Dopo il lancio della seconda generazione della Blade Battery, BYD ha annunciato un piano per installare 20.000 stazioni di ricarica flash da 1,5 megawatt in Cina entro la fine del 2026. Il sistema promette tempi di ricarica “flash” di 5 minuti, mettendosi in piena concorrenza con il battery swap della rivale Nio. L’infrastruttura sarà presto estesa anche all’estero.
Ricarica flash o battery swap?
La strategia del costruttore cinese, battezzata “Flash Charging China”, punta a creare una rete capillare di ricarica ultrarapida capace di ridurre drasticamente i tempi di attesa.
Il nuovo sistema si basa su una potenza di ricarica fino a 1.500 kW con architettura dell’auto elettrica 1.000 volt, abbinata alla seconda generazione della Blade Battery. Con questa configurazione alcuni modelli di EV compatibili – come Denza Z9GT e Yangwang U7 – in Cina possono già passare dal 10% al 70% di carica in circa 5 minuti, mentre dal 10% al 97% bastano solo nove minuti.
BYD Denza Z9 GT, l’elettrica che punta al record mondiale di autonomia: 1.036 km
Il salto tecnologico si innesta in una sorta di sfida virtuale con la tecnologia del battery swap, il sistema di sostituzione rapida della batteria, sviluppato in particolare da Nio, che sta avendo successo in Cina. Il cambio-batteria richiede circa tre minuti, un vantaggio temporale sulla flash charging di BYD ma che implica infrastrutture molto più complesse e costose.

Ventimila stazioni e copertura urbana capillare
Il piano industriale di BYD è assai ambizioso. Entro la fine del 2026 punta a installare 20.000 stazioni di ricarica ultrarapida in Cina. Di queste, la maggior parte saranno installate all’interno di hub già esistenti, in collaborazione con operatori come TELD e Star Charge. Altre 2.000 saranno dedicate invece alle autostrade.
Secondo il gruppo, questi siti consentiranno una copertura urbana del 90% entro un raggio di 5 km nelle principali città. A inizio marzo 2026 risultano già completate oltre 4.200 stazioni, mentre le prime 1.000 infrastrutture autostradali dovrebbero entrare in funzione prima di maggio.

Accumulo integrato per evitare i limiti della rete
Uno dei punti più interessanti riguarda il modo in cui BYD intende superare i limiti delle reti elettriche locali. Le stazioni utilizzano infatti un sistema “storage + charging”, con batterie tampone da 200-300 kWh integrate nella colonnina. Questi accumulatori funzionano come amplificatori di potenza: assorbono dalla rete circa 100 kW costanti e rilasciano fino a 1.500 kW durante la ricarica rapida.
Secondo l’azienda, questa architettura ridurrebbe del 60% i costi di installazione, evitando la necessità di nuove sottostazioni elettriche dedicate. Il modello è anche più “leggero” dal punto di vista degli investimenti rispetto alla rete proprietaria di Nio, che ha già superato i 18 miliardi di yuan per le proprie stazioni di battery swap.

L’espansione globale: Europa nel mirino
Il piano non riguarda solo la Cina. BYD ha confermato che la rete di flash charging sarà lanciata anche nei mercati internazionali entro la fine del 2026.
L’espansione seguirà probabilmente le aree dove il gruppo sta rafforzando la produzione, come Thailandia, Brasile e Ungheria. Quest’ultima è particolarmente rilevante per il mercato europeo, dove BYD sta costruendo il suo primo grande stabilimento continentale.
Una tecnologia accessibile
Un elemento chiave della strategia riguarda la diffusione della tecnologia. La seconda generazione della Blade Battery non resterà limitata ai modelli premium. Dopo il debutto sulle berline di fascia alta, BYD prevede di portarla nel corso del 2026 su modelli molto più popolari della gamma, come le serie Song, Qin, e successivamente sulle compatte Dolphin e Seagull. La stessa Blade Battery consente inoltre di percorrere distanze maggiori con una singola ricarica: grazie a un incremento del 5% della densità energetica, sono ora possibili autonomie superiori a 1.000 km (secondo il ciclo di omologazione cinese CLTC).
Se il piano verrà realizzato, la ricarica ultrarapida potrebbe diventare una tecnologia diffusa anche sulle auto elettriche di fascia media e accessibile, non solo sui modelli premium.
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Queste batterie sembrano battere quelle dei record di Xpeng e Zeekr e BYD è molto più forte nelle vendite: ora dovrebbero migliorare i consumi e il design (anche se la Seal non mi dispiace).