Boom conto termico 3.0, GSE stoppa invio domande

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Se i veti dei Comuni, le moratorie regionali e i ricorsi  bloccano gli impianti industriali, esplode la primavera rinnovabile di famiglie e imprese. Dopo il boom per il Parco AgriSolare e per tanti bandi regionali, la grande partecipazione si ripete per il Conto Termico 3.0. Il GSE ha dovuto sospendere l’invio delle domande per eccesso di richieste: 1,3 miliardi in pochi giorni, rispetto ai 900 milioni stanziati. 

Corsa dei privati e delle imprese alle rinnovabili

In Italia la transizione energetica è diventata  terreno di scontro politico ed elettorale. Da un lato, la politica locale — dai sindaci alle giunte regionali — che spesso frena, stoppa o limita l’estensione degli impianti industriali rinnovabili per tutelare il paesaggio (così dicono poi approvano nuovi metanodotti come in Sardegna). Dall’altro, però, non si  ferma la necessità di risparmio ed efficienza energetica dei cittadini e delle imprese.

A dare la misura di questa accelerazione è il GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che si è trovato letteralmente travolto dalle richieste per il nuovo Conto Termico 3.0. Con una nota ufficiale, il gestore ha annunciato la sospensione temporanea della presentazione di nuove domande.

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Il bando finanzia l’autoproduzione e l’efficienza energetica

Questo le parole ufficiali: «A seguito dell’elevato numero di richieste pervenute nei primi giorni di apertura del portale, le istanze ammontano già a circa 1,3 miliardi di euro. La sospensione è adottata in via prudenziale per garantire la sostenibilità degli impegni finanziari rispetto ai limiti di spesa del D.M. 7 agosto 2025». Il fondo annuo da 900 milioni di euro è stato “prenotato” in tempi record, a dimostrazione che l’autoproduzione e l’efficientamento energetico sono risorse appetite.

Perché il Conto Termico 3.0 ha successo?

Il successo del 3.0 risiede nella sua natura: incentiva interventi di piccole dimensioni, quelli che non hanno bisogno dell’approvazione regionale o ministeriale o di un lungo iter burocratico. Con un sostegno in conto capitale fino al 65% delle spese, il meccanismo è diventato uno strumento per l’indipendenza e il risparmio energetico in casa o in azienda.

Ma anche negli enti locali. Soprattutto, come si legge nel sito GSE, per «l’innalzamento della quota incentivata al 100% della spesa, per interventi realizzati su edifici di proprietà dei Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e da essi utilizzati».

I bandi per rinnovabili e comunità energetiche

Attenzione alla tipologia dei beneficiari. La dotazione di 900 milioni è così ripartita: 500 milioni ai privati, con una riserva di 150 milioni per le imprese e 400 milioni alle Pubbliche Amministrazioni, che possono ammodernare energeticamente scuole, palestre, uffici. Il nuovo Conto Termico  incentiva l’installazione di pompe di calore ad alta efficienza e, come investimento secondario, anche le colonnine di ricarica per auto elettriche.

Le novità del Conto Termico 3.0  rispetto al 2.0

Rispetto alla versione 2.0, il nuovo schema introduce queste innovazioni:

Comunità Energetiche (CER): Possibilità di accedere al meccanismo tramite gruppi di autoconsumatori di cui PA, enti del terzo settore o privati siano membri.

Piccoli Comuni: L’innalzamento della quota incentivata al 100% della spesa per gli interventi su edifici di proprietà dei Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti.

Sostegno al Terziario: Estensione dell’ammissibilità agli interventi di efficienza anche per i soggetti privati su edifici appartenenti all’ambito terziario.

Premialità UE: Maggiorazioni per chi utilizza componenti prodotti nell’Unione Europea o moduli fotovoltaici iscritti al “registro delle tecnologie del fotovoltaico“.

In sintesi il Conto Termico 3.0 finanzia gli interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e quelli per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza. Interessante, nonostante tutte le problematiche del tema, la possibilità di accedere riservato alle Comunità Energetiche Rinnovabili o a i  Gruppi di autoconsumatori. A condizione che “Pubblica amministrazione, ETS (enti terzo settore Ndr) o soggetti privati siano membri”. Ricordiamo anche un bonus extra per chi sceglie tecnologia europea o moduli fotovoltaici certificati.

Corte Conti Ue: Comunità energetiche flop, ma da incentivare

Il Conto Termico 3,0 è chiuso? No come si legge nella nota del GSE: «Il portale sarà riattivato non appena concluse le necessarie verifiche operative». Il limite per ora resta a 900 milioni, le richiesta a 1,3 miliardi.

LEGGI ANCHE: Octopus e il caro energia: un sistema energetico tutto da ripensare e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (1)
  1. “eccesso di richieste: 1,3 miliardi in pochi giorni, rispetto ai 900 milioni stanziati” …
    basta che il governo smetta di finanziare misure inefficaci o dagli effetti molto provvisori (come l’abbassamento del costo carburanti solo per il periodo elettorale.. che costa uno spoposito tra imposte dirette sui carburanti e quelle indirette su altri beni collegati ).

    Almeno gli impianti finanziati una volta in rete danno vantaggio a tutta la nazione (vista la diminuzione di importazioni idrocarburi, tra l’altro adesso a “prezzi SPOT” e non più calmierati sulla lunga fornitura come avevamo contrattato con il Qatar poi “annullato causa “forza -militare- maggiore”).
    A casa mia non ho mai avuto dubbi se fare sacrifici per ottenere un beneficio di lungo periodo (come mettere il FV ad es.) o un vantaggio provvisorio anche se meno costoso.

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