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Bollette, per l’elettricità prezzi più alti nonostante il mercato libero

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Bolletta elettrica, si cambia. Dal primo luglio finisce il “mercato tutelato”. Per 4,5 milioni di famiglie scatta l’obbligo – nei prossimi tre anni – di passare al mercato libero. Nel frattempo vengono spostate in un regime di “tutele crescenti”. Ma cresce il risparmio per i consumatori? Al momento, le tariffe più alte sono proprio sul mercato libero. Quello in cui dovrebbe esserci più concorrenza

Ma quale concorrenza? Ma quale ribasso delle bollette (e tariffe elettriche in discesa) grazie alle liberalizzazioni? E, soprattutto,  quali vantaggi per i consumatori?

A pochi giorni dalla fine del mercato tutelato e il passaggio definitivo al mercato libero, i vantaggi appaiono tutti a favore degli operatori che vendono il servizio. E non a favore dei consumatori. Per paradosso, i prezzi più convenienti sono disponibili nel mercato tutelato. Mentre molto più alte sono le offerte sule mercato libero, sia a prezzo fisso che a prezzo variabile.

Bolletta elettrica, il risparmio più alto per chi non è passato al libero mercato

A dirlo non è uno studio di qualche comparatore di prezzi, ma un protagonista “super partes” del mercato elettrico. I dati sono stati forniti da Arera, l’Authority per la regolazione di Energia Reti Ambiente, che sovraintende anche il settore elettrico.

In un incontro che si è tenuto pochi giorni fa, proprio con le associazioni dei consumatori in vista della scadenza del primo luglio, Arera ha mostrato una serie di grafici da cui emergono i vantaggi per chi è rimasto nel mercato di tutela.

mercato libero
Stefano Besseghini, presidente di Arera

Ecco i conti di Arera: mercato libero più caro del 47,7%

Secondo i dati che si riferiscono al marzo scorso, le offerte sul mercato libero prevedono tariffa pari a 0,33 euro al chilowattora per i contratti a prezzo fisso e 0,32 euro/kwh per quelli a prezzo variabile. Mentre la tariffa per il mercato tutelato è nettamente inferiore, a 0,22 euro/kwh.

Risultato pratico? Secondo l’associazione Assoutenti, «la bolletta media della luce per una famiglia del mercato libero con consumi pari a 2.700 Kwh annui si attesta a 891 euro all`anno in caso di prezzo fisso e 864 euro per il prezzo variabile, contro una media di 594 euro annui sul mercato tutelato».

Le tariffe sul mercato libero risultano così «più care in media del 47,7%», con una spesa aggiuntiva per i contratti a prezzo fisso che sfiora i 300 euro.

Ma almeno c’è ancora una categoria di persone che da dal primo luglio, giorno in cui si completa il percorso iniziato nel 1999 con l’apertura del mercato libero ai privati, si godrà dei vantaggi del mercato tutelato.

I benefici maggiori andranno alla bolletta dei clienti cosiddetti “vulnerabili”. Si tratta di famiglie che hanno almeno un componente che si trova in condizioni di disagio abitativo o economico, hanno disabilità certificate, oppure hanno già compiuto 75 anni.

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12 COMMENTI

  1. vorrei riportare, se posso un paragrafo di un articolo letto ora su Repubblica, in riferimento alla sanzione comminata ad un operatore energetico ( uno a caso) ” Nel corso dell’istruttoria – spiega la Newsletter dell’Autorità – il Garante ha anche chiesto a Eni Plenitude i dati delle proposte di acquisto effettuate dalla rete di vendita e concluse con l’attivazione di servizi energetici, relativi a una “settimana campione”: su 747 contratti stipulati nel periodo di tempo individuato, 657 sono arrivati da un contatto illegittimo.”
    Benvenuti nei libero mercato.

  2. Se non erro, fino al 30 Giugno si può chiedere di rientrare nel tutelato per chi è nel mercato libero.

    E visto l’andazzo sarei fortemente tentato di farlo. Poi vedendo si valuta di nuovo il libero. OK ho 6KW di FV, quindi non è che ho il pensiero della bolletta, però con l’induzione e l’MG4 saranno un 2000KWh di aggiunta ai 3500 soliti.

    Anche col FV resta un bel consumo.

    • Ho visto ieri su FuoriTG (RAI3) che è “mission impossible”… via call Center unico che non risponde mai.

      Francamente non ho provato a vedere se ci sono strade alternative con PEC e SPID per riuscire nei tempi dati.

      (Ho meno FV ma sto meditando di implementare a 6kW e magari una buona batteria 🔋 LFP…

      • Perché hai bisogno del call center?

        Sul Servizio Elettrico Nazionale non c’è il form che puoi compilare per chiedere il rientro?
        Senza parlare con nessuno?

        • come scrivevo… non mi sono informato.. visto che non mi lamento per poche decine di euro l’anno.. ho riferito delle difficoltà della procedura proposta per gli utenti “fragili” (Over 75) che prevede la chiamata.
          Oramai aspetto luglio e vedrò come si muove il mercato…
          La mia prima opzione è aumentare l’ autosufficienza..prima o poi ripaga 😉

      • Io lo ho appena fatto proprio in vista della fine del tutelato ( anche se resto nel servizio stg). Sono passato da 2 kW a 5.6 con 10,4 kWh di accumulo lfp. Ancora sto aspettando il collegamento alla rete ma nel frattempo lo uso come impianto stand alone inibendo l’esportazione verso la rete, e i miei consumi da due settimane sono diventati zero

  3. In Italia per “mercato libero” ci riferiamo sempre a “libero di prendere una fregatura” nel totale disinteresse e inazione degli organi di controllo

    neppure le norme sulle cause collettive sono efficaci… chissà perché….

    • /// neppure le norme sulle cause collettive sono efficaci… chissà perché…

      Perché non intervengono sul cartello dei prezzi, quello è compito della politica e del garante della concorrenza e del mercato

      • Si. Lo so.
        Intendevo sottolineare che il cittadino (consumatore) italiano non ha alcuna difesa.
        L’ unica via spesso è far molto rumore…cercare consenso…e sperare in qualche concessione…

  4. In Italia dove c’è obbligo o necessità vengono stravolte tutte le leggi del libero mercato a cui tanto dicono di ispirarsi.
    Di conseguenza:
    Tanto che come scrive @Ilario con la follia di 607 operatori i prezzi tendono a salire anzichè scendere.

  5. Buongiorno, lo avevo scritto nell’altro articolo, in Italia passare al libero mercato vuol dire farsi del male. Intanto in Italia ci sono 607 operatori di libero mercato sulla fornitura elettrica ( e prima erano 717). Ma scherziamo? La vendita di energia dovrebbe essere consentita solo ad aziende accuratamente selezionate in grado di fornire un servizio serio. Secondo aspetto, si è passati subito a fare cartello. A mio avviso il libero mercato va bene ma bisogna fissare dei paletti: un pezzo massimo per il kWh, lo stesso per oneri vari. A quel punto il fornitore sarà libero di farmi la sua offerta ben sapendo che più di tanto non potrà chiedere. Se non gli conviene può sempre cambiare attività

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