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Brand Audi, gigafactory italiana per il “quartetto elettrico”?

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Markus Duesmann, CEO di Audi
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Markus Duesmann, Ceo di Audi, non esclude che l’Italia sia sede di una delle cinque  gigafactory europee del gruppo Volkswagen. L’ha detto durante una roundtable con la stampa. «L’Italia fa parte dell’elenco di Paesi in cui il Gruppo potrebbe allocare una di queste nuove gigafactory – queste le sue parole _ e questa non è una ipotesi da escludere». Ci auguriamo che il governo italiano raccolga il messaggio e si attivi per crearne le condizioni. 

Sinergie elettriche per le magnifiche quattro

Markus Duesmann

Lamborghini e la conterranea Ducati fanno parte del “quartetto” Premium Brand Group di Volkswagen, assieme a Bentley e alla stessa Audi. Un “quartetto” nei confronti del quale il numero uno di Audi AG prevede un forte impegno di sviluppo.

Duesmann l’ha ribadito incontrando la stampa per annunciare la piena integrazione del prestigioso marchio automobilistico britannico. «Abbiamo colto questa occasione per intensificare anche la nostra collaborazione con Lamborghni e Ducati ripensando radicalmente il gioco di squadra tra i nostri Brand» ha spiegato.

Il potenziale sinergico del Brand Group si svilupperà a partire dall’elettrificazione e dal potenziamento delle competenze software. Ciò garantirà vantaggi economici di «diversi milioni di euro e una redditività superiore all’11% a partire dal 2030».

Il trasferimento di tecnologie all’interno del Brand Group «riduce la complessità per tutte le Marche» nel processo verso  «un futuro climaticamente neutrale e la mobilità elettrica».

Ducati, Lamborghini, Audi e Bentley in pool

Nel concreto, l’integrazione di Bentley e Lamborghini riguarderà lo sviluppo dei loro primi modelli elettrici puri. E le sinergie «verranno sfruttate già nel processo di sviluppo dei prodotti». Anche Ducati sta lavorando sulla propulsione elettrica «e dal 2023  sarà l’unica Casa fornitrice di moto per la FIM Enel MotoE World Cup» ha ricordato Duesmann.

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La linea di produzione di Lamborghini Urus, a Sant’Agata Bolognese

Audi gigafactory italiana, occasione da non perdere

A NOSTRO PARERE Le parole di Markus Duesmann non devono cadere nel vuoto. Se è vero che le sinergie del “quartetto” Audi del lusso riguarderanno l’elettrificazione e il software, è più che logico immaginare una gigafactory dedicata al “cuore elettronico” dei loro prodotti. E dal momento che due aziende sulle quattro del brand Audi (Ducati e Lamborghini) si collocano, a pochi chilometri di distanza una dall’altra, in Italia e nel cuore della Motor Valley, ogni logica industriale vorrebbe che quella gigafactory sorgesse più vicino possibile a loro.

Nel 2015 un gioco di squadra fra l’allora governo Renzi e la Regione Emilia-Romagna riuscì a portare nel bolognese l’investimento da 800 milioni di euro per la linea di produzione del Suv Lamborghini Urus. Strappandolo alla locazione originale di Bratislava.

Anche nella scelta di Reggio-Emilia per lo stabilimento della joint venture delle Hypercar Silk-Faw si dice che Volkswagen, socio in Cina del colosso FAW,  abbia svolto un importante ruolo di facilitatore.

Se ne ricordino i ministri Giorgetti e Cingolani, che ogni giorno lamentano i rischi occupazionali della transizione all’elettrico. E si diano da fare per portare in Italia un investimento che potrebbe valere alcuni miliardi di euro e migliaia di nuovi posti di lavoro. 

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Phoenix
Vesper
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4 COMMENTI

  1. Onestamente penso che siano solo chiacchiere per vedere chi abbocca per prima, Stato o Regione, e quanti investimenti a fondo perduto saltano fuori anche perché ad Audi dell’Italia elettrificata non gli interessa ci vedono come un paese di serie B, i suoi mercati sono il nord Europa con la Norvegia in testa e gli Stati Uniti dove mandano tutta la produzione elettrica, qui in Italia pochi pezzi e comunque per i contratti a noleggio no vendite. Quindi stanno facendo la questua come fanno tutte le case che non si vantano però di essere premium, per portare in Italia al costo più basso possibile la parte di quel processo produttivo che con il tempo scopriremo anche più impattante a livello ambientale.Vedremo con il tempo quanto ci costeranno questi nuovi posti di lavoro….

  2. e già, la famosa silk faw..
    tante parole ma ancora nulla di fatto: nessun rogito, nessuna firma e con la regione alquanto spazientita

  3. Speriamo non ci lavorino troppo sopra se no siamo rovinati.
    In questi casi gli enti regionali sono quelli che se la giocano meglio.
    Sarebbe già tanto di guadagnato se si limitassero a non mettergli i bastoni tra le ruote

  4. Coi “personaggi” che abbiamo al governo sicuramente perderemo l’occasione.
    Ma comunque speriamo di no !

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