Bolzano: incentivi rinnovabili, ma non per prodotti cinesi

incentivi bolzano

Via agli incentivi per impianti fotovoltaici, batterie di accumulo e pompe di calore, ma «a condizione che i prodotti finali utilizzati e i componenti principali dell’impianto non siano di fabbricazione cinese». Lo scrivono nero su bianco a Bolzano, nelle linee guida della Provincia autonoma relative alla promozione dell’efficienza energetica e all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili per il 2026.

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A Bolzano forte attenzione alla mobilità elettrica

Una transizione energetica Made in Europa. Ma è possibile avere componenti “Cina free”?

Può una Provincia, seppure autonoma, bandire dalla gara un prodotto o sue parti per l’origine geografica? Ci sono dubbi, visto che i limiti dell’Unione Europea sono stati finora riservati alle imprese cinesi dell’ambito medico. Ma poi esiste un prodotto totalmente europeo nel campo delle rinnovabili? Sono i dubbi che emergono dalla lettura delle linee guida del programma di incentivazione delle rinnovabili approvate dalla Provincia autonoma di Bolzano.

Queste le due righe dedicate alla geopolitica nelle linee guida: «Per le piccole imprese il tasso di sovvenzione per l’installazione di impianti fotovoltaici passerà dal 20% al 25% dei costi ammissibili, a condizione che i prodotti finali utilizzati e i componenti principali dell’impianto non siano di fabbricazione cinese».

I beneficiari: dai cittadini alle imprese

Interessante il bando riservato a  privati, amministrazioni pubbliche e organizzazioni no-profit, oltre che alle aziende. Nella tabella che abbiamo elaborato e pubblicata qui sotto gli elementi centrali del bando.

Incentivi Bolzano
I principali elementi del bando dedicato alle rinnovabili a Bolzano

Avanti tutti secondo l’assessore provinciale Peter Brunner: «Nel 2025 abbiamo migliorato i criteri di finanziamento nel settore delle fonti energetiche rinnovabili, al fine di ridurre ulteriormente la dipendenza dai combustibili fossili e abbassare in modo sostenibile i costi energetici per la popolazione e le imprese. Nel 2026 proseguiremo con questo impegno e manterremo sostanzialmente le misure e i tassi di sovvenzione applicati nel 2025».

Procedure semplificate e sostegno fino al 80% per i condomini

L’installazione di pompe di calore elettriche con sistemi fotovoltaici continuerà ad essere sovvenzionata con il 60% dei costi ammissibili, una percentuale che nel caso degli edifici condominiali arriva addirittura all’80%.

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«L’incentivazione delle pompe di calore sta riscuotendo grande successo e, proprio per questo, manteniamo un alto tasso di sovvenzione con l’intento di consentire al maggior numero possibile di persone di passare a una soluzione di riscaldamento rispettosa del clima e destinata a durare nel tempo», sottolinea l’assessore provinciale.

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La novità per il 2026 consiste nella semplificazione del calcolo dei costi ammissibili per l’installazione di pompe di calore elettriche. Inoltre, in alternativa alla certificazione CasaClima, nel caso di sostituzione di caldaie autonome con pompe di calore in singole unità abitative sarà possibile presentare anche l’APE (Attestato di Prestazione Energetica).

Per le piccole imprese il tasso di sovvenzione per l’installazione di impianti fotovoltaici passerà dal 20% al 25% dei costi ammissibili; inoltre, i contributi per gli impianti fotovoltaici possono essere cumulati, per tutti i richiedenti, con le tariffe incentivanti previste per le comunità energetiche.

Le richieste  possono essere presentate dal 1° gennaio al 31 maggio 2026 all’Ufficio Energia e tutela del clima. La novità è che privati, imprese e pubbliche amministrazioni potranno presentare le domande di contributo esclusivamente tramite il portale online myCIVIS con SPID, CIE o carta dei cittadini attivata.  Le domande devono essere presentate prima dell’inizio dei lavori.

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Visualizza commenti (2)
  1. richiedere pannelli ftv “non cinesi” sembra una sparata propagandistica (“ah questi cattivoni dei cinesi”) e/o un criterio poco informato, spero che poi nel bando abbiano precisato meglio.. provo a spiegarmi:

    – va premesso che i pannelli ftv sono scesi molto di prezzo e ora sono una piccola parte del costo dell’installazione, per cui non stiamo “regalando soldi alla Cina” o “a chiunque ci fornisca il pannello”, ma stiamo risparmiando molti soldi per produrre energia grazie agli investimenti tecnologici fatti appunto da chiunque ci possa fornire un pannello efficente e durevole ( 35-40 anni con bassa degradazione con le tecnologie attuali); e allo stesso tempo, buona parte della catena del valore e dell’investimento dell’installazione (sostegni, parte elettrica, manodopera) è invece spesa locale

    in dettaglio i costi all’ingrosso dei pannelli di media gamma disponibili sono circa 130 € al Kw potenza installata.. su un totale di un costo della installazione di (?) 900-1000 € se parliamo di impianti su capannoni,
    o un costo totale anche più alto se le tabelle dei rimborsi ammissibili usate nei bandi pubblici sono esagarate e i prezzi vengono gonfiati

    – se nel bando scrivi “non cinesi”, invece che “europei”, non stai escludendo pannelli di buona qualità e basso costo provenienti da stabilimenti produttivi in altri paesi asiatici, formalmente non Cina

    in questo caso sarebbe un misto di propaganda e incompetenza nello scrivere i criteri, ed è già successo, il mese scorso con il bando nazionale Fer-X NZIA, in cui sono stati assegnati contratti ventennali a 1,1 GW di progetti fotovoltaici con componenti “non cinesi” (sigh) nonostante gli operatori di settore avessero segnalato già nella bozza del bando il problema

    – in europa abbiano molte aziende che assemblano pannelli (vetro, alluminio, film incapsulanti, saldatura connessioni tra le celle e dei connettori e diodi del modulo ) ma usando celle ftv di importazione;
    le fabbriche del silicio e delle celle da noi hanno chiuso tempo fa (quasi tutte) ..vedremo se ora ne riaprirà qualcuna

    – mi pare solo Enel in Sicilia abbia una linea produttiva in cui fa sia le celle che i pannelli, il famoso stabilimento che prese anche sovvvenzioni europee, dopodichè la nuova gestione enel voleva venderlo, salvo cambiare idea in vista di nuovi bandi (vedi sotto); questo stabilimento da tanti anni purtroppo non aggiorna le specifiche dei pannelli, e allora visto che costicchiano più dei prodotti di importazione li scegli solo se costretto

    – nel bando Transizione 5.0 appena rilasciato per le imprese, i generosi contibuti sono previsti solo impianti con pannellli “europei” ma anceh qui ci sono state forzature (qui volute):

    ..i pannelli devono avere anche le celle prodotte in europa e delle caratteristiche specifiche tecniche tali in cui rientra solo la fabbrica Enel in tutta europa.. questo ha fatto appena protestare il resto delle tante aziende italiane che anche se non fanno anche le celle, assemblando i pannelli ne hanno sul nostro territorio una buona parte della catena del valore, e saranno escluse dagli impianti per Transizione 5.0

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