A Brindisi la bocciatura di un piccolo progetto agrivoltaico (poco più di 5 MW) diventa l’ennesima occasione per “buttarla in caciara“. La segnalazione viene da un affezionato lettore, Marco Scozzafava, che se la prende anche con l’edizione locale di La Repubblica. Per scriverci: info@vaielettrico.it.
L’Emilia-Romagna spinge sull’agrivoltaico: “Valorizza le colture”
“Mi sono imbattuto in un articolo nella sezione di Bari del quotidiano La Repubblica, così intitolato: «Il carciofo brindisino è salvo, salta l’impianto agrivoltaico: “Non è compatibile con il paesaggio”». Qui il link. Ho subito scritto una email alla redazione del giornale (pur sapendo che molto difficilmente sarà presa in considerazione) con le seguenti argomentazioni:
1) Ora per definizione un impianto agrivoltaico coesiste con le coltivazioni, quindi questo titolo fa passare l’idea che invece l’agrivoltaico sia in contrasto con le coltivazioni.
2) Il paesaggio in agricoltura non è mai un argomento generico e vago, secondo le ultime sentenze un diniego per problemi paesaggistici deve essere sempre ben giustificato nello specifico, e gli impianti agrivoltaici tranne rare eccezioni non sono soggetti a queste restrizioni (a differenza degli impianti fotovoltaici a terra).
Dunque questo articolo si configura come un generico attacco all’agrivoltaico, soprattutto in un periodo in cui l’Italia deve recuperare un ritardo colossale nello sviluppo delle energie rinnovabili e nella riduzione della dipendenza dal gas, con le conseguenti bollette record in Europa.
La Repubblica: il caricofo brindisino è salvo
Il diniego del permesso va approfondito, ma non può essere utilizzato come pretesto per attacchi generici di questo tipo contro gli impianti agrivoltaici, che se ben progettati hanno innumerevoli vantaggi sia per le attività agricole che per le produzioni energetiche, come numerose ricerche e molte esperienze dirette confermano da anni.
Ed ora aggiungo: imbarazzante che si possa far passare l’idea che addirittura la “salvezza” di una specie agricola sia appesa al diniego di un progetto!! Questo mi fa pensare che siano stati recepiti, acriticamente, dalla redazione, gli slogan (antiscientifici!) utilizzati dai comitati locali per fare campagna mediatica di accrescimento dei consensi attorno al no!
Ma questa non è informazione, anzi il suo esatto contrario!!
Dalla redazione di un giornale serio e di diffusione nazionale ci si dovrebbe aspettare ben altro. Ma sarebbe bastato semplicemente riportare le opinioni delle due parti in contrapposizione, presentandole come tali, e non di certo sposare acriticamente le opinioni di una unica parte come se fosse una verità scientifica. È anche a causa di questa informazione distorta che l’Italia resta così indietro nella transizione energetica, a mio avviso. Anche un vostro parere sarebbe gradito„. Ing. Marco Scozzafava

Un no dai risvolti oscuri. Ma ha “imboccato” la stampa?
Risposta – Più che buttare la croce addosso ai colleghi baresi, quindi, richiameremmo l’attenzione su chi ha fornito le informazioni distorte e confuse. Istituzioni? Comitati NO Watt? Suggeritori “interessati”? Non possiamo saperlo. Certo la vicenda ha risvolti oscuri: si parla di un impianto agrivoltaico, ma poi Coldiretti attacca gli impianti a terra. Si parla di “aree idonee” dimenticando che l’agrivoltaico è soggetto a una disciplina a parte. Si cita un diniego “per motivi paesaggistici” senza specificare di quali beni si voglia salvaguardare l’integrità.
Abbiamo cercato sul web qualche documento ufficiale, ma quello che abbiamo trovato non è sufficiente ad esprimere un giudizio nel merito. La vicenda risale al 2021 con la presentazione del primo progetto e l’avvio dell’iter autorizzativo. Allora si parlava di fotovoltaico a terra, incompatibile con coltivazioni di pregio come Igp Carciofo Brindisino e con la Dop Terra d’Otranto e perciò respinto.
Poi il progetto fu modificato, trasformandolo in agrivoltaico. Nuova bocciatura, ricorso dei proponenti, e sentenza finale del Consiglio di Stato, giunta pochi giorni fa con motivazioni paesaggistiche. Del resto, nel frattempo nel Comune di Brindisi sono stati autorizzati e in parte realizzati numerosi altri parchi fotovoltaici. La pianta qui sotto lo mostra chiaramente.

L’affollamento è fuori discussione. Ma con gli elementi a nostra disposizione è impossibile esprimere un giudizio, senza ricadere nella stessa faciloneria che rimproveriamo agli autori dell’articolo di La Repubblica e di altre testate locali che se ne sono occupate, incorrendo nelle medesime imprecisioni.

Centenario (Lega) esonda: no all’agrivoltaico predatore
Ci sentiamo però di censurare la dichiarazione del Vicepresidente del Senato ed ex ministro dell’agricoltura, il leghista Gian Marco Centinaio, che ha commentato: «Questa ordinanza mette a tacere tutti coloro i quali hanno sostenuto finora l’interesse prevalente della transizione energetica rispetto alla produzione agricola. Non possiamo sacrificare l’autonomia alimentare, la protezione del suolo e i prodotti tradizionali delle nostre terre sull’altare di un’ideologia green esasperata e senza senso. Esistono tante superfici su cui poter installare pannelli solari, senza consumare altro suolo. Non si può scegliere la strada più semplice solo per avere una soluzione a portata di mano, a scapito dell’agricoltura».
Peggior servizio di questo alla scienza, al buon senso e alla verità è impossibile farlo
- LEGGI anche: Armaroli: “Contro la transizione usano armi di distrazione di massa” e guarda il VIDEO




mha.. non sapevo se rispondere, ma qui c’è un grafico con i dati climatici degli ultimi 20.000 anni:
https://ecquologia.com/wp-content/uploads/2024/04/435768543_955906589876480_6044619132538651007_n-1024×594.jpg
si 10.000-7.000 anni fa le temperature si sono alzate, molto molto lentamente, in uscita dall’epoca glaciale precedente, ma niente a che vedere con quanto sta succedendo adesso per via del fattore causato dall’uomo cioè le immissioni carboniche dei combustibili fossili, il fenomeno attuale è enormemente più veloce e ampio, se non rallentato non finirà bene
anche perchè la popolazione è aumentata molto rispetto all’epoca dei cavernicoli, e il livello moderno di benessere dipende da agricoltura e tecnologia; stravolgimenti climatici se non calmierati portano ingenti danni economici e anche tensioni con guerre e immigrazione per risorse come acqua, terra, cibo… anzi se guardiamo al medio oriente, forse sono già iniziate
Il fatto che ciclicamente la Natura ci faccia affrontare ere con cambiamenti climatici non significa che se la situazione sta diventando estremamente pericolosa per la nostra sopravvivenza non si debba cercare quantomeno di diminuire la velocità con cui rischiamo di arrostire….
Altrimenti i pompieri potrebbero affrontare gli incendi con la benzina anziché l’ acqua .. così brucia tutto più velocemente e se ne vanno a casa subito..
Numerosi testi antichi e cronache storiche descrivono periodi di forte riscaldamento climatico, anomalie termiche e prolungate siccità del passato. Gli autori antichi non usavano l’espressione scientifica “surriscaldamento globale”, ma registravano con precisione gli impatti dei cambiamenti del clima sui raccolti, sui fiumi e sulla vita quotidiana.
Durante l’Impero Romano, il bacino del Mediterraneo visse una fase marcatamente calda e stabile che favorì l’espansione dell’agricoltura. Nel suo trattato De Causis Plantarum, il filosofo greco Teofrasto (IV-III secolo a.C.) documentò come il clima della Grecia stesse cambiando e diventando più caldo, notando che piante tipiche dei climi caldi (come la palma da dattero) riuscivano a fruttificare in zone dove prima il freddo lo impediva.
Nel suo celebre manuale d’agricoltura De Re Rustica, Columella (I secolo d.C.) cita lo scienziato Saserna per spiegare che i cambiamenti climatici stavano riscaldando la penisola italica. Riporta che in aree precedentemente troppo fredde, dove l’inverno distruggeva i raccolti, ora si potevano vendemmiare ottime uve e raccogliere olive in abbondanza.
Nella sua Naturalis Historia, Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) menziona lo spostamento verso nord di alcune colture a causa del mutamento delle temperature regionali.
Numerosi registri monastici inglesi e francesi dell’XI e XII secolo documentano la presenza di vigneti produttivi nell’Inghilterra centrale e meridionale, un fenomeno possibile solo grazie a estate calde e prolungate.
I testi norreni che raccontano l’epopea di Erik il Rosso (fine X secolo) descrivono la Groenlandia (“Terra Verde”) come un luogo con pascoli fertili e fiordi liberi dai ghiacci, condizioni che permisero l’insediamento di comunità agricole vichinghe prima del successivo raffreddamento globale (la Piccola Era Glaciale).
Infine, documenti storici in Cina descrivono la progressiva coltivazione degli agrumi (piante estremamente sensibili al gelo) in aree sempre più settentrionali del Paese durante l’XI secolo, a testimonianza di un riscaldamento non solo europeo ma eurasiatico.
Tutto questo (e molto altro ancora che non cito) per esortarvi a far si che a Brindisi continuino a coltivare i carciofi come hanno sempre fatto da secoli, lasciando perdere questo disfattismo cosmico i cui pseudo rimedi localizzati hanno mandato in vacca tutta l’industria europea e gli stipendi di operai e classe media.
I suoi “scienziati” viaggiavano a cavallo e pensavano che la terra finisse alle Colonne d’Ercole. Complimenti WilCoyote. E Dont’look up.
per tutti i “WilCoyote” che abbiamo in giro…. una spiegazioncina più chiara di quanto intendevi con “Dont’loo up” ?
https://www.mymovies.it/film/2021/dont-look-up/
penso che non puoi capire se non “quantifichi”
oscillazioni climatiche significative di vari gradi, ma lentissime, ci sono state alla fine delll’era glaciale, 8000 anni fa
negli ultimi 2100 anni, in piena civiltà, le citazioni storiche che tanto ti piacciono si riferiscono ad oscillazioni climatiche lente e piccole, circa 0,6 °C nel mediterraneo, e se vogliamo credere alle citazioni, già erano sufficenti a modificare le coltivazioni
invece negli ultimi decenni abbiami avuto un fenomeno non naturale, proporzionale al totale cumulato della co2 immessa in atmosfera dai conbustibili fossili, una impennata velocissima, nel mediterreo siamo a +2,5 °C, e un aumento dei periodi di siccità, e se le emissioni non saranno ridotte continuerà a peggiorare rapidamente forse sino a +5 °C
fai due + due:
se 0,6 °C già modificava l’agricoltura, +2,5 °C (o +5 °C futuri) è faccenda seria, l’anticlone e il clima nordafricano desertico si spostano sul mediterraneo.. altro che carciofi
Con il clima che cambia si stanno desertificando vaste aree sia in centro Europa (con gli austriaci costretti ad abbattere mucche da latte per carenza di foraggio fresco e pascoli inaridito) e soprattutto il bacino del Mediterraneo, epicentro di un drammatico surriscaldamento, tra i più veloci ed elevati del pianeta.
Avere impianti agrivoltaici (ossia sollevati da terra per coltivare sotto) fornisce non solo un’ entrata importante agli agricoltori (che troppo spesso svendono prodotti sottocosto alla grande distribuzione) ma soprattutto un sistema protettivo efficace sia contro l’elevato irraggiamento, l’ evaporazione estrema -con riduzione delle irrigazioni..in una regione già scarsa di disponibilità idrica –
in definitiva può diventare la “serra 2.0 ”
Nella mia Toscana sono molto vaste le distese coperte di luccicanti serre di teli di plastica a coprire coltivazioni a terra o in vaso di fiori, frutta e verdura…e così in molte altre regioni….o all’ estero…come in Spagna (e le isole Canarie, fronte Africa) che Senza la protezione di copertura non potrebbero produrre a sufficienza.
Prima o poi la disperazione degli agricoltori dovrà farli scendere in piazza a difendere il loro lavoro ed il diritto ad avere un giusto reddito che, se non assicurato soltanto dalla vendita dei prodotti della terra che coltivano, può significativamente essere integrata dalla produzione del Sole ☀️ ossia l’ energia da F.V. indispensabile per la loro azienda specie col caro gasolio che Non calerà né a breve né in futuro (dopo il 1973 i prezzi carburanti son rimasti alti e cresciuti fino ai valori odierni).
Se vorremo tutti noi italiani spendere meno (e non ho inteso “poco” ! ) nei prodotti alimentari..e tutti gli altri beni …dovremo abbattere il costo energetico…e questo si può fare solo con l’ energia rinnovabile del sole e del vento (e le maree e la geotermia… speriamo anche nell’ idroelettrico 🙏! che sta andando in crisi in tutta Europa e coinvolge pure le centrali nucleari, che vengono fermate per carenza d’ acqua..o acqua troppo calda pure nei fiumi).
nel 2060 in Italia per decarbozzare tutto serviranno circa 260 GW di impianti fotovoltaici a terra, cioè circa 1000 km2 di pannelli, oltre alle altre componenti del mix energetico 100% rinnovabili e accumuli
potrebbero essere messi in una piccola frazione di terreni catalogati come agricoli ma non coltivati, come i prati e pascoli perenni, pari a 35.000 km2, e poi ci sono altri 6000 km2 di terreni agricoli non utilizzati di altro tipo;
in totale sono i famosi 4,1 milioni di ettari agricoli non coltivati a volte citati
i terreni catalogati agricoli sono 165.000 km2 in Italia ( 16,5 milioni di ettari) poco più di metà della superfice nazionale ( 302.000 km2 )
se per assurdo nel caso peggiore possibile immaginabile (e attualmente vitato per legge) tutti gli impianti fotovoltaici a terra futuri fossero realizzati in aree coltivate, invece che in prati e pascoli, o comunque con impianti agrivoltaici che preservano anche la coltivazione, in questo caso peggiorativo irreale la produzione agricola scenderebbe di meno del 2%
ecco, chiaramente sarebbe più grave se sul mercato mancasse 2% di produzione di carciofi, sicuramente ne moriremmo di stenti a miiloni e la nostra tradizione agricola ed economia nazionale si spegnerebbe all’istante
rispetto alla mancanza di 400 TWh all’anno di elettricità producibilli dagli impianti a terra fotovoltaici, cioè buona parte dei consumi futuri nazionali, elettricità autoprodotta sul territorio nazionale e a basso prezzo
ecco, sono priorità, capacità di ragionamento, su cui (non) eccellono certi politici, e/o sono bugiardi di proposito.. in ogni caso a ragionare cosi non sarebbero in grado di gestire correttamente una mangiatoia per le mucche o un negozio di toelettura per cani, e noi invece queste cime li eleggiamo a governare.. sembra il film ideocracy
vabbè complice le filiere indsutrailia che alimentano la disinformazione su web e social, e anche una legge elettorale che non ci fa scegliere le persone, fomentando astensionismo…però già scegliendo i partiti un filo più razionali, resistendo all’impulso innato di pancia di votare il peggiore per protesta (impulso pare innato quando una situazione è già degradata), qualcosina di meglio penso si potrebbe fare
Allargando il dibattito: si può mai sapere cosa pensano delle rinnovabili i vertici nazionali del PD e del M5S? Non è che magari tra una discussione su Kiev e una su Mosca riescono a trovare il tempo di dirci cosa pensano su questi temi visto che alcune loro giunte regionali si sono dimostrare fiere oppositrici?
PD, AVS, Legambiente, base di Confindustria
sono favorevoli ad aumentare il ritmo di installazione di rinnovabili “utility-scale, portandolo a 20 GW aggiunti all’anno (invece dei 7 GW attuali), più ovviamente una quota necessaria corrispondente di Accumuli di energia per non impallare la rete, diciamo installarne 25 GWh all’anno;
..purtroppo non hanno molto spazio in tv, ma le dichiarazioni ci sono, nette, pragmatiche, di banale buon senso: più autozzazioni, riordino nei decreti sabotatanti, e anche quel minimo di volontà e “governance” per ritoccare modalità e conpensazioni locali, che ora invece facilitano anche le contestazioni locali ( regionali o comunali)
M5S
ambiguo anche a livello nazionale sugli impianti di grande taglia, preferisce cavalcare le campagne disinformanti contro i grandi impianti, la scusa è la solita (falsa) cioè che basterebbero gli impiantini sui tetti
DX e partitini Centro-DX
a chiacchere propongono tutto nucelare, per non intaccare il “paesaggio”,
anche se poi in pratica il massimo della truffa fattibile sarebbe 8 GW nucelari inutili, con 300 miliardi di soldi pubblici drenati (a questo si punta), e il resto sarebbero 90% rinnovabili, quindi le rinnovabil sul territorio ci sarebbero comunque
Basta vedere le regioni a giuda M5S e PD come di fatto stanno ostacolando qualsiasi progetto
“giuda M5S” è un divertente lapsus per quando contrasta il PD
.. però nella statistica delle 20 regioni hai giunte sia virtuose che pessime con le rinnovabili, più o meno di ogni colore politico..
e inoltre gli impianti più grandi sono autorizzati solo a Roma, al Mase
..il problema (caos recente, forse in via di miglioramento) nelle regioni discende dalle normative nazionali sabotanti, volubili e pasticciate fatte dal 2023 ad oggi dal governo meloni
norme che in pratica premiano in visibilità spiccia i politici regionali che si oppongono alle rinnovabili, e allora a livello regionale è diventato più difficile essere virtuosi
..il governo ha scaricato sulle regioni alcuni compiti sgradevoli normativi che spettavano al governo, definire aree idonee e tanti dettagli della normativa, dando pure eccessiva libertà di divieto, invece di stabilire regole chiare per tutti..
e questo senza mettere anche i corrispettivi premi in positivo per le regioni che rispettino gli obiettivi delle installazioni..
.. un po’ come se avesse detto alle regioni: ora sta a voi riscuotere le tasse, ma i proventi li gestiremo tutti noi governo centrale, voi non avrete traferimenti e versamenti in proporzione a quanto bene riscuotete la vostra quota di tasse, ma solo in base ad altri criteri.. quanti giorni servirebbero prime che nessuna regione riscuota più le tasse, dicendo “che me ne viene a me? che lo facciano le altre regioni”
esempi di premi politici in positivo che ora mancano:
il prezzo elettricità zonale, che sarebbe stato più basso nelle reghioni che installano più rinnovabili, avrebbe dato un argomento ai politici locali per essere visibili sui media e vantarsi con aziende e cittadini se invece favorivano le installazioni, ma il prezzo zonale è stato messo in pausa sino a data da definirsi
idem, non sono state ritoccate bene le compensazioni locali;
all’estero ci sono linee guida già rodate, per cui ai pochi singoli edifici singoli che potrebbero essere più vicini agli impianti da costruire, e generano un contenzioso, diventando anche la scusa dei comitatini, vanno offerte per legge compensazioni generose, che sono comunque briciole come spesa nell’economia del progetto
mentre ai Comuni ( o alle Regioni) andrebbe offerto un “pizzo” più robusto di adesso, e soprattuto andrebbe pubblicizzato meglio di adesso, esempio:
— 3 euro per ogni MWh prodotto dagli impianti eolici,
cioè 5% se la tariffa per un kwh eolico si assesta su 60 € / MWh
— 2 euro per ogni MWh prodotto da impianti fotovoltatici
cioè 4 % se la tariffa per FTV si assestera su 50 €/MWh
per paradosso, alzare il “pizzo locale”, rendendo l’iter di autorizzazione più breve, farebbe abbassare i costi per gli investitori e quindi la tariffa complessiva del kwh prodotto poi dagli impianti
e con un pizzo più robusto e semplice come numero da citare, i politici potrebbero vantarsi con l’elettorato di aver portato progetti sul territorio locale.. nel caso poi dell’eolico off-shore, impianti molto grandi e con tariffe più alte degli impianti a terra, si parla di cifre davvero enormi che andrebbero ai Comuni o Regioni
avresti la fila di Comuni e comitati che si fanno sentire per avere gli impianti eolici a terra, in mare e il fotovoltaico a terra (come succedeva in passato, anche se le compensazioni economiche erano più basse, ma era prima dell’ondata organizzata di disinformazione sul web che ora premia in visibilità il politico locale che si oppone)
e penso scaccerebbero con i forconi eventuali gruppetti di svitati manipolati, intendo quelli dei comitatini contrari che per fare rumore e sembrare tanti sui sui social, si radunano da più posti e vanno a fare manifestazioni contrarie nei Comuni altrui, atteggiandosi a padroni del luogo
Se invece di guardare i singoli casi si guarda al complesso è evidente come i più accaniti detrattori delle rinnovabili sono al governo, per quanto riguarda la popolazione basta vedere quanti tetti di case singole sono senza pannelli solari per capire come siamo messi.
Tra pochi anni nel brindisino gireranno con i dromedari tra le dune di sabbia altro che carciofo… Ma noi siamo lungimiranti…
Magari con qualche emiro baratti la moglie per 20 cammelli 🤣🤣
comunque mi sono informato, i camelidi non mangiano il carciofo, meno male…
sono incappato su articoli sulla siccità che l’europa sta sperimentando questa estate e non avevo capito quanto la situazione sia già seria, dall’Italia sino all’ Inghilterra pare sia peggio del 2022;
in inghilterra almeno in parlamento ne stanno discutendo, come di una emergenza, una priorità, da trasformare poi in decisioni fisse, non più emergenziali visto che caldo e siccità stanno diventano la nuova norma
articoli che citano riduzione produzione agricola, riduzione marcata di produzione energia dagli impianti termici, nucelari, idroelettrici, riduzione dei trasporti fluviali su chiatte comerciali
nell’insieme una importante riduzione del PIL delle nazioni, oltre a costi per gli incendi, e paura per la riduzione dei ghiacciai e dalla futura irrigazione della pianura padana e altro
forse ancora più che dalle temperature (che pure picchiano forte oramai in estate) e dai rovesci temporaleschi/grandine/frane fangose, pare saremo colpiti anni prima di quanto pensassimo e di più dalla siccità, e serviranno ingenti opere sul territorio per conservare più disponibilità di acqua
non me ne ero accorto perche sui giornali italiani sembra un tema di poco interesse.. molto più polarizzati su temi più ideologici/politici; in effetti come dice Gio in altro commenti, poco su siccità, costi energia, energie rinnovabili
Gli italiani contemporanei e i loro politici mi ricordano sempre l’oca del celebre “L’albero degli zoccoli” (1978), che, anche senza la testa, appena mozzata di netto, scappa via nel cortile. Un popolo di oche senza testa che corre via.
un articolo citava -0,3% PIL annuale per ogni singola settimana di caldo record, e questa estate sono state almeno 4 settimane di siccità e afa
se la stima è corretta, bisognerebbe ritarare le priorità di governo con anche più urgenza di quanto pensavamo noi “fissati” del tema energia e ambiente
qui studio del 2006, 20 anni fa:
https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/la_vulnerabilitx_alla_desertificazione_in_italia-pdf&ved=2ahUKEwj9iKqU-5yWAxX7hP0HHUtOFScQFnoECBwQAQ&usg=AOvVaw3kQ_ngd0BOfsiUD1oyNKVw
ma noi puntiamo alla salvaguardia dei carciofi…il carciofo , la sua salvaguardia è fondamentale, minacciato dai pannelli solari , speriamo sopravviva, magari all’ombra di una palma da dattero.