BYD ha inscenato un test di ricarica nel deserto della Mongolia per promuovere l’efficienza delle stazioni Flash Charging anche in contesti ambientali estremi. La prova, riuscita, arriva mentre la rete proprietaria supera già quota 5.700 stazioni in Cina.

Ricarica veloce, anche nel deserto
La dimostrazione si è svolta apposta in un’area remota, caratterizzata da condizioni ambientali difficili, tra vento, sabbia e infrastrutture limitate. BYD ha utilizzato un modello elettrico dedicato – il SUV Tai 3 – per validare la sua nuova tecnologia di ricarica ultra-rapida in un contesto lontano dalle tradizionali reti urbane o autostradali.
Il dato emerso è rilevante: l’auto ha impiegato 5 minuti per una ricarica rapida e 9 minuti per il “pieno” completo.
Va però sottolineato che l’azienda non ha specificato tutti i parametri del test, come stato della batteria o condizioni operative dettagliate, elementi che possono influenzare sensibilmente le prestazioni. E’ sembrata quindi più una mossa promozionale che un vero test tecnologico.

Turbo-BYD: più 5.000 Flash Charging e meno 100.000 posti in 27 giorni
Flash Charging: 5.700 stazioni in poche settimane
La tecnologia Flash Chaging di BYD sta avendo un grande successo in Cina. In poco più di un mese dal lancio del programma, la rete di ricarica ultra-rapida ha superato le 5.715 stazioni operative, un ritmo di crescita estremamente elevato.
L’azienda ha inoltre annunciato un piano di espansione internazionale che prevede circa 6.000 punti di ricarica all’estero, accompagnando la crescita dei propri modelli anche in Europa.
Tra i marchi destinati ad arrivare nel Vecchio Continente c’è Denza, con modelli come Z9 GT e D9. Tuttavia, resta da capire come e quando una rete di ricarica proprietaria così avanzata potrà essere replicata in Europa.
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Si… la Mongolia. Sembrano certe spiagge della Sardegna.
ATTENZIONE… Provocazione …
se BYD volesse veramente dimostrare l’efficacia delle sue stazioni di rifornimento veloci in zone desertiche (senza connessioni potenti alla rete) potrebbe fare alcune installazioni in Italia (nel sud specialmente), magari coprire almeno la SS 125 , la 131 e 291 in Sardegna, giusto per convincere i più scettici che si possono ricaricare auto elettriche senza tappezzare di pannelli intere colline o creare collegamenti da MegaWatt (dato che sono dotate di “storage + charging” con batterie da 200-300 kWh integrate ). La regione nei mesi estivi è meta prediletta di benestanti turisti, molti dei quali sicuramente dotati di BEV…. non è il caso di lasciarli andare altrove in vacanza… ne va della sopravvivenza del commercio (e delle famiglie).