BYD davanti a Fiat e Citroen in Europa. Ma grazie all’ibrido


Promo Estiva Vai Elettrico


Promo Estiva Vai Elettrico

BYD  davanti a Fiat e Citroen in Europa. Ma non grazie all’elettrico, come si continua a far credere, ma all’ibrido, nelle sue varie forme.

BYD davanti a Fiat e a tanti storici marchi. Ed è solo l’inizio

BYD vende più
Vendite di maggio in Europa dei primi 15 marchi.

Il boom dei marchi cinesi in Europa non si arresta. Nel complesso  hanno venduto 121.030 auto in maggio. Quasi il doppio (+97%) dello stesso mese del 2025. E la quota di mercato continua ad arrotondarsi, arrivando ora al 10,7%, contro il 9,8% di aprile. Tutta colpa dell’elettrico? Macché, dopo i dazi imposti dalla Ue il made in Cina si è buttato senza probelmi sull’ibrido. Lo conferma il fatto che c’è una sola cinese, la Leapmotor T03,  tra le 10 elettriche più vendute il mese scorso. Peraltro in posizione. Mentre è sull’ibrido che i cinesi stanno facendo volumi. Come confermano i dati di BYD, il marchio cinese più venduto nell Vecchio Continente. Che in maggio ha superato anche Fiat e Citroen, piazzandosi 12° con oltre 32 mila auto vendute. E si avvicina rapidamente al 10° posto, ora detenuto dalla Hyundai con 37 mila.

L’equivoco (interessato) sull’elettrico continua

BYD davanti a Fiat
La Dolphin Surf, la BYD elettrica più venduta in Europa, ma ora si punta sul Super Hybrid…

La lunga marcia dell’auto cinese dunque continua. Con grande soddisfazione dell’ex Fiat Alfredo Altavilla, ora nel vertice di BYD Europe. E con un duplice equivoco. Il primo é che sia legata appunto all’elettrico, cosa che ripete come un mantra anche il Corriere parlando anche della crisi Volkswagen. Il secondo è che la competitività del made in Cina sia dovuto solo al basso costo del lavoro e agli aiuto dello Stato. Trascurando l’enorme bagaglio tecnologico di cui dispone Pechino nell’era in cui le auto sono diventate ‘computer con le ruote‘. Anche nell’ibrido, tanto che la UE, che l’ha capito, si accinge a mettere dazi anche qui. Sullo sfondo resta la crisi del marchio Fiat, sempre piu in difficoltà. Uscito ormai dalla Top Ten, aspetta una svolta che non arriva, anche il nuovo piano Stellantis lo pone tra i 4 marchi strategici del gruppo.

– Ho preso un’elettrica cinese, devo sentirmi in colpa? VIDEO

Visualizza commenti (4)
  1. mah..io non vedo “un boom” di elettriche o ibride… vedo solo una ricerca disperata di auto economiche usate, e purtroppo stanno finendo ..se uno mette in vendita “una Panda” o simili a gpl anche a prezzo maggiorato la vende in un attimo… una BYD o simili la vende solo a radical chic con buona capacità di spesa , ma anche i radical chic sono ben pochi. la realtà oggettiva è che non esistono auto elettriche economiche. tutti le aspettano ma non esistono… chiamano solo come presa in giro ” ciycar” auto elettriche con batteria tristissima e a prezzo troppo alto per diffondersi… capiatene le conseguenze da qui a qualche anno… SE volete essere sinceri . poi lo sappiamo: Tesla e “autoX” si venderanno sempre, ma solo ai radical chic che possono spendere molto, per le “classi deboli” la mobilità in auto sarà sempre piu difficoltosa.

    1. Se non ha visto il boom di elettriche e ibride è perché ha saltato le pagine dove ci sono le statistiche di vendita.

    2. Io quello che so è che intorno a gennaio ho visto persone colorate Alfa Romeo Tonale diesel. Era un giovane operaio di circa 25 anni. Quell’auto costa quanto una Tesla Model 3 base. Molte VW Golf costano quanto la Tonale, errore sono auto che qui tutti sono disposti a comprare.
      Il mio vicino di casa ha comprato una Toyota Yaris Cross nell’allestimento che gli sarà costato 26-28 mila euro.
      BYD ha Atto 2 e Dolphin BEV o G (PHEV) che costano +/- come la Yaris Cross. Leapmotor ha modelli di classe superiore che costano anche meno della Yaris Cross negli allestimenti d’ingresso (REEV e BEV) e si appresta a mettere in commercio un modello elettrico della stessa categoria che costerà di meno della Yaris Cross.
      Quello che purtroppo è vero, è che i costruttori europei, giapponesi e coreani attualmente non riescono a mettere in commercio BEV a prezzi accettabili. Sono arrivati tardi e per almeno i prossimi 5 anni ne pagheranno le conseguenze. Ricordiamoci che i grandi manager di questi gruppi finì a prima del 2019 hanno bloccato R&S in questo campo per motivi di rientro economico nel giro di 5 anni. I cinesi erano partiti nel 2011, ci voleva tanto a capire che si dovevano dare una mossa anche se per i primi dieci anni fossero andati in rosso per quei pochi modelli che avrebbero venduto? Almeno ora avrebbero le conoscenze per proporre BEV più evolute.

  2. Tutto già visto in passato: i dazi non funzionano più entro pochi anni.
    La UE mette dazi sui BEV cinesi, fomentata dai costruttori tradizionali – soprattutto di quelli che storicamente fecero la loro fortuna sulle “utilitarie” di segmento fino a C – che non vogliono perdere i maxiutili che fanno sulle (tante) termiche che continuano a vendere come se non ci fosse un domani e sulle (poche) elettriche che vendono perché semplicemente obsolete e sovraprezzate? Nessun problema: i cinesi da un lato continuano a penetrare sul mercato europeo con PHEV e HEV, dall’altro assorbono parte dei dazi sui BEV mantenendo prezzi comunque competitivi e iniziano ad aprire fabbriche in EU per aggirare i dazi.
    La UE si accorge che i cinesi vendono un sacco di PHEV e HEV dal prezzo molto competitivo e, sempre su spinta dei costruttori tradizionali, pensano di mettere dazi anche su queste auto? Nessun problema, giusto il tempo di portare nelle fabbriche in EU anche le linee produttive di PHEV e HEV e anche questi dazi saranno aggirati.

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