Il colosso cinese BYD punta a una crescita senza precedenti nei mercati esteri, spinto dall’aumento dei prezzi di petrolio e gas. Secondo il CEO Wang Chuanfu, gli ordini di veicoli elettrici stanno già registrando un’impennata in diverse aree del mondo, tanto che le vendite giornaliere in alcuni Paesi equivalgono a quelle di due settimane.
L’effetto combinato di tensioni geopolitiche e caro energia sta ridisegnando gli equilibri del mercato automotive globale. Per BYD, che ha abbandonato definitivamente la produzione di auto esclusivamente a combustione interna, si tratta di una finestra di opportunità che potrebbe consolidarne la leadership nell’elettrico.

Prezzi del petrolio e domanda EV: un legame sempre più evidente
Il management di BYD prevede che nel 2026 il rialzo dei prezzi dei combustibili fossili porterà le vendite estere “a un altro livello”. Una previsione che trova già riscontro nei numeri: nei mercati di Australia, Nuova Zelanda e Filippine, la domanda di EV BYD sta crescendo a ritmi fuori scala.
Non è solo una questione di costo del carburante. L’aumento dei prezzi energetici rende più evidente il vantaggio economico dell’elettrico, soprattutto nei Paesi dove le infrastrutture di ricarica stanno maturando rapidamente. Questo trend potrebbe riflettersi anche in Europa, dove però restano incognite legate a dazi, regolamentazione e concorrenza locale.
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Il ruolo chiave dei mercati emergenti
Durante il Salone dell’auto di Bangkok, il più importante del sud-est asiatico, BYD ha superato tutti i concorrenti per numero di ordini, lasciando alle spalle anche Toyota. Un segnale forte in una regione che sta diventando strategica per la diffusione della mobilità elettrica.
La crescita nei mercati emergenti rappresenta un asse fondamentale della strategia del costruttore cinese. Qui BYD può sfruttare un posizionamento competitivo grazie a una gamma più accessibile rispetto ai brand occidentali, mantenendo al contempo buoni margini.

Export BYD: quota 1,5 milioni di EV nel 2026?
BYD ha aggiornato le proprie stime per il 2026, portando l’obiettivo di vendite estere a 1,5 milioni di veicoli, in aumento rispetto alla precedente previsione (1,3 milioni). Un traguardo ambizioso ma supportato da dati già solidi.
Basti pensare che, solo a marzo, le esportazioni hanno raggiunto oltre 120mila unità tra elettriche e ibride plug-in, con una crescita del 65% su base annua. In totale, nel primo trimestre 2026, le vendite estere hanno superato le 320.000 unità.
Oggi circa il 40% delle vendite BYD arriva dall’estero, una quota destinata a crescere rapidamente fino a superare, secondo alcune stime, il 50% nel medio termine.
Determinante sarà anche l’espansione produttiva fuori dalla Cina, con nuovi impianti in Europa e America Latina. In particolare, la mega‑fabbrica di Szeged, in Ungheria, potrebbe giocare un ruolo chiave per l’accesso al mercato europeo, anche se restano interrogativi su tempi, volumi e accoglienza normativa.
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