Bonus Colonnine, due petizioni chiedono il dietro front del Governo

Bonus colonnine

Il Bonus Colonnine 2026 doveva essere la misura capace di accompagnare la crescita della mobilità elettrica italiana, visto il boom dell’ultimo ecobonus,  sostenendo chi investe nella ricarica domestica con un contributo a fondo perduto dell’80%. Invece, per centinaia – se non migliaia – di automobilisti si è trasformato in una beffa. Una questione di date, di decreti arrivati tardi e di cittadini che si sono fidati dell’annuncio pubblico della misura, installando la colonnina nel primo semestre dell’anno o addirittura nel 2025. Oggi ci sono esclusi dal bonus per un solo giorno di differenza. E sono partiti due petizioni,  anche se bastava una, per chiedere un intervento del Ministero.

La legge non ammette ignoranza, ma la misura poteva essere comunicata meglio

La norma stabilisce che il contributo è riconosciuto solo per le installazioni effettuate a partire dal 26 giugno 2026, giorno di approvazione del decreto. Chi ha installato la stessa identica colonnina il 25 giugno, o a maggio, o a gennaio, non ha diritto a nulla. Anche chi l’ha installata nel 2025 è completamente fuori dal perimetro della misura. La legge non ammette l’ignoranza, ma il ministero poteva far partire da gennaio 2026 una campagna  di informazione e comunicazione.

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Vaielettrico ha ricevuto decine di segnalazioni, richieste di chiarimento, appelli. C’è chi ha inviato una Pec al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. C’è chi ha iniziato a raccogliere firme. Su Charge sono nate due petizioni: una ha superato le 520 firme, l’altra ne conta 127. Sommando le iniziative spontanee, siamo oltre le 600 persone. Ma il numero reale è certamente più alto.

Bonus colonnine
Lo screen della petizione su Charge

 

In una delle petizioni si legge: «Beffa Bonus Colonnine 2026: includiamo chi ha installato nel primo semestre e nel 2025!». Il testo denuncia una «disparità di trattamento inaccettabile”: due cittadini che effettuano la stessa spesa nello stesso anno solare vengono trattati in modo opposto. Uno riceve l’80% sul conto corrente. L’altro può, se informato,  solo accedere alla detrazione fiscale del 50%, spalmata in dieci anni». Misura quella della detrazione a cui non possono accedere le partite Iva forfettarie.

Cosa si chiede? Una finestra retroattiva

Il Ministero, interpellato da Vaielettrico, ha fornito una risposta formale ma non risolutiva. La posizione è chiara: la normativa non consente di includere le installazioni effettuate prima del decreto attuativo fissa. Non è possibile retrodatare il beneficio né riconoscere spese già completate. Una spiegazione tecnica, che però non affronta il nodo politico e sociale della misura: la mobilità elettrica è stata penalizzata proprio nei mesi in cui cresceva più rapidamente.

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Le petizioni chiedono al Ministero delle imprese guidato da Adolfo Urso di emanare un provvedimento correttivo, aprendo una finestra retroattiva che includa tutte le installazioni certificate e fatturate dal 1° gennaio 2025. Una richiesta che punta per non lasciare a piedi chi ha investito per tempo.

 

Bonus colonnine In una delle due petizioni si lancia questo messaggio: «Per favore, firmate questa petizione. Insieme possiamo mostrare al governo che sostenere la mobilità sostenibile e chi ha avuto il coraggio di investire per primo è la strada giusta per un futuro più verde e giusto per tutti».

Forse sarebbe meglio che i proponenti di mettano d’accordo per un’unica petizione. Qui il link ad entrambe: quella da 520 firme e quella da 127.

LEGGI anche: Bonus colonnine c’è ancora speranza e guarda la VIDEO – GUIDA  all’incentivo 

 

Visualizza commenti (5)
  1. ma ancora?! e una volta è il clickday, una volta “è chiaro ma alcuni (637) sonnecchiavano in aula”.. possibile che debba essere il governo a corrervi dietro per regalarvi soldi?
    commenti pubblicati qui su VE in cui si dice “pensavamo fosse come negli anni passati”..
    già scrivere “pensavo che” denota l’assoluta ignoranza in merito e il menefreghismo con cui ci si è approcciati a un bonus A FONDO PERDUTO dell’80%..
    come avranno fatto tutti quelli che l’hanno ottenuto? si saranno informati bene, avranno seguito le indicazioni e VOILA’, bonus ottenuto.
    io fossi in questi farei la petizione “se glieli concedete vi veniamo sotto casa”

      1. ripeto: come hanno fatto quelli che hanno avuto la domanda accettata? tutti con parenti al ministero a indirizzarli?
        “eh, non è colpa nostra, doveva essere il governo a scrivere a tutt’italia per informare anche chi non era interessato..”

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