Boom di vendite Leapmotor T03 in Italia: ne sono state immatricolate 4.448 in febbraio, trascinando l’intero mercato dell’elettrico.
Boom di vendite Leapmotor: oltre 4.700 consegne in febbraio

4.778 auto consegnate in un mese sono un nuovo record per il mercato italiano. Un successo clamoroso trascinato dal prezzo (si parte da 15.900 euro), dalla coda degli incentivi e anche dal fatto che il Sud sembra aver scoperto l’elettrico. Fatto sta che la cinesina importata da Stellantis si è piazzata anche al 4° posto assoluto tra tutte le auto più vendute in Italia. Dietro solo alla Pandina, alla Jeep Avenger e alla Grande Panda. Trascinando tutto il mercato dellauto elettrica, con 12.483 immatricolazioni (+80,5% rispetto allo stesso mese del 2025). La quota di mercato dell’elettrico raggiunge quindi il 7,9%, che si confronta con il 5% registrato nel febbraio 2025. A trascinare questa crescita non è più Tesla: sono le vetture piccole, quasi tutte made in Cina. Dietro alla T03 si piazzano infatti la BYD Dolphin Surf (699 pezzi venduti), la Citroen e-C3 (699) e la Dacia Spring (452). Numeri, come si vede, a distanza siderale dalla T03.

Gli incentivi spingono gli acquisti nel Mezzogiorno
A fine febbraio il parco circolante elettrico ha raggiunto in Italia quota 381.422 auto. Ancora molto modesto. A livello europeo, gli ultimi dati disponibili indicano che a gennaio 2026 la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 28,3% in Francia, il 22,1% in Germania e il 20,6% nel Regno Unito. “La lettura dei dati restituisce uno scenario in chiaroscuro”, commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi. “Da un lato il ritardo dell’Italia nella diffusione dei veicoli elettrici resta estremamente preoccupante. Specialmente in vista dell’esaurimento della spinta degli incentivi. Dall’altro emergono spunti incoraggianti che meritano un approfondimento”.In particolare, spiega Pressi, “sostenuto dagli incentivi e dalla crescente offerta di modelli, sta finalmente decollando il mercato delle auto elettriche mass market. Decisivo in un Paese come il nostro, dominato dai segmenti A e B”. In evidenza le immatricolazioni elettriche nel Mezzogiorno, che, supportate dalle consegne delle auto acquistate con l’ultima tornata di bonus, si sono attestate al 37,9% del totale nazionale. Superando il Centro (21,4%) e a un soffio dal Nord (40,8%).
– Leggi anche: tecnologia Leapmotor in arrivo per le elettriche Stellantis



Non credo sia ancora la coda degli incentivi, piuttosto siamo davanti a un prodotto che si vende da solo perché molto competitivo. Poi il passaparola si sta diffondendo, abbiamo 2 milioni di impianti fotovoltaici in Italia e un’Italia rurale e montana che non vive in condominio e dispone di posto auto privato. Ok che l’auto elettrica non è per tutti, ma certamente per molti di più dei 380 mila attuali
Siamo sempre lì: se un veicolo è prezzato corretamente e c’è modo di ricaricare a casa, un’automobilina elettrica da città è semplicemente un “oggetto perfetto”.
Persino molti c.d. “detrattori dell’elettrico” li senti/leggi dire che “però in città l’elettrico ha senso”.
La Lippa nel suo genere è semplicemente perfetta. Più batteria di quel che serve, ricarica rapida, full optional, quattro posti decenti e quattro porte, prestazioni più che adeguate.
E prezzo ok.
Certo, c’è sempre il “limite” che è meglio avere la presa a casa. Ma come si è detto milioni di volte, non è nemmeno così infrequente averla.
Quindi sarebbe strano se non si vendesse.
di seconde o terze auto di famiglia ce ne son sempre state in Italia, quindi se acquistate con incentivi oppure usate , oppure perché con le famose “condizioni ideali” (FV+posto auto con WB) non vedo perché non se ne debbano vedere di più in circolazione
A maggior ragione se poi ci saranno ulteriori impennate nei costi energetici e magari tornan di moda le “auto piccole” (pure in versione elettrica)
nb mio padre durante la crisi del 1973 prese una NSU Prinz per lasciar ferma la 124 Sport che aveva consumi esagerati coi prezzi decuplicati della benzina: alla fine tutte le auto di famiglia son diventate “utilitarie” visto che il cambio di costo carburanti è rimasto strutturale.
Quindi, i commenti che si leggono qui e su altri siti — secondo cui la T03 non la vorrebbero neppure regalata — non sono veri? Guarda caso, un’auto quasi regalata grazie agli incentivi va bene a tutti, anche se non si sa dove caricarla, non si ha un garage, ha poca autonomia, la ricarica pubblica costa troppo e la batteria andrà cambiata dopo otto anni. Siamo proprio italiani, su questo non c’è dubbio.
I numeri parlano chiaro, in due mesi 5.727 auto vendute tramite la rete di concessionari Stellantis, che non regala certo le auto…
Sono assolutamente d’accordo con te, Marco: siamo proprio italiani…
Se incentivassero l’acquisto di un elefante, avremmo le strade piene di pachidermi. E’ come con il superbonus 110%…
Cosa ci sarebbe di “italiano” nell’ acquistare un bene se proposto al giusto prezzo? Io certi commenti veramente….