quei piccoli dettagli che rendono appunto il nostro “smartphone” unico e personalizzato. Che poi serva per spostarsi…beh, questo è quasi un elemento in più. A partire dagli interni che hanno un sistema di “rotazione” dei sedili che crea un effetto “living” che nessuna casa-auto ha finora prodotto in serie. Porta-tablet e pc accessibili per tutti i quattro posti per essere sempre online grazie a un sistema di connettività integrato nel veicolo, dove non sono visibili antenne. La Byton uscirà con un livello 3 di “autonomous driving”, per poi salire al 4 dal 2020 e consentire anche l’immancabile condivisione con altri utenti. Infine: un sistema di controllo vocale che integra l’ultima versione di Amazon Alexa e alcuni comandi che potranno essere dati con dei semplici gesti.

 

Arriva nel 2019, già prenotabile

Per riprendere gli elementi più “tradizionali” della vettura, il design Byton  segue i trend dei più moderni Suv (lunghezza di 4,85, poco meno di una BMW X5  con un passo di 2,95) mentre l’autonomia raggiunge i 520 km dichiarati, grazie al pacco-batterie da 95 kWh ,  ricaricabili fast- charge con una piattaforma modulare che sarà utilizzata poi per altri modelli. Sorprendente è il prezzo di partenza negli Stati Uniti: 45.000 dollari, un listino d’attacco tale da far concorrenza al Chevrolet e Nissan e molto più competitivo delle Tesla. Sarà un progetto realizzabile? La fabbrica a Nanjing (Cina) è già in costruzione e la produzione è prevista nel 2019. Per ora è possibile immaginarla e prenotarla, in attesa di un test in strada. Il suo “papà” ha un curriculum che parla da solo: Carsten Breitfeld, tedesco, ingegnere meccanico, è stato per 20 anni in BMW. Per la Casa bavarese ha ricoperto la carica di vice-presidente responsabile del programma della i8, la splendida auto elettrica ibrida plug-in poi entrata in produzione nel 2015. I cinesi lo hanno ‘rapito’ come si fa con gli allenatori di calcio: dandogli carta bianca (è anche presidente di Byton) e grandi mezzi. Il filmato qui sotto è una presentazione del team Byton.

Al CES2018, il grande salone dell’elettronica di consumo di Las Vegas, vengono presentate molte macchine elettriche, tra cui la Fisker EMotion

* Carlo Iacovini è un consulente attivo da anni nella mobilità sostenibile