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Bologna-Basilicata e ritorno: viaggiare in Model 3 ai tempi del coronavirus

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Scuola, auto elettrica e coronavirus. Si intitola così il post pubblicato oggi dal professor Leonardo Setti, nostro amico personale e vecchia conoscenza di Vaielettrico, sulla sua pagina Facebook. Lo riprendiamo integralmente perché è il racconto emblematico di un viaggio. Un lungo viaggio in auto elettrica (una Tesla Model 3)  Bologna-Basilicata e ritorno, in 24 ore. E un breve viaggio nelle paure e negli inutili steccati mentali che il coronavirus ha eretto. Buona lettura

                                         di Leonardo Setti

Ieri e oggi avrei dovuto dare l’inizio al laboratorio sulla transizione energetica Energy@School in Basilicata che coinvolge 100 alunni delle classi elementari su quattro Comuni della Val d’Agri. Avevo in programma quattro seminari di “Houston, we have a problem!”

In Val D’Agri per insegnare la sostenibilità

Lunedì mi consulto con chi sta coordinando il lavoro in Basilicata per sapere delle condizioni ambientali rispetto al problema del coronavirus e, siccome le scuole sono aperte in quanto non ci sono ordinanze restrittive, decidiamo di mantenere la scaletta in programma.

Parto alla sera, il coronavirus non preoccupa

Parto alle 20 di lunedì sulla mia Model 3 Tesla dopo aver effettuato lezione online ai miei studenti dell’Università di Bologna. Mi fermo a mangiare al supercharger di Arezzo e faccio una nuova ricarica a quello di Frosinone, verso mezzanotte e mezza, durante la quale conosco un ragazzo con due lauree in storia che mi racconta la storia del Comune di Ceprano.

Leonardo Setti con la sua Tesla Model 3

Alle due di notte sono a Mercato San Severino per dormire e ricaricare la mia auto.
Alle 6,30 di ieri mattina sono già di nuovo in piedi per raggiungere il Comune di Grumento in Val d’Agri dove dovevo fare il primo seminario alle 9,00.

Primo infetto in Basilicata, non mi vogliono più

In prossimità di Grumento ricevo una telefonata dai miei collaboratori lucani i quali mi segnalano che è in atto una rivolta sulle chat delle famiglie degli alunni in cui si rifiutano di mandare i bambini a scuola se la lezione viene tenuta da un professore che viene da Bologna perché potrebbe portare il coronavirus in Basiicata.

Ho la radio accesa che annuncia il paziente 1 in Basilicata portato da un lucano proveniente dalla Lombardia. Fermo l’auto e mi dico: “E se per caso sono infetto anch’io? Forse è meglio annullare tutto! Non si sa mai!”

Tutto annullato per coronavirus,  il sindaco si scusa

Chiamo i collaboratori e decidiamo di annullare tutto: faremo cominciare il laboratorio la prox settimana con educatori lucani. Il Sindaco di Grumento mi vuole incontrare per scusarsi della situazione e del fenomeno discriminatorio nei miei confronti. Io sono molto sereno perché da anni insieme al Centro per le Comunità Solari sto studiando le neuroscienze e effetti sul comportamento, inoltre sono un biochimico e conosco bene il fenomeno delle epidemie da virus.

Non tutti i mali vengono per nuocere

Alle 10, sono a colloquio con il Sindaco e dall’incontro nascono concrete opportunità per far partire un Solar Info Store anche in Val d’Agri, la terra del petrolio. Sono le 12,30, riprendo la mia Model 3 Tesla, che nel mentre si è rifocillata di energia elettrica alla colonnina in piazza e imposto sul navigatore “CASA”.

Leonardo Setti e la sua famiglia elettrica. Ai tempi lui viaggiava ancora con il furgone Nissan e-NV 200, la figlia Rachele in Nissan Leaf e la  madre Iole in Zoe

Rieccomi dalla mia famiglia elettrica

Alle 21, apro il cancello e riabbraccio la mia famiglia che mi stava aspettando. Questa samarcanda di 24 ore mi ha insegnato due cose importanti:

1. tutti possiamo essere soggetti a fenomeni discriminatori anche in buona fede o per il colore della pelle o perché siamo immigranti o perché chiediamo aiuto o perché possiamo portare malattie

2. con una Tesla Model 3 posso fare 1500 km in 24 ore senza problemi dal Nord al Sud Italia e ritorno.

5 COMMENTI

  1. Con un’auto normale a combustione termica (anche alimentata a gas se si preferisce) quei km li si possono fare in “soli” 18 ore andando con calma fermandosi anche a prendere dei caffè! Se oltre alla spesa di autostrada (che oggi risulta essere più cara di qualsiasi pieno di carburante) si sommano le spese effettuate in hotel per dormire mentre aspettiamo il pieno di corrente alla macchina, cena e tutte le altre spese accessorie che uno inevitabilmente sostiene per viaggiare sereno, credo proprio che il full elettric non va bene per chi si deve spostare con la famiglia nei famosi viaggi estivi di ritorno a casa dalle famiglie al sud partendo dal nord o anche per manager o rappresentanti che viaggiano per lavoro! Questo il mio pensiero personale

    • Scusa Simone,e tu faresti 18 ore di guida senza dormire e senza fermarti per cenare?????sono cose che si fanno anche con un’auto termica

    • Complimenti Simone. lei fa 18 ore di guida senza fermarsi a dormire? Si iscriva alla Mille Miglia

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