Boom per gli e-bus: nei primi due mesi del 2026 le immatricolazioni di mezzi a batteria in Italia crescono del 120% rispetto allo stesso periodo del 2025. Più autocarri elettrici, ma pochi in numero assoluto. In tutta Europa aumenti di oltre il 50% su entrambe le tipologie di veicoli, però con ben altri numeri assoluti.
Anfia si batte per la neutralità tecnologica
Sui 590 milioni di euro per rinnovare la flotta nazionale pende però la spada della neutralità tecnologica. Lo ha detto il ministro a dicembre, lo ripetono ad Anfia. Invece di puntare tutto sull’elettrico – in Gran Bretagna gli incentivi sono molto generosi e superano i 100mila euro – si finanziano biometano e HVO. Cosa vuol dire? Per gli autobus andiamo bene, come tanti Paesi europei. Ma Slovenia, Romania, Paesi Bassi, Estonia e Danimarca acquistano solo a batteria. Sui camion elettrici si cresce ma meno rispetto ad altri Paesi europei.
Iniziamo dai dati. Nei primi due mesi del 2026 la quota dei veicoli alimentati a gas risulta pari allo 0,8% (era dell’1,6% a gennaio‑febbraio 2025), per un totale di 41 unità. Gli autocarri elettrici, ibridi benzina/elettrico e ibridi gasolio/elettrico rappresentano invece l’1,5% del totale, rispetto all’1,3% dello stesso periodo del 2025. Ma se leggiamo la tabella sotto, l’elettrico puro cresce del 10% (da 60 a 66) mentre l’ibrido a gasolio passa da 5 a 7 veicoli venduti e infine l’ibrido a benzina passa da zero a 1. Idrogeno non pervenuto.
…e insiste sulle “basse emissioni” dei biocarburanti

«La crescita delle immatricolazioni di autocarri registrata nel mese di febbraio rappresenta un segnale incoraggiante per un settore che continua a investire nella propria transizione verso soluzioni più sostenibili». Parole di Luca Sra, Delegato Anfia per il trasporto merci. Apprezza anche i 590 milioni per il rinnovo del parco circolante.
Camion elettrici, svolta in Cina: a dicembre sono più dei diesel
Ma attenzione a cosa chiede: «Perché l’iniziativa produca risultati tangibili, è essenziale che venga applicata nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, valorizzando in particolare il ruolo dei biocarburanti – come biometano e HVO – già oggi in grado di offrire un contributo significativo alla riduzione delle emissioni di CO₂». Insomma in Italia, a parte alcune eccezioni come l’ultimo ecobonus, gli incentivi mettono in competizione le diverse alimentazioni. Spesso a discapito dell’elettrico.

Una proposta interessante riguarda il noleggio a lungo termine «da includere tra le soluzioni abilitanti per i veicoli a zero emissioni». Inoltre sottolinea «una rapida operatività del piano già nel corso dell’anno, insieme a una tempestiva attuazione dell’Ecobonus per i veicoli commerciali». Il sostegno va gestito con i tempi giusti.
Il boom degli autobus elettrici: + 120%
Per quanto riguarda il mercato degli autobus, l’avvio del 2026 mostra dati complessivamente positivi, con una crescita significativa sia nel mese di febbraio (+84,6%) sia nel cumulato da inizio anno (+19,4%) Ma Paolo Marini, presidente della sezione Autobus di Anfia avverte: «Questi risultati non devono però indurre a un eccessivo ottimismo, poiché riflettono dinamiche ancora legate alla precedente programmazione degli investimenti pubblici e alla consegna di veicoli già finanziati».
In altri termini, finite le risorse del Pnrr come si va avanti? «Permangono gravi incognite sulla tenuta della filiera italiana. Anfia ribadisce quindi l’importanza di individuare risorse strutturali e continuative per il comparto e rinnova la disponibilità al dialogo con le istituzioni per contribuire alla definizione delle misure che verranno adottate nell’ambito delle risorse destinate alla qualità dell’aria o del Piano sociale per il Clima».

Vediamo i dati secondo l’alimentazione, la quota di mercato degli autobus alimentati a gas è pari al 5,2% (contro il 22,6% dello stesso periodo del 2025), bene l’elettrico (+120%), tonfo del metano (- 70%) e grande balzo del metano ma in termini assoluti sono 73 i veicoli venduti (5 nel 2025).
Boom anche in Europa, grazie al meccanismo degli ETS
Sulle strade e autostrade europee vedono circolare un numero crescente di camion e autobus a zero emissioni, sostenuti dall’introduzione dei primi standard UE sulle emissioni di CO₂ per i veicoli pesanti, in vigore dal 2025. «Il settore europeo dei camion e degli autobus sta avanzando costantemente nella transizione, con gli autobus elettrici in prima linea» ha dichiarato Eamonn Mulholland, senior researcher dell’ICCT.

«Nel 2025, il 58% dei nuovi autobus urbani venduti era elettrico. Anche i camion medi e i furgoni hanno registrato una forte crescita, e i camion pesanti a zero emissioni hanno accelerato nella seconda metà del 2025 dopo l’entrata in vigore degli standard UE sulle emissioni di CO₂»
750 milioni per gli autobus: solo elettrici, a idrogeno e metano
In tutta Europa, nel 2025 sono stati immatricolati quasi 24.000 camion e autobus elettrici, pari al 4,5% di tutte le vendite di camion e al 25% delle vendite di autobus. Sebbene le immatricolazioni complessive di camion e autobus siano diminuite del 5% rispetto al 2024, i veicoli a zero emissioni sono cresciuti del 60%. Sugli autobus siamo in linea con gli altri Paesi europei, indietro sui camion. Il totale degli autocarri a batteria immatricolato in Italia è sotto il 2%.
Il trasporto pubblico è un passo avanti nella transizione
Nel 2025, un autobus su quattro venduto in Europa era elettrico. Gli autobus urbani hanno raggiunto una quota ancora più alta, pari al 58%, con diversi Paesi che nel 2025 hanno acquistato esclusivamente autobus urbani a zero emissioni: Slovenia, Romania, Paesi Bassi, Estonia e Danimarca. In Italia ci sono tante città del Nord con ritmi europei mentre al Sud, dove on mancano eccezioni come Cagliari o agli ultimi investimenti di Bari, tante amministrazioni sono indietro.

Per quanto riguarda camion e furgoni, il segmento dei medi (3,5–12 tonnellate) ha registrato la crescita più forte nel 2025, quasi raddoppiando la propria quota di mercato dal 10% del 2024 al 21%. Negli ultimi tre anni, le vendite a zero emissioni in questa categoria sono aumentate di dieci volte. La crescita è stata trainata principalmente dai furgoni pesanti, che hanno rappresentato oltre la metà delle vendite nel 2025, contro appena il 3% dei camion medi. Il Nord Europa ha guidato l’adozione dei veicoli a zero emissioni in questo segmento, con le quote più alte nell’ultimo trimestre nei Paesi Bassi (72%), in Svezia (63%) e in Danimarca (66%).Le quote di vendita nel segmento sono salite al 2,7% nell’ultimo trimestre del 2025, rispetto all’1,5% del quarto trimestre 2024.
Camion pesanti: Mercedes ha venduto 1400 eActros
Gli standard europei sulle emissioni di CO₂ per i camion, introdotti per la prima volta e in vigore dal 1° luglio 2025, richiedono una riduzione del 15% delle emissioni per i nuovi camion 4×2 e 6×2 sopra le 16 tonnellate rispetto ai livelli del 2019. Le immatricolazioni di camion a zero emissioni soggetti a questi standard sono aumentate del 52,5% nel 2025 rispetto al 2024.

Mercedes, inizialmente in ritardo rispetto agli obiettivi di CO₂, sembra ora aver recuperato terreno: grazie alle vendite del modello eActros, triplicate nella seconda metà del 2025, il costruttore ha venduto 1.400 camion pesanti a zero emissioni nell’ultimo anno, diventando di gran lunga il principale venditore di questi veicoli nell’UE.

Le quote a zero emissioni degli altri produttori sono rimaste sostanzialmente stabili: Renault Trucks intorno al 3%, Volvo Trucks circa al 2%, e tutti gli altri marchi sotto l’1%.


Refuso?
tonfo del metano (- 70%) e grande balzo del metano ma in termini assoluti sono 73 i veicoli venduti (5 nel 2025).
Forse intendevate “tonfo del gasolio” ?