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Bollette elettriche, l’Authority boccia il mercato libero: “Non si risparmia”

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Bollette elettriche, il mercato libero non funziona. “Non ci sono offerte vantaggiose e hanno mediamente prezzi più alti“: lo ha detto il presidente dell’Authority Stefano Besseghini nella sua relazione annuale. In tutto questo gli italiani sono tornati a pagare le bollette più care in Europa, a parte la Grecia e i paesi dell’est. 

Elettricità, le liberalizzazioni non hanno funzionato e la concorrenza è ancora una chimera. Non lo dicono le più “arrabbiate” delle associazioni dei consumatori. Lo ha detto in Parlamento Stefano Besseghini, presidente dell’Arera, l’Authority che regola tutti i servizi energetici.

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“Offerte sul mercato libero a prezzi prezzi normalmente più alti”

Oggi – ha rivelato presentando la relazione annuale – le offerte disponibili sul mercato libero appaiano poco attraenti rispetto ai diversi servizi regolati, essendo caratterizzate da prezzi normalmente più alti”.

Più che una relazione è una sentenza. Di condanna: l’apertura al mercato avrebbe dovuto portare gli operatori a farsi concorrenza, rendere i servizi più efficienti così da offrire tariffe via via più basse per conquistare quote di mercato. Cosa che, a detta di Besseghini, non è avvenuta.

Un giudizio che pesa ancora di più, visto che arriva a una settimana dal passaggio al mercato libero di tutti i consumatori che erano rimasti al mercato “tutelato“. Una scelta che, al momento, non appare così vantaggiosa per le famiglie italiane.

E come mai non ci sono offerte vantaggiose dagli operatori sul mercato libero? Anche in questo caso la risposta di Besseghini in Parlamento è stata netta: gli operatori preferiscono “una narrativa in grado di valorizzare nel prezzo elementi aggiuntivi rispetto alla fornitura di energia, determinando scelte non sempre economicamente razionali”.

Gli operatori preferiscono puntare su servizi aggiuntivi invece di offrire risparmi sulle tariffe

In altre parole, le società che vendono la fornitura di elettricità preferiscono puntare sui servizi aggiuntivi – che magari non vengono nemmeno utilizzati – facendo pagare tariffe che di vantaggioso hanno ben poco.

Tutto questo mentre nel primo semestre del 2024, gli italiani sono tornati a pagare le bollette più care d’Europa ne Paesi con le economie più avanzate. Peggiorando il dato del 2023 – come ha sottolineato Besseghini nella sua relazione – dove almeno eravamo sopravanzati dalla Germania

Emerge anche un altro elemento. I consumatori (oltre che poco informati) non sono nemmeno aiutati nella loro scelta tra tariffa fissa o variabile. Sempre secondo Arera nel 2023 due consumatori su tre (66,8%) hanno preferito – sul mercato libero – un contratto a prezzo fisso contro il 33,2% che ha scelto un variabile.

Ma negli ultimi anni, compreso il 2023, le offerte più vantaggiose sono state quelle a prezzo variabile (che seguono l’andamento del mercato all’ingrosso) rispetto a quelle fisse.  i clienti domestici hanno pagato in media 150 euro al megawattora in meno rispetto al 2022.

Solo in questo inizio di 2024 sono comparse le prime offerte vantaggiose anche al fisso rispetto al variabile. Non sarà che le compagnie “convincono” i clienti che è meglio spendere qualche euro in più ma conoscendo quanto si spende ogni mese? Una prudenza che, finora, non ha pagato, se non per le compagnie energetiche.  

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13 COMMENTI

  1. Sul mercato esistono sia prezzi fissi che variabili, sia domestico che business, convenienti e con sconti di benvenuto.

    Per chi fosse interessato posso inviare cgf e CTE.

  2. Mario Provenzano ha fatto la domanda chiave. E la risposta è semplice: i cosiddetti operatori del mercato libero sapevano benissimo come sarebbe andata. Ma hanno fatto lobby per intortare i politici e convincerli a combinare questo disastro. Non dev’essere stato molto difficile, considerando il livello di incompetenza e di corruzione (mia opinione, s’intende). Siamo al puro autolesionismo. La rete elettrica è una sola, l’acquirente è unico perché deve tenere bilanciata la rete. Tutti gli intermediari sono lì solo a rosicchiare margini a nostre spese. E ora è troppo tardi per tornare indietro.

  3. Ho tentato con Enel di passare alla tariffa variabile, risposta: “impossibile”
    Cambio operatore e mi richiama Enel, di nuovo mi offre uno sconto ma solo sul prezzo fissso.
    Ovviamente spingono per la tariffa fissa, il guadagno è imbarazzante (per loro)

    • evidentemente investendo in F.E.R. sanno che la quota di produzione elettrica a gas scenderà parecchio e quindi avranno margini crescenti …

      • Guarda la discussione con il tizio del centralino è stata grottesca, avevo la tariffa fissa a 14,5 e cercava di convincermi che era conveniente sopratutto perché garantita per 5 anni.
        Poi la controfferta a 10,5 ma garantita solo per 1 anno, assolutamente impossibile passare alla tariffa variabile e quindi li ho salutati.

        Adesso sto aspettando la prima bolletta per capire i risparmi rispetto alla precedente tariffa.

        • Bisogna essere molto costanti sui consumi per capire le differenze.. o avere report (su app o PC) dei prelievi corrente.

          Anche io aspetto di arrivare a fine anno a prezzo bloccato e trovare una tri-oraria PUN + spread accettabile.
          Sennò…vai di accumulo 😉

  4. Ma se tutti i gestori comprano al prezzo del PUN e guadagnano con lo spread sul PUN e sul canone, che sono entrambi dei costi che non esistevano nel mercato tutelato, come dovrebbe funzionare la concorrenza per abbassare i prezzi? Non capisco o in cosa sbaglio?

  5. Non ho chiaro come doveva funzionare l’abbassamento dei prezzi grazie alla concorrenza, se gli operatori guadagnano nel canone mensile e nello spread sul PUN e queste due spese non esistevano nel mercato tutelato.

  6. Ormai sono un disco rotto.
    Chi può ed ha spazio si ricordi che esiste un’assicurazione energetica trentennale che oggi è a buon mercato il FOTOVOLTAICO.

    Se incontrate qualcuno che vi dice “ti sei fatto i conti di quanto spendi” lasciatelo perdere e andate a fare i preventivi.

    Ad Agosto avrò la prima bolletta pulita con induzione e auto elettrica.
    Voglio confrontarla col bimestre giu/lug 2023 per vedere quanto pago in più.

    Poi sottrarrò la bolletta del gas e il gasolio non comprato.

    • da quando ho F.V. e uso la corrente pure per scaldar casa con PdC la mia peggior bolletta mensile è uguale a quanto spendevo anni fa per far soltanto rifornimento mensile di gasolio all’auto….
      Ah … se potessi usare i 60kW della batteria BEV come accumulo…..

    • Ilaiovs vediamo di farci capire
      Primo impianto fine 2011 già ampiamente ripagato e per i prossimi 8 anni 0, 32 EUR per ogni kW prodotto circa 1000 EUR più lo scambio sul posto. Secondo impianto 2023 solo scambio sul posto, praticamente quello che spendo durante l’anno mi viene rimborsato praticamente tutto dal GSE , diciamo circa 5.000 kWh.Il FV il mio migliore investimento

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