BYD supera Ford nelle vendite. E l’Ovale Blu cambia strategia…

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Per la prima volta BYD supera Ford nelle vendite globali, sfruttando la crescita delle sue auto elettriche a basso costo. Si tratta di un passaggio simbolico nella competizione mondiale sulla mobilità green. Ma Ford non si tira indietro e rilancia: pronta una nuova gamma di EV più compatti ed accessibili.

Nel 2025 il colosso cinese ha venduto oltre 4,6 milioni di veicoli a batteria (BEV e PHEV), contro i poco meno di 4,4 milioni dell’Ovale Blu. Una distanza che riflette il peso crescente dei modelli a basso costo e spinge Ford a rivedere la propria strategia EV.

Negli Stati Uniti Ford ha chiuso l’anno con vendite in crescita del 6% (oltre 2,2 milioni di veicoli), ma ha sofferto in mercati chiave come Europa e Cina, dove l’offensiva dei marchi cinesi – da BYD a Geely – si è fatta sempre più intensa grazie a elettriche più accessibili, efficienti e tecnologicamente competitive.

Il sorpasso e la reazione di Ford

Secondo i dati riportati da Bloomberg, BYD è salita al sesto posto nelle vendite globali, superando proprio Ford.

Meno elettriche più ibride: la retromarcia Ford

BYD, che dal 2022 ha abbandonato la produzione di sole auto a combustione interna per concentrarsi su BEV e PHEV, sta ora accelerando l’espansione internazionale. In Europa e in altri mercati extra-cinesi punta su modelli come la Dolphin e la Atto 2, posizionati su fasce di prezzo aggressive.

Il sorpasso, storico, non sembra però “demoralizzare” i vertici di Ford. Il CEO Jim Farley ha infatti ribadito che «Ford non si tira indietro sugli EV», ma cambierà approccio. Il nuovo piano prevede il passaggio da grandi pickup e SUV elettrici a modelli più compatti e accessibili, con un prezzo d’ingresso attorno ai 30 mila dollari (circa 25.000 euro).

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Il sorpasso di BYD su Ford nel 2025 (fonte: Bloomberg)

Il piano Ford: nuova gamma EV a costi più contenuti

Cuore della strategia è la nuova Universal EV Platform (UEV), progettata per ridurre drasticamente complessità e costi.
Come? Con -20% di componenti rispetto alla media, -25% di elementi di fissaggio, -40% di stazioni di lavoro in fabbrica, -15% di tempo di assemblaggio.

Un approccio che punta a “inseguire la fisica”, come sottolineato da Farley, ovvero migliorare efficienza e leggerezza invece di aumentare semplicemente la capacità delle batterie.

Sul fronte accumulatori, Ford adotterà celle LFP (litio-ferro-fosfato) prodotte nel nuovo impianto in Michigan, utilizzando tecnologia concessa in licenza da CATL. Una scelta coerente con l’obiettivo di contenere i costi e rendere più stabile la supply chain, pur con le inevitabili implicazioni geopolitiche.

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La Ford Explorer in versione elettrica

Un pickup elettrico da 30mila dollari?

Il primo modello basato sulla piattaforma UEV sarà un pickup elettrico di medie dimensioni, atteso nel 2027 con un prezzo di partenza intorno ai 30.000 dollari. Una soglia che potrebbe cambiare gli equilibri nel mercato nordamericano e, indirettamente, influenzare anche le strategie globali.

Ford punta inoltre su partnership industriali, tra cui una nuova collaborazione con Renault, per accelerare lo sviluppo di elettriche a basso costo riducendo gli investimenti iniziali.

Per il mercato europeo, sempre più sensibile al fattore prezzo, se Ford riuscirà davvero a portare sul mercato elettriche sotto i 25.000 euro con margini sostenibili, potrebbe riaprire una partita che oggi vede i costruttori cinesi in vantaggio sul segmento entry-level. Molto dipenderà da tempi di lancio, strategie di localizzazione produttiva e politiche commerciali dell’Unione europea.

LEGGI anche: “Ford Puma Gen-E. Tutto quello che serve in città, a 32.950€” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (1)
  1. Questo è quello che fa un Ceo che guarda avanti, non quelli che chiudono o investono nelle vecchie filiere o peggio riprendono a produrre mezzi a nafta per non sapere nulla guardassero il mercato globale avrebbero già le linee guida.

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