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BYD in contropiede: con gli Europei vuole battere Volkswagen in Germania

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Byd Europei calcio
Charxcontrol

Passa dagli Europei di calcio in Germania la strategia di BYD per espandersi nel Vecchio Continente, per aumentare le vendite nei prossimi anni. Approfittando delle difficolta di case come Volkswagen

Un autogol che ha del clamoroso. Tre anni fa, Volkswagen era uno degli sponsor principali degli Europei di calcio. Per l’edizione 2024, la società di Wolfsburg si è fatta da parte perché impegnata in una campagna di taglio dei costi che coinvolge anche il marketing. E per convogliare risorse verso operazioni come l’investimento in Rivian, proprio per recuperare i ritardi tecnologici sull’innovazione.

Ma fatto ancora più grave, Volkswagen ha lasciato che il suo posto come main sponsor fosse preso da BYD, il colosso cinese che a inizio anno si è “permessa” di superare Tesla per numero di auto elettriche vendute nel mondo. E che ora vuole mettere in discussione anche il primato della casa tedesca. Partendo proprio dagli Europei di calcio che si disputano in Germania.

Detta così potrebbe sembrare una esagerazione. Anche perché – in questo momento – BYD si trova in fondo alle classifiche in tutta Europa. Da gennaio a maggio, ha venduto solo 13mila vetture. La casa cinese piazzata meglio è Saic che ne ha immatricolate 96mila. Mentre Volkswagen può vantare 5,6 milioni di vetture messe sul mercato.

La campagna BYD per gli Europei non si limita a cartelloni e promo in tv

Ma quando si ha a che fare con la Cina, ci si dimentica sempre che a Pechino sono abituati a pianificare “mentalmente” su periodi molto più lunghi, hanno strategie – sia politiche che commerciali – che si misurano in decenni e non in piani triennali come fanno le società per azioni occidentali.

In questo contesto, si spiega la decisione di BYD di diventare sponsor degli Europei in Germania. Il che non si limita soltanto a mettere il nome sui cartelloni negli stadi o all’inizio del promo della partite di calcio. Come avranno notato anche i tifosi italiani. La casa cinese ha investito in strategie di marketing molto più complesse.

Per esempio, con servizi di navette arrivare fino a 300 vetture nelle partite di cartello. Oppure, isole espositive nelle zone più centrali delle città più importanti con la presentazione dei nuovi modelli e, soprattutto, con dimostrazione dei gadget tecnologici più avanzati, che tanto piacciono ai tedeschi. Per concludere con campagne sui social per mettere in palio premi per assistere agli incontri.

Volkswagen rischia grosso lasciando il campo di gioco a BYD

In un servizio pubblicato da Bloomberg, l’agenzia economica ha citato il parere di Marko Sarstedt, responsabile del dipartimento marketing presso la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco. A suo parere “la sponsorizzazione di BYD la rende il marchio più noto in Europa e lo carica di emozioni. È un rischio per la strategia EV di Volkswagen lasciare il campo di gioco a BYD.

La campagna di BYD è ovviamente iniziata ben prima dell’inizio degli Europei. E’ pianificata con molta attenzione in crescendo per raggiungere il suo apice tra giugno e luglio. Ha funzionato? Parrebbe di sì.

Sempre Bloomberg ha citato nel suo articolo un sondaggio condotto nel mese di aprile dalla società di consulenza gestionale Horváth su circa 2.000 intervistati in Europa: “Il 36% degli acquirenti di auto a conoscenza dei marchi cinesi prenderebbe in considerazione l‘acquisto di un modello BYD. Sei mesi prima, era il 10%.

Tutto questo avviene proprio nel momento più “caldo” dei rapporti commerciali tra Cina e Unione europea, che vedono l’auto al centro del contenzioso. Bruxelles ha appena annunciato un aumento dai dazi sulle auto cinesi importate, anche se inferiori alle previsioni: fino a una aliquota massima del 27%, là dove gli Stati Uniti li hanno raddoppiati.

Anche per questo le case cinesi hanno deciso di accelerare i piani di espansione in Europa. Per varie ragioni. Le case automobilistiche della Ue sono alla prese con una transizione tecnologica che incontra ancora molte difficoltà e può sostituire le vendite inizialmente previste in un mercato americano sempre più chiuso alle auto di Pechino.

in questa strategia può contare sulla stessa Germania come principale alleato. Le case tedesche, a loro, volta devono salvaguardare il mercato cinese dove si sono mossi con grande anticipo. Non a caso, a Pechino è appena stato in visita ufficiale il ministro dell’Economia Robert Habeck.

Secondo quanto è filtrato dagli incontri, il governo cinese ha proposto uno sconto del 15% sui dazi per le importazioni di auto, se la Germania si farà portavoce di politiche Ue meno severe sul fronte della limitazioni all’import dalla Cina.

Il tutto per dimostrare come il calcio non sia solo un gioco, ma come accaduto altre volte sia sempre al centro della geopolitica.

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6 COMMENTI

  1. Le Byd attuali non vanno da nessuna parte.
    Quelle che potevano vendere di più, Dolphin e Atto 3 hanno più lacune che pregi: trazione anteriore, potenza di ricarica lentissima rispetto a tutte le concorrenti, mancanza di frunk, infotainment con diversi bug, errori di traduzione e comandi vocali in inglese, interni Atto 3 orridi, estetica Dolphin non in linea con i gusti europei, mancanza di modelli (manca la trazione integrale come invece ha MG4) e di optional (non c’è possibilità di avere un audio premium, ecc.)
    Vedremo con gli aggiornamenti di Blade Battery 2 e nuova piattaforma ePlatform…

  2. Benvenga la concorrenza e spero che VW ne faccia altri di errori come questo. Non mi vien certo da tifare per un produttore che negli ultimi anni si è distinto per rincari assurdi, benvengano giovani underdog pronti a sfidare i vecchi e arroganti boss.

  3. In Volkswagen avevano Diess che era persona mite, intelligente ed umile, ma grazie alle pressioni da parte dei nostalgici, dell’attuale ex Porsche e del sindacato nella persona della Sig.a Daniela Cavallo lo hanno cacciato per il mancato raggiungimento di alcuni obiettivi (avrei voluto vedere loro al posto suo).

    Ma ai tedeschi (un po come agli italiani) piacciono le teste fatte in certo modo.

    Si arrangino.

    Dovesse chiudere VW mi spiace solo per i dipendenti.

  4. BYD sta facendo tutto molto bene. Accordi con concessionari grossi e rinomati, pubblicità battente per far conoscere il marchio, modelli accattivanti.
    Però listino ancora alto e software un po’ scadente (e quindi gli adas di conseguenza poco affidabili).
    Chissà se la spunterà.

    • Con il trend dell’industria cinese in questi anni credo che ci vorrà poco per raggiungere gli standard europei. Per i prezzi , di solito le aziende iniziano con prezzi alti e progressivamente li fanno scendere, per non darsi la zappa sui piedi.
      Non dubito che, avendo margini ancora alti, possa invadere il mercato europeo, salvo dazi folli, riducendo il prezzo e migliorando la qualità del prodotto.

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