Bonus wallbox? Primo annuncio a inizio 2026, con la presentazione del Fondo automotive. Una nuova citazione è arrivata nel Dpcm del 10 giugno: il Governo ha deciso di finanziare l’alimentazione domestica. Un segnale chiaro, e infatti gli e‑driver si sono subito mossi. «Nelle ultime settimane le richieste di installazione sono schizzate, come succede ogni volta che si parla di incentivi», conferma Paolo Gorgoglione, fondatore di Pony Power. Lo abbiamo intervistato per fornire informazioni utili a chi intende presentare la domanda di rimborso. Il messaggio è semplice: chi vuole partecipare deve muoversi subito. Aspettare la pubblicazione del bando potrebbe significare perdere il treno quest’anno, anche se le risorse sono stanziate fino al 2030.
Prima cosa da fare? Creare una casella Pec
Non conosciamo ancora la data di apertura né tutti i dettagli operativi. Ma c’è un punto che va chiarito subito: dopo aver deciso di aderire alla misura – e prima ancora di scegliere la wallbox o contattare un elettricista – la prima cosa da fare è attivare una casella PEC. Tutte le comunicazioni con il soggetto gestore dell’incentivo avverranno infatti esclusivamente tramite posta elettronica certificata. È la prima avvertenza che arriva da Borboglione.

La domanda, quando lo sportello sarà attivo, potrà essere presentata solo tramite la piattaforma online, all’indirizzo che verrà indicato nell’avviso di apertura e chiusura. L’accesso sarà possibile tramite SPID, CIE o CNS. Una volta effettuato l’accesso, si potrà procedere alla compilazione del modulo elettronico seguendo la procedura guidata.
Che fine ha fatto il bonus colonnine? Un po’ di coerenza, per favore
Accanto alla PEC, quindi, è indispensabile avere già attivato uno di questi sistemi di identificazione digitale: senza di essi non sarà possibile inoltrare la richiesta.
Quali documenti presentare?
Quali dati e documenti saranno necessari per presentare la domanda di contributo da parte delle persone fisiche? Non abbiamo ancora la certezza assoluta, ma è ragionevolmente probabile che venga richiesta la seguente documentazione:
- Codice fiscale e documento d’identità;
- Copia delle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica; attenzione, la copia è disponibile nell’ area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Invitalia ha messo a disposizione una guida su come scaricarle.
- Estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti connessi alle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica; i pagamenti dei titoli di spesa oggetto di richiesta di erogazione devono essere effettuati attraverso un conto corrente intestato al soggetto beneficiario ed esclusivamente per mezzo di bonifici bancari oppure mediante SEPA Credit Transfer, oppure mediante carta di credito o di debito intestata al beneficiario del contributo.
Zero fondi per wallbox, ma le può finanziare il conto termico 3.0
Questa la tipologia di documentazione da produrre a cui va accompagnata la relazione finale relativa all’investimento realizzato e alle relative spese sostenute (sul sito di Invitalia dedicato all’ultimo bonus si può consultare il documento che probabilmente sarà simile a quello che si userà quest’anno);
Fondamentale anche la certificazione di conformità rilasciata da un installatore, che attesti l’avvenuta installazione dell’infrastruttura.
Il contributo all’80%, le spese sostenibili. A disposizione 58 milioni, 5 per il 2026
Come confermato dal Dpcm del 10 giugno il contributo riconosciuto è pari all’80 per cento del prezzo di acquisto e posa in opera, nel limite massimo di 1.500 euro che sale a 8.000 se il beneficiario è un condominio. In quest’ultimo caso è fondamentale la delibera assembleare di autorizzazione dei lavori sulle parti comuni con la dichiarazione da parte dell’amministratore che tale delibera non è stata impugnata.

Attenzione non si finanzia il bene ma il servizio. Nel dettaglio: il contributo è previsto per l’acquisto e la messa in opera di infrastrutture di ricarica, comprese le spese per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio; spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi; costi per la connessione alla rete elettrica, tramite attivazione di un nuovo POD (point of delivery). Non basta acquistare la wallbox ma questa deve essere installata e pronta all’uso.
Il 10 giugno sono stati approvati i numeri della misura. Per l’attuazione dell’intervento sono destinate risorse del Fondo pari a 10 milioni disponibili in conto residui 2025 con 5 milioni per il 2026 più 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e 8 milioni per il 2030.

La difficoltà di gestire i bonus intermittenti: “Installazioni fatte di fretta”
Paolo Gorgoglione sottolinea le criticità degli incentivi spot che come abbiamo scritto più volte con l’effetto annuncio bloccano le vendite. Ma è solo una delle conseguenze negative. «Nelle ultime settimane le richieste di installazione sono schizzate, come succede ogni volta che si parla di incentivi. Il punto è proprio questo: ogni anno il mercato dei privati vive gli stessi picchi. La notizia di un bonus fa esplodere la domanda, poi lo sportello chiude e la domanda cala drasticamente».
Questa la dinamica. Poi ci sono gli effetti concreti e non sono positivi. «Per chi lavora nel settore questo stop and go è difficile da gestire, e per il cliente è peggio: installazioni fatte di fretta, senza valutare bene impianto e assetto. Quello che serve è una programmazione pluriennale chiara e costante. Un incentivo stabile fa crescere il mercato meglio di uno che appare e sparisce. Vale per i privati, ma anche per le aziende che stanno elettrificando le flotte: la ricarica a casa dei dipendenti diventa un tema serio solo quando smette di dipendere dalla notizia del mese».
In questi ultimi dieci anni è mancata la programmazione pluriennale e la pubblicazione del bando è diventata spesso la notizia dell’ultima ora con tutti gli inevitabili problemi di una scelta fatta con tempi serrati.
- LEGGI anche: “Incentivi, ricariche, ban 2035: Cardinali (UNRAE) suona la carica” e guarda il VIDEO

