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Byd non teme i dazi Ue: risponde “invadendo” la Thailandia

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Il colosso cinese Byd risponde ai dazi della Ue dalla Thailandia, dove ha inaugurato il suo primo stabilimento (solo per auto a guida a destra) e rilevato il 20% del principale rivenditore del Paese. E nei prossimi due anni pensa di aprire altre fabbriche puntando sugli incentivi del governo

Proprio nel giorno in cui sono diventati ufficiali i dazi dell’Unione europea sulle importazioni di auto elettriche cinesi, è arrivata la risposta a Bruxelles da parte del numero uno del settore.

Ed è una risposta di peso: l’inaugurazione del nuovo stabilimento del gruppo Byd in Thailandia, che diventerà la base per l’espansione di tutto il Sud-est asiatico. Per consolidare il suo ruolo di primo antagonista a livello globale di Tesla.

Una settimana dopo è arrivata la seconda mossa. Dopo aver inaugurato – il primo luglio – la sua prima fabbrica nel Paese con una capacità di 150mila veicoli all’anno, Bid ora ha annunciato di aver rilevato il 20% di Rever Automotive, uno dei più grandi rivenditori di tutto il quadrante.

La fabbrica Byd in Thailandia produrrà solo modelli con guida a destra, da vendere dall’India all’Australia

Una pianificazione molto precisa. Da un lato, con Rever ai assicura una base logistica di primo livello, mentre dalla fabbrica usciranno solo modelli con guida a destra. Modelli che oltra alla Thailandia potranno essere esportati anche in India, Australia, Nuova Zelanda e Indonesia.

Byd è stata “veloce” nello sfruttare gli incentivi messi a disposizione dal governo tailandese per attirare fabbriche automotive e fare del Paese la “fabbrica” di auto elettriche del sud-est asiatico.

Del resto, la strategia di Byd per consolidare il primo posto nel mercato elettrico è fatta sia di espansione commerciale, sia di mosse geopolitiche molto ben studiate. Lo dimostra come si sta muovendo in Europa, dove ha sfruttato la marcia indietro di Volkswagen sulla sponsorizzazione degli Europei di calcio, prendendone il posto come main sponsor.

Esemplare anche il comportamento dei vertici Byd nel caso dei dazi decisi da Bruxelles. Byd è tra le case automobilistiche che dovranno pagare l’aliquota più bassa, per aver deciso il livello più alto di collaborazione all’indagine di Bruxelles. Aggressività commerciale, ma senza mettere da parte le armi della diplomazia.

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6 COMMENTI

    • la risposta certa non c’è lo, e tu?

      Cina sta facendo delle “indagini” per sovvenzioni/concorrenza sleale sull’importazione di carne suina europea, giro di affari anche più grosso, e forse metterà i dazi

  1. Voglio vedere cosa fanno le case europee che esportano la maggioranza delle loro auto in Cina… quando anche loro saranno daziate

    • Le case europee che volevano esportare in cina per la maggior parte sono state obbligate dal governo cinese ad aprire aziende in loco, lasciando la maggioranza in mano cinese. Perchè loro vogliono la competizione aperta e pulita.

  2. la fabbrica di autovetture DYB in Europa (che stanno allestendo in Ungheria epsandendo una precedente fabbrica di autobus) se ho capito non sarà operativa prima di 2 anni

    se quest’estate BYD conferma la validità della loro nuova batteria Blade 2.0, economica e più densa delle attuali, con i dazi potremmo esserci sparati sulle cosidette.. almeno dal punto di vista dei consumatori e dell’elettrificazione

    speriamo riducano i dazi, o vengano fatti accordi per avere anche queste batterie da noi, oltre alle nuove CATL e LG che però hanno già stabilimenti funzionanti in europa

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