Da maggio entreranno in servizio a Bologna i primi bus a idrogeno di Tper. Sono mezzi classificati a zero emissioni perchè riforniti con idrogeno blu (derivato dal gas naturale con cattura e sequestro della CO2). Contribuiranno perciò alla strategia climatica del capoluogo emiliano, tra le 100 città europee impegnate a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030.
Nel bacino metropolitano saranno complessivamente 127 i bus a fuel cell, frutto di un investimento da 74,9 milioni di euro finanziato con i fondi PNRR assegnati al Comune di Bologna. Altri 6 milioni di euro è costato l’impianto di rifornimento nel deposito Battindarno alla periferia Nordovest di Bologna.
Il progetto rappresenta uno dei più consistenti programmi italiani di introduzione dell’idrogeno nel trasporto pubblico locale. I nuovi mezzi sono Solaris Urbino 12 hydrogen, autobus da 12 metri prodotti in Polonia. Verranno utilizzati sia sulle linee urbane più lunghe, sia su quelle suburbane a medio raggio.
Mercato camion e bus: diesel giù, elettrico cresce, tonfo idrogeno
A regime la flotta comprenderà 60 bus a tre porte, destinati ai servizi urbani più frequentati, e 67 mezzi a due porte per i collegamenti tra Bologna e l’area metropolitana. Integreranno nella flotta Tper (1.717 autobus), oltre 100 mezzi elettrici. Entro l’anno saranno completati anche i lavori per la posa dei binari ed entreranno i funzione due muove linee di tram.
Il deposito di via Battindarno si attrezza per l’idrogeno
Accanto ai nuovi autobus, arriva anche l’infrastruttura per il rifornimento. Con un investimento di circa 6 milioni di euro, è stata realizzata dalla società TPH2, partecipata da Tper e da HGeneration del gruppo tedesco Wolftank. Il finanziamento è stato coperto in parte da autofinanziamento Tper e in parte da fondi del PSNMS e del PNRR. L’idrogeno, fornito dal Gruppo Sapio, sarà per il momento del tipo a bassa impronta carbonica. In altre parole sarà idrogeno “Blu” ottenuto dal reforming del metano o del biogas con cattura della CO2.
Nei piani a medio termine di Tper è prevista anche l’autoproduzione di idrogeno “verde” ricavato dall’elettrolisi dell’acqua. Si stanno però valutando diverse opzioni tecnologiche che ne abbattano il costo ha detto la Presidente e AD di Tper, Giuseppina Gualtieri, e il direttore generale Paolo Paolillo durante la presentazione (nella foto sopra, insieme al sindaco Matteo Lepore).
Come funziona la stazione di rifornimento
Il sistema di rifornimento è progettato per garantire tempi rapidi e sicurezza operativa. L’idrogeno arriva al deposito tramite carri bombolai e viene compresso da due compressori in parallelo prima di essere immagazzinato in un sistema di stoccaggio modulare chiamato Logistic Container.

Da qui il gas viene inviato a due erogatori ad alta portata (foto sopra) , che riforniscono i serbatoi dei bus a una pressione operativa di 350 bar, riducendo il tempi di rifornimento da 30 a circa 10 minuti. L’impianto è controllato da un sistema integrato che monitora i parametri di funzionamento per garantire efficienza del processo e livelli di sicurezza superiori a quelli previsti per legge. E’ dotato di sensori per eventuali fughe di gas e di un sistema antincendio.
Fuel cell e autonomia: oltre 400 km con un pieno
I nuovi Solaris Urbino trasformano l’idrogeno stoccato nei serbatoi sul tetto (30 kg in totale) in elettricità grazie a una cella a combustibile da 70 kW. L’autonomia supera a 400 chilometri con un solo pieno, consentendo di coprire gran parte dei turni di servizio quotidiani.
I dati raccolti a Ferrara, dove già operano altri 10 autobus Solaris Urbino ad idrogeno, permettono di stimare una percorrenza media di 14-15 Km per chilogrammo di idrogeno, contro 2 Km per litro di gasolio di mezzi diesel equivalenti. I costi del servizio si equivalgono, ha affermato il direttore Paolillo. La flotta ferrarese è in servizio da settembre scorso e ha già percorso 62.000 km.
La più grande flotta a idrogeno d’Italia

Secondo le stime ricordate dal sindaco di Bologna Matteo Lepore, i 127 bus a idrogeno bolognesi consentiranno di evitare l’emissione di circa 7.700 tonnellate di CO₂ all’anno rispetto a una flotta equivalente diesel.
Con l’arrivo dei 127 autobus a Bologna, l’azienda emiliana si prepara così a gestire la più grande flotta di bus a idrogeno del trasporto pubblico italiano. Un progetto che conferma l’impegno del Comune e della Giunta per una mobilità urbana efficiente, sostenibile e decarbonizzata, ha sottolineato il sindaco Lepore.
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