BYD a quota 10.000 Flash Charging in Cina (e già 1,83 milioni di utenti)

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BYD ha raggiunto quota 10.000 stazioni di ricarica Flash Charging in Cina, appena sei mesi dopo aver presentato la nuova tecnologia. La rete copre oggi 325 città e ha registrato oltre 1,83 milioni di utenti, un terzo dei quali utilizza auto di altri marchi. Il costruttore punta ora a raddoppiare la rete entro la fine del 2026 e prepara anche un’espansione internazionale, con 3.000 stazioni previste in Europa.

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Secondo BYD, la rete ha già distribuito complessivamente 210 milioni di kWh di energia e si è sviluppata a una velocità media di circa 55 nuove stazioni al giorno dall’annuncio della tecnologia, avvenuto lo scorso marzo.

La dimensione raggiunta in pochi mesi rende il progetto cinese particolarmente rilevante non tanto per il singolo record di potenza, quanto per la rapidità con cui infrastruttura e veicoli vengono sviluppati parallelamente.

BYD Flash Charging
La tecnologia Flash Charging di BYD sta riscuotendo un grande successo in Cina

Una rete che attraversa 325 città cinesi

Le 10.000 stazioni sono distribuite in 325 città della Cina continentale. La rete comprende anche punti di ricarica in località particolarmente remote, compresa l’area nei pressi del Monte Everest.

Un altro dato interessante riguarda gli utilizzatori. BYD dichiara oltre 1,83 milioni di utenti registrati alla rete Flash Charging, con quasi un terzo proveniente da automobili di marchi diversi da BYD. Questo dato va però interpretato insieme alle caratteristiche tecniche dei veicoli: una stazione capace di erogare una potenza estremamente elevata non significa infatti che qualsiasi automobile possa sfruttarla.

I veicoli non BYD potrebbero non essere in grado di assorbire la stessa potenza dei modelli BYD compatibili.

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Obiettivo 20.000 stazioni entro l’anno

Il traguardo dei 10.000 punti rappresenta esattamente la metà dell’obiettivo fissato da BYD per il 2026. Il piano annunciato a marzo prevede infatti 20.000 stazioni in Cina entro la fine dell’anno: 18.000 in ambito urbano e 2.000 lungo le autostrade.

Per completare il programma entro il 31 dicembre, BYD dovrà quindi procedere ad un ritmo superiore a quello già molto alto mantenuto finora, che si è attestato a +55 stazioni quotidiane. La media negli ultimi mesi dell’anno dovrà salire a circa 80.

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Il piano di espansione

Il progetto poi non dovrebbe rimanere confinato alla Cina. BYD ha annunciato un piano internazionale per 6.000 stazioni Flash Charging, delle quali 3.000 destinate all’Europa.

Qui la sfida sarà però diversa. Le infrastrutture europee utilizzano principalmente lo standard CCS2, mentre in Cina BYD opera con lo standard GB/T. Portare la tecnologia nel continente significa quindi adattare l’infrastruttura agli standard locali e, soprattutto, confrontarsi con una rete elettrica e con un parco circolante molto diversi da quelli cinesi.

La disponibilità di una rete ultrarapida potrebbe diventare un elemento importante per l’espansione europea di BYD e dei suoi marchi, ma non è ancora possibile valutare quanto sarà capillare la rete europea né quali potenze saranno effettivamente accessibili ai diversi modelli.

  • LEGGI anche: BYD gioca la carta Europa: anche l’auto alla spina diventa “glocal” e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (3)
  1. Spero che tutta questa fretta non sia troppo contagiosa!
    Servono si ricariche ultrarapide, perché capita di avere fretta, ma servono anche un po’ più lente: cavolo, se mi fanno auto che in autostrada arrivano oltre i 300km, dopo 3 ore di auto almeno un caffè io lo devo bere e se non mi danno almeno un quarto d’ora, col cavolo che ce la faccio, soprattutto se c’è casino all’autogrill!
    In futuro spero ci siano stazioni di ricarica con 2 stalli mega, 10 intorno ai 400kW, 20 tra i 50 e i 100kW e un centinaio solo in AC!l
    Così ognuno può scegliere il tempo di pausa, non di ricarica!

    1. Un ragionamento un po’ forzato velocità/ricarica _ tempo pausa, il problema è nel costo al kwh . >SE< tutte le postazioni & auto ricaricassero in 5 minuti fai il pieno e poi fai pausa sperando che tenga la vescica. Le auto "vecchie" son lente non bisognose di megavatt e qui ci sta il tuo ragionamento ma solo per il costo della corrente e non di tempi di pausa.

      1. Assolutamente no.
        Io in un viaggio lungo appena fatto, mi sono fermato quasi 45 minuti, perché con i bambini, anche al self service che è veloce, in tempi minimi per mangiare sono quelli.
        Con una pausa di quel tipo ci vuole una curva piatta con una colonnina da 100kW su una batteria intorno ai 75kWh.
        I calcoli, una volta che si conosce la propria auto, si fanno piuttosto in fretta.

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