BYD entra ufficialmente nell’organismo internazionale che definisce gli standard di qualità dell’industria automobilistica. L’International Automotive Task Force (IATF) ha annunciato l’ingresso del gruppo di Shenzhen tra i propri membri: è il secondo costruttore cinese ammesso, dopo Geely, nel “club” guidato dai colossi tedeschi VW e BMW.
Per BYD significa poter partecipare direttamente alla definizione degli standard di qualità che regolano la filiera automobilistica mondiale, influenzando così anche le future mosse nel campo della mobilità elettrica.

BYD è la seconda cinese al “tavolo” dei grandi
L’IATF è l’organismo che supervisiona gli standard di qualità della supply chain automobilistica. L’ingresso nel board è riservato a un numero molto limitato di costruttori globali, tra cui spiccano grandi nomi dell’automotive come BMW, Ford, GM, Stellantis, Volkswagen, Mercedes-Benz, Renault.
L’ingresso di BYD segue il precedente di Geely, che nel 2021 era diventata la prima azienda asiatica con diritto di voto nell’IATF, rompendo di fatto il tradizionale predominio occidentale nell’organizzazione. Nuovi membri che rappresentano, di fatto, il passaggio ad una nuova fase di governance per l’industria automobilistica, sempre più legata alla transizione elettrica e digitale.
Non a caso BYD – che sarà rappresentata nell’IATF da Shu Wenfeng – contribuirà allo sviluppo di nuovi standard pensati per veicoli elettrici, architetture a 800 volt e sistemi di guida intelligente. Grazie alla nuova posizione, il colosso cinese potrà ora partecipare alle decisioni su processi industriali, qualità e standard produttivi, elementi sempre più cruciali con l’evoluzione tecnologica dei veicoli elettrici.
Impulso all’elettrico, cercando la qualità
Per il gruppo cinese, diventato negli ultimi anni uno dei protagonisti globali dell’elettrificazione, la fresca nomina ha anche un valore simbolico.
BYD lavora infatti da anni per superare la percezione di un certo “gap qualitativo” tra l’industria cinese e i marchi europei premium. Questo si traduce nel quotidiano in un’attenzione crescente ai dettagli costruttivi, alle finiture interne dei veicoli e all’uniformità produttiva, elementi fondamentali per competere nei mercati maturi.
Il marchio continua a poi spingere sull’innovazione tecnologica, come dimostra il lancio della nuova generazione di batterie Blade Battery 2.0 e lo sviluppo di infrastrutture di ricarica ultra-rapide.

Tra espansione globale e sfide commerciali
La standardizzazione dei processi è particolarmente importante per un gruppo che opera in oltre 100 Paesi e che sta espandendo rapidamente la propria presenza internazionale. Tuttavia, per il costruttore cinese restano aperte le sfide legate ai possibili dazi e alle barriere commerciali in Europa e Nord America, proprio mentre le esportazioni continuano a crescere.
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Speriamo che il contributo di BYD comprenda anche la velocità con cui si devono cambiare certe caratteristiche progettuali come imposto in Cina, ad esempio su:
– maniglie azionabili anche in caso di blackout impianto elettrico
– principali comandi ad azionamento su pulsanti manopole anziché su display touch o comandi vocali (che sono meno istintivi per i conducenti)
Magari apportare anche il punto di vista orientale sulla responsabilità della guida (anche durante fasi di guida autonoma del veicolo).
La data di entrata in vigore della legge sui comandi fisici è giá stata fissata
https://www.vaielettrico.it/retromarcia-digitale-in-cina-comandi-fisici-obbligatori-in-auto-per-le-principali-funzioni/
@Luigi
in Cina hanno già preso provvedimenti legislativi su comandi fisici, azionamento maniglie porte, livelli di guida assistita, volanti Joke etc
Io spero che vengano copiati anche dagli altri paesi (europei ) perché li ritengo fondamentali (e poi per unificare gli standard progettuali e produttivi, con meno varianti per mercato .